365 giorni, Libroarbitrio

.niente mayday. – Lié Larousse

Lié Larousse - Kimono Official Store

.e non fate quella faccia
lo sapete pure voi
l’amore
non esiste
ce lo inventiamo
nelle belle giornate
quando al mattino
l’aria nei prati odora di cocomero
o quando il sole diserta
e il cielo è stretto
in un foglio di carta
bianco e sottile,
se venisse a piovere ora
si sgretolerebbe tutto
dissolvendosi in una voragine
non farebbe in tempo
a smussare gli angoli
piegarsi dall’interno a metà
un alito di vento e volare via
niente MAYDAY MAYDAY
mentre dall’universo sopra
viene giù un gran casino
di stelle e galassie
e tetti, vie e latte
buono solo per i gatti randagi
e una loro più fortunata
prossima vita.

#poesia .niente mayday. di Lié Larousse libro edito da Miraggi Edizioni
Website www.libroarbitrio.com
Photo by Gabriele Ferramola

#amore #scrittoriitaliani #duediripicca

https://www.instagram.com/lielarousse/

Annunci
365 giorni, Libroarbitrio

Paradiso – Er Pinto

 

Bosch-Giardino della delizia

Quanto è lontano da qui il paradiso?
Sembra vicino, lo sembra alle volte
Quando spiragli ci sfiorano il viso
Nei smarrimenti di notti sconvolte

Forse la vita è soltanto una scala
Ed ogni giorno soltanto un gradino
Verso qualcosa che infine regala
La pace ed il senso del mero destino

Son contenitori di sogni e energie
I nostri corpi, che ne misurano il viaggio
Per accettarlo scrivo poesie
Le mie fantasie mi rendono omaggio

Non c’è nessun Dio che ci dà la forza
Niente è infinito così è la natura
Che così bella ci incanta e si sforza
Di farci coraggio se abbiamo paura

La sensazione di essere vivo
Che provi se guardi un cielo stellato
È il vero segnale, il gesto incisivo
Che il dono prezioso è l’essere nato

Salgo le scale sudandone il prezzo
Non c’è l’inferno, non c’è il paradiso
Ogni scalino che salgo la apprezzo
La vita ti ha dato, la stessa ti ha ucciso

Se fosse freddo come d’inverno
L’inferno che invece pensiamo di fuoco
Se fosse vivere e pensare in eterno
Il vero finale, la beffa del gioco

Se fosse calda come l’estate
La lacrima che ti solletica il viso
Se fosse l’occhio nelle passeggiate
La porta segreta che è già il paradiso

Er Pinto

Opera pittorica
Il giardino delle delizie
di Hieronymus Bosch

365 giorni, Libroarbitrio

.una montagna d’uomo ad uomo. – Lié Larousse

Lié Larousse photo

.per arrivare a te
ho dismesso falsi sorrisi
grida dagli spalti ed inviti
schivato un uomo alla volta
mi sono presa a spallate
a schiaffi da sola
sbattuta a terra, e alla fine
per placcare
l’ansia e la frenesia che montavano
t’ho rubato l’ovale
ho iniziato a correre e a vivere,
ma al contrario
e soprattutto
senza rincorsa.

.una montagna d’uomo ad uomo. poesia estratta dal libro .la vita comunque. di @lielarousse per @miraggiedizioni in uscita in Italia.
Il nuovo libro dell’autrice raccoglierà pagine di racconti, poesie e fotografia.

in collaborazione con:
@bibliotechediroma
@feltrinelli_editore
@lafeltrinelli
@duediripicca

 

365 giorni, Libroarbitrio

.la missionaria. – Lié Larousse

Il-pittore-e-la-modella-Gustave-Klimt - Milo Manara

.sfilata la mutandina
mi sono seduta sulla tazza,
il mio bagno – piastrelle blu notte e granito ramato –
mi somigliano queste pareti penso,
e per un bel po’
sono rimasta così
schiena curva, nuca al muro
la mutandina stretta nelle mani
la pipì a farsi luminosa ad intermittenza
e i pensieri
a raccapricciarsi tra loro da quanto schifo si fanno
e a pensare che da bambina
volevo fare la missionaria
e a pensare che l’unica missione che vivo oggi
è tentare di restare al mondo
magari pure rincasando sana e salva
e poi sei sbucato tu
che davvero non me l’aspettavo
e io credimi che me ne aspetto di cose dalla vita
che qui tra cattiverie gratuite e amori improbabili
fregarsene per andare avanti
è fregarsi d’esserci cascati
d’essere andati avanti
e io ti vorrei davanti ai miei occhi adesso
su questo cesso
anche solo per odorarti, abbracciarti e poi scappare
che mica per forza alla fine si deve fare l’amore
e penso che volevo solo fare la missionaria
e più ci penso e più m’incazzo
e si sono fatte le due di notte così
seduta incazzata
in questo cesso meraviglioso che m’assomiglia
e la pipì bella, che tutto illumina
ma a intermittenza.

365 giorni, Libroarbitrio

.la vita comunque. – Lié Larousse

visoth kakvei

 

.nonna Nannina
stende mutande, calzini e pezze da spolvero
sul filo che corre da finestra a finestra
chiacchiera del tempo al tempo
le mani ghiacce odorano di sapone
il marito e il figlio
li rivede solo quando in corridoio
passa difronte a lumini che ravvivano i volti sbiaditi
si fa il segno della Croce e svelta va in cucina:
per il nipote suo adorato ha messo su la pila dell’acqua
il sugo bolle già da due ore,
manca un pizzico di sale, due foglie di basilico;
Robertino sta al bar di sotto
coi denti neri e il Campari nelle mani
fatto ancora di un giorno non finito
conta buffi e rimbocca il bicchiere restando seduto,
la sedia se la tiene calda lui che dentro c’ha freddo
ma fuori basta una parola storta e prende subito fuoco
e non ce n’è più per nessuno,
non si vince e non si pareggia con lui,
appena fa buio la sera sparisce, nessuno lo sa dove va
pure se tutti lo sanno dove se ne va, e la mattina:
– finirai male, farai la fine di tuo padre, te lo dimo perché te volemo bene –
consigliano vecchi tra una mano di briscola e tresette
ma lui non li è mai stati a sentire, e all’unica amica buona
strizza l’occhio e dice voltandosi appena
– Chicca non è vero, non faremo la fine che dicono loro -;
Chicca, la figlia di nessuno,
gli dà un buffetto sulla guancia e se lo abbraccia
forte quel ragazzo
conosciuto quando aveva cinque anni,
ha gli occhi azzurri Robertino,
la pupilla impallata racconta degli stessi guai,
le strade, gli amori falliti, tutto l’abbandono del mondo,
gli sorride e se ne va sospirando,
occhi ben aperti alle spalle pensa alla sua di vita
e di nuovo a quella dell’amico caro
un ritornello infinito
di una canzone stonata
ma loro che ne sanno
e invece sì che sanno
e intanto passano anni, e tutto pare possa passare,
e intanto tutto è cambiato, e tutto è pure rimasto lo stesso
ieri Robertino stava seduto infondo al bus, le ha fatto l’occhietto,
Chicca è scesa due fermate prima, come sempre,
con un – ciao, a domani – nella mano, e un filo di voce per l’aria;
ed è già domani e l’edicolante scuote la testa,
scansa uno sbadiglio su quotidiani che non legge nessuno
un ventenne con le caviglie scoperte sfila spedito
occhi all’iphone e musica trap nell’orecchie,
la campanella della scuola materna chiama la ricreazione
bus, macchine e pedoni attraversano col rosso
il verde è una macchia di prato sporco, dall’altra parte del marciapiede,
ingoia altalene e panchine sbracate
sotto gli occhi lividi di case popolari rattoppate
e la vita marcia negli appartamenti occupati
ma con le facciate pittate belle
grazie alla speranza di artisti di strada che ci credono ancora e
– a Roberti’, non sai quanto te voglio crede’ –
sussurra Chicca al cielo,
soprattutto oggi, che il giorno tuo l’hai finito così
di punto in bianco te ne sei andato
hai chiuso l’azzurro degl’occhi coccolato
dall’andirivieni della tua vita in quel bus
e se n’è accorto uno zingaro al capolinea
e poi tutti stamattina
quando l’hai lasciati zitti e muti ad aspettare
quell’uomo rimasto per loro ragazzino sempre
che alla fine,
la fine del padre l’ha fatta per davvero,
e non ci sta più niente da dire
e nonna Nannina non ha più pezze da stendere
né sughi da far per ore bollire
e Chicca, bé,
Chicca ha un altro angelo da pregare.

Lié Larousse

DuediRipicca

#visothkakvei #vivere #lavitacomunque

365 giorni, Libroarbitrio

IL BLUFF DELLA FELICITA’ – Gianluca Pavia

soir-bleu-edward-hopper-1914

Talmente assuefatti
alla lobotomia quotidiana
da cercare sempre
qualcosa di forte,
emozioni forti,
un salto nel vuoto
con l’elastico ai piedi
o i piedi nel vuoto
e una corda al collo.
Condannati
a dover essere felici,
ad avere tutto e tutti
e il prima possibile,
affoghiamo
nei nostri bicchieri
mezzi vuoti
sognando paradisi tropicali
dai nostri inferni periferici.
Perché lì
saremmo felici,
facendo questo o quello,
saremmo felici
scappando in continuazione
saremmo felici
o per lo meno,
distratti.
Non è tanto
trovare la felicità
né iniziare
a cercarla,
abbiamo già
tutto ciò che serve
dentro,
basta lasciargli spazio
e tempo
per uscire fuori.

Gianluca Pavia
DuediRipicca

365 giorni, Libroarbitrio

LA VITA E’ UNA GUERRA – Gianluca Pavia

roberto-ferri

La vita è una guerra
ogni risveglio, un raid nevrotico
ingoi polvere al gusto di napalm
e lo stomaco brucia
asfissiando pensieri
in un campo di grano
minato dalle convenzioni.

Siamo solo kamikaze
senza addestramento.
Siamo solo vittime
del fuoco amico.
Siamo solo pedine
su un atlante di filigrana.

Prigionieri
della resa incondizionata
ad impulsi compulsivi,
ossessivi,
ossessionati
da bombardamenti neuronali
fin dentro la trincea,
fin dentro la fossa.

A volte
premo la canna in gola
ferro freddo su palato caldo
sarebbe facile
il grilletto è sensibile
un poco più vigliacco
e ritingerei le pareti
di sangue e cervello
e vane speranze.

A volte marco visita
diserto
passo al nemico
quello seduto sulla riva
acquattato nella giungla
quello che non vive
per morire
quello che muore
per iniziare a vivere.

365 giorni, Libroarbitrio

Basta l’anima, e se scopri di averla magari in una vita di mancanze riesci a trovare – Lié Larousse

ti-basta-lanima

.cosa ne sai della confusione mentale
quando credi di aver messo tutto in ordine nella testa
e poi una stilettata di follia e la sua vertigine
ti disordinano il cervello disorientandoti
e non capisci più nulla, del nulla cosa ne sai?
quando è così vuoto da riempirti fino all’orlo
e poi trabocca come il bicchiere di troppo
in un’infinita nottataccia di troppo
e sei invischiato in qualcosa di troppo
ed è davvero, troppo più grande di te,
delle botte, dei calci e delle parole picchiate nel mezzo,
attanagliato dalla frustrazione
che fa venire sempre più voglia d’essere disfatti
soddisfatti dall’insoddisfazione
di tutto e di niente
e del tutto e del niente cosa ne sai?
dei sogni infranti, delle speranze dismesse
delle anonime notti insonni
come questa con la musica alle spalle
e la luna che brucia in panne
e di te che domandi che ne sai di domani
e infatti non lo so
ma perché dovrei saperlo?
ma perché? Ma cosa m’importa
di questo famoso futuro
che vorrebbero tutti già vedere
e del presente che abbandonano
mentre vorrebbero tanto viverlo
e il passato
quello è passato, non domandarti come
piuttosto basta, domandati se hai un’anima
ecco cosa ti basta
la tua anima ti basta
se ce l’hai e la vedi e la tocchi e le parli e la senti
magari in una vita di mancanze riesci a trovare
finché saprai tenerla a te.

365 giorni, Libroarbitrio

La vita segreta – Gala Dalì

L’unica cosa che desideravo allora era il passaggio che potesse aprire un’inferriata sul filo delle zolle lontano dai sentieri, il giorno aperto alla luce tinta di verde smeraldo di una foglia scura, appesa al ramo prudentemente inclinato di un grande albero protettore, e la notte tappezzata di muschio nero che zittisce ogni rumore, sopprime ogni luce. Era lì dove allora desideravo ardentemente stendermi, fra lenzuola di lino fresco, per sentire solo gli strati spessi del tessuto: stare sdraiata lì senza muovermi, senza parlare, senza calcolare il tempo.

.Dolce come un bimbo ammalato,
Silenziosa come il cuore di un bosco infinito,
Innamorata come un giovane animale cieco,
Forte come le braccia aperte di una quercia millenaria,
Protettrice come una grotta umida,
Innocente come l’uovo che si è appena dischiuso,
Pura come un uomo che riceve l’estrema unzione,
Abile come la tromba di un’ape vampira di fiori,
Agile come il percorso di una radice in un terreno roccioso,
Buona come l’acqua fresca di una fonte in un giorno di grande calura.