365 giorni, Libroarbitrio

DANIEL MENDOZA – Italians (Itagliani)

Regia e Montaggio: Virginia Pavoncello (Second Life Video)
Assistente: Elisa Sepede
Dall’album: Daniel Mendoza – Rivincita
Con: Flavio Ribelli, July Della Pelle, Cristian Sanguedolce, Gabriele Fantozzi, Davide Eugenio Severin, Lorenzo Lucatelli, Rebecca Ferrara, Elena Piscetta, Zoe Annibali, Eva Santonati.
Foto di scena: Sofia Vircillo
Si ringraziano:
– Pizzeria La Bella Roma (Via Giovanni Censori 13 Rm)
– Circolo Ippico La Perna & Agricoltura Nuova (Via Valle di Perna 315 Rm)
– Lara & Famiglia, Arianna Calisti.

 

Daniel Mendoza:
http://www.streetlabelrecords.com/dan…
https://www.facebook.com/danielmendoz…
http://www.instagram.com/danielmendozaofficial

(P&C) Street Label Records 2018:
http://www.streetlabelrecords.com
https://www.facebook.com/streetlabel
info@streetlabelrecords.com

Daniel Mendoza alla 2dR ART GALLERY ROME di DuediRipicca

Daniel Mendoza, Rapper e Beatmaker Romano, muove i suoi primi passi nel circuito HipHop dal ’96.

Dopo anni di gavetta sui palchi e dopo uno studio attento della cultura Hip Hop, decide di formare il team HOMIEZ&MONEY col quale pubblica nel 2000 “THE ALBUM”. Successivamente entra a far parte de GLI INQUILINI, un gruppo storico del panorama Italiano, che ha ottenuto consensi e successo anche all’ Estero. Dopo la pubblicazione di ben quattro Album Ufficiali e dopo quasi dieci anni di lavoro insieme, il gruppo si scioglie. Il Rapper prosegue quindi la sua carriera come solista che porta all’uscita di BOOMERANG. Daniel Mendoza è un Artista poliedrico, attento alle musicalità originarie della Musica Nera, con un grosso bagaglio di esperienze personali e di collaborazioni di rilievo. Completamente slegato dai classici stereotipi collegati al Rap, propone rime e musica per adulti. Contenuti potenti e attuali.

 

Discografia:

2000: Homiez & Money – The album
2003: Gli Inquilini – Benvenuti nel paese dei mostri
2003: Gli Inquilini – Bentornati nel paese dei mostri
2005: Gli Inquilini – Il mondo nuovo
2007: Gli Inquilini – I mostri capitolo 3 street album
2008: Daniel Mendoza – Un pugno nello stomaco Mixtape
2009: Daniel Mendoza, Sgravo e Flake – Roulette russa mixtape
2010: Gli Inquilini – 4
2012 : Daniel Mendoza – Boomerang
2014: Daniel Mendoza – Romanzo Popolare
2016: Daniel Mendoza – Rivincita

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365 giorni, Libroarbitrio

CHE LO SFORZO SIA CON TE – Gianluca Pavia

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Non puoi startene
ogni giorno a sbatterti
per qualche splendida
stupida
poesia.
E’ inutile sforzarsi
la faccia rossa
gli occhi di fuori
e sforzarti, sforzarti
sforzarti
come dovessi cagare,
a meno che la tua roba
non sia tutta merda.
E’ qualcosa di naturale
o ce l’hai
o fai l’influencer.
Scriverai un sacco di poesie
quasi tutte pessime
noiose
spente
e nel bel mezzo dello scontro
un giorno, per caso
o distrazione divina
ne uscirà una buona
da dedicare al mondo,
a donne
bambini
e disturbati mentali.
Le altre,
quelle dello sforzo,
buttale nel cesso.

Gianluca Pavia
Lié Larousse DuediRipicca
Miraggi Edizioni #spietatesperanze

365 giorni, Lié Larousse, Uncategorized

Luana Penna intervista Lié Larousse/2dR per Specialmente Donne

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Come si pronuncia il tuo nome ?
“ semplicemente LIE’” 
La nostra telefonata inizia così …

“Sono scrittrice, e poetessa, molti lavori li firmo 2dR- DuediRipicca nome del progetto di scrittura a quattro mani con Gianluca Pavia, anche lui poeta e scrittore. Tutto è iniziato assieme, quando circa quattro anni fa abbiamo partecipato e vinto il Premio Dacia Mariani – Festival delle Due Rocche con il racconto “AL TRE”, e successivamente abbiamo pubblicato il primo libro Poker d’incubi, edito dall’editore Danilo Bultrini per Alter Ego edizioni”

Come hai iniziato a scrivere ? Quando ti e’ nata questa passione ? “
“Quando ero bambina scrivevo lettere ai musicisti, e anche se prive di indirizzo, le mettevo comunque nella buca della posta. L’arte pittorica è stato il mio primo amore, così ogni volta che scrivo una poesia le abbino ad un’opera di pittura: ritratti di donne, paesaggi, secondo le emozioni che vivo. Mi ispiro molto a Van Gogh e le sue lettere a Theo, adoro Gala Dali’, l’epistolari è il mio filo conduttore a loro.” 

Come scrivi LIE’? Su carta al pc?
“Scrivo su carta, con la penna stilografica, appartenuta prima di me a mio nonno, un oggetto che ha molti significati, ed ho una infinita’ di blocchi intorno a me di diverse misure. Poi, quasi alla fine, riporto tutto al pc …”

Cosa esprimi attraverso la tua scrittura ?
“Tanto desiderio del passato, torno sempre a metà dell’800, ma anche di libertà, di muovermi al presente, attraverso la fotografia per esempio … se cerchi qualcosa che assomiglia a te … sei solo tu ..infatti oggi la foto ti permette di specchiarti, e di trovarti forse anche per questo abbino i miei scritti sempre ad una immagine…sto raccogliendo nuove poesie, per il mio secondo libro, in questi scritti mi sto riscoprendo a scrivere per me, libera dal dover dimostrare qualcosa al lettore, libera .”

Un grazie speciale a LIE’ per le emozioni che ha saputo trasmettermi in pochi minuti di telefonata. 

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Lié. è il libro che porta il suo nome, edito dalla famosa casa editrice torinese Miraggi Edizioni.
Lié gioca con le parole, non è un’esordiente ma una promettente creativa e folle autrice/attrice che scrive anche su Libroarbitrio blog seguito da migliaia di lettori. Conosciuta ai più per il progetto 2dR/DuediRipicca a quattro mani con Gianluca Pavia poeta e scrittore, anche lui edito da Miraggi Edizioni con la silloge Spietate Speranze.

www.libroarbitrio.com

Torneremo a parlare dei suoi/ loro progetti e dei loro eventi per promuovere la scrittura, lettura e conoscenza 🖊

di Luana Penna per Specialmente Donne

BLACKOUT, Libroarbitrio

APRIAMO una nuova Pagina “BLACKOUT” dedicata al romanzo d’esordio di GIANLUCA PAVIA edito da NED Edizioni di Pier Paolo Mocci

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Apriamo la Pagina BLACKOUT dedicata al romanzo d’esordio di Gianluca Pavia.

Raccoglieremo informazioni su eventi e presentazioni, sugli scritti e i progetti dell’autore.

Vi terremo costantemente aggiornati, voi seguite con noi questa nuova avventura letteraria:

ALIENATO, SCORRETTO, CINICO
BLACK OUT
di GIANLUCA PAVIA
NED Edizioni


dal
12 APRILE  
perderete la vostra identità,
oppure no?

365 giorni, Libroarbitrio

.il tempo bastardo. – Lié Larousse

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.giocano incantevoli
con questo poco di sole e gli spifferi
le tende rosse della mia stanza,
il bianco del cielo fuori
si lascia disegnare oblique ombre nere
sfrecciano raggi a tagliare voli di insetti
foglie e piume precipitano al suolo in un silenzio catastrofico
e una tristezza così grande
m’invade la vita dentro
al mattino, a volte, riesco a non dargli peso
mi alzo e vago
altre
è uno schianto terribile
divora cuore e anima
spezza braccia e gambe
esangue nel letto
non faccio niente per difendermi
e intanto
dagli spioncini delle porte dietro
arriva puntuale l’odore del caffè
Tori Amos alla radio canta Cornflake girl
e penso – potrei morire adesso –
mentre fisso questo incanto
le tende giocare belle
e la vita comunque.
 
inedito di  Lié Larousse
 
Roberto Ferri Italian Painter #giudiziouniversale
 
365 giorni, Libroarbitrio

L’HO FATTO CON TYLER DURDEN ( I LOVE CHUCK PALAHNIUK) – Gianluca Pavia

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Vuoi mettere
una domenica mattina senza postumi
e anche sotto il temporale
viverci la città?
Rintanarci in un museo
e fare l’amore
– surrealismo orgasmico
a tinte forti –
e il pomeriggio
continuare a fare l’amore
fino a perderne il conto.
Ed è da sballo
farlo con Tyler Durden.
Aspetta, mi spiego
io e lei
e Tyler in sottofondo.
Vuoi mettere
una domenica senza postumi,
la pioggia che suona la finestra
io e lei
e quasi Dio che ci parla?

365 giorni, Libroarbitrio

FRIGORIFERO MON AMOUR – ANDREA SERRA – MIRAGGI EDIZIONI

365 giorni, Libroarbitrio

Intervista a Daniele Casolino e la sua Anna Magnani

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Lui la musica non l’ascolta, la fa!

No, non è vero! Si sbriga a dirmi ridendo e sottolineando che Lui insegue ogni giorno il sogno di diventare musicista, ma intanto si è ritrovato scrittore. Ad impigliarsi nelle note questo accade, gli dico con lo sguardo di chi inciampa continuamente, e che un po’ musicista lo è già, ma io di musica non ci capisco niente dice Lui, e allora va bé.

Ah, scusate, vi state domandando ma Lui chi è?

Lui che si vede allo specchio in carne e cassetti in cui raccoglie tutte le bellezze e le brutture dell’esistenza in ogni loro sfumatura. Lui che fa eventi in casa e poi va a sedersi scomposto da bravo salottiere quale è, ma solo dopo aver imbastito una tavolata di cibi fantagloriosamente cucinati da sé mentre decanta ogni ingrediente, non da grande chef ma d’attore. Lui Daniele Casolino collezionista di vita, la sua e quella degli altri, così curioso da domandarsi se la curiosità incuriosisce, facile all’annoiarsi facile, disordinato per ordine, si perde per cercarsi, ignora per conoscere, matematico non per matematica ma per scrittura e la manifestazione di ipotenuse di versi sempre nuovi. E poi presentatevi, ditegli il vostro nome, e non vi ci chiamerà, ma lo anagrammerà per definirvi per passione, un gioco che fa come invischiarsi in tutto ciò che non gli piace per scoprire cosa sia davvero a piacergli, e poi gode, di tutto, di tutti, un bicchiere di rosso, carta e penna, e sulla tomba vorrà scritto:

“GLI E’ PIACIUTO UN FRACCO VIVERE”

Se avete occasione di sapere quando si esibisce e dove, non perdetevelo dal vivo, anche se a star dar retta a Lui: se ve lo perdete lo ritrovate!

Di seguito uno dei sui scritti più belli e che ho avuto il piacere di vedere live

-anna-magnani-

ANNA di Daniele Casolino

Pronto sei tu? Pronto? Io non sento niente… Ti sento lontano

Mi sei stato mai vicino Robè? O si l’amore, anzi l’Amore, come se fosse un titolo.
Io, il grande amore, lontano e folle, fuori dalla tua famiglia. Io ti aspetto qui in questa casa storta a picco sulla costiera amalfitana, non c’è neanche la corrente, ma è stata una mia follia, il nostro nido d’amore… Lontano, lontano da tutti. O certo sei un personaggio pubblico e rispettato, e ogni tanto anche a casa tua devi passarci. Ti vedo lo sai Robè, ti vedo che da patriarca, i tuoi figli ti vengono in contro con i loro compitini ben svolti e tu li baci teneramente sulla fronte. Anche tua moglie baci, sulla guancia però, in quel vincolo che vi lega al matrimonio e al ruolo sociale che vi siete giurati. L’amore invece lo dai a me no? E vabbè, lo sapevo, me la sono cercata e mo’ sto qua che ti aspetto.
Tanto che altro c’è da fare qui, le riprese cominceranno solo domani. Mi siedo in terrazza a guardare il mare di Furore e aspetto.

Ieri sera mi sono coricata prestissimo, non riuscivo a dormire e ho preso una pasticca, sì una sola, alle nove

E invece sono ancora qui sveglia, a leggere il copione. Come faccio a dormire. Mi hai sconvolto la vita Robè, io ero amata, stimata e tu per farmi immortale mi hai ammazzata.
Mi hai sacrificato sull’altare della tua arte o, dovrei dire forse, del tuo ego.
Che non sei bello ce lo sai, no? Eppure, Dio mio Robè, non mi ci hai fatto capir più nulla.

Sono molto forte sì, ho molto coraggio

Il coraggio di mettere a rischio la mia carriera: la grande attrice coinvoltà in un torbido caso di adulterio. Ma tu sorridi, tu sai stare in pubblico, tu ami la gente e ti lasci amare da loro e ti si perdona tutto. Come fa tua moglie, come faccio io.

Si ha un bell’essere forti, un bell’essere preparati, ma quando arriva è un bel brutto colpo, sai?

E a me sai che me ne frega di farci la figura della fessa, della sciocca, della donna che non sa darsi un contegno. Io sono famosa per le mie scene di follia, di disperazione. La mia intensità è la mia, la mia densità, la mia faccia, questi occhi urlanti che bucano lo schermo, sono i miei Robè. Si sono una diva del cinema ma la passione, io, non l’ho mai recitata.
Tu,invece, te la inventi, tu te la scrivi, come su un copione, poi quando l’appassionata eroina, dopo un paio d’ore comincia a rompe i cojoni, tu l’ammazzi e ricominci daccapo, vero Robè?
Altro che pasticche, a me me servi tu.

Tu hai avuto sempre l’abilità di coccolarmi, di addormentarmi.

E raccontamela ancora un po’ sta favola, Robè. La favola che mi sono scelta. Io i miei conti me li sono fatti, sa’?

O bisognava rinunciare a cinque anni di felicità, o accettare il rischio. Io ho accettato e oggi pago cara tutta la felicità che ho avuto.

Sei talmente bravo Robè, talmente itelligente, talmente oculato, scaltro, avveduto che a me hai deciso di uccidermi da subito, all’inizio, da quel nostro incontro tra le strade cence della Prenestina. E quanto sono stata brava io a fammi ammazzare, eh? A farmi portare via la vita e l’amore.
Dici che sono isterica, ma la passione mia in quale altro letto la trovi? Mo’ dicono che cerchi un po’ più di freddo, che il fuoco mio non ti basta più. E tanto a te che te frega, sono io che brucio, sono io che muoio, sono io che mi dispero.

Ho quello che mi merito perchè ho voluto essere troppo felice. E’ stata proprio una pazzia, Amore mio!

Ho pagato questa casa diecimilalire, così sull’unghia come se niente fosse, che la signora ancora gli brillano gli occhi. Mi hai sorriso quando te l’ho fatta vedere, ci abbiamo dormito due notti, due notti sole, d’amore e di mare. Ma tu devi tornare a Roma, devi sempre tornare a Roma
Vai, vai, come al solito, laciami e vai senza voltarti.

Me non mi guardare, per carià. Se sapessi che… non ti dico quando mi sono trovata faccia a faccia con me stessa nello specchio… Dio, Dio mio…Proprio non si può dire che abbia un bel viso, e poi ti dirò, mi piaceva molto di più quando mi dicevi brutta, brutta mia, brutto muso mio.

A brutto muso ti rispondo che io della faccia mia ne vado fiera, di queste rughe, di questa vita vissuta. E tu invece le vite te le inventi e le dai in pasto al tuo pubblico, come bestie feroci. Capobranco che sei in un mondo di cannibali. Eccomi pronta, me paro Gesù Cristo, prendete e bevetene tutti, questo è il mio sangue, le mie lacrime.
E qui non c’è neanche l’elettricità.

Sono qui nel letto, intirizzita dal freddo perché mi sono gelata nell’attesa, a forza di alzarmi, sedermi, coricarmi, camminare avanti e indietro come una belva in gabbia.

Visto, Robè? Sono una belva anch’io, in questa gabbia piatta e bianca dove mi sono voluta rinchiudere. Come dicono quelli del giornale? Dicono che mi faccio immortalare. Quanto non capiscono un cazzo i giornalisti Robè, e i critici poi, ma che ne vogliono sapere. Io mi lascio uccidere e divorare ogni volta, come ogni volta che te ne esci da quella porta; divorami e vattene.

Avevo giurato a me stessa di non infastidirti, di lasciarti andar via tranquillo, di dirti arrivederci come se ci fossimo dovuti rivedere il giorno dopo e invece….

E invece m’hai lasciata qui con Federico, a lavorare su quella scena del santo. Eccomi pronta a un altro sacrificio, incinta vergine immacolata e violentata come sempre davanti agli occhi di tutti. Che tanto finché so io che soffro… Quant’è brava la Diva a soffrire. Lo sanno pure in America, mi ci danno i premi a me, per le mie sofferenze magistrali.

Parlo, parlo, parlo, senza pensare che tutto dovrà finire e ricadrò nel buio, nel silenzio.

Come ogni fine spettacolo, la gente mi ha voluto, si è nutrita di me, poi senza manco ringraziare, si alza e se ne va. Con la coscienza a posto, perché tanto lei, la gente, ha pagato il biglietto.
E te Robè? Te non paghi mai, no? Te sei l’ospite d’onore, il grand’uomo, a te tutto ti è dovuto. E hai fatto i soldi a parlà delle disgrazie altrui. Hai fatto i soldi vendendo ai poveracci la loro stessa povertà, da grande affabulatore che sei. E’ inutile che fai vedè le cose drammatiche Robè, si sei bravo, come te non le fa vedere nessuno, ma come uomo rimani un buffone, il solito Gigione viziato, che va a cercare carne fresca a Torpginattara per papparsela beato a Saint Tropez.
Adesso invece che sei andato a cercare in Svezia, il salmone? Lo sa, lei, che non c’ha speranza, che tanto anche lei è solo carne da macello?

L’ho vista, ho visto una sua fotografia, sul giornale, sì. E non te l’ho detto perché non volevo rovinare le nostre ultime settimane.

Grazie bel copione, Robè, bella storia, bel finale. Sarò ancora più Diva di prima dopo ‘sto capolavoro.
E nun te preoccupà che alla bella svedesina so lasciargli la scena di attrice giovane. Lei sarà pure bella, assai più bella de me, lei po’ esse pure la Bergman, ma io, caro il mio Roberto, rimango sempre la grande Anna Magnani.

*****

Daniele Casolino blog https://danielecasolino.wordpress.com/2012/10/17/anna/
pagina facebook Daniele Casolino

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Domani mercoledì 31 gennaio alla 2dR ART GALLERY dalle ore 15 alle 18

2dR ART GALLERY

Domani, mercoledì 31 gennaio, dalle ore 15 alle ore 18 incontriamo tutti gli artisti alla 2dR ART GALLERY @ The Public House in via delle Tre Cannelle 8 (zona p.za Venezia/Monti) che desiderano sottoporci i loro lavori per la prossima collettiva in calendario 23 marzo; riceviamo anche tutti gli scrittori che in questi giorni ci hanno scritto per recensioni, ed eventualmente presentare i loro libri durante UNA SERATA AD ARTE – READING & LIVE MUSIC in programma a fine febbraio.

365 giorni, Libroarbitrio

“L’arte del racconto” laboratorio a cura di Simone Ghelli – Fiumicino / Roma

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L’arte del Racconto è un laboratorio di scrittura creativa nello specifico lo studio del racconto e l’approcciarsi alla sua stesura.

Condotto da Simone Ghelli autore del libro “Non risponde mai nessuno” raccolta di racconti edita da Miraggi Edizioni, il corso si terrà tutti i lunedì, a partire dal 5 febbraio, dalle 18 alle 20 presso la libreria “C’era una volta” di Fiumicino, in via della Foce Micina 10/D. Il costo è di 50 euro al mese.
Per chi fosse interessato e vuole avere maggiori informazioni può contattare la titolare della libreria al numero telefonico 333321674.