365 giorni, Libroarbitrio

. volevo abbassare le armi e invece dovrò spararmi. – Lié Larousse

Takato Yamamoto

 

.della confusione mentale
te che ne sai?
quando credi d’aver messo tutto in ordine
nella testa, e invece una stilettata di follia
e la sua vertigine, e il cervello si disordina
disorientato
non capisci più nulla, del nulla
te che ne sai?
quando è così vuoto da riempirti fino all’orlo
e poi quello trabocca
come il bicchiere di troppo
in una finita nottataccia di troppo
sveglio invischiato da troppo
ed è davvero tutto, troppo
troppo più grande di te
come tutte le botte, i calci, le rese, le risa, le risse,
tutto accaduto per tutto e per niente, e del tutto e del niente
te che ne sai?
E poi volevo
credimi, lasciarmi stare
e invece no
“chi muore senza lasciar alcun segno è come se non fosse nato”.

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365 giorni, Libroarbitrio

BACI DI SHIVA – DuediRipicca

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Baci di Shiva
le tue bolle di sapone
dal finestrino, nell’aria
nell’universo
nello spazio separato
dal resto
che ci separa dal contesto.

Baci di Shiva
le tue promesse
di un futuro migliore
quando è solo l’imperfetto
ad essere presente
ed imperativo.

Baci di Shiva
cosa vuol dire?
Come quando il cielo sanguina
fulmini e apocalissi imminenti
e tu snoccioli un’altra oliva
svuoti un’altra birra
chi pagherà il conto?
Baci di Shiva.

Gianluca Pavia – Lié Larousse / DuediRipicca
#BOLLEDISAPONESALVADORDALI

365 giorni, Libroarbitrio

DISTORSIONI IPNOTICHE – DuediRipicca

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Distorsioni ipnotiche
si accalcano calme,
s’accoccolano ad un soffio
dal filo teso
di una vecchia Claymore.
Plastica percezione
dello scontro sullo sfondo
mentre i grandi ideali
stendono la loro lunga,
lugubre, ombra
in un bagno d’ipocrisia
e i sogni si fanno ossessioni
le ossessioni macigni
per le nostre gambe molli.
Labile il confine
tra vero e falso
abile a ribaltarsi
ad ogni cambio di prospettiva.
Non è vita
correre frenetici
immobili tra le lamiere,
né urlare isterici
per saturare il vuoto
che sanguina ansia.
Non è vita
la replica in prima serata
di un passato stantio,
né aspettare un domani
che sarà sempre domani
o magari troppo tardi,
troppi tarli
a disconnetterti da te stesso,
il tuo tempo è adesso
e non potrebbe essere
diverso.

DuediRipicca

H. Bosch

365 giorni, Libroarbitrio

Basta l’anima, e se scopri di averla magari in una vita di mancanze riesci a trovare – Lié Larousse

ti-basta-lanima

.cosa ne sai della confusione mentale
quando credi di aver messo tutto in ordine nella testa
e poi una stilettata di follia e la sua vertigine
ti disordinano il cervello disorientandoti
e non capisci più nulla, del nulla cosa ne sai?
quando è così vuoto da riempirti fino all’orlo
e poi trabocca come il bicchiere di troppo
in un’infinita nottataccia di troppo
e sei invischiato in qualcosa di troppo
ed è davvero, troppo più grande di te,
delle botte, dei calci e delle parole picchiate nel mezzo,
attanagliato dalla frustrazione
che fa venire sempre più voglia d’essere disfatti
soddisfatti dall’insoddisfazione
di tutto e di niente
e del tutto e del niente cosa ne sai?
dei sogni infranti, delle speranze dismesse
delle anonime notti insonni
come questa con la musica alle spalle
e la luna che brucia in panne
e di te che domandi che ne sai di domani
e infatti non lo so
ma perché dovrei saperlo?
ma perché? Ma cosa m’importa
di questo famoso futuro
che vorrebbero tutti già vedere
e del presente che abbandonano
mentre vorrebbero tanto viverlo
e il passato
quello è passato, non domandarti come
piuttosto basta, domandati se hai un’anima
ecco cosa ti basta
la tua anima ti basta
se ce l’hai e la vedi e la tocchi e le parli e la senti
magari in una vita di mancanze riesci a trovare
finché saprai tenerla a te.

365 giorni, Libroarbitrio

Cloud Atlas

CLOUD ATLAS

La fede, come la paura o l’amore, è una forza che va compresa come noi comprendiamo la teoria della relatività, il principio di indeterminazione, fenomeni che stabiliscono il corso della nostra vita. Ieri la mia vita andava in una direzione, oggi va verso un’altra, ieri credevo che non avrei mai fatto quello che ho fatto oggi, queste forze che spesso ricreano tempo e spazio, che possono modellare e alterare chi immaginiamo di essere, cominciano molto prima che nasciamo e continuano dopo che spiriamo. Le nostre vite e le nostre scelte, come traiettorie dei quanti, sono comprese momento per momento, a ogni punto di intersezione, ogni incontro suggerisce una nuova potenziale direzione.

***

La nostra vita non è nostra, da grembo a tomba, siamo legati ad altri, passati e presenti, e da ogni crimine e ogni gentilezza generiamo il nostro futuro, puoi mantenere il potere sulle persone finché dai loro qualcosa, deruba un uomo di ogni cosa e quell’uomo non sarà più in tuo potere,perché non importa se siamo nati in una vasca o in un grembo, siamo tutti purosangue. Dobbiamo tutti combattere, e se necessario morire, per insegnare alle persone la verità. Essere vuol dire essere percepiti, pertanto conoscere se stessi è possibile solo attraverso gli occhi degli altri. La natura della nostra vita immortale è nelle conseguenze delle nostre parole e azioni, che continuano a suddividersi nell’arco di tutto il tempo.
Io credo che la morte sia solo una porta, quando essa si chiude, un’altra si apre. Se tenessi a immaginare un paradiso, io immaginerei una porta che si apre e dietro di essa, lo troverei lì, ad attendermi.

***

Un vero suicidio è una regolata disciplinata certezza. La gente pontifica: “il suicidio è un atto di codardia”; non può essere più lontano dalla verità, il suicidio richiede un tremendo coraggio.
A questo punto della mia vita so soltanto, Sixsmith, che le forze invisibili che fanno girare il mondo sono le stesse che ci straziano il cuore.
Sixsmith, salgo i gradini dello Scott monument ogni mattina, e tutto diventa chiaro. Vorrei poterti fare vedere tutta questa luminosità, non preoccuparti, va tutto bene, va tutto così perfettamente maledettamente bene. Capisco ora che i confini tra rumore e suono sono convenzioni. Tutti i confini sono convenzioni, in attesa di essere superate; si può superare qualunque convenzione, solo se prima si può concepire di poterlo fare. In momenti come questi, sento chiaramente battere il tuo cuore come sento il mio, e so che la separazione è un’illusione. La mia vita si estende ben oltre i limiti di me stesso.
Credo che esista un altro mondo che ci attende Sixsmith, un mondo migliore, e io ti attenderò lì. Credo che non restiamo morti a lungo. Cercami sotto le stelle della Corsica dove ci siamo dati il primo bacio. Tuo, in eterno, RF.

365 giorni, Libroarbitrio

Acqua di L.L.

sirena e cigno

La vedevo dalla lontananza avvicinarsi.

Una nube gravida d’acqua se ne venne oscillando
in groppa al soffio dei venti,
e per tutta la notte si riversò a flutti e a rovesci,
calpestando braccia fragili d’aria satura
finché fece tracimare sangue dalle labbra delle cicatrici lese.

Quando si dilapidò,
il cielo con le sue stelle del mattino
sembrava un pascolo per destrieri dove correre a briglia sciolta,
sembrava un bosco di fiori selvatici roridi di rugiada

con dischiusi nel mezzo boccioli d’odorosa camomilla.

Sembrava mare erboso su cui dolce fluttuava il cammino del cigno.

Sembrava musica melodiosa ancora mai dipinta.

L.L.

365 giorni, Libroarbitrio

Seneca “Il Tempo” (XI parte)

Roma 15 marzo 2014

Seneca copertina libro

Spazia ampiamente la vita del saggio,
che non si sente chiuso, come gli altri,
entro limiti angusti e, sottratto alle leggi  comuni,
ha tutti i secoli al suo servizio,
come fosse un dio:
abbraccia col ricordo il passato,
utilizza il presente,
pregusta il tempo che deve ancora venire.
A lui rende lunga la vita questa possibilità di
unire tutti i tempi insieme.

Brevissima invece e piena di angosce è la vita,
di chi dimentica il passato,
trascura il presente
e ha paura del futuro.

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Seneca “Il Tempo” (X parte)

Roma 14 marzo 2014

Solo una voce. Desidero solo quella voce. Sua soltanto. Ogni altra inutile a proporsi. Ecco sì. Qui. Parlami. Penetrami negli orecchi. Nella mente. Sciogliti nel caldo del mio fiato liquido salmastro delta delle mie cervella putrefatte.
In che anno stiamo? Devo andare da Biagio per un drink di quelli forti! Come Biagio è morto? Ma in che anno stiamo?
L.L.

Alberto Giacometti

 

Seneca
Il tempo X

La vita si divide in tre momenti:
passato, presente, futuro.
Di questi il presente è breve, il futuro il dubbio,
il passato certo.
Se quest’ultimo la sorte ha perduto ogni potere:
il passato non può più dipendere
dal capriccio di alcuno.
…è la parte sacra e inviolabile del nostro tempo:
sta al di sopra di tutti gli eventi umani,
fuori dal dominio della sorte,
non presenta incognite, non è toccata da povertà
o malattie, non può essere sconvolta né esserci
strappata: la si possiede così com’è per sempre,
senza brividi. …basta un cenno e il passato ci
starà davanti e lo potremo valutare e trattenere…
Il presente è brevissimo, tanto da poter sembrare
inesistente; infatti è sempre in movimento,
scorre, precipita,
cessa di essere prima ancora di arrivare…

Sulla certezza del passato dissento, e siccome fin da bambina so che i miei pensieri vengono ascoltati dai morti, caro Seneca, se desideri controbattere sai dove trovarmi.

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Pedro Salinas “PAURA. DI TE. AMARTI.”

Roma 16 gennaio 2014

Volti

Paura. Di te. Amarti
è il più alto rischio.
Molteplici, tu e la tua vita.
Ti ho, quella di oggi;
già ti conosco, entro
per labirinti, facili
grazie a te, fino alla tua mano.
E miei ora, sì.
Però tu sei
il tuo stesso più oltre,
come la luce e il mondo:
giorni, notti, estati,
inverni che si succedono.
Fatalmente, ti trasformi,
senza smettere d’essere te stessa
nel tuo mutamento,
con la fedeltà
costante del cambiare.

Dimmi, potrò io vivere
in quegli altri climi,
o futuri, o luci
che stai elaborando,
come il frutto  il suo succo,
per un domani il tuo?
O sarò solo una cosa
nata per un giorno
tuo (il mio giorno eterno),
per una primavera
(in me fiorita sempre),
senza poter più vivere
quando giungeranno
successive in te,
inevitabilmente,
le forze e i venti
nuovi, le altre luci,
che attendono già il momento
di essere, in te, la tua vita?

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Viaggio d’inverno : Aleksandr Puskin

Roma 28 luglio 2013

Nella nebbia a onde

la luna si fa strada,

e una triste luce diffonde

sulla triste radura.

Sulla noiosa via invernale

baldanzosa va la troika,

la campanella tintinna

monotona e affannosa.

Nel canto del postiglione

c’è qualcosa di famigliare:

ora allegria che avvampa,

ora dolore del cuore…

Non si vede nero di capanna,

non si vede fuoco, solo vuoto  e neve…

solo i pali delle verste

vengono incontro a me…

Noia, tristezza…ma domani, Nina,

domani sarò da te,

non smetterò più di guardarti,

vicino al camino dimenticherò tutto.

Poi la lancetta delle ore

concluderà il suo giro,

e allontanati gli importuni

la mezzanotte ci unirà.

Mesta e gioiosa, Nina, è la via,

il postiglione si  è addormentato,

la campanella è una nenia,

il volto della luna s’è annebbiato.

Aleksandr Puskin

Nuovamente, sotto un cipresso avido di calore, scrivo di lui, Aleksandr Puskin, poeta, drammaturgo e romanziere, perché egli amò senza remore, e dai suoi versi possiamo assaporare tanto amore.

Amore per la vita,

amore per la letteratura,

per il futuro incerto,

per l’incerta attesa

del viaggiatore e del suo ritorno.

Amore per l’amore.

Lié Larousse

A domani

LL