365 giorni, Libroarbitrio

BLACKOUT di Gianluca Pavia

John Singer Sargent, Atlas and the Hesperides, 1922-25..jpg

“E lui era stanco, stanco di lottare per un lavoro da otto ore al giorno, sei giorni a settimana e due spicci in tasca. Stanco di quelle derelitte amicizie che erano un solo andata per l’inferno, e con una lowcost. Stanco di scappare da guardie e ladri, che dopo un po’ neanche li distingui più. Stanco dei sorrisi sgargianti che vomitano promesse, delle lacrime in diretta per l’ennesimo sacrificio. Stanco della paura spacciata per informazione, del social per sociale, dell’avere per essere. Stanco delle belle facce da copertina, di quelle brutte alle quattro di notte, di non intendere e non poter volere. Stanco di quella vita che prende sempre tutto, senza dar mai nulla in cambio; e lui voleva solo una spiaggia messicana, una tequila e mandare tutti a fanculo. Non era poi tanto, no?”

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DIARIO INTERIORE di SARA TEODORI

Giorno 24/08/2018

Sara Teodori - Fotografia di Sara Teodori

Peter Pan, l’Ombra e la Malattia

Vi ricordate di Peter Pan, quel buffo ragazzino che viveva sull’isola che non c’è, combatteva pirati e aveva un seguito di bimbi sperduti a coprirgli le spalle?

Quel buffo ragazzino aveva anche un’altra caratteristica:
cercava disperatamente la sua ombra.

Ma cosa rappresentava davvero l’ombra per Peter Pan?
(Pan dal Dio Pan, dio della natura istintuale e selvaggia, ma questa è un’altra storia)
.
È una domanda che dovremmo porci, perché è una questione che ci riguarda direttamente.

Cos’è l’ombra e perché è così importante?

Carl Gustav Jung la definiva come la somma di tutte le realtà rifiutate, quelle che l’uomo non vede o non vuol vedere e che rimangono quindi inconsce. Ma dov’è il pericolo in questo non vedere?
Il pericolo è che non riconoscendo l’ombra, quindi il negativo, l’inferiore, il “male” in noi, lo proiettiamo all’esterno, sugli altri, vincolando noi stessi in uno status di luce perfetta e il resto del mondo in tutto ciò che non ci piace, con il risultato di creare divisione e dualità.

Secondo questo principio
ciò che ci infastidisce del fuori
è ciò che ci infastidisce del dentro.

Attribuiamo all’ombra tutto quello che non ci piace del mondo senza capire che l’ombra è tutto ciò di cui ha bisogno il nostro mondo interiore per sanarsi.
Ed è qui che arriviamo al rapporto dell’ombra con la malattia.

Cos’è la malattia?
La malattia è un alleato. La malattia è il Lucifero che porta la luce nell’ombra.
La malattia ha questo scopo: farci integrare la nostra ombra, riportarci ad un sano stadio di unità, uscendo dalla dualità.

Ed ecco che i sintomi non sono altro che sveglie, sono il grillo parlante che vuole farci arrivare dritti a scuola, sono amici che a volte sussurrano e a volte gridano nelle orecchie che è tempo di guardare dentro, di accettare quell’ombra dentro di noi e di smetterla di vedere la pagliuzza nell’occhio dell’altro.

Ma quanto è più semplice guardare quella pagliuzza nell’altro? Giudicarla, deriderla e gongolarsi della propria perfezione? È più semplice sì, ma se pensiamo a quanta attenzione e quanta energia spendiamo nello spingere quest’ombra al di fuori, nel combatterla, nel fargli una guerra!
Non sarebbe molto più semplice aprirle le porte e lasciarla entrare?
Lasciare che diventi cosciente e non abbia più bisogno di farci ammalare per farci capire chi siamo?
La malattia ci rende onesti, materializza attraverso i sintomi quelle parti che a tutti i costi neghiamo. E se continuiamo a negare alzerà il tiro, sempre di più. Vale lo stesso per gli incidenti e le situazioni in cui ci ritroviamo nostro malgrado. Quando ci ritroviamo a dire, ma perché proprio a me? Perché mi è accaduta questa cosa? Perché ho incontrato questa persona? Cosa ho fatto di male per meritarmi questo? E’ proprio in questi casi che dovete gioire e ringraziare! Avete la possibilità di osservare tutto ciò che vi manca, avete la possibilità di evolvere!

 E la risposta giusta è :
“E’ successo a me perché doveva succedere proprio a me!”

Tornando a Peter Pan. Se vi ricordate lui cercava la sua ombra, voleva a tutti i costi rincollarla a sé per poter finalmente tornare a volare. E forse è proprio quello che dovremmo fare tutti, perché siamo tutti malati, anche chi non crede di esserlo, poiché siamo duali e siamo tutti incompleti.

E allora su,
prendiamo un po’ di ago e filo e rincolliamoci l’ombra! Farà male all’inizio, ma ne varrà la pena.

 

Testo e fotografie,
dal DIARIO INTERIORE
di Sara Teodori

 

Rubrica online
creata e diretta da Libroarbitrio DuediRipicca #2dR

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METEREOPATICO – Gianluca Pavia

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Ci sono albe grigie,
come questa,
in cui la vita 
sembra un gatto alla finestra
in attesa di un passero,
due dita che ti spolpano l’anima
per disegnarci nuvole strane.
Ho un cuore malandato
metereopatico
in evidente stato confusionale,
impiattato da schifo
ad un brunch vegano.
Quel prato mi guarda
con occhi appassiti,
potrei farci un bouquet
per regalartelo al mio funerale.
Lo lanceresti tipo molotov,
sicuro.
E’ uscito un po’ di sole,
adesso,
o forse è quel sorriso
che t’illumina
come un gatto alla finestra
in attesa di un passero
di quasi 80 chili.
P.S. devo mettermi a dieta e comprare un ombrello.

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Questa sera BLACK OUT per l’estate romana a LETTURE D’ESTATE – CASTEL SANT’ ANGELO

Cari amici lettori che vi trovate a Roma, vi aspetto questa sera alle ore 21:30 per l’evento Letture d’Estate ai giardini di Castel Sant’Angelo, presenteremo il romanzo BLACK OUT dell’autore Gianluca Pavia, per la casa editrice romana Ned Edizioni.
Un grazie speciale a Margheritaschirmacher curatrice dell’evento.

LINK DELL’EVENTO E INFO Gianluca Pavia a Letture d’Estate

#roma #blackout #letturedestate

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Paradiso – Er Pinto

 

Bosch-Giardino della delizia

Quanto è lontano da qui il paradiso?
Sembra vicino, lo sembra alle volte
Quando spiragli ci sfiorano il viso
Nei smarrimenti di notti sconvolte

Forse la vita è soltanto una scala
Ed ogni giorno soltanto un gradino
Verso qualcosa che infine regala
La pace ed il senso del mero destino

Son contenitori di sogni e energie
I nostri corpi, che ne misurano il viaggio
Per accettarlo scrivo poesie
Le mie fantasie mi rendono omaggio

Non c’è nessun Dio che ci dà la forza
Niente è infinito così è la natura
Che così bella ci incanta e si sforza
Di farci coraggio se abbiamo paura

La sensazione di essere vivo
Che provi se guardi un cielo stellato
È il vero segnale, il gesto incisivo
Che il dono prezioso è l’essere nato

Salgo le scale sudandone il prezzo
Non c’è l’inferno, non c’è il paradiso
Ogni scalino che salgo la apprezzo
La vita ti ha dato, la stessa ti ha ucciso

Se fosse freddo come d’inverno
L’inferno che invece pensiamo di fuoco
Se fosse vivere e pensare in eterno
Il vero finale, la beffa del gioco

Se fosse calda come l’estate
La lacrima che ti solletica il viso
Se fosse l’occhio nelle passeggiate
La porta segreta che è già il paradiso

Er Pinto

Opera pittorica
Il giardino delle delizie
di Hieronymus Bosch

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.le Madonne. – Lié Larousse

La suora - MANARA

.a volte
mi tormenta la tristezza
fissandomi di traverso
come una Madonna che lacrima disperazione
ma sbracandosi dalle risate alla mia faccia
e io mi guardo allo specchio
ma non mi vedo,

allora mi manco mi penso mi cerco
ma niente, non mi trovo
allora t’ascolto parlare
che sei bello e mi fai ridere e venire
e mi insaporisci i pensieri
e mi confondi le birre, ma lei?
lei, la mia felicità, dov’è finita?

lecco il nome di tua madre
tatuato sul tuo petto,
lì sotto, il cuore,
l’hai cresciuto a pane e cattiveria
l’addome l’hai scolpito a forza di risse e solitudini
e quanto sei solitario tu
e tu 
amica mia coraggiosa quanto sei stronza
a spiarmi da qui
che mi ci potrei abituare
a scovarti
attraverso la toppa dei suoi jeans
e i cocci,
degli occhi rotti delle Madonne.

 

Poesia di Lié Larousse
Opera pittorica di Milo Manara, La Suora

 

il libro è in tutte le librerie e anche su Amazon:
https://www.amazon.it/Li%C3%A9-Larousse/dp/8899815429

https://www.instagram.com/lielarousse/

 

 

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BLACKOUT romanzo di GIANLUCA PAVIA – edito da NED Edizioni

Promo BLACKOUT fb NED EDIZIONI

Forse era lui
che viveva al di fuori di quel mondo estraneo.
Ma se lui era il tossico alienato,
neanche quei pirati cibernetici alla banda larga calata sugli occhi
e dai modem gentili sembravano passarsela proprio bene,
impigliati come erano
in una rete senza fili d’invisibili comunità virtuali.
E invisibili l’un l’altro nelle comunità reali in cui vivevano.

IL LIBRO: Blackout è la storia di Nick, trentenne con un lavoro precario e una stupefacente inclinazione agli stupefacenti. Un ragazzo di periferia come tanti altri, se non fosse per un piccolo problema: i suoi cronici black-out, delle crisi estemporanee di memoria che lo colgono in qualsiasi momento lasciandolo senza alcuna consapevolezza di sé. Per fortuna, ha una piastrina al collo con su inciso il suo nome; per sfortuna, ha una vocina nella testa, che continua a ripetergli che quello non è il suo nome, lui non è lui. Aggiungendo a questo non trascurabile problema, il sogno di scappare in Messico e delle amicizie pericolose e pericolanti, nella vita del ragazzo s’innesca una reazione a catena di sfighe cosmiche e semiautomatiche, che lo trascinerà in un vortice di festini, capiufficio in uniformi da SS, guru del nuovo millennio, pusher, travestiti istericamente incinte e sbirri dalla dubbia sessualità, una caduta libera che schianterà il muso di Nick, sempre che Nick sia il suo vero nome, contro il suo peggiore nemico: se stesso.

L’AUTORE: Gianluca Pavia è autore di romanzi, racconti e poesie.
Vincitore del Premio “Racconti nella Rete” 2016, del Premio “Festival delle Due Rocche” di Dacia Maraini, e di altri importanti titoli. Collabora con riviste letterarie, musicisti, registi e pittori. Conosciuto nell’ambiente artistico-letterario, insieme all’autrice Lié Larousse, con il progetto DuediRipicca, con cui nel 2016 pubblica la raccolta di racconti, scritta a quattro mani,Poker D’incubi (Alterego Edizioni). Nel 2017 esce la silloge Spietate Speranze (Miraggi Edizioni).
Black Out (NED Edizioni) è il suo romanzo d’esordio.

Media Partner URBAN MIRRORS
Web Supporter http://www.libroarbitrio.com
DuediRipicca 

 

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.american bar. – Lié Larousse

Otto Smidth Skach

.oddio l’ho perso
il nesso il cuore il sonno
dove l’ho messo?
vuoi dirmelo tu?
oppure tu?
dai, che siete tutti così bravi
dai, dai che tutti sanno sempre tutto
sulla vita, sull’amore
tutti, tutti tranne io
e tu invece?
non ti conosco, chi sei?
anzi no, non me lo dire,
non lo voglio sapere,
volere prendere trattenere,
tanto poi lo perderei comunque
perciò, dai, vieni qui?
stai con me, ti va?
camminiamoci addosso, ti va?
stringimi i fianchi leccami
fammelo respirare l’odore della tua saliva
prendimi per la nuca
pesami dentro
così, sì
no, zitto, non mi parlare d’amore
non me lo dire il tuo nome
t’ho detto che non lo voglio sapere
così, sì
forte, più forte
e poi ti prego dopo non mi parlare di te
che poi
quando saremo venuti
forte, più forte, sì così
voglio sapere di nient’altro.

Lié Larousse
DuediRipicca

.Lié. raccolta poetica e fotografica di Lié Larousse, edita da Miraggi Edizioni,  è in tutte le librerie e online su Amazon al link di seguito:

https://www.amazon.it/Li%C3%A9-Larousse/dp/8899815429

 

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PASSEGGIAVA LE NUVOLE – GIANLUCA PAVIA

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Per lei il sesso era un gioco,
tana libera tutti
e poi ognuno per sé.
Passeggiava le nuvole
tacco dodici via l’altro
senza accorgersi mai
d’essere felice.
Il giorno che precipitò
da lassù,
beh,
quello non si scorda.
Sfracellate anca
caviglie e scatola cranica
ai piedi di uno stronzo
che la calpestava con cura
guardando le cosce
di chi passeggiava le nuvole.
Non si è più ripresa,
ormai vive in clinica
su una sedia a rotelle
e continua a ripetere
che il sesso è riflesso dell’amore
ma l’amore non è riflesso del sesso.
Nessuno sa cosa voglia dire,
nessuno la capisce
– è la testa rotta, forse –
dicono,
o magari la solitudine.
L’unica cosa certa
è che non passeggia più le nuvole.

G.P.
DuediRipicca
Miraggi Edizioni Alter Ego Edizioni
#JOELREA

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DALLA RIVA, CON GLI OCCHI – 2dR/ DuediRipicca

frida and van gogh - jermaine rogers

Sai, pensavo che non so,
che posso solo immaginare
ma non so
se nei locali ti piace ballare
o startene in un angolo
a trasudare alcol,
acidi e cattivi pensieri.
Non so come ti piace il sesso,
se duro e violento
o semplicemente lento
se preferisci la notte
o il giorno,
il cinema d’autore
o il porno.
Non so su quale stazione
ti sintonizzi,
se cambi in continuazione
o resti sempre uguale,
se ami nuotare
immerso nell’acqua
o se nuoti il tuo mare
dalla riva, con gli occhi.

Dalla riva, con gli occhi,
alla radio solo interferenze
mentre canto solo
in una stanza.
L’amore lento ma deciso,
il drink forte ma secco,
la notte buia e tempestosa
è un ottimo cliché,
ma adesso parlami di te
delle tue angosce, delle paure
dei mostri nell’armadio
e di quelli nella testa,
perché rinunci sempre
ad essere te stessa,
luna pallida nell’aria fragile
e visto che ci sei
il finale trovalo te
che sei più brava di me,
sei musica vera
mica un bluff, come me.

2dR

DuediRipicca

#FRIDAEVANGOGH #JERMAINEROGERS #miraggiovunque#pokerdincubi

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