365 giorni, Libroarbitrio

“Ode su un’urna greca & Ode a un usignolo” John Keats

Ricardo Fernandez Ortega

Avere un sorso di vino!
Da lungo, lungo tempo
raffreddato nelle profonde caverne della terra,
dal sapore di Flora, di campagna verde,
danze, canti provenzali, e allegria solare!
Poter bere una coppa colma del caldo Sud,
colma di rossa, vera Ippocrene,
con perle, bollicine scintillanti all’orlo,
e la bocca una purpurea macchia;
potessi io bere, e non visto abbandonare il mondo
e via, con te svanire nella foresta oscura.

Via! Via! Volerò da te, 
non portato da Bacco e dai suoi leopardi,
ma sulle ali invisibili della poesia,
anche se lenta e dubbiosa la mente indugia:
con te, di certo, tenera è la notte…
Ma qui non c’è alcuna luce,
se non quella che dal cielo le brezze hanno soffiato 
attraverso verdeggianti oscurità
e tortuosi sentieri di muschio

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365 giorni, Libroarbitrio

“Un uomo qualunque”

Elliott Erwitt - Orléans, Francia 1955

Una volta era tutto più facile.
Un uomo sapeva cosa volesse dire essere un uomo.
Reagiva davanti alle cose sbagliate,
aveva il diritto di farlo,
anzi era scontato che lo facesse.

Lo stile di vita
e i continui confronti
in qualche modo preparavano agli inevitabili conflitti
quelli che possono portare al disgregamento o alla morte.

Poi è successo qualcosa
abbiamo oltrepassato la decenza
gli avvocati sono diventati i nostri pastori
e ciò che un tempo era comprensibile e lineare
si è intorbidito nella burocrazia di ciò che definiamo
civilizzazione.

Ora non si reagisce più davanti le cose sbagliate
si bivacca nei tribunali  macinando chilometri di cavilli burocratici.
La donna ha chiesto la parità
e alla fine l’ha ottenuta,
non conquistando tutti i privilegi dell’uomo,
ma castrandolo
in una sagoma femminile.

Non m’importa cosa dite,
questo non è progresso ,
non è neanche evoluzione,
è una malattia
e c’è  bisogno di qualcuno che capisca qual’è la posta in gioco,
qualcuno che possa esporsi come vero uomo
e prendere posizione contro le ingiustizie di questo mondo.

Oggi

Adesso

Prima di pranzo

Frank Cappello

365 giorni, Libroarbitrio

Prodigio di folle imprudenza: Tristan Corbiere

Roma 21 giugno 2013

Paesaggio malvagio

Sabbia di vecchie ossa – Il flutto rantola

macabri rintocchi: rumore spossante su rumore…

– Pallida palude, dove la notte inghiotte

grossi vermi per passare la notte.

– Quiete di peste, in cui la febbre

cuoce… Il folletto dannato langue.

– Erba fetida dove la lepre

è uno stregone codardo che fugge…

– La bianca Lavandaia stende

la biancheria sporca dei defunti

al sole dei lupi… – I rospi,

piccoli cantori melanconici

avvelenano con le loro coliche

i fughi che fungono da sgabelli.

di

 Tristan Corbiere

A domani

LL