365 giorni, Libroarbitrio

Filastrocca del cadere e rialzarsi – Vivian Lamarque

Bambini

Era così pulito il cielo tutt’intorno
che strano dicevano i rami
è più leggera l’aria e il nido meno nero.

Ma sotto cadevano vecchini come foglie
uno le sue gialle per vergogna nascondeva
le tingeva di verde le legava strette al ramo
come bambine paurose a una grande mano.

O infanzia nostra e del mondo, se cadevamo,
un cerotto un bacio e via ci rialzavamo.
Le parole erano nuove, si baciavano in rima,
era il primo tempo, il tempo d’oro del Prima.
(camminavamo, cammineremo, ci rialzeremo).

 

Può la poesia dialogare con il presente?
Questa la domanda posta da la Lettura,
la poesia sopra è la risposta della poetessa Vivian Lamarque

365 giorni, Libroarbitrio

Per Roma ad occhi chiusi – Maurizio Canforini

Roma

Ogni pomeriggio al tramonto passeggio per Roma.
Mi basta chiudere gli occhi.
Oggi me ne sono andato a viale del Belvedere, l’intera città sotto ai miei piedi.
Ho visto l’arancia del Sole tramontare tra San Pietro e Monte Mario.
Fa sempre così quando si avvicina l’equinozio di primavera.
Ed oggi era già primavera.
Poi sono sceso su Viale della Trinità dei Monti, con lo sguardo rivolto alla mia destra, ad ammirare la quiete dei palazzi di Via Margutta.
La scalinata lo scesa lentamente, mani in tasca, fischiettando.
A metà strada già ho cominciato a sentire il sommesso gorgoglio della Barcaccia.
L’ho raggiunta e c’ho girato intorno.
Forse solo la risacca del mare riesce a rilassarmi più del gorgoglio di una fontana romana. A quel punto mi sono lanciato a girare a zonzo, calibrando ogni singolo passo, gustandomi ogni singolo scorcio. A via della Scrofa mi è venuta sete e così mi sono divertito a far zampillare la fontanella che sta all’angolo con via dei Portoghesi: è una di quelle col getto più potente, arriva fin quasi al marciapiede opposto.
Ho bevuto come da bambino dopo tre ore passate a giocare a pallone sotto casa.
Viso bagnato e sguardo sorridente, ho proseguito verso Piazza San Luigi dei Francesi, quindi ho svoltato a destra e meno di tre minuti dopo mi sono ritrovato a Piazza Navona. Arrivarci mentre fa scuro è come essere alla Scala di Milano dieci secondi prima del buio in sala: elettrizzante.
Soddisfatto, mi sono sdraiato sulla panchina che si trova esattamente tra la chiesa di Sant’Agnese in Agone e la Fontana dei Quattro Fiumi.
A quel punto, se qualcuno avesse scattato una foto dall’alto, avrebbe visto il ritratto di un uomo libero e felice.


“Per Roma ad occhi chiusi”

breve racconto di un sogno pindarico in quarantena
di Maurizio Canforini,
scrittore, attore e autore teatrale
365 giorni, Libroarbitrio

DIARIO INTERIORE – La Mascherina – Covid-19 una nigredo collettiva – di Sara Teodori

Diario interiore del 13/03/2020 – Tempo di quarantena.

Sara Teodori - La maschrina - fotografia di Sara Teodori

 

La mascherina.

In questo momento storico è il bene più ricercato in assoluto.
Il Santo Graal degli anni duemila.
Tutti la vogliono, tutti la cercano disperatamente,
perché sembra possa essere l’unico mezzo per salvarci.
Ma salvarci da cosa?
Dal Covid-19 o da qualcosa di più profondo, di più radicato?

 La maschera è un simbolo antico, si pensa che fosse in origine un oggetto di difesa con lo scopo di atterrire il nemico. La maschera da guerra, del resto, si può ritenere logicamente derivata dalla pittura del viso e del corpo, la quale non può avere alcuno scopo se non quello di protezione magica. Come non pensare anche ad Halloween e alla tradizione di indossare una maschera spaventosa che allontani gli spiriti cattivi. E forse è questo che tentiamo di fare con le nostre mascherine, tentiamo di atterrire il virus, spaventandolo con la nostra maschera magica.

La Maschera è anche l’oggetto di potere di uno degli Dei/Archetipi più spaventoso dell’olimpo/inconscio collettivo: Ade, il re degli Inferi. La maschera di Ade gli donava l’invisibilità, attraverso la quale poteva esercitare il potere di spogliarsi della propria identità per assumerne diverse altre, così numerose che forse a conti fatti non ne aveva nessuna.  Il vantaggio di indossare di volta in volta una maschera diversa gli forniva l’opportunità di rendersi invisibile e di trasgredire alle regole poiché era consapevole che sarebbe rimasto impunito.  Ade conosce due grandi limiti: quello del tempo imposto dal padre Crono e quello dello spazio espresso simbolicamente dalla madre terra Rea. Essendo però figlio di questi limiti osa trascenderli soprattutto per quanto riguarda il luogo in cui era stato relegato.

E non è forse quello che facciamo noi oggi? La maschera ci sta permettendo di trascendere i limiti del tempo e dello spazio, non dobbiamo andare a lavoro, non dobbiamo uscire, abbiamo un tempo rubato in uno spazio definito su misura per noi, oro prezioso caduto dal cielo (o dagli inferi?) che possiamo utilizzare per fiorire, evolvere e guardare in faccia le nostre ombre.

Ad Ade è stato assegnato il compito di prendersi cura di ciò che viene represso ed occultato, dei segreti, delle vergogne, delle pulsioni oscure, delle emozioni negative, dei rimpianti e delle paure. E noi siamo qui, in pieno regno di Ade, a guardare dritte in faccia le nostre paure, con la nostra mascherina, tentando di allontanarle, tentando di esorcizzarle. E’ un occasione rara per l’umanità, l’occasione di portare a coscienza il marciume, di portare in luce l’occultato, di trasformarlo. Come alchimisti dell’anima, abbiamo la possibilità di affrontare insieme una nigredo collettiva, di morire a noi stessi e rinascere come gli esseri umani che siamo destinati ad essere. Non è un caso che tutto questo stia accadendo poco prima di Pasqua, in tempo di quaresima, in tempo di morte, in tempo di Ade. Se saremo in grado di affrontare collettivamente le nostre zone oscure sarà possibile avviare un globale processo di trasformazione e rinascita, realizzando una conoscenza più profonda di sé. Con grande sforzo ed impegno si possono intravvedere i contorni della ricostruzione della propria identità, della rettificazione e del risanamento. Quindi ritornando alla domanda iniziale, da cosa può salvarci la nostra mascherina per davvero? Da noi stessi, dai condizionamenti che abbiamo, dal bagaglio di sovrastrutture che non riusciamo a lasciare andare e dalla menzogna che ci raccontiamo ogni giorno. Ade attraverso la maschera perde la propria identità per assumere quella del Dio che rappresenta.

Ed è quello che possiamo fare anche noi,
indossare la maschera per perderla
e finalmente identificarci con il divino che è in noi.

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365 giorni, Libroarbitrio

SIAMO SIMILI – DuediRipicca

Campo di grano con cipressi 1889 VAN GOGH

Siamo simili, simili
nei nostri lividi
e limiti,
abili
a creare nuovi alibi
albe di un dì
tutto fragore e furore…
…esprimendo in rime
il disagio distratto
di un ingranaggio distrutto.
Basta tornare umani
per avere ancora un domani,
un futuro in attesa
senza colpo patire,
restare o partire
non fa differenza
ciò che conta è l’essenza
della nostra presenza.

DuediRipicca – SIMILI
Vincent Van Gogh – CAMPO DI GRANO CON CIPRESSI

Un #DuediRipicca al giorno alleggerisce la quarantena attorno

Andiamo avanti nonostante tutto, facendo e dando il meglio di noi, e come sempre e da sempre facciamo arte, letteratura, musica e chiacchiere assieme, da qui e sul nostro www.libroarbitrio.com

Lié Larousse Gianluca Pavia Libroarbitrio
#presenza #poesia #365giorni #libroarbitrio

365 giorni, Libroarbitrio

.la vita comunque. prefazione del poeta Er Pinto

Lié Larousse pic of .la vita comunque.

“Lié chiede un passaggio alla vita e questo passaggio, lungo o corto che sia, ci conduce sine dubio ad unico traguardo, ma mentre la poetessa gode di questo passaggio con la gioia di chi ne conosce veramente il valore, osserva la città, a volte la periferia e la poetica che si può trovare soltanto in alcuni bar, osserva i paesaggi, spia dalle finestre la vita degli altri e poi ci entra dentro, diventando parte di quella vita dove l’amore è ancora una volta la componente dominante. L’amore passionale, a volte malizioso. Osserva con realismo e la giusta dose di fantasia fino a trasformare una Libellula in una “Sìbellula” che vola aiutando tutti, dicendo sempre di Sì, perché aiutare gli altri ti rende una persona più bella, una persona “Sìbellula”. Un’altalena di sorrisi, di pianti, di notti proibite, di lingue sul collo e non solo lì, con la giusta leggerezza e la consapevolezza che tutto prima o poi finirà. Ma la fine per Lié non è mai una tragedia ma un gesto delicato difficile da trovare nella vita.

La vita è importante.
Viverla soprattutto.
La vita comunque. ”

Estratto dalla prefazione scritta per me scritta dal poeta Er Pinto , che stimo e ringrazio davvero di cuore.

 

.la vita comunque. da febbraio 2020 ovunque💣💥

Editore #BestsellerBooks – #WarnerBrosEntertainment
Autrice Lié Larousse
Curatore del libro Gianluca Pavia
Progetto fotografico Gabriele Ferramola

www.libroarbitrio.com

(Fotografia: autoritratto di ombra a muro su cavalcavia on the Portuense sunset)

#staytuned #stayduediripicca #lavitacomunque #autoriitaliani #editoriamericana
#streetpoetry #erpinto #liélarousse #gianlucapavia #book 

365 giorni, Libroarbitrio

AUTOANALISI PER NON PAZIENTI

Lié Larousse 2

Che alle “cose troppo quiete” si tolga la maschera: celano perversioni e bugie.

Che l’insensata voglia di non essere mai turbati sia motivo di ravvedimento, per chi è ancora in tempo.

Che la massima antica riscatti chi ama ciò che è in continuo moto.

Che si sappiano sani, non pazienti possibili o già ritenuti tali, gli scontenti non per capriccio o insaziabile voglia di serenità.

Che costoro possano scoprire quanta amicizia sodale il severo esercizio autoanalitico, così tacciato di egolatria, può donare a chi lo coltivi insieme ad altri.

Che i racconti interiori interpretino, giorno per giorno, una condizione umana, un destino da accettare ed esprimere.

Che lo scrivere non plachi mai un’onesta passione di esistere senza ritegno, nelle sublimi solitudini di chi ne cerca la voce.

 

Estratto dallo studio che sto facendo sulla psicoanalisi con Duccio Demetrio.
Io ritratta dal fotografo Davide Petronzio

365 giorni, Libroarbitrio

BUONA LA PRIMA – BLACK OUT a teatro! Gianluca Pavia al Flaiano con l’attore Caterpillar

E’ stato per l’autore Gianluca Pavia emozionante presentare il suo romanzo #BLACKOUT al teatro Flaiano nel cuore di Roma.
Con la sempre pirotecnica lettura di Caterpillar, aka Frank Pelta   divertito il pubblico ha indossato i panni di Nick, protagonista del romanzo,  un trentenne incline all’uso degli stupefacenti e vittima di improvvisi vuoti di memoria, con un presente difficile ed il sogno nel cassetto di scappare in Messico, alle prese con il trasporto pubblico e la sua fauna.

 

 

365 giorni, Libroarbitrio

PORTA UN LIBRO AL MUSEO! Ingresso gratuito a chi porta con sé e presenta alla cassa un libro di un autore italiano domenica 14 aprile alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna

DOMENICA 14 APRILE 2019 ORE 11:00

LIBRO: CHE SPETTACOLO!

L’iniziativa dell’Agis che promuove la lettura e lo spettacolo dal vivo

Dodicesima edizione dedicata alla memoria
di Carlo Giuffré

Larousse - Pavia - Lettere e Caffè- Ph Teodori

Domenica 14 Aprile alle ore 10:30 dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma parte il nuovo tour degli autori Lié Larousse e Gianluca Pavia / #2dR e dei loro libri di poesia #SPIETATESPERANZE#LIE

Seguite RDS 100% Grandi Successi, e le locandine sparse per Roma per essere aggiornati su tutti gli eventi in calendario.

Si ringraziano: FedercultureAgis NazionaleRDS 100% Grandi SuccessiLa Frontera#libreriafahrenheit451 La Galleria Nazionale#ASSOCIAZIONEDANTEALIGHIERIFERMO
Libreria Mondadori Bookstore di Porto San Giorgio

365 giorni, BLACKOUT, Libroarbitrio

GRAZIE AMICI LETTORI!

Black out Feltrinelli

Grazie a chi nel black weekend ha scelto #BLACKOUT.
Grazie a la Feltrinelli#feltrinelliromamarconi e a tutto lo staff per l’ospitalità.
Grazie a tutti voi che continuate a seguirci e sostenerci.
Presto altre novità!

Gianluca Pavia Lié Larousse DuediRipicca

 

365 giorni, Libroarbitrio

SCRITTORI – DuediRipicca

#2dR

Di rifiuti e refusi
è fatta la vita di noi scrittori
e non sappiamo cosa uccida di più 
e non possiamo farne a meno
è una questione intrinseca
Karmica
quanto il primo giorno di scuola
e un pusher per compagno di banco
e vogliamo scrivere a tutti i costi
per leggere una storia
mai scritta prima
una scusa buona per curare il male
stringere un patto col diavolo
e fare pace col cuore
ed ogni sua santissima emozione
incendiando la mente
corrodendo il fegato
acido di vecchi ricordi
scrivere e invertire il tempo
regnare sulla morte
mettere parole in bocca a strambi personaggi
che alla fine siamo noi,
tutti loro,
li possediamo noi,
tutti loro,
noi e nessun altro
noi e la nostra voglia tossica
di scrivere per leggere
una storia mai scritta prima.

di DuediRipicca / Lié Larousse – Gianluca Pavia

#2drpoetry #2drartgallery