365 giorni, Libroarbitrio

KILL AND RUN – DuediRipicca

mario-sanchez-nevadoaegis

ho finito ora, sei ancora sveglio?
casa tua è il cuore dismesso della notte
amante di nessun amore di cui bevo
dolce succo d’arsenico
nel bus abbandonato abbracciati
vestiti di carne cruda
non hai niente da darmi se non
il tuo delirio e la sua sofferenza
non ho niente da darti se non
questi occhi per guardare
te, e il mondo fuori dai vetri appannati,
so già
questo tozzo di pane non basterà per tutti e due e il vino
diventerà aceto colpevole di gelosie,
mentre non taci e sfidi la gente delle case vicine
ci gridano che stiamo calpestando le loro teste sane
i loro cuori puri, le loro anime sante,
stiamo storpiando le loro canzoni, sgrammaticando le loro poesie
– kill and run, mormori mentre t’imbocco, mangiamo pane caldo
questo cielo duro e ogni sua disastrata speranza
– ingoiami pure, ti dico,
– kill and run! kill and run!, piangi.

 

365 giorni, Libroarbitrio

…che brilla su mondi spenti – DuediRipicca per Salvatore Graf

...che brilla su mondi spenti - opera pittorica di Salvatore Graf

Eclettico
il fare artistico
liquido colore
avvolgendosi implode

collisioni pitturano
l’amor del vuoto
che brilla
su mondi spenti

spinti
oltre il limite
l’invisibile
si fa palpabile,

papabile
di mille sfumature
dal buio alla luce
alfa, omega

e noi nel mezzo
a bluffare con la luna
cullati dalle onde
ad un soffio di cielo

Poesia scritta per Salvatore Graf
e la sua opera pittorica “Foschia”

365 giorni, Libroarbitrio

DALLA RIVA, CON GLI OCCHI – DuediRipicca

DALLA RIVA, CON GLI OCCHI foto di G.P.

Sai, pensavo che non so,
che posso solo immaginare
ma non so
se nei locali ti piace ballare
o startene in un angolo
a trasudare alcol,
acidi e cattivi pensieri.
Non so come ti piace il sesso,
se duro e violento
o semplicemente lento
se preferisci la notte
o il giorno,
il cinema d’autore
o il porno.
Non so su quale stazione
ti sintonizzi,
se cambi in continuazione
o resti sempre uguale,
se ami nuotare
immerso nell’acqua
e se nuoti il tuo mare
dalla riva, con gli occhi.

Dalla riva, con gli occhi,
alla radio solo interferenze
mentre canto solo
in una stanza.
L’amore lento ma deciso,
il drink forte ma secco,
la notte buia e tempestosa
è un ottimo cliché,
ma adesso parlami di te
delle tue angosce, delle paure
dei mostri nell’armadio
e di quelli nella testa,
perché rinunci sempre
ad essere te stessa,
luna pallida nell’aria fragile
e visto che ci sei
il finale trovalo te
che sei più brava di me,
sei musica vera
mica un bluff, come me.