365 giorni, Libroarbitrio

.non un’altra. – Lié Larousse

Lié Larousse - poetessa

 

.è questa vita
e non un’altra,
come per te
nessuno merita di essere ingannato
nemmeno la donna più stronza
tanto meno l’uomo più cattivo,
vivi con passione
ama per amore
non per solitudine,
la solitudine
lasciala stare e pensa
e tu
lasciati stare e pensa:
nevica
dall’altra parte del mondo
mentre qui
sale la temperatura
e ci leghiamo i maglioni
e le persone alla vita
passeggiando lungomare,
brillano ed esplodono le stelle al buio
al di sopra di questo mondo
mentre qui
ci diamo il buongiorno
baciati dal sole e l’azzurro
è una pennellata d’acquerello
sul foglio bianco di una bimba dai capelli rossi,
che stamattina,
non è andata a scuola.

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365 giorni, Libroarbitrio

ELEANOR OLIPHANT sta benissimo – Gail Honeyman

dipinto-quadro-fuoco-511_LARGE Chiara Ciccone

A che cosa servivo io? Non avevo dato nessun contributo al mondo, assolutamente nulla, e non ne avevo nemmeno ricavato nulla. Quando avessi smesso di esistere, non sarebbe materialmente cambiato niente per nessuno.
L’assenza della maggior parte della gente sarebbe stata avvertita, a livello personale, da almeno una manciata di persone. Io, invece, non avevo nessuno.
Non illumino una stanza quando entro. Nessuno spasima per vedermi o sentire la mia voce. Non provo la benché minima pena per me stessa. E’ semplicemente la constatazione di un dato di fatto.
E’ tutta la vita che aspetto di morire. Non voglio dire che desidero attivamente morire, solo che non voglio seriamente essere viva. Ora qualcosa si era mosso, e mi ero accorta che non serviva che aspettassi la morte. Non volevo. Svitai la bottiglia e bevvi a fondo.

 

UNA CONVERSAZIONE CON GAIL HONEYMAN

Com’è nato ELEANOR OLIPHANT STA BENISSIMO?
“Sono partita da due idee correlate. La prima è la solitudine, un problema che solo di recente comincia a ricevere la giusta attenzione….La seconda il punto di vista narrativo, un personaggio come questo è affascinante perché apre infinite possibilità”
Cover Eleanor Oliphant sta benissimo

Cari amici lettori vi consigliamo di leggere questo romanzo, e per gli appassionati di scrittura c’è un’interessante intervista alla scrittrice che parla di ispirazione e stesura della storia.
#2dR

 

365 giorni, Libroarbitrio

Qualcosa di bello – Rilke

Questo è qualcosa di bello
ch’io possa fartene dono
l’attimo dopo nasconder la mano
nascondendomi.

E poi torna di nuovo lei,
necessaria come unica cosa sola,
la solitudine, grande solitudine interiore.

Volgere lo sguardo dentro di sé
per ore non incontrare nessuno:
questo bisogna saper ottenere.

E forse potremmo dire così
– che l’amore consiste in questo,
– che due solitudini miracolosamente incontrate si proteggono a vicenda.

Si toccano.

Si salutano.

 

365 giorni, Libroarbitrio

Parole silenziose – Lindze

un pensiero in più

Fisso questo
foglio bianco.
E attendo
come un questuante
alla stazione
di una città perduta
versi che
mitighino il mio dolore.
Che mi facciano
per poco scordare
questa solitudine
e che mi diano senso,
una scintilla
di comprensione.
E provo
ansia fottuta
e panico
quando nulla arriva
e quel vuoto alle mie spalle
si espande e
preme e
mi fagocita
come un essere
famelico.
Aspetto queste
parole sciagurate,
che isolino
la consapevolezza
di essere come
un casale diroccato
in balia degli elementi,
di sentirmi
sgretolare e sfumare
come polvere
succhiata via dal vento.
In questo mondo in cui
fatico a muovermi
aspetto
le mie amiche.
Solo parole
silenziose,
non voglio altro.
Non chiedo altro.

365 giorni, Libroarbitrio

Nel letto dolce – Giovanni Orelli

 

una foglia d'autunno

Come fa un corpo ad attirarne un altro, a distanza?
Quanti secoli fa? da una solitudine ineffabile
alzò un uomo gli occhi alle stelle, alla fragranza
di foglie  a primavera, e diede a quelle labili
sirene della vita un  nome: Val Pertugio. La lontananza
era vinta. Era il pertugio dell’ineffabile.

 

365 giorni, Libroarbitrio

“Futuro” Billy Collins

Fabian Perez - SABA ON THE STAIRS

Quando alla fine ci arriverò –
e ci vorranno molti giorni e molte notti –
mi piace pensare che ci saranno altri in attesa
e che vorranno perfino sapere com’era.

E così mi abbandonerò al ricordo di un cielo particolare
o di una donna con un accappatoio bianco
o della volta in cui ho visto uno stretto molto angusto
dove si era svolta una famosa battaglia navale.

Poi squadernerò su un tavolo
una grande mappa del mio mondo
e spiegherò al popolo del futuro
dagli abiti sbiaditi com’era –

come le montagne si alzavano tra le valli
e questa era detta geografia,
come le navi cariche di merci percorrevano i fiumi
e questo era detto commercio,

come il popolo di questa zona rosa
si spostava in questa zona verde chiaro
e come si incendiava e uccideva chiunque trovasse
e questa era detta storia –

e loro ascolteranno, con lo sguardo gentile e in silenzio
mentre altri arriveranno ad unirsi al cerchio,
come onde che non si allontanano,
ma si muovono verso un sasso lanciato in uno stagno.

365 giorni, Libroarbitrio

” Il lato oscuro del cuore” Corrado Augias

“Deborah adesso non si limitava più a pulire il pavimento e a rigovernare le tazzine. Si muoveva con disinvoltura alla macchina dell’espresso, aveva imparato le infinite varianti delle capricciose preferenze dei clienti in fatto di caffè: lungo, corto, macchiato, schiumato, bollente, tiepido, al vetro, in tazza grande, perfino americano ristretto, puro paradosso se preso alla lettera.
Come diceva Roberto, facendo un po’ il verso a De Gaulle, non si può governare un Paese dove esistono decine di varietà differenti di caffè.”

 

365 giorni, Libroarbitrio

“Come è bella la sera in mezzo ai monti!” Emilio Praga

fratelli

Come è bella la sera in mezzo ai monti!
Te ne ricordi?…ti ricordi quando
si vagheggiava i rapidi tramonti,
e tornavamo a braccio, e sussurrando:
com’è bella la sera in mezzo ai monti?
O pace, o solitudine, o dolcezze!
Tu appoggiavi i piedini al focolare,
ed io la testa fra le tue carezze;
e il lieto grillo era il nostro compare:
o pace, o solitudine, o dolcezze!
Chi, chi di noi più puri e più beati
in quei giorni d’affetto e di mistero?
Ti ricordi i progetti inargentati
dal vago argento che maschera il vero?
Chi, chi di noi più puri e più beati?
Tu prevedevi un serto alle mie chiome,
io per te meditavo un paradiso;
tu inghirlandavi d’alloro il mio nome,
io d’amor sempiterno il tuo sorriso…
tu prevedevi un serto alle mie chiome!
O sante gioie, o speranze divine!

A te questa poesia  fratello mio,
e le sue parole
che possano accompagnarti alla sera ,
cullarti nel sonno ,
donarti poi  placido amato risveglio.

L.L. 

365 giorni, Libroarbitrio

Giulia Anania “Nessuno Bussa”

Roma 7 gennaio 2014

Giulia Anania

Foto di Matteo Nardone

Ho visto la figura sottile
e delicata delle mie angosce
aggirarsi di mattina vicino al letto
semplice, nostro.
L’ho vista rovistare nella solitudine
tranquilla che ci caratterizza
lanciare le cose in aria
mettersi le mani fra i capelli
non capirci più nulla.
Faceva ridere
abbiamo sorriso insieme.

da L’amico immaginario

Musica da un pianoforte, leggero il suono della pioggia. Ma fuori la notte è chiara, si distinguono le stelle che fanno sempre piacere, fuori la notte profuma di periferia e si vergogna di essere osservata dalla mia estasi. Dietro cento muri qualcuno urla il mio nome, il mio nome vuole liberarmi dall’incanto, non vuole che mi bagni i piedi nelle pozzanghere del terrazzo, che il vento ferisca il mio petto sotto la sottile corazza di cotone, che basti mordermi le unghie e fumacchiare, per essere vagamente in pace.

da Il ricamo imperfetto

Giulia Anania cantautrice e  poetessa romana, ma soprattutto, oggi donna.
Donna perché le poesie estrapolate dalla raccolta Nessuno bussa le ha scritte quando aveva tra gli undici e i sedici anni, e nonostante la giovinezza della sua vita all’epoca dei versi, leggiamo in essi una maturità, una voce compiuta ed esperta.
Avere il dono dell’attitudine artistica ad una così tenera età non può passare inosservata, pertanto, le percezioni e le immagini sono forti, di una forza misurata che conosce delicatezza e sfinimento, così come, a rovescio, le inflessioni di “delirio”, di “farnetico” sono sostenute da un tono raziocinante.

Oggi viaggia in tour nazionali ed internazionali portando i suoi versi e la sua musica nel mondo.

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Georg Trakl “Canto della sera”

Roma 8 novembre 2013

Georg Trakl

A sera, andando per sentieri bui,

le nostre scialbe immagini ci appaiono.

Quando ci coglie sete

beviamo l’acqua chiara dello stagno,

dolcezza della nostra triste infanzia.

Morti sostiamo sotto il cespuglio di sambuco,

scrutiamo i grigi gabbiani.

Nubi di primavera sovrastano la cupa città

che tace età più nobili di monaci.

Quanto è passato

da quanto presi le tue mani gracili

e alzasti gli occhi tondi, dolcemente.

Ma se cupa armonia penetra l’anima, tu appari,

chiara nel paesaggio d’autunno dell’amico.

Da Georg TraklLe più belle poesie, a cura di Giorgio Luzzi, Crocetti, Milano 1993

A domani

Lié Larousse