365 giorni, Libroarbitrio

in frigo, ad aspettare – Lié Larousse

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.ah! se fossi io
l’innamorata tua,
non starei a pensare
al letto da rifare
i piatti la spesa
la casa da rassettare,
il cellulare le applicazioni
e il selfie con le amiche da scattare,
né giacca cravatta
o abiti da operaio ti farei indossare,
e le ore poi perderle a contare
come meglio sarebbe
questo e quello impiegare,
ma me ne starei nel letto
tutto il giorno disfatto
a farci fare dall’amore
io di te tu
tu di me io
mentre gli avanzi degli avanzi
geneticamente mutano
in frigo
ad aspettare.

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365 giorni, Libroarbitrio

Lei – Charles Bukowski

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Dietro quel seno, quelle labbra da baciare
al sapore di pesca, si chiudeva a chiave
e si portava dentro una
piccola dispettosa bambina di cinque anni
lei che non voleva crescere,
che non aspettava altro che
le rimboccassero le coperte calde.
Lei era
magia incompresa, ma io l’avevo capito.
Lei.
C’erano i sogni.
C’era la realtà.
C’era lei che li faceva incontrare.
Occhi.
Quei maledetti occhi mi fottevano sempre.
Ci facevo l’amore solo a guardarli.

 

365 giorni, Libroarbitrio

Il canto del mare – Robert Wyatt

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Poi
arrivi davanti al mare
e hai quello sguardo
non più indifferente.

E’ passato
un giorno o forse
sono passate settimane
o forse era
solo ieri, o stamattina.

Il mare continua a fare il suo
discorso, e la mente sente
parole. Sembrano
arrivare da quella strana
brina autunnale all’orizzonte
e ci si incanta, come fosse
l’alba, come fosse ancora
quella notte, con
il vostro fare l’amore, la sua pelle
che luccicava, il tuo affondare,
il mare lo sa, lo racconta
ognuno al suo modo
di fare l’amore, e sei pronto
a tornare a sentire
cosa porta quell’onda,
condotta a riva da una nuvola.

365 giorni, Libroarbitrio

Non succede per caso – inediti di poesia – Gianluca Pavia

Selvira M.

Ascolta uno scemo

Lavora, leggi, suda
e poi fai l’amore,
riposati
e fai ancora l’amore.
Scrivi, bevi, ridi
e fai di nuovo l’amore
e ancora
un’altra volta ancora.
Ringrazia Dio
e ruba l’anima al diavolo,
viaggia
dentro e fuori di te,
spezza il pane
il fiato
la schiena a qualche stronzo
che non si leva di torno.
Fai pure
tutto ciò che vuoi,
che puoi,
ma ricorda sempre
di fare l’amore.

Improvvisa luce esplode

Improvvisa luce esplode
sul verde strappo
tra ferro e cemento,
bagna ogni cosa,
riverbera pace
in ogni casa
e tutto questo
non succede per caso.

Matriosche

Cinguettii e canti
tingono il cielo,
cielo che si riversa in mare
il mare in noi
piccole matriosche
d’infinito.

Canta e balla con me 

Quanta fretta
con i tuoi trucchi
per sentirti già grande
sexy
accattivante
e divorare tutti quegli uomini
che t’hanno reso bulimica,
rosa sfiorita
tra le dita sporche
di un amore ambulante.
Spegni la tele
che ho la nausea
di modelle con zampe
da ragno
e vecchiette arzille
conciate come
troie di Detroit.
Siamo già splendidi
così,
sunti perfetti d’ogni difetto,
caviglie gonfie e naso storto
pelle secca e ossa rotte.
Non ascoltare chi bella ti vuole
ma canta e balla
con chi bella ti vede.

dancing on a desert street

Cari miei followers
questo è solo un assaggio poetico
di quella che sarà la nuova raccolta di poesie
dello scrittore e poeta Gianluca Pavia,
un dono piccino per voi che so gradirete di gusto
soprattutto in questi giorni che non si fa altro
che parlare ed ascoltare parlare d’odio,
non dico che dobbiamo sbrigarci a voltare pagina e a dimenticare,
no certo,
ma a noi stessi dobbiamo la pace, e il bene,
quindi
risaniamo le nostre menti,
e il cuore con la poesia,
e a tutte le ragazze come me, ma anche ai ragazzi,
alle donne, agli uomini, ai centenari,
alle bimbe e ai bimbi:
“Siamo già splendidi
così,
sunti perfetti d’ogni difetto,
caviglie gonfie e naso storto
pelle secca e ossa rotte.
Non ascoltare chi bella ti vuole
ma canta e balla
con chi bella ti vede.” G.P.

Vi abbraccio tutti e vi voglio bene
vostra Lié

 

365 giorni, Libroarbitrio

Facciamo che io ero – Guido Catalano

entropic_the_goatherd-12_hero tom chambers

facciamo che io ero un soldato
e tu eri una ragazza che vivevi in un paese
io disertavo
e ti bussavo
tu vivevi sola nella casa
facciamo che ti bussavo
fuori nevicava
in lontananza grandi fuochi
e bombe
tu dicevi, chi è?
son soldato disertore, posso entrare che fa freddo?
facciamo che tu aprivi la porta
e dicevi, entra pure sto preparando la pastasciutta
facciamo che io entravo
posavo il fucile
e mi sedevo vicino al fuoco
perchè facciamo che c’era il fuoco
ho dei vestiti asciutti, mi dicevi
io mi toglievo la palandrana
e la giacca
e mi mettevo un maglione grigio molto confortevole
e anche dei pantaloni
e posavo gli scarponi ai piedi del camino
facciamo che la pastasciutta era pronta
e tu me ne davi un piatto
e facciamo che mangiavamo in silenzio
facciamo che c’era anche una bottiglia di vino

com’è la fuori? mi chiedevi
ci si spara e ci s’ammazza, ti dicevo
ti dicevo, sei stata molto cara ad aprirmi
mi dicevi, figurati, vuoi un po’ di vino?

facciamo che ti guardavo
e facciamo che eri molto bella
possiamo fare ciò che vogliamo
facciamo che mi dicevi, puoi dormire qui stanotte
e le altre notti?, ti chiedevo
anche
finchè non finiscono gli scoppi?, ti chiedevo
sì, dicevi
facciamo che ti dicevo finalmente il mio nome
e finalmente tu mi dicevi il tuo
e finalmente mi chiedevi, potrai difendermi se arrivano?
sì, dicevo

facciamo che eravamo molto stanchi
e mentre che tu ti preparavi per la notte
io guardavo dalla finestra
e fuori era tutto bianchissimo e silenzioso

ora anche le bombe dormomo, dicevo
vieni a letto, dicevi
facciamo che non facevamo l’amore
non la prima notte almeno
poi si vedrà

365 giorni, Libroarbitrio

“Dalle braccia di un amore” Charles Bukowski

Bukowski drunk

Dalle braccia di un amore
nelle braccia di un altro
m’ha salvato dal morire sulla croce
lei che fuma marijuana
e scrive canzoni e storie,
ed è molto più gentile dell’ultima,
molto molto più gentile,
e a letto è altrettanto brava o addirittura migliore…

non è piacevole essere messi in croce e lasciati là,
è molto più piacevole dimenticare un amore che
non funziona
come ogni amore
che alla fine
non funziona…

è molto più piacevole far l’amore
lei che fuma marijuana
davanti alla spiaggia di Del Mar
nella camera 42, e dopo
stare a letto, seduti,
e bere del buon vino, chiacchierare e toccarsi
fumare
ascoltare il rumore delle onde…

365 giorni, Libroarbitrio

Cenere di latte L.L.

LiéLibre

Se solo tu mi volessi donerei alle tue mani le mie ossa da spezzare fragili ramoscelli e divenire soffio cenere candida del tuo verso.
Se solo tu mi volessi avvicinerei la tua bocca ai miei seni da eclissare tramonti di luna e divenire latteo succo per abbeverartene schizzo d’inchiostro perlaceo.

L.L.