365 giorni, Libroarbitrio

Paradiso – Er Pinto

 

Bosch-Giardino della delizia

Quanto è lontano da qui il paradiso?
Sembra vicino, lo sembra alle volte
Quando spiragli ci sfiorano il viso
Nei smarrimenti di notti sconvolte

Forse la vita è soltanto una scala
Ed ogni giorno soltanto un gradino
Verso qualcosa che infine regala
La pace ed il senso del mero destino

Son contenitori di sogni e energie
I nostri corpi, che ne misurano il viaggio
Per accettarlo scrivo poesie
Le mie fantasie mi rendono omaggio

Non c’è nessun Dio che ci dà la forza
Niente è infinito così è la natura
Che così bella ci incanta e si sforza
Di farci coraggio se abbiamo paura

La sensazione di essere vivo
Che provi se guardi un cielo stellato
È il vero segnale, il gesto incisivo
Che il dono prezioso è l’essere nato

Salgo le scale sudandone il prezzo
Non c’è l’inferno, non c’è il paradiso
Ogni scalino che salgo la apprezzo
La vita ti ha dato, la stessa ti ha ucciso

Se fosse freddo come d’inverno
L’inferno che invece pensiamo di fuoco
Se fosse vivere e pensare in eterno
Il vero finale, la beffa del gioco

Se fosse calda come l’estate
La lacrima che ti solletica il viso
Se fosse l’occhio nelle passeggiate
La porta segreta che è già il paradiso

Er Pinto

Opera pittorica
Il giardino delle delizie
di Hieronymus Bosch

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365 giorni, Libroarbitrio

Shantaram – Gregory David Roberts

Gregory-David-Roberts-in-the-slum

Ho impiegato molto tempo e ho girato quasi tutto il mondo per imparare quello che so dell’amore, del destino e delle scelte che si fanno nella vita. Per capire l’essenziale, però, mi è bastato un istante, mentre mi torturavano legato a un muro. Fra le urla silenziose che mi squarciavano la mente riuscii a comprendere che nonostante i ceppi e la devastazione del mio corpo ero ancora libero: libero di odiare gli uomini che mi stavano torturando oppure di perdonarli. Non sembra granché, me ne rendo conto. Ma quando non hai altro, stretto da una catena che ti morde la carne, una libertà del genere rappresenta un universo sconfinato di possibilità. E la scelta che fai, odio o perdono, può diventare la storia della tua vita.
Nel mio caso è una lunga storia, con tanti personaggi.
Sono stato un rivoluzionario che ha soffocato i propri ideali nell’eroina, un filosofo che ha smarrito l’integrità nel crimine, un poeta che ha perso l’anima in un carcere di massima sicurezza. Scappando di galera – ho scavalcato il muro principale, fra due torrette di guardia armate di mitragliatrici – sono diventato l’uomo più ricercato del mio paese. La buona sorte mi ha tenuto compagnia per mezzo mondo, e mi ha seguito fino in India. Sono entrato nella mafia di Bombay, ho fatto il trafficante d’armi, il contrabbandiere, il falsario. Mi hanno messo in catene in tre continenti, mi hanno preso a botte, bastonato, privato del cibo. Sono andato in guerra. Sono fuggito sotto il fuoco nemico. E sono sopravvissuto, mentre altri intorno a me morivano. Uomini quasi sempre migliori di me. Uomini migliori le cui vite sono state frantumate da un errore, spazzate via da un istante sbagliato d’odio, amore o indifferenza. Li ho seppelliti, ed erano tanti. Troppi. Il dolore delle loro storie e delle loro vite è entrato a far parte della mia esistenza.
Ma la mia storia non parte da quegli uomini, né dalla mafia: inizia il primo giorno a Bombay. Il destino ha calato la mia carta in quella città. La fortuna ha distribuito le carte che hanno portato a Karla Saaranen. E io ho cominciato a giocarla, quella mano, fin dal primo momento in cui ho guardato i suoi occhi. Insomma, questa storia inizia come tante altre; una donna, una città e un pizzico di fortuna.

365 giorni, Libroarbitrio

“La vita è sogno” Calderon de la Barca

Joel Robison - Migration

E’ vero. Dobbiamo domare
questa natura ribelle,
questa furia, quest’ansia,
se al sogno per caso torniamo.
E lo faremo, avvertiti
da un mondo così strano,
dove vivere è sognare;
e l’esperienza m’insegna
che l’uomo che vive sogna
quel che è, fino al risveglio.
Il re sogna il suo stesso regno,
e vivendo in quest’inganno
regna, ordina e governa;
e il plauso, che fugace
riceve, affida al vento,
e la morte – ingrato destino! –
lo trasforma in cenere.
E chi vorrà più regnare
sapendo che si risveglia
già nel sogno della morte?
Sogna il ricco la ricchezza,
che tanti affanni gli reca;
sogna il povero la propria
pena e la miseria;
sogna chi accumula beni,
sogna chi opprime e offende;
e nel mondo, in conclusione,
tutti sognano ciò che sono,
ma nessuno lo avverte.
Io sogno che mi trovo qui
fiaccato da questi ceppi,
e ho sognato di vedermi
in più lieta condizione.
Cos’è la vita? Delirio, illusione,
appena chimera e ombra,
e il massimo bene è il nulla,
ché tutta la vita è sogno,
e i sogni solo sogni sono.

365 giorni, Libroarbitrio

“Senza di te che cosa sarei stato” Novalis

Roma 22 febbraio 2014

Novalis

Senza di te che cosa sarei stato,
senza di te che cosa non sarei?
A timore e angosce destinato,
nel vasto mondo solo starei.
Non saprei con certezza che cosa amare,
uno scuro abisso sarebbe il futuro;
e se a fondo il mio cuore si turbasse,
a chi io potrei dire la mia cura?
Solitario, roso da amore e struggimento,
una notte mi parrebbe il giorno;
seguirei soltanto con lacrime ardenti
la vita nel suo selvaggio corso.
Nel  tumulto troverei tormento,
e a casa il cruccio che fa disperare.
Chi resterebbe senza un amico in cielo,
chi resterebbe qui sulla terra?
Ora che Cristo a me si è rivelato
e sono certo della sua presenza,
con quale rapidità la vita con il suo raggio
distrugge le tenebre sconfinate!

da Canti spirituali, I

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

“Due tempi” di Giampiero Neri

Roma 22 gennaio 2014

Giampiero Neri

La civetta è un uccello pericoloso di notte
quando appare sul suo terreno
come un attore sulla scena
ha smesso la sua parte di zimbello.
Con una strana voce
fa udire il suo richiamo,
vola nell’aria notturna.
Allora tace chi si prendeva gioco,
si nasconde dietro un riparo di foglie.
Ma è breve il seguito degli atti,
il teatro naturale si allontana.
All’apparire del giorno
la civetta ritorna al suo nido,
al suo dismesso destino.

Da Teatro naturale,
Mondadori, 1998

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Vincenzo Cardarelli “Gabbiani”

Roma 14 settembre 2013

Vincenzo Cardarelli poeta

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,

ove trovino pace.

Io son come loro,

in perpetuo volo.

La vita la sfioro

com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.

E come forse anch’essi amo  la quiete,

la gran quiete marina,

ma il mio destino è vivere

balenando in burrasca.

Vincenzo Cardarelli

A domani

LL