365 giorni, Libroarbitrio

.ad ognuno il suo mondo. – Lié Larousse

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.quella sera
l’uomo
inviò un messaggio
e ripose il cellulare nello zaino,
staccò dal lavoro
infuriato
confuso
esausto
del giorno passato
tra chiacchiere per sentito dire
ipocrisie, maschere bieche
e ingiustizie vere
di tutta questa gente
di questo poco Stato
andando avanti così
arrivato fino a qui
prima ancora di salire in moto
cercarsi per sei piani nello specchio dell’ascensore
bussare alla porta di lei
pensò
di lui, domani
di tutta questa gente
di questo poco Stato
della sua donna
cosa resterà?

quella sera
la donna
lesse il messaggio
ripose il cellulare sul comodino
entrò in doccia
l’acqua tiepida sulla pelle l’accarezzava
mentre a mente ripassava
il suono della sua voce
le linee del viso
la ferocia del suo sorriso
le parole dell’ultimo messaggio letto
ancora nuda mise in tavola due bicchieri
e pane caldo e croccante
versò vino, accostò le persiane
la puntina sul disco prese a girare
e quel gruppo col nome difficile che piace tanto a lui
iniziarono a cantare
pensò
chi se ne frega di domani
del mondo che non sarà
della gente che invece è
dello Stato poi
perché per un momento
o almeno per poche ore adesso
possiamo smettere di starci tanto male
e fare di questo posto un mondo tutto nostro ora
e sentì il campanello suonare
e corse alla porta
vestita solo di quei due bicchieri di rosso aprì
a questo uomo così grande
si alzò sulle punte dei piedi
gli sorrise un bacio
gli accostò il bicchiere alle labbra
lui lasciò cadere lo zaino
e ogni preoccupazione
le strinse i fianchi
bevve di quel bacio e di un sorso di vino
e tutto svanì

quella sera
quell’uomo e quella donna si amarono forte,
si amarono proprio forte.

Roberto Ferri

Opere pittoriche di Roberto Ferri
La Sfinge
Ebe

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IRRAGGIUNGIBILI – Gianluca Pavia & Lié Larousse/2dR

street art

Poco importa quello che avranno da dire
predicatori d’invidia
messia dell’ego
come un eco
che si perde
nelle stanze vuote
della loro vita
piena d’odio
perché non hanno altro
per sentirsi vivi
che provare ad ucciderci,
ma siamo vento frastuono
fulmine
siamo luce all’orizzonte
per loro
sempre irraggiungibile.

2dR

DuediRipicca
#IRRAGGIUNGIBILI #book

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https://www.amazon.it/Lié-Larousse/dp/8899815429

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FORSE SI – DuediRipicca

L'immagine può contenere: una o più persone, nuvola, cielo, oceano, scarpe, spazio all'aperto e natura

Non devi, per la tua esistenza
essere grato a nessuno,
nemmeno specchiarti
per piacere ad alcuno,
forse sì, parlare a te stesso
e vedere se lì dentro
c’è ancora qualcuno.
Non devi piccarti le labbra
saggiando la lama,
né sfiorare l’ipossia
per raggiungere la cima,
concediti il lusso
di un salto nel vuoto.
Abbandonato alla corrente
giù, in picchiata
volando volendo cadere
e frantumarti al suolo
e forse sì,
startene un po’ così
fermo.
Le ferite aprono lente la carne
lento ne rivola fuori il sangue,
scorticato nasce un livido
la gestazione del tuo dolore
cauterizzato dallo scandire
dell’istante che va.
Sorriderai,
non in cima, ma sulla strada
per andare dove vai
per essere chi sei,
anche se forse
ancora non lo sai,
o forse sì?

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Ricominciamo a dirci ti amo – Andrew Faber

your love nearly killed me. Kiss me!-Tina Maria Elena

Se ti dicessi che ti amo
per ogni
sacrosanta volta
in cui lo penso
e spesse volte
accade, credimi,
se ti dicessi che ti amo
per ogni
sacrosanta volta
in cui lo penso
inevitabilmente
romperei i coglioni
a te che mi ascolti
a me che lo dico
e agli altri che invidiano.
Anzi no.
A loro forse no.
Che son bravi quelli la
già
ad uccidersi da soli.

Se ti dicessi che ti amo
per ogni
sacrosanta volta
in cui lo penso
salterebbero in aria
tutti i depositi di rabbia sparsi
tra il tuo cuore
e il mio
ma anche
i sette nuovi pianeti scoperti dalla nasa
e
le fitte intercostali che colpiscono in silenzio
mentre dormi
la notte
e fanno male
come un cazzo di Ti amo
non detto.
Ora io non so
se una fitta intercostale
può saltare in aria
ma
se io ti dicessi che ti amo
per ogni sacrosanta volta
in cui lo penso
probabilmente, sì.

Se ti dicessi che ti amo
per ogni sacrosanta volta
in cui lo penso
sarei un uomo saggio.
Ma la saggezza
m’insegni
arriva sempre
a stomaco pieno
dopo tre birre
e un numero considerevole di baci.
In mancanza di birra
va ancora bene del vino rosso
in mancanza di baci
si resta fermi un turno
o peggio
si finisce in prigione
ma senza passare dal Via.

Perciò mi siedo lì
davanti a te
e aspetto
anche quando
mi vien su
il criminale
che mi guardi
sorridi di brutto
e non son tipo
da stupirmi facile
io
mentre tu
ragazza dagli occhi miracolosi
non andresti
mai
mai lasciata sorridere a vuoto.

Non ho nessuna fretta.
Ascoltami.
Nessuna fottutissima
fretta
che tu mi dica
di ripetertelo
ancora
una volta.
Anche solo una volta
al giorno.
E poi.
Per sempre.
Ancora.
E per sempre

365 giorni, Libroarbitrio

PAROLA DI CRISTO – Gianluca Pavia

Skeletron

Ha detto Cristo
che sarebbe tornato
e io
sto ancora aspettando.
Questa Babilonia globale
è crudele e cinica
e spietata,
abitata da pazzi
che non risorgono
né dopo 3 giorni
né dopo 30 anni.
Senza più luce negli occhi
o nel cuore,
senza più voglia
di sorridere
e fare l’amore.
Si cerca l’acqua su Marte
e noi beviamo sale.
Innalzano muri
che li proteggano
dalla vita là fuori,
ascoltala bene
sta ancora ringhiando.
Parlano e parlano
con sconosciuti
a Tampa, Brisbane
Jericocoara,
per ignorare meglio il vicino
in ascensore con loro,
ti lasciano libero di scegliere
o come loro o niente.
Dio, Che Guevara,
Clark Kent,
dovevano salvarci
ma sono morti
senza neanche riuscire
a salvare se stessi.
Dite a Cristo
che sto andando
a cercarlo.

365 giorni, Libroarbitrio, Pubblicazioni

POKER D’INCUBI – DuediRipicca

Ci dicono: FA PAURA! FA PIANGERE! FA INCAZZARE! FA RIDERE! FA VENIRE I BRIVIDI! VOGLIA DI SCRIVERE, DI SCAPPARE, DI NON ANDARSENE, DI SUSSURRARE, DI GRIDARE, DI SAPERE!
E allora se vuoi sapere perché, e soprattutto se vuoi dirci ANCHE TU la tua, LEGGI POKER D’INCUBI!
E’ facile: clicca il link di seguito ed acquistalo on line:
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Gianluca Pavia – Lié Larousse
DuediRipicca

 

365 giorni, Libroarbitrio

Esposizione artistica per l’uscita del libro POKER D’INCUBI di DuediRipicca al MArteLive!

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DuediRipicca sono Gianluca Pavia – Lié Larousse,
autori visionari e sperimentatori di filosofie scomode,
liberi dalla scrittura di genere scrivono racconti, romanzi e poesie, a due e a quattro mani. Con poesia visiva dipinta su carta di riso in esposizione per la sezione Letteratura
saranno presenti per l’anteprima dell’uscita di “Poker d’incubi”,
edito da Alter Ego Edizioni, prefazione di Paolo Di Paolo, il 6 dicembre dalle 20:30
al MArteLive con Nobraino, Orchestraccia, Lercio, Spinoza.it & more

Vi aspettiamo!

365 giorni, Libroarbitrio

Vedo vedooo… DuediRipicca

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Preferirai sempre la pazzia. Rischierai tutto. Sarai il buffone e il saggio di corte, farai quello che nessuno è stato mai capace di fare. Ti rispetterai non rispettando ciò che ti impedisce di volare, di sognare, e camminerai in precario equilibrio su di un filo teso piuttosto che averlo attorno al collo.

Godrai del corpo dell’orgasmo del piacere. Morderai leccherai toccherai scoprirai tutti i sensi gustando il grande senso di tutto.

E un giorno ti dimenticherai ti perdonerai e vivrai dentro la tua testa senza il bisogno di specchiarti e volerti vedere per forza perché saprai essere e sentirti essere.

E allora amerai. Sceglierai qualsiasi possibilità d’amare e d’essere amato. L’impossibile sconclusionata complicata certezza che ferisce. L’incorreggibile eccessiva costante che guarisce.

E sarai casa ovunque. E dormirai beato.

DuediRipicca

 

365 giorni, Libroarbitrio

L’ULTIMA VOLTA – DuediRipicca

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Pioveva fino a poco fa,
ora anche il vento s’è calmato
soffia appena sulla sabbia
respira sulle case
e questa domenica
a starla a guardare da qui
ricorda
quando da bambino t’affacciavi
dal balcone guardavi giù
la strada
senza un’anima in giro
solo tu e solo
musica di campane poco vicine
che non ispirano nessuna pace né religione,
il solito ubriaco impreca e smanaccia
a voce grossa e con gli occhi annacquati
attende
altra pioggia
perché c’è sempre
un momento di altra pioggia di domenica
come ci sono sempre ragazzini coi palloni
cani, gatti e donne randagie,
sudore a colare dalle tempie di qualche disgraziato,
di macchine quasi nessuna,
un cuore da qualche parte a battere duro
e intanto cerchi di ricordare
dove hai perso il tuo, l’ultima volta
mentre giri l’ennesima sigaretta
sputando avanzi di tabacco
tra scoli di birra e carta straccia.

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La solitudine dei numeri uno -Fibra

 

Questo libro mi sfoglia,
la spogliarellista mi spoglia,
come il circo circonda un bambino di ricordi,
prima che arrivano i soldi
lingue che girano come le anguille,
la calma è lontana come le antille,
non devi farlo mi avevano avvertito
mi sono perso come l’appetito.

Vengo al mondo,
mi butto sfondo,
come dietro a tutto non capisco,
come andare al cinema in cina annuisco,
esco cresco il mondo è manesco
calcio pugno spinta schiaffo mastico miti
quando fumo vado in alto dolomiti,
vedo come va poi lo faccio anch’io
la vita è un viaggio ciao addio,
parole di ghiaccio così tante che c’ho un freezer
per il mio linguaggio,
e tu sei un raggio di sole che si dissolve come questo discorso
e io resto solo un’altra estate come l’anno scorso

La solitudine dei numeri uno, due,tre
notti che non chiudo gli occhi,
parlo con gli orchi,
ricordi che girano come panni sporchi,
lavaggio rapido start,
non gridare che ci sentono tutti ti prego
ricordi Bastardi
spendo i soldi
e ti scordi, degli anni
come quando sogni,
se sbagli in pubblico e la gente ride,
sbaglia meno chi ha poche idee.

Questi numeri non chiamano più,
quanti nomi non passano mai di qua,
ai concerti la gente sempre di più,
non si chiude come questa rima salta,
e come salta,
e come salta,
e come e come e come esalta,
e come e come e come è alta,

La solitudine dei numeri uno