365 giorni, Libroarbitrio

DASTIT S.r.l – Lo SPONSOR che porta l’autrice Lié Larousse al Festival di Sanremo per Casa Sanremo Writers

Davide Petronzio – Titolare ed Amministratore DASTIT S.r.l

Sono lieta ed entusiasta di presentarvi il mio Sponsor con il quale condividerò l’esperienza di Casa Sanremo Writers: Davide Petronzio.

Titolare ed amministratore della DASTIT S.r.l il suo obiettivo è quello di promuovere gli artisti di domani contribuendo con progetti che hanno a cuore l’educazione e la divulgazione culturale e sociale.

Onorata di essere stata scelta per questa missione, mi impegnerò facendo del mio meglio con tutto il mio cuore.

Grazie a tutti voi di seguirmi e sostenermi.

I miei traguardi sono anche vostri!

Lié Larousse❤

Credits:

Fotografia di Sara Teodori Fotografa

Location Hotel Isola Sacra

M.u.a Cortona Francesca

Evento Casa Sanremo

Casa Editrice L’EruditaGiulio Perrone Editore

#riddementia#lerudita#giulioperroneditore#festivaldisanremo#festival2023#CasaSanremoWriters

365 giorni, Libroarbitrio

L’ANELLO IN CANAL GRANDE – Il nuovo romanzo di Renata Covi – Recensione di Lié Larousse

Una scrittura amabile, un intrigo che si aggroviglia alla vita di tutti i personaggi perché questo è un romanzo corale come non ne venivano scritti da tempo.
L’autrice Renata Covi, già conosciuta per il meraviglioso Tacuinum de’ spezierie, in queste pagine racconta una splendida storia che raccoglie ed incanala, come solo l’acqua della Laguna sa fare, sentimenti e vicende, ci ritroviamo innamorati, sconvolti, tristi, allegri, affascinanti ed affascinati da un libro che è anche un documento importante di un momento storico indimenticabile della nostra Italia.
Un viaggio letterario che ci porta a riscoprire il nostro Bel Paese che fu ai tempi sfarzosi e speranzosi del primo dopo guerra, tra invidie e lotte politico sociali, tra amori e piccole guerre famigliari, per poi ritrovarsi davvero coinvolti nella seconda guerra mondiale e nel dolore dell’olocausto.
L’intrigo dell’anello affonda non solo nelle acque torbide dei canali di Venezia ma anche nei cuori di chi lo ha visto sfuggire, prendere il volo e sparire in esse, un po’ come accade quando crediamo di avercela fatta e l’attimo dopo siamo punto e capo. Una storia nella storia raccontata attraverso i ricordi di famiglia grazie ad un ritrovamento importante, uno zio e un nipote e la voglia di ritrovarsi nel tempo andato e non sempre, come narra questa storia, davvero perduto. Generazioni a cavallo che si incontrano e si scontrano, che danzano insieme al gran ballo della Cavalchina durante un carnevale che maschera amori e dissapori, mentre il paesaggio dall’acqua passa alla montagna nevosa e romantica che solo luoghi come Cortina sanno regalare.
E io ve ne parlerei ancora perché è un libro bellissimo che ho amato leggere, una lettura scorrevole, ricca, densa di descrizioni e cambi di scena, suspence, ma come per uno spettacolare film di cui non voglio spoilerare la fine vi consiglio di correre in libreria, mettervi comodi nel vostro luogo del cuore ed iniziare a leggerlo!

Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

“Nessun male viene per nuocere” Lié Larousse

E’ stata un’estate faticosa per me. “Nessun male viene per nuocere” , spesso mi sono domandata cosa significasse davvero questa frase che mia nonna mi diceva già da bambina, ma credo che io l’abbia compresa solo ora.

Ad ottobre 2021 ho iniziato a star male, ad avere delle emorragie che mi impedivano, mi impediscono, la normale attività quotidiana. A novembre dopo due pronto soccorso ed una trasfusione di ferro, non avevo quasi più non solo ferro ma emoglobina nel sangue da rischiare l’infarto, decidono di operarmi per un problema all’utero a dicembre. A gennaio la situazione è sempre meno sotto controllo. Ogni medico che incontro ipotizza un problema diverso con diverse terapie più o meno invasive, ogni medico mi rimprovera come se la colpa fosse mia e mi tratta, nel vero senso della parola, con incuranza e insensibilità, spendo molti soldi in visite private comincio ad avere timore delle dottoresse sempre molto poco delicate ma non posso fare altrimenti ed inizio alcune terapie fino a che ad agosto dopo l’ennesima corsa in pronto soccorso ginecologico vengo ricoverata. Sembrava mi dovessero operare da un momento all’altro, e invece non è stato così. Ero molto preoccupata in più non riuscivo a dialogare ne a fidarmi delle dottoresse, mi ricordo l’ansia e il dolore sdraiata nel letto d’ospedale, eppure, una parte di me sapeva che dovevo avere fede, la mia anima e il mio spirito mi parlavano dicendomi di avere fede, di alzarmi, andare in corridoio e sorridere alla meravigliosa luna che quella notte sembrava fosse lì per me parlandomi con la voce di mia nonna: nessun male viene per nuocere. Ed è stato proprio così, la mattina seguente tutto è cambiato, il dottore che era di turno mi ha visitata con amore e delicatezza, mi ha spiegato quale fosse il reale problema e le varie ipotesi per prendermene cura, ci vorrà tempo sì, ma finalmente dopo quasi un anno non sono più sola e incompresa, perché è arrivata un’anima straordinaria, un dottore che ama profondamente la sua missione e che mi sta aiutando davvero!

Siamo a metà settembre, quello che era un problema invalidante è diventato una parte nuova di me che vuole attenzione così come ognuno di noi ne vuole dalla vita, sono affiancata da un Dottore speciale che è sempre presente, ed ho fede negli eventi, anzi spero di esserne all’altezza, e nel frattempo ho ricevuto la bellissima notizia che sarò ospite a Casa Sanremo Writers per il Festival di Sanremo 2023 dove presenterò il mio romanzo difronte ad un pubblico maestoso come il pubblico italiano, e sì, ho cambiato la mia routine, ho dovuto ripristinare dei nuovi equilibri, ma nessun male viene per nuocere, forse viene per insegnarci che ciò che ci accade nella vita non riguarda solo noi, che non siamo soli, ma siamo una grande comunità fatta di anime meravigliose con una missione da compiere, un destino da compiere, una grande famiglia guidata dalla potenza dell’amore dell’universo.

Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

25 aprile 2022 – poesia di Lié Larousse

Riposo durante la fuga in Egitto – Caravaggio

Ad oggi
il mondo
è afflitto da sessanta guerre
eppure ci sono Paesi
che festeggiano la liberazione dall’oppressione
festeggiando la libertà
come il mio, la mia amata Italia.

Ma che significa liberazione, libertà,
quando ad oggi il mondo
è afflitto da sessanta guerre?

Ad oggi,
milioni di persone fuggono
milioni di persone combattono
milioni di persone perdono
milioni di persone piangono
milioni di persone bruciano, affogano, esplodono
e con loro i loro sogni, i familiari, gli amici, gli animali
le case, le scuole, le chiese, i boschi,
il futuro, il passato, il presente.

Ad oggi
in questo mondo afflitto da sessanta guerre
milioni di persone spariscono per sempre
e non chiediamocelo il perché
non chiediamoglielo il perché
e non ascoltiamolo il perché
perché il perché fa schifo
qualsiasi esso sia
quando milioni di persone ad oggi
in questo mondo afflitto da sessanta guerre
soffrono e muoiono così
nessun perché è giusto, giustificato, giustificabile.

Ad oggi
al mondo
milioni di persone sono afflitte dalla guerra
per le scelte di una manciata di gente di “potere”,
una manciata,
loro hanno deciso questo putrido marcio perché
e hanno messo in marcia eserciti e delegazioni
ambasciate, ambasciatori e pene,
vietando la vita
vietando la libertà.

Ad oggi
per colpa di queste sessanta guerre nel mondo
volute da questa manciata di gente di potere
milioni di persone sono in fuga
ed una di quelle persone
domani
potrei essere io
potresti essere tu
potrebbe essere tuo padre,
potrebbe essere tua madre,
potrebbe essere tua sorella,
potrebbe essere tuo fratello,
potrebbe essere tua figlia,
potrebbe essere tuo figlio,
potrebbe essere tuo cugino,
potrebbe essere tua cugina,
potrebbe essere tuo zio,
potrebbe essere tua zia,
potrebbe essere tua nonna,
potrebbe essere tuo nonno,
potrebbe essere il tuo migliore amico,
potrebbe essere la tua migliore amica,
potrebbero essere tutti loro
potresti essere tu,
potrei essere io.

Ad oggi nel mondo
ci sono sessanta guerre
e milioni di persone il giorno prima di morire
sorridevano, cantavano, includevano, amavano
e c’era chi studiava all’Università,
chi accompagnava il figlio al primo giorno di scuola,
chi veniva al mondo, chi si dava il primo bacio,
chi l’ultimo, chi comprava casa, chi apriva un bar,
chi si sposava, chi apparecchiava, chi cenava tardi
chi andava a dormire presto, chi faceva un bagno caldo,
chi beveva una birretta fresca, chi litigava,
chi giocava una partita a calcetto,
chi ballava swing, chi tecno,
chi leggeva, chi guardava un film,
chi festeggiava il primo compleanno chi il novantesimo,
ma oggi,  oggi,
milioni di quelle persone non ci sono più
per colpa di queste sessanta guerre
e fintanto che ci sarà anche solo una guerra al mondo
io non festeggerò nessuna liberazione, nessuna libertà
perché sì, sono italiana,
ma sono prima di tutto figlia del mondo,
e nel mondo, ad oggi, ci sono sessanta guerre
che affliggono milioni di persone, e domani
quella persona potrei essere io, potresti essere tu.

di Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Gli Iperborei – Pietro Castellitto recensione di Lié Larousse

Gli Iperborei è un romanzo che racconta il privilegio, non solo quello di essere ricchi e quindi vivere di agiatezze ma il privilegio di essere amati senza l’ipocrisia che si cela dietro un nome ed una posizione importante ed avere poi la capacità di ricambiare, saper amare a prescindere da tutto e da tutti.
L’autore, Pietro Castellitto, in queste pagine narra il rifiuto e il coraggio: quanta difficoltà, fastidio, imbarazzo proviamo quando dobbiamo lasciar andare chi non ci vuole, quando imperterriti inseguiamo un amore impossibile, o un sogno irrealizzabile, e quanto coraggio ci vuole per capirlo, accettarlo ed andare avanti senza perdere lucidità, dignità? Questo è un romanzo che racconta l’apparenza: all’inizio ci sembra che tutto nella vita dei personaggi fili liscio, un presente invidiabile, un futuro meraviglioso da creare, problemi inesistenti e guai che si aggiustano da soli, ma quanto dura il tempo dell’apparenza?
Dura fin tanto che non entrano in scena l’umiliazione, l’abbandono, la meschinità, amici che credevamo tali si scoprono avversari di una partita a scacchi, e vediamo Poldo mentre si perde nei suoi “spettacoli in testa” manovrato come una pedina. Questo è un romanzo che racconta la storia di Dei e Dee in tutta la loro magnificenza, una fra tutti Guenda, attorno a lei il mondo di Poldo ruota, accade, vive, ma lei non è davvero lì, se non in posa, dolcissima, ritratta in una loro foto da bambini.
Questo romanzo è una storia nella storia dove passato e presente vengono travolti da un futuro già scritto e l’autore spietato ci accompagna ad un insperato epilogo, in una Roma che ho conosciuto ma non vissuto, perché conoscere non significa vivere, e vivere non sempre significa conoscersi.

di Lié Larousse

Gli Iperborei
Pietro Castellitto
Bompiani

365 giorni, Libroarbitrio

CORAGGIOSAMENTE FARE LE COSE PER NIENTE di Martina Benigni Giovedì 21 aprile 2022 ore 16:30 Presentazione alla Biblioteca Renato Nicolini

Carissimi lettori,
giovedì 21 aprile alle ore 16:30 si terrà la presentazione del libro CORAGGIOSAMENTE FARE LE COSE PER NIENTE da me curato, prima raccolta di poesie dell’autrice Martina Benigni presso la Biblioteca Renato Nicolini a Roma.

Sarà una bellissima occasione per conoscere la scrittrice che lo scorso anno ha curato qui su “Libroarbitrio” la rubrica letteraria “Fiori di pesco e pagine scritte” e per ascoltare gli interventi della poetessa Carla De Angelis e di Angelo Filippo Jannoni Sebastianini.

“Essere Ponte”

L’ospedale odorava di disinfettante
e speranze imbevute di tenacia,
entrarvi, un tuffo nell’ignoto:
i camici, i guanti, i dubbi,
ma c’erano occhi come universi
sopra le mascherine,
storie da ascoltare, cuori da rassicurare.

Così fummo le parole degli altri,
sorrisi celati e lacrime dolci,
fummo medici, genitori,
adolescenti e traduttori.

Fummo Noi,
allora nel Mondo,
fummo un legame sincero:
un Ponte tra esseri umani.


Poesia tratta dal libro:
CORAGGIOSAMENTE FARE LE COSE PER NIENTE
di Martina Benigni

365 giorni, Libroarbitrio

“Il colore del tuo sangue” l’ultimo romanzo di Paolo Restuccia: splendido, feroce, necessario. Recensione di Lié Larousse

È piena estate, siamo in una Roma a prima vista svuotata dal turismo molesto e dal traffico ma traboccante di colorite pelli sudate e afrori esotici. E’ la Roma di chi non si può permettere le vacanze al mare tanto più l’amico sbagliato al momento sbagliato, è la Roma di Greta Scacchi filmmaker alla ricerca del soggetto giusto nell’attimo giusto. Ci piace subito questa giovane donna, l’intraprendenza, la stravaganza, e saliamo in sella al suo motorino sfilando in canottiera e short a scoprire gli amori complicati, i ricordi che affiorano da un passato nemmeno troppo lontano, i valori che si è costruita col tempo, un tempo fatto di solitudini e scelte fuori dal comune, come fuori dal comune è la sua bellezza e il suo guardare la vita sempre attraverso un obiettivo a 360 gradi. Una vita per nulla facile, ma vissuta con disinvoltura, libertà. Ecco, la libertà, non mettiamo mai in discussione la nostra libertà, anche se l’epoca in cui viviamo, in cui vive Greta, ci mette a dura prova, finché è la sorte ad intervenire con la penna di Paolo Restuccia in questo suo ultimo romanzo “Il colore del tuo Sangue”, Arkadia editore.
L’autore è il grande regista di questo romanzo, alle primissime righe siamo immediatamente conquistati come in una travolgente storia d’amore ritrovandoci invischiati in quell’ADESSO con cui apre la scena iniziale per farci scivolare via in un travolgente PRIMA tra sampietrini roventi, identità mascherate, fraintendimenti, certezze infrante; un susseguirsi di immagini che fotografano l’ansia, la paura, lo sconforto, ma anche la tenerezza e l’amore di chi ogni giorno combatte la sua intima guerra quotidiana, e il lettore suda, annaspa, ha il fiato corto, scappa, grida all’inverosimile contro le ingiustizie e poi tace, tace tenendosi la mano a tapparsi la bocca, e siamo Nadir piccoli ed indifesi, siamo Anissa e Farid fragili ed offuscati, siamo l’indolente Del Re, siamo le bugie che ci raccontiamo e le verità che ci neghiamo, ma soprattutto siamo l’eroina di questa splendida, feroce, necessaria narrazione, siamo tutti Greta Scacchi.

Carissimi lettori, come per ogni libro che ho amato molto, io vi consiglio di leggerlo rispondendovi alla domanda: tu lo hai mai guardato il colore del tuo sangue?”

Recensione di Lié Larousse

Romanzo: Il colore del tuo sangue  
Autore: Paolo Restuccia
Casa editrice: Arkadia
Pagine 268
€ 17

365 giorni, Libroarbitrio

RID DEMENTIA, thriller psicologico di Lié Larousse, da oggi in tutte le librerie.

Per capire il silenzio di un uomo dovrai fargli inventare una favola,
di quelle con gli insetti che volano strisciando,
di quelle dove principesse indossano volti da mostri e i principi,
bè, loro, quelli restano tali.

Esce oggi in tutte le librerie l’attesissimo romanzo d’esordio della scrittrice e poetessa Lié Larousse, conosciuta nell’ambiente letterario per le sue poesie e per i racconti vincitori di numerosi premi letterari, con questo romanzo di stampo psicologico, Larousse affronta i temi delle ossessioni e del furto di identità in un’ambientazione gotica di metà ottocento rendendo la narrazione, con il suo originale stile, così attuale ai tempi odierni da ritrovarsi completamente coinvolti e travolti dalla storia.

Buona Lettura

Lié Larousse

#romanzo#riddementia#thrillerpsicologico

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CARDIOPATIA poesia di Claudia Massotti

” Gli Amanti” – Magritte

Uccidimi.

Strappami il cuore e divoralo

Tra le tue fauci assetate d’amore.

Violentami le speranze 

Bruciami i sogni 

Distruggimi ogni singolo ricordo.

Ma non provare

Neanche per un secondo 

Ad Amarmi.

poesia di Claudia Massotti

365 giorni, Libroarbitrio

“Non dire un parola che non sia d’amore” – Fiori di pesco e pagine scritte di Martina Benigni

XIV

Amo il pezzo di terra che tu sei,
perché delle praterie planetarie
altra stella non ho. Tu ripeti
la moltiplicazione dell’universo.

I tuoi grandi occhi son la luce che posseggo
delle costellazioni sconfitte,
la tua pelle palpita come le strade
che percorre la meteora nella pioggia.

Di tanta luna furon per me i tuoi fianchi,
di tutto il sole la tua bocca profonda e la sua delizia,
di tanta luce ardente come miele nell’ombra

Il tuo cuore arso da lunghi raggi rossi,
e così percorro il fuoco della tua forma baciandoti,
piccola e planetaria, colomba e geografia.”

(Pablo Neruda, Cento Sonetti d’Amore)

San Lorenzo è un quartiere romantico e feroce, giovane e anziano: ambientazione perfetta per un film sulla Vita. Le strade sono raramente silenziose: vi si intrecciano culture e generazioni diverse, gioie e drammi. Il tutto vi abita in un equilibrio inspiegabilmente naturale, come se non potesse essere altrimenti, come se fosse così da sempre.

San Lorenzo profuma di Resistenza e Birra Peroni, mentre nell’aria, tra i rintocchi delle campane più tristi di Roma, riecheggiano lingue diverse e da una lontananza che risale al 1943, ancora giunge fioco l’eco delle bombe, memento per il futuro.

“Non dire una parola che non sia d’amore”. Così recita un muro nel tratto di Via Tiburtina che costeggia il Verano. Sono anni che vedo quella scritta almeno una volta a settimana, eppure non smette ancora di stupirmi, di farmi pensare, di emozionarmi. Ed è così che ogni volta, assorta nei miei pensieri, finisco per perdere l’autobus. Tutta “colpa” dell’amore. Quell’amore che il grande poeta Pablo Neruda (1904-1973) ha splendidamente cantato per tutta la sua vita.

Tra le raccolte nerudiane “Cien sonetos de amor” (Cento sonetti d’amore) è sicuramente una delle più rappresentative e che affronta il sentimento amoroso a 360° attraverso la figura dell’amata, Matilde Urrutia, che è spesso paragonata alla “terra”, elemento vivifico, centro e origine del tutto. La raccolta è divisa in quattro “capitoli” che corrispondo alle quattro fasi della giornata- Mattino, Mezzogiorno, Pomeriggio e Sera– ma che altro non sono metafora della parabola amorosa.

Per il poeta l’unica chiave per comprendere il mondo e per farvi parte è proprio l’Amore, che egli conosce attraverso l’amata: terra, legno, sangue e pane, tutti elementi positivi che più volte tornano a descriverla. La visione di fondo del poeta è profondamente panteistica, come leggiamo in splendidi versi come “Nel tuo abbraccio io abbraccio ciò che esiste/ l’arena il tempo, l’albero della pioggia/ e tutto vive perché io viva.”

Tuttavia, le immagini vivifiche e felici della prime due sezioni, subiscono una naturale trasformazione ed un certo incupimento nell’avvicinarsi della “Tarde”, ovvero il Pomeriggio. Qui è l’assenza dell’amata l’immagine che più torna e con essa tutto ciò che ne deriva, soprattutto un continuo senso di malinconia che avvolge il poeta e l’universo, in un sentire così profondo che definisce “intercostale”. Le note di tristezza che tingono queste ultime sezioni, però, trovano sempre riscatto, perché è nel rinnovarsi dell’amore che il poeta trova coraggio e slancio verso l’universo. “Il giorno che stinge i suoi petali graduali” è un verso di rara bellezza che ben descrive l’ansia del poeta nei confronti del tempo che scorre inesorabile e la paura della morte, che non fa sconti a nessuno. Più volte in Notte è la morte a muoversi tra i versi coraggiosi del poeta, che pur avendone chiara la presenza, continua a sperare nell’amore e nell’amata che si augura possa “continuare a fiorire” e a vivere in tutte le cose che amarono e che videro insieme, come il mare, la sabbia e il vento.

Sebbene in questa parte finale si respiri una certa tristezza, il poeta non si abbandona fino in fondo poiché capisce che l’unica cosa che può superare la morte è l’Amore che tutto può e che può veramente dirsi immortale. Così nel finale, nell’ultimissimo sonetto della raccolta gioiamo del riscatto del poeta, degli innamorati, e della speranza che nessuno muore davvero se ha conosciuto Amore: “E lì dove respirano i garofani/ fonderemo un vestito che resista/ l’eternità di un bacio vittorioso.”

Amiamo e innamoriamoci, dunque!

Articolo di Martina Benigni