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“Due addetti alle pulizie” de Le Ore Piccole e il ruolo della coscienza nell’uomo moderno – Gianluca Pavia – Lié Larousse/2dR

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Dopo la vittoria del Premio Nazionale Scena&Poesia 2018, la compagnia Le Ore Piccole ha presentato al teatro India a Roma, per il Festival teatrale ContAminazioni, come è cool dire oggi, lo spin-off de “Il calapranzi” di Harold Pinter.
E subito penso, nel vedere gli attori salutarci e sparire dietro le quinte, che la pièce teatrale scritta e diretta da Chiara Arrigoni non cade mai nel copia e incolla di un testo già presentato, anzi spinge costantemente alla riflessione, fin dalla prima scena, attraverso gli “indizi”, ed è proprio il caso di dirlo, seminati dai due protagonisti; ed è anche per questo che “Due addetti alle pulizie” tiene un ritmo crescente che prende alla gola per tutto lo spettacolo. Forte dell’interpretazione di Andrea Ferrara e Massimo Leone emerge l’ “io” inconscio dell’uomo, apparentemente disinteressato fintanto che il tarlo del dubbio non si insinua nella coscienza, dando vita alle molteplici sfaccettature della personalità umana dei protagonisti: intenti a pulire uno scantinato, sembrano parlare del più e del meno come semplici colleghi, ma ogni battuta, azione, silenzio sospeso, è un mattoncino per ricostruire un quadro generale piuttosto inquietante, che prima si tinge di giallo e poi di rosso sangue. Come la macchia ostinata che non vuol venir via dal pavimento, facendo tornare alla memoria tutte le altre macchie, che hanno giù pulito e continueranno a pulire in quel ambiente angusto, mano mano sempre più inquietante. Perché loro lo sanno, cosa succede laggiù, nonostante non abbiano mai visto per chi lavorano, non ci abbiano mai parlato.
A volte la privacy è una questione di vita o di morte.
L’anima guida di molti, le famose tre scimmiette: non vedo, non parlo, non sento.
La calma apparente s’incrina, cosa comune oggi, quando uno dei due “ripulitori” inizia a farsi delle domande, a farle ad alta voce, trovando un’eco in chi osserva, nel suo dubbio su quale sia la cosa giusta da fare di fronte al male: prenderne coscienza, o fare finta di niente? Magari cullandosi nella scusa che sia un qualcosa più grande di noi, un meccanismo di cui facciamo parte? La situazione precipita drasticamente quando salta fuori una pistola, e se c’è una pistola, prima o poi sparerà, ma niente spoiler, solo una domanda: “Chi pulisce quando noi ce ne andiamo? Sono curioso di saperlo. Chi mette in ordine? O forse lasciano tutto così com’è?” 
Della serie: dove finiscono le nostre responsabilità?
E quand’è che le cose smettono di interessarci?

Lié Larousse/Gianluca Pavia/#2dR

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DUE ADDETTI ALLE PULIZIE – Compagnia teatrale LE ORE PICCOLE

LA COMPAGNIA TEATRALE

LE ORE PICCOLE

presenta

DUE ADDETTI ALLE PULIZIE

da “Il calapranzi” di Harold Pinter

due addetti

testo e regia Chiara Arrigoni
con Andrea Ferrara, Massimo Leone
disegno di Paolo Zunino
costumi, scenografie, disegno luci Giuliana Musso

Teatro India  20 settembre 2018, ore 21,30
Spazio Diamante – 27 settembre 2018, ore 21

“Chi pulisce quando noi ce ne andiamo? Sono curioso di saperlo.
Chi mette in ordine?
O forse lasciano tutto così com’è?”

compagnia teatrale

La compagnia Le Ore Piccole torna a Roma con Due addetti alle pulizie, il nuovo spettacolo, scritto e diretto da Chiara Arrigoni e interpretato da Andrea Ferrara Massimo Leone, ispirato a Il calapranzidi Harold Pinter.

Due le repliche romane: giovedì 20 settembre al Teatro India, nell’ambito di ContaminAzioni 2018,festival teatrale organizzato dagli allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, egiovedì 27 settembre allo Spazio Diamante per il Premio InDivenire 2018/2019.

Due addetti alle pulizie stanno pulendo uno scantinato da una macchia. Sembrerebbe un lavoro come un altro ma i due non possono raccontare a nessuno quello che fanno. Seguendo la discussione dei due personaggi capiamo a poco a poco di cosa si occupano veramente: ripuliscono dal sangue i pavimenti di luoghi isolati che una misteriosa organizzazione, di cui non sanno nulla, usa per commettere omicidi.

A dieci anni dalla morte di Harold Pinter, torniamo nella lugubre stanza de Il calapranzi, proprio dove Ben e Gus a lavoro concluso, tra una chiacchiera e l’altra, si chiedevano chi ripulisse il pavimento, lasciato a volte inondato di sangue. Due addetti alle pulizie, nelle intenzioni della Arrigoni, si propone come uno spin-off de Il calapranzi, nell’intento di svelare un retroscena apparentemente marginale che nel capolavoro di Pinter viene solo accennato. Con le loro conversazioni a tratti comiche, a tratti paradossali, i due protagonisti si muovono con dissacrante disinvoltura sulla scena del crimine, ormai per loro uno spazio abituale. I dialoghi ruotano intorno alla necessità di non farsi domande e, al contempo, al timore di non riuscirci, finendo irrimediabilmente per sentirsi corresponsabili del sangue versato che devono “solo” cancellare dal pavimento.

Lo spettacolo intende innescare nello spettatore una riflessione sulla banalità del male, sulla sensazione di essere coinvolti in qualcosa di più grande e, talvolta, più mostruoso. La consapevolezza di essere solo l’ingranaggio di un meccanismo complesso, decidere che non porsi domande renda innocenti le nostre azioni, non può costituire un alibi.

Vincitore del Premio Nazionale Scena&Poesia 2018Due addetti alle pulizie arriva in anteprima a Roma dopo il successo di “Audizione”, pièce teatrale che ha debuttato nel 2016 proprio al Festival ContaminAzioni e che lo scorso luglio, dopo numerosi riconoscimenti in tutta Italia, ha condotto la compagnia in Francia per il Festival Off d’Avignon.

Questa la motivazione della giuria del Premio Scena&Poesia:
“Un testo che parte da una situazione chiave non nuova (il riferimento esplicito è al Calapranzi di Harold Pinter), per interrogarsi sulla responsabilità dell’individuo in un caso estremo com’è quello delineato nella pièce, e infine approdare alla questione chiave della responsabilità del pubblico a teatro”

Info & contatti

anomalia.socialpress@gmail.com
Adriano Sgobba // adriano.sgobba@gmail.com – 342 6763238
Federica Nastasia // fnastasia.ufficiostampa@gmail.com – 329 6527794

 

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MAXIM ITALIA – Matta, ombra urbana a caccia di street art

Pasolini Federicodraw art foto di Mauro Matta

“La sua ricerca, del tutto spontanea e senza alcun fine di lucro, lo ha portato negli ultimi anni a Roma, lungo i muri dei quartieri più discussi della capitale, come San Basilio, Pigneto, Trullo, Tor Marancia, spinto dal desiderio di imbattersi nella maestosità di opere che, con la loro bellezza, riqualificano aree urbane degradate, come quella ritrovata all’interno del parco dell’ex manicomio di Santa Maria della Pietà, dove si può ammirare l’affresco di Luis Gomez che ne ricopre l’intera facciata, o spingendosi verso il quartiere Ostiense e scoprire il ritratto gigante di Pier Paolo Pasolini, collocato all’interno dei vecchi giardini dove oggi risiede il teatro India, opera dell’artista Federicodraw ”

Tutto l’articolo nel link di seguito:
https://www.maximitalia.it/matta-ombra-urbana-a-caccia-di-street-art/

Lié Larousse / Gianluca Pavia / 2dR
DuediRipicca

 

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Ad ognuno di voi 112.688 GRAZIE!

E intanto che la poesia continua a farsi leggere e scrivere,
e intanto che l’arte dona ogni giorno nuove sfumature di colore alle nostre mani e ai nostri occhi,
e intanto che noi impegniamo le nostre menti e i nostri cuori a servizio della cultura
e di una più straordinaria e sempre più stravagante fantasia,
VOI ,
voi ci accompagnate in questa vita di belle e magiche parole,

di belle e magiche opere d’arte,
per scoprire che NOI siamo VOI,
che questa nostra vita d’essere blogger, scrittori, lettori, ricercatori, followers, è di tutti,
e a tutti VOI va la nostra gratitudine!

Ad ogni 112.688 di voi
vi diciamo

frasi-grazie-ringraziare

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.nord ovest. – Lié Larousse

roberto ferri painter death angel

.arriva da nord ovest, oggi, questo vento scalmanato
impiccia i capelli,
li appiccica alle lacrime,
ingarbuglia i ricordi,
e non lo sai più, se sperare di averli solo sognati
e non di disperare
perché invece sai che li hai vissuti,
e intanto da nord ovest lui sormonta e sferza,
incasina e silenzia questo nodo alla gola
e inciampo,
in me,
nei miei piedi immobili,
si sono fermati qui, in questa città,
come in attesa aspettano un mio passo
ma io che aspetto?
ci sono giorni come oggi
che il vento non m’è complice né clemente
e proprio non lo so alla fine da me
cosa ci si possa aspettare
ma si dice che qualsiasi cosa accada
l’acqua continua lo stesso a scorrere sotto i ponti
e il nodo alla gola ora morde
strizza la bocca dello stomaco
strappa un pezzo di cuore
ma ancora attendo, e sussurro una preghiera
o forse è solo una supplica
la codardia ci ferma tutti, me per prima
un ragazzo s’avvicina,
si sfila le cuffiette e grida – cosa?
raccolgo la mia ansia colpita dal vento,
mi volto a nord est
– una catastrofe annunciata, mormoro
nella quiete torbida di una tempesta assopita, penso
e del ragazzo vedo la schiena sparire
in una mischia di ombre e corpi
mi sporgo dal ponte, guardo giù
ed è proprio come dicono
qui sotto il Tevere tracima acqua e non la smette d’infuriarsi,
baccaia, fa la voce grossa
ma chi ti sta a sentire adesso,
che con questo sole a farti bello non fai nemmeno troppa paura,
ora che se sei tanto incazzato
è solo per colpa del vento,
che oggi poi, arriva da nord ovest,
per infastidire capelli
e ricordi fragili.

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MUOIA LO STRONZO – Gianluca Pavia

Lié Larousse - Gianluca Pavia - photo cover libri

Muoia lo stronzo che ha detto
chi s’accontenta gode,
chi si suicida ogni giorno
con una pistola caricata
a salve come va?
chi s’impicca al disegno superiore
o ingoia l’arsenico quotidiano
di carta stampata
su anima riciclata.
Non c’è moneta per pagarti
o appagarti,
resta insoddisfatto, affamato
di gioie, guai
e donne lascive con baci di liscivia.
La libertà è un sacrificio cronico
e una ricompensa quotidiana
quando l’alba ti coglie
ancora sveglio
tra i vicoli del centro
di nessun posto
o forse
di te stesso.

 poesia dal libro SPIETATE SPERANZE
edito per Miraggi Edizioni
DuediRipicca Libroarbitrio  Lié Larousse
#2dRARTGALLERY  #2dR #poesia

 

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.niente mayday. – Lié Larousse

Lié Larousse - Kimono Official Store

.e non fate quella faccia
lo sapete pure voi
l’amore
non esiste
ce lo inventiamo
nelle belle giornate
quando al mattino
l’aria nei prati odora di cocomero
o quando il sole diserta
e il cielo è stretto
in un foglio di carta
bianco e sottile,
se venisse a piovere ora
si sgretolerebbe tutto
dissolvendosi in una voragine
non farebbe in tempo
a smussare gli angoli
piegarsi dall’interno a metà
un alito di vento e volare via
niente MAYDAY MAYDAY
mentre dall’universo sopra
viene giù un gran casino
di stelle e galassie
e tetti, vie e latte
buono solo per i gatti randagi
e una loro più fortunata
prossima vita.

#poesia .niente mayday. di Lié Larousse libro edito da Miraggi Edizioni
Website www.libroarbitrio.com
Photo by Gabriele Ferramola

#amore #scrittoriitaliani #duediripicca

https://www.instagram.com/lielarousse/

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METEREOPATICO – Gianluca Pavia

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Ci sono albe grigie,
come questa,
in cui la vita 
sembra un gatto alla finestra
in attesa di un passero,
due dita che ti spolpano l’anima
per disegnarci nuvole strane.
Ho un cuore malandato
metereopatico
in evidente stato confusionale,
impiattato da schifo
ad un brunch vegano.
Quel prato mi guarda
con occhi appassiti,
potrei farci un bouquet
per regalartelo al mio funerale.
Lo lanceresti tipo molotov,
sicuro.
E’ uscito un po’ di sole,
adesso,
o forse è quel sorriso
che t’illumina
come un gatto alla finestra
in attesa di un passero
di quasi 80 chili.
P.S. devo mettermi a dieta e comprare un ombrello.

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.in frigorifero, ad aspettare. – Lié Larousse

 

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pubblicato anche nella pagina facebook DuediRipicca
.ah! se fossi io
l’innamorata tua,
non starei a pensare
al letto da rifare
i piatti la spesa
la casa da rassettare,
il cellulare le applicazioni
e il selfie con le amiche da scattare,
né giacca cravatta
o abiti da operaio ti farei indossare,
e le ore poi perderle a contare
come meglio sarebbe
questo e quello impiegare,
ma me ne starei nel letto
tutto il giorno disfatto
a farci fare dall’amore
io di te tu
tu di me io
mentre gli avanzi degli avanzi
geneticamente mutano
in frigo
ad aspettare.