365 giorni, Libroarbitrio

L’HO FATTO CON TYLER DURDEN ( I LOVE CHUCK PALAHNIUK) – Gianluca Pavia

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Vuoi mettere
una domenica mattina senza postumi
e anche sotto il temporale
viverci la città?
Rintanarci in un museo
e fare l’amore
– surrealismo orgasmico
a tinte forti –
e il pomeriggio
continuare a fare l’amore
fino a perderne il conto.
Ed è da sballo
farlo con Tyler Durden.
Aspetta, mi spiego
io e lei
e Tyler in sottofondo.
Vuoi mettere
una domenica senza postumi,
la pioggia che suona la finestra
io e lei
e quasi Dio che ci parla?

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365 giorni, Libroarbitrio

.spiegamelo tu. – Lié Larousse

aykutmaykut art
 
.perché la scrittura m’allontana sempre di più dalle persone
perché chi mi desidera prima mi osanna, poi mi vuole cambiare
perché non riesco più a non farmi del male
perché quello che disprezzo mi piace
perché nonostante tutto mi faccio ancora così schifo
perché la tristezza mi ruba tutta la felicità
perché l’amore l’odio
perché Dio non può essere per davvero mio padre
perché il pensiero che vivrò un altro anno mi uccide
perché voglio gridare aiuto, ma no, no tranquilli, va tutto bene
perché ho questo fischio nelle orecchie, le mani e le gambe tremano, tutto ruota e ho paura, paura Cristo, e vorrei così tanto piangere ma niente,
niente,
questi occhi non vomitano nemmeno una misera lacrima
perché?
allora rido, si che rido AHAHAHAHA
e vaffanculo
vaffanculo tutto, e tutti.
 
Lié Larousse
Miraggi Edizioni Alter Ego Edizioni
#aykutmaykutart
 
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PADRE NOSTRO CHE SEI SEI SEI – GIANLUCA PAVIA

Padre Nostro che sei
non si sa bene dove,
sia rintracciato il tuo numero
che devo dirti un paio di cose.
Ci hai spedito quaggiù
senza libretto d’istruzioni,
rinchiusi nello zoo terrestre
con sbarre di libero arbitrio
e una serratura di coscienza.
Noi siamo andati
e ci siamo riprodotti
ma ancora non ci hai spiegato
come stare insieme,
e allora ci scambiamo zanne e artigli
sul pelo e sul cuore,
così,
come segno di pace.
La Terra Promessa è stata data
a qualche raccomandato
di assunzioni in cielo non se ne vedono
ma neanche in terra, sta tranquillo
e le Tue piaghe hanno colpito

ma solo quelle di decubito
sul culo
di chi adora l’idolo satellitare.
Su, dì la verità
non ti siamo venuti un granché bene:
qui nessuno rimette i debiti
e il Diavolo è il più grande creditore,
ma riguardo alle tentazioni
beh,
lì ce la caviamo benissimo da soli.
Ma ormai è palese
serve un altro diluvio
e se ce lo mandi giù
di vodka e Campari
non serve neanche l’Arca,
non vorrei s’inchinasse
al Dio sbagliato.
Ehi, ma mi senti?
Forse che nell’alto dei cieli
il segnale non prende?
Fa niente,
proverò più tardi
ma ti prego,
ti prego la prossima volta
non darci anime di cristallo
ricoperte di piombo fuso.

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SCONSACRATA FAMIGLIA -Gianluca Pavia

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Rilassati,
prendi aria
tempo
e sdraiati su un prato.
Non ti dannare
gli uomini son fatti
così:
mentono, rubano,
uccidono;
toccano, leccano,
abbandonano;
siamo animali
con la pretesa
d’essere umani.
Il nome del padre
paghiamo
schiacciati dalle sue colpe
sommate a quelle
della consorte.
Espiamo
invece di respirare,
abbiamo appreso il male
da chi vantava
di volerci bene,
lascia stare
nessuna famiglia
è normale.
Perfino Caino
aveva problemi
con i suoi,
se ci pensi
nessuno li ricorda
assieme.

Gianluca Pavia
DuediRipicca

 

 

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L’ULTIMA VOLTA – DuediRipicca

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Pioveva fino a poco fa,
ora anche il vento s’è calmato
soffia appena sulla sabbia
respira sulle case
e questa domenica
a starla a guardare da qui
ricorda
quando da bambino t’affacciavi
dal balcone guardavi giù
la strada
senza un’anima in giro
solo tu e solo
musica di campane poco vicine
che non ispirano nessuna pace né religione,
il solito ubriaco impreca e smanaccia
a voce grossa e con gli occhi annacquati
attende
altra pioggia
perché c’è sempre
un momento di altra pioggia di domenica
come ci sono sempre ragazzini coi palloni
cani, gatti e donne randagie,
sudore a colare dalle tempie di qualche disgraziato,
di macchine quasi nessuna,
un cuore da qualche parte a battere duro
e intanto cerchi di ricordare
dove hai perso il tuo, l’ultima volta
mentre giri l’ennesima sigaretta
sputando avanzi di tabacco
tra scoli di birra e carta straccia.

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Loop infame – Lindze

 

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Ieri notte ho visto una
solitaria stella cadente
finire la sua
discesa nella gloria
di un cielo notturno
ho espresso
il mio desiderio
con un ghigno sghembo
e infame sul volto

di non voler vedere
soddisfatti i sogni
delle altre persone che
come me
in quella notte
di vento e di veglia
l’avessero scorta
nella sua meravigliosa
parabola

poi mi sono seduto
a fumare,
aspettando
la fine del mondo.

365 giorni, Libroarbitrio

“Dogus – Rinascita” di un anonimo combattente e detenuto curdo

domenica mattina agosto 2016
I veleni degli occupanti
non giungono a lordare
la caverna della libertà.

Il mio cuore è un sacrario
illuminato dal sole.

Nel mio cuore c’è spazio
per tutto il sole
per tutto il mare
per il mio popolo.

E’ libertà il monte Cudi
e gli Zagros
sono libere vette
del Herekol e del Munzur.

Un altare sacro
a tutte le dee
a tutti gl’iddii
è la libertà nel mio cuore.

Le montagne hanno aperto la strada
nelle prigioni
globi di fuoco
dentro di me
la vendetta è tempesta
ed oggi
sento la vigilia di un’esplosione
improvvisa.

Non vi spaventi il mio grido
dentro di me
sto nascendo di nuovo.
Musa.

Ringrazio Alessio Dantignana
per aver fatto arrivare a me
questa ed altre poesie
scritte da anonimi combattenti e detenuti Curdi
dediti all’instancabile ricerca
della pace e della luce.
Lié Larousse

 

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L’Olimpo degli scrittori – Charles Bukowski

 

farfallina body painting -  foto show eur 2011

tutto ciò che m’interessava
era scommettere
vincere ogni tanto
sbronzarmi scopare e scrivere
non potevo farne a meno
il mondo era pieno di fantocci
non esistevano più scrittori
erano burattini di Capitol City
sceneggiatori da quattro soldi
sfruttati e sottopagati
io al confronto ero Dio
non mi interessava scrivere
un nuovo testamento
io e Dio eravamo simili
ad entrambi interessavano
storie di reietti
casi umani
la disperazione
la follia

La tua vita è la tua…tu sei meraviglioso…

 

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Concetti -Gianluca Pavia

Vladimir Kush - Metaphorical journey

opera pittorica di Vladimir Kush- Metaphorical Journey

Ci sono concetti che
non puoi esprimere a parole,
per quanto tu possa giocarci, con le parole,
e si dilatano in pancia
sgasando e gorgogliando
fino ad esplodere
in calore
calore calore.

E tutt’attorno
sfreccia supersonico,
e lento
allo stesso momento,
che puoi quasi saltarci,
nel tempo,
e nello spazio di un soffio
essere vento
risacca
fotoni,
essere uomo
e forse un po’ Dio.

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Versi sparsi & Presto che è tardi – Gianluca Pavia

Mammina

Gli uccelli cantano
la pioggia tintinna
le nuvole rombano
e tu
su un prato verde
o forse un letto,
magari un sacco,
sorridi…

…qui
sulla pista da ballo
una vertigine di luci e sguardi
solo per noi
solo per te.

…mi ha donato
abbastanza pazzia per sopravvivere
mi ha lasciato
mani tozze con cui sopravvivere.

Ce ne andiamo presto
noi che amiamo
sgasare in curva
colpire duro
e brindiamo sempre
in fondo al bancone.
Leviamo in fretta le tende
perché la vita
è un pic-nic
e l’amiamo
ad un centimetro dall’asfalto
un secondo dal k.o.
ad un soffio dalla morte.
Ci siamo presi il meglio
di questi anni
ruggendo come leoni
e chiudiamo la partita
prima che il gioco si faccia duro.
Siamo rimasti per poco
e con poco ce ne andiamo
lasciando forse troppo
negli occhi
e nelle parole
di chi ci saluta
con un fiore.