365 giorni, Libroarbitrio

THE BOXER (I parte) – Gabriele Tinti

Pugilatore a riposo, scultura di Lisippo primo piano


va tutto
bene
mi sento
bene
colpisco
bene
preciso
duro

ci siamo!
supero
il limite
non sento
più nulla
ora
vedo però
la sua smorfia
è una smorfia
di dolore
capisco che
sta soffrendo
che sente
come un blocco
una morsa
pare prigioniero
del suo stesso corpo
si sbilancia
pare cedere
no!
è ancora lì
ha quell’occhio
quell’occhio fisso
con quello
m’incalza
mi tampina
avanza
torno
a sentire
ora
delle voci
urlano
sento
chiamare forte
il mio nome

ecco!
ci siamo!
non sento
più nulla
supero
il limite
colpisco
veloce
danzo
leggero
va tutto
bene
mi sento
bene
colpisco
e mi muovo
bene
a brevi falcate
a piccoli passi
giro
dove devo
faccio tutto
come si deve
lui si fa sotto
mi colpisce
fa caldo
sento
il mio corpo
libero
sento
ogni fibra in me
che reagisce
continuo a muovermi
e a colpire

ci siamo!
lui accusa
i miei colpi
capisco che
devo tener duro
e andare avanti
mi colpisce
in faccia
esonda in me
dolore puro
inarginato
mi tocco
la piaga
è aperta
sbotta sangue
ma non è
niente
va tutto
bene
è solo
sangue
lo fisso
quell’occhio
ricambia
ma sto
bene

ci siamo!
non vedo
più nulla
sento
sento soltanto
un gran calore
venire su
e il mio corpo
rantolare
sboccare
è il mio corpo

il mio corpo
che rantola
schiuma
avvampa
sono tutte
fitte
quelle che sento
è tutto
dolore
quello che provo
ma dura
un attimo
dura
un attimo
soltanto

è tutto finito
è andata
come doveva
come avrei voluto
non andasse
mi guardo
come da lontano
la piaga aperta
sbotta ancora
sangue
ma va bene
così
ho sempre vissuto
così
in un mare
rosso
rosso
di sangue
mi guardo
e mi vedo
una lontananza
e tutto
è splendore
lì dove sono
tutto
è calma
e voluttà
e piacere
tutto
è amore
mi guardo
e vedo un uomo
un uomo soltanto.

 

The Boxer
Part I


everything’s
good
I feel
good
I hit
good
right on
hard

we’re there!
I cross
the limit
I no longer feel
anything
but I see
his grimace
it’s a grimace
of pain
I realize that
he’s hurting
that he feels
like a block
a grip
he seems
a prisoner
of his own body
he sways
seems
to give way
no!
he’s still there
he has that stare
that fixed stare
with it
he crowds me
shadows me
advances
I can again hear
voices now
shouting
I hear
my name
called loudly

here!
we are!
I no longer feel
anything
I cross
the limit
I strike
fast
dance
light
everything’s
good
I feel
good
I hit and move
good
in short skips
small steps
I turn
where I have to
do everything
as I should
he gets under
he hits me
it’s hot
I feel
my body
free
I feel
every fiber in me
that reacts
I keep moving
and hitting

we’re there!
he’s feeling
my blows
I know I have to
hold fast
and carry on
he hits me
in the face
a rush
goes through me pure
unstemmed
pain
I touch myself
the wound
is open
it spurts blood
but it’s
nothing
everything’s
good
it’s only
blood
I stare at him
he stares
back
but I’m
good

we’re there!
I see
nothing now
I feel
I only feel
a great heat
rising
and my body
gasp
gush
it’s my body
yes
my body
that gasps
foams
burns
all I can
sense
is spasm
all I can
feel
is pain
but it lasts
a moment
it lasts
only
a moment

it’s all over
it went
as it had to
as I would
have wanted
it not to
I look at myself
as if from a distance
the open wound
still spurting
blood
but it’s ok
like this
I’ve always lived
like this
in a red
red
sea
of blood
I look at myself
and see myself
a distance
and everything
is splendor
in the place I am
everything
is calm
and rapture
and pleasure
everything
is love
I look at myself
and see a man
just a man.

 

Ispirato all’opera Pugilatore a riposo, scultura di Lisippo.

Annunci
365 giorni, Libroarbitrio

Lié Larousse ospite da Gigi Marzullo per la trasmissione “Mille e un libro”

Lié Larousse Mille e un libro Gigi Marzullo

– Un giorno la paura bussò alla mia porta.
“L’amore” andò ad aprire e non trovò nessuno.-

Per i sognatori, e per tutte quelle persone che sanno cercare e trovare la bellezza dell’amore in ogni cosa.
LiéLarousse  DuediRipicca #GianlucaPavia  #rai1 #milleeunlibro #lié #poesia
#gigimarzullo

guarda il video al link di seguito:

365 giorni, Libroarbitrio

.non un’altra. – Lié Larousse

Lié Larousse - poetessa

 

.è questa vita
e non un’altra,
come per te
nessuno merita di essere ingannato
nemmeno la donna più stronza
tanto meno l’uomo più cattivo,
vivi con passione
ama per amore
non per solitudine,
la solitudine
lasciala stare e pensa
e tu
lasciati stare e pensa:
nevica
dall’altra parte del mondo
mentre qui
sale la temperatura
e ci leghiamo i maglioni
e le persone alla vita
passeggiando lungomare,
brillano ed esplodono le stelle al buio
al di sopra di questo mondo
mentre qui
ci diamo il buongiorno
baciati dal sole e l’azzurro
è una pennellata d’acquerello
sul foglio bianco di una bimba dai capelli rossi,
che stamattina,
non è andata a scuola.

365 giorni, Libroarbitrio

DANIELE CASOLINO legge la poesia .la vita comunque. di Lié Larousse

Per Casolino legge gli altri  Daniele Casolino legge la poesia di Lié Larousse intitolata
.la vita comunque.

.nonna Nannina
stende mutande, calzini e pezze da spolvero
sul filo che corre da finestra a finestra
chiacchiera del tempo al tempo
le mani ghiacce odorano di sapone
il marito e il figlio
li rivede solo quando in corridoio
passa difronte a lumini che ravvivano i volti sbiaditi
si fa il segno della Croce e svelta va in cucina:
per il nipote suo adorato ha messo su la pila dell’acqua
il sugo bolle già da due ore,
manca un pizzico di sale, due foglie di basilico;
Robertino sta al bar di sotto
coi denti neri e il Campari nelle mani
fatto ancora di un giorno non finito
conta buffi e rimbocca il bicchiere restando seduto,
la sedia se la tiene calda lui che dentro c’ha freddo
ma fuori basta una parola storta e prende subito fuoco
e non ce n’è più per nessuno,
non si vince e non si pareggia con lui,
appena fa buio la sera sparisce, nessuno lo sa dove va
pure se tutti lo sanno dove se ne va, e la mattina:
– finirai male, farai la fine di tuo padre, te lo dimo perché te volemo bene –
consigliano vecchi tra una mano di briscola e tresette
ma lui non li è mai stati a sentire, e all’unica amica buona
strizza l’occhio e dice voltandosi appena
– Chicca non è vero, non faremo la fine che dicono loro -;
Chicca, la figlia di nessuno,
gli dà un buffetto sulla guancia e se lo abbraccia
forte quel ragazzo
conosciuto quando aveva cinque anni,
ha gli occhi azzurri Robertino,
la pupilla impallata racconta degli stessi guai,
le strade, gli amori falliti, tutto l’abbandono del mondo,
gli sorride e se ne va sospirando,
occhi ben aperti alle spalle pensa alla sua di vita
e di nuovo a quella dell’amico caro
un ritornello infinito
di una canzone stonata
ma loro che ne sanno
e invece sì che sanno
e intanto passano anni, e tutto pare possa passare,
e intanto tutto è cambiato, e tutto è pure rimasto lo stesso
ieri Robertino stava seduto infondo al bus, le ha fatto l’occhietto,
Chicca è scesa due fermate prima, come sempre,
con un – ciao, a domani – nella mano, e un filo di voce per l’aria;
ed è già domani e l’edicolante scuote la testa,
scansa uno sbadiglio su quotidiani che non legge nessuno
un ventenne con le caviglie scoperte sfila spedito
occhi all’iphone e musica trap nell’orecchie,
la campanella della scuola materna chiama la ricreazione
bus, macchine e pedoni attraversano col rosso
il verde è una macchia di prato sporco, dall’altra parte del marciapiede,
ingoia altalene e panchine sbracate
sotto gli occhi lividi di case popolari rattoppate
e la vita marcia negli appartamenti occupati
ma con le facciate pittate belle
grazie alla speranza di artisti di strada che ci credono ancora e
– a Roberti’, non sai quanto te voglio crede’ –
sussurra Chicca al cielo,
soprattutto oggi, che il giorno tuo l’hai finito così
di punto in bianco te ne sei andato
hai chiuso l’azzurro degl’occhi coccolato
dall’andirivieni della tua vita in quel bus
e se n’è accorto uno zingaro al capolinea
e poi tutti stamattina
quando l’hai lasciati zitti e muti ad aspettare
quell’uomo rimasto per loro ragazzino sempre
che alla fine,
la fine del padre l’ha fatta per davvero,
e non ci sta più niente da dire
e nonna Nannina non ha più pezze da stendere
né sughi da far per ore bollire
e Chicca, bé,
Chicca ha un altro angelo da pregare.

 

#vivere #lavitacomunque

Lié Larousse – Libroarbitrio – DuediRipicca

 

 

365 giorni, Libroarbitrio

.favela romana. – Lié Larousse

promo-lie libro per discografia e editoria IULM MILANO

 

.conosco il sapore dell’asfalto
a lacerare la pelle, a rompere ossa
e quello del sangue nella bocca,
l’immondizia a macerare in strada
a marcire sotto casa
a parte la puzza di merda, e i vermi e i topi
questo non è niente
preoccupati invece
di quella che trovi nel cervello della gente
di chi si spaventa facile e strilla forte
perché sa pure stare zitto
che per quelli come me
la paura s’è fatta pietà e ha indossato
i panni infami della morte giovane,
e tu potrai sentirti forte quanto ti pare
ma se vedessi da dove vengo io
camminando le mie strade
prendendoti questi occhi e questa testa
messo piede qui
ti tremerebbero le gambe
ma tu non m’ascolti
e visto che tanto insisti
che vuoi farti un giro turistico a tutti i costi
per selfare la nostra miseria, lo schifo e la povertà
non devi arrivare fino in Brasile
né andare tanto lontano
né Napoli, né i sotto borghi di Milano
metti via il portafogli
e prendimi per mano
che dove vuoi andare tu
ti ci porto io
e te lo giuro
il biglietto è gratis
e solo andata.

_______*______

Il mio nuovo romanzo sta arrivando, di cosa parla?
È la storia di un guerriero, un giovane uomo che combatte a mani nude,  corre l’anno 1885 e HA FAME. #boxingnews
_______*______

@lielarousse #poetry #ritratto #like4like#photography #free #roma#photooftheday #words #instagood#poesia #leggere #followme #picoftheday#blackandwhite #sunday #scrittore#editorial #hot #frasi #money#contemporaryart #art #writer #reading#night #girl #photo di @gabriele_ferramola_photo progetto letterario di @duediripicca @gianluca_pavia #booklover #romanzo

365 giorni, Libroarbitrio

Vivian Lamarque la poetessa di grazia ingenua (prima parte)

Roma 12 ottobre 2013

Vivian Lamarque

Il signore della buonanotte

Da un letto lontano lontano con tutta la migliore

sestessa  buonanotte gli augurava.

                                                                           C’era la luna?

                                                                           Oh sì la luna e anche le mille stelle, più le fronde

                            degli alberi e le addormentate acque, con tutto

                                                         tutto buonanotte  gli augurava.

                                                                          E il signore sentiva?

                                                                          Si, il signore piano piano sentiva, mentre si addormentava.

A domani

LL