365 giorni, Libroarbitrio

CI VUOLE FEGATO – Gianluca Pavia

Close to you

Non chiedevano molto

gli sarebbero bastate quattro mura

una materasso

uno stereo, vecchio

di quelli a torcioni.

Magari una finestra per guardare fuori

e vedere che in due, poi,

non fa più così tanta paura.

Lui, per lei

avrebbe perfino rinunciato al materasso:

dormire abbracciati, sul pavimento

l’inverno rende ancora più bello

stringersi a quel calore,

lasciando che consumi quanto vuole

purché continui a bruciare.

Lei, per lui

aveva rinunciato al suo nome

a tutta la sua famiglia

consapevole che lega libero di scegliere

più un bacio umido, una media di saliva

che sette litri d’emoglobina.

Non vissero felici e contenti,

stringono i denti e vanno avanti

perché non sanno cosa serva

per essere felici, e non se lo chiedono

si fanno bastare il fatto d’esserlo

e pace.

Li guardo

e non posso fare a meno di pensare:

altro che cuore, per innamorarsi,

ci vuole fegato,

ahia.

Il mio sta a pezzi di suo

per questo non chiedo troppo

mi faccio bastare scrivere poesie

buone per i sottobicchieri

di una sbronza colossale,

e pace.

 

Estratto dal libro WHISKEY & SODA CAUSTICA
d’amore, di vita, morte e altri casini
di Gianluca Pavia
ordinabile in tutte le librerie on line:
https://www.lafeltrinelli.it/smartphone/libri/gianluca-pavia/whiskey-soda-caustica-d-amore/9788894500905

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Uncategorized

.ancora e ancora adesso. – Lié Larousse

Pietà Michelangelo

.e intanto qui
finisce tutto così
e non c’è più tempo
per le fatiche di una vita
i ripensamenti
chissà a che pensi
mentre muori
finisce tutto così
e non c’è più tempo
di salutarci dirci a presto
magari a domani
domandandoti se starai meglio
domandandomi se resto ancora e penso
ad ogni mio sorriso e a quanto pensarlo
ti faccia sorridere ridere ancora adesso
e allora ci rideremo su domani
ancora e ancora adesso
in questo mondo
o in un qualsiasi altro
e finisce tutto così
sorridendoti
da lontano.

Tutta la nostra vicinanza, pensieri e preghiere a chi se ne è andato senza un saluto, e ai figli e alle figlie, alle mogli e ai mariti, ai genitori, ai parenti, agli amici, di tutti coloro che non ci sono più.
DuediRipicca

la poesia sopra dal titolo .ancora e ancora adesso. è estratta dal libro .la vita comunque. di Lié Larousse

#lavitacomunque #pietà #michelangelobuonarroti

365 giorni, Libroarbitrio

.c’è silenzio nel silenzio. – Lié Larousse

rosso

 

.aveva smesso di parlare
aveva bisogno di tranquillità, di pace
per far riposare la mente, il cuore, le gambe,
calmare le avances del caos
il chiasso opprimente e ossessivo,
e ritrovare dentro di sé ciò che era fuori di sé
voleva star bene e aveva deciso di guarire
col silenzio, ma quello buono,
quello che zittisce il fischio nelle orecchie,
il pianto dagli occhi,
il tremore delle mani
aveva smesso di parlare per questo,
per medicarsi.

365 giorni, Libroarbitrio

ASTA DI GIOIELLI CONTRO IL CORONAVIRUS – JEWELLERY AUCTION AGAINST CORONAVIRUS IN ITALY

Questo è il progetto per resistere in questo duro momento storico italiano ideato da

Valentina Barella, Jànos Gabor Varga , Elena Martinelli  

Loro sono orafi e designers del gioiello e in questo momento nell’immobilità e impotenza di questa emergenza con altri colleghi si sono chiesti come poter aiutare.
Il confronto ha scaturito l’idea di un’ Asta di gioielli in cui donare una propria opera il cui ricavato verrà versato direttamente dal vincitore dell’asta alla CROCE ROSSA ITALIANA o in alternativa si può scegliere tra le campagne di GOFUNDME  #insieme contro il CORONAVIRUS :
https://it.gofundme.com/c/act/insieme-contro-il-coronavirus

                                                                        Perché un’asta?

Gli artisti del gioiello hanno pensato ad un’asta perché potenzialmente si può donare ancora di più!
Raccogliendo una selezione di pezzi di design, contemporanei e artigianali realizzati da orafi designers ed artisti del panorama nazionale ed internazionale.

                                                         La bellezza salverà il mondo? 

Forse sì! Perché in questo periodo storico che ha un occhio di riguardo alla grande bellezza racchiusa in un oggetto di prestigio e desiderabile può contribuire ad aiutare molto!

Se sceglierai di unirti a questo pensiero  l’asta avverrà in un GRUPPO FACEBOOK dedicato dal 24 al 26 Marzo, di seguito il link per maggiori info e iscriversi:

https://www.facebook.com/groups/233067231199537/

I vincitori verseranno l’importo direttamente in beneficenza
e sarà premura dell’artista inviare a proprie spese il prezioso.

 

CONTACT: Valentina Barella
Designer orafa e Modellista
About Fucina Orafa Milano
Via Francesco De Sanctis 34
20141 Milano
cell 348. 978. 97. 00
copertina ASTA
365 giorni, Libroarbitrio

Per Roma ad occhi chiusi – Maurizio Canforini

Roma

Ogni pomeriggio al tramonto passeggio per Roma.
Mi basta chiudere gli occhi.
Oggi me ne sono andato a viale del Belvedere, l’intera città sotto ai miei piedi.
Ho visto l’arancia del Sole tramontare tra San Pietro e Monte Mario.
Fa sempre così quando si avvicina l’equinozio di primavera.
Ed oggi era già primavera.
Poi sono sceso su Viale della Trinità dei Monti, con lo sguardo rivolto alla mia destra, ad ammirare la quiete dei palazzi di Via Margutta.
La scalinata lo scesa lentamente, mani in tasca, fischiettando.
A metà strada già ho cominciato a sentire il sommesso gorgoglio della Barcaccia.
L’ho raggiunta e c’ho girato intorno.
Forse solo la risacca del mare riesce a rilassarmi più del gorgoglio di una fontana romana. A quel punto mi sono lanciato a girare a zonzo, calibrando ogni singolo passo, gustandomi ogni singolo scorcio. A via della Scrofa mi è venuta sete e così mi sono divertito a far zampillare la fontanella che sta all’angolo con via dei Portoghesi: è una di quelle col getto più potente, arriva fin quasi al marciapiede opposto.
Ho bevuto come da bambino dopo tre ore passate a giocare a pallone sotto casa.
Viso bagnato e sguardo sorridente, ho proseguito verso Piazza San Luigi dei Francesi, quindi ho svoltato a destra e meno di tre minuti dopo mi sono ritrovato a Piazza Navona. Arrivarci mentre fa scuro è come essere alla Scala di Milano dieci secondi prima del buio in sala: elettrizzante.
Soddisfatto, mi sono sdraiato sulla panchina che si trova esattamente tra la chiesa di Sant’Agnese in Agone e la Fontana dei Quattro Fiumi.
A quel punto, se qualcuno avesse scattato una foto dall’alto, avrebbe visto il ritratto di un uomo libero e felice.


“Per Roma ad occhi chiusi”

breve racconto di un sogno pindarico in quarantena
di Maurizio Canforini,
scrittore, attore e autore teatrale
365 giorni, Libroarbitrio

AMORE MATERNO – Massimiliano Zuin

De_Chirico_Le_Muse_inquietanti

Rientro a casa a notte fonda
Cazzo dico? È già matino
So quasi e sei, faccio cifra tonda
Ma mi madre è li ‘n cucina
Tiro dritto dentro ‘a stanza disperato
Nun l’ho scampata manco stavorta
Lei scatta co’ l’agguato
Co’ ‘a solita invadenza me chiede ‘ndo so stato
Dice che so’ ‘n’ indecenza
Sicuramente me so’ drogato
Prima o poi divento pazzo
E co’ tutto er mio rispetto
Nun me devi rompe er cazzo
Giro i tacchi e vado a letto

di Massimiliano Zuin

365 giorni, Libroarbitrio

DIARIO INTERIORE – La Mascherina – Covid-19 una nigredo collettiva – di Sara Teodori

Diario interiore del 13/03/2020 – Tempo di quarantena.

Sara Teodori - La maschrina - fotografia di Sara Teodori

 

La mascherina.

In questo momento storico è il bene più ricercato in assoluto.
Il Santo Graal degli anni duemila.
Tutti la vogliono, tutti la cercano disperatamente,
perché sembra possa essere l’unico mezzo per salvarci.
Ma salvarci da cosa?
Dal Covid-19 o da qualcosa di più profondo, di più radicato?

 La maschera è un simbolo antico, si pensa che fosse in origine un oggetto di difesa con lo scopo di atterrire il nemico. La maschera da guerra, del resto, si può ritenere logicamente derivata dalla pittura del viso e del corpo, la quale non può avere alcuno scopo se non quello di protezione magica. Come non pensare anche ad Halloween e alla tradizione di indossare una maschera spaventosa che allontani gli spiriti cattivi. E forse è questo che tentiamo di fare con le nostre mascherine, tentiamo di atterrire il virus, spaventandolo con la nostra maschera magica.

La Maschera è anche l’oggetto di potere di uno degli Dei/Archetipi più spaventoso dell’olimpo/inconscio collettivo: Ade, il re degli Inferi. La maschera di Ade gli donava l’invisibilità, attraverso la quale poteva esercitare il potere di spogliarsi della propria identità per assumerne diverse altre, così numerose che forse a conti fatti non ne aveva nessuna.  Il vantaggio di indossare di volta in volta una maschera diversa gli forniva l’opportunità di rendersi invisibile e di trasgredire alle regole poiché era consapevole che sarebbe rimasto impunito.  Ade conosce due grandi limiti: quello del tempo imposto dal padre Crono e quello dello spazio espresso simbolicamente dalla madre terra Rea. Essendo però figlio di questi limiti osa trascenderli soprattutto per quanto riguarda il luogo in cui era stato relegato.

E non è forse quello che facciamo noi oggi? La maschera ci sta permettendo di trascendere i limiti del tempo e dello spazio, non dobbiamo andare a lavoro, non dobbiamo uscire, abbiamo un tempo rubato in uno spazio definito su misura per noi, oro prezioso caduto dal cielo (o dagli inferi?) che possiamo utilizzare per fiorire, evolvere e guardare in faccia le nostre ombre.

Ad Ade è stato assegnato il compito di prendersi cura di ciò che viene represso ed occultato, dei segreti, delle vergogne, delle pulsioni oscure, delle emozioni negative, dei rimpianti e delle paure. E noi siamo qui, in pieno regno di Ade, a guardare dritte in faccia le nostre paure, con la nostra mascherina, tentando di allontanarle, tentando di esorcizzarle. E’ un occasione rara per l’umanità, l’occasione di portare a coscienza il marciume, di portare in luce l’occultato, di trasformarlo. Come alchimisti dell’anima, abbiamo la possibilità di affrontare insieme una nigredo collettiva, di morire a noi stessi e rinascere come gli esseri umani che siamo destinati ad essere. Non è un caso che tutto questo stia accadendo poco prima di Pasqua, in tempo di quaresima, in tempo di morte, in tempo di Ade. Se saremo in grado di affrontare collettivamente le nostre zone oscure sarà possibile avviare un globale processo di trasformazione e rinascita, realizzando una conoscenza più profonda di sé. Con grande sforzo ed impegno si possono intravvedere i contorni della ricostruzione della propria identità, della rettificazione e del risanamento. Quindi ritornando alla domanda iniziale, da cosa può salvarci la nostra mascherina per davvero? Da noi stessi, dai condizionamenti che abbiamo, dal bagaglio di sovrastrutture che non riusciamo a lasciare andare e dalla menzogna che ci raccontiamo ogni giorno. Ade attraverso la maschera perde la propria identità per assumere quella del Dio che rappresenta.

Ed è quello che possiamo fare anche noi,
indossare la maschera per perderla
e finalmente identificarci con il divino che è in noi.

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365 giorni, Libroarbitrio

Lettera agli Italiani – poesia di Er Pinto

Lettera agli Italiani - poesia di Er Pinto

Er monno inizia quando tutto è fermo
Perché co’ ‘e bocce ferme se ragiona
Appiccicati a un libro o a quarche schermo
Se po’ pensa’ a chi semo de persona

C’è chi c’è annato contro ‘a ‘na Corona
Prima che diventasse malattia
Chi sempre più ribelle s’emoziona
Lottando con pensieri e fantasia.

Sembra che ‘sto microbo virale
Che obbliga a divide le persone
Ce sta a dà ‘na lezione naturale:
Che pure da divisi, serve unione

Mò damo più valore alla nazione
Ce stanno più Mazzini e Garibaldi
De Cura e Sanità semo nozione
Distanti ma co’ i nervi belli saldi

Abituati a strigne la cintura
Saremo er vecchio saggio dell’Europa
Armati de Sapienza e de Cultura
Ar monno damo ‘a Briscola e la Scopa

Ma quanno finirà ‘sta pestilenza
E c’ameremo ancora per la strada
Nun se dimenticamo l’importanza
De non discrimina’ comunque vada

De aiutasse sempre tra le razze
De non pensa’ che non semo capaci
De apri’, le porte, i porti, le terrazze
De esse meno duri e più tenaci

Non fasse riconosce come quelli
Da “Pizza, Mare, Mafia e Mandolino”
Del Bel Paese siamo esempi belli
Che inducono al rispetto del vicino

Valorizziamo l’arte, la bellezza
Vantiamoci di storia e di passione
La simpatia e la nostra brillantezza
Senza dar segno di maleducazione

Ridamose ‘na mossa ai piani alti
Velocizziamo l’amministrazione
Facciamoli in avanti questi salti
Italia, è tempo di resurrezione.

© Er Pinto
Marzo 2020
Instagram: @erpinto_
https://erpinto.it/lettera-agli-italiani/

Potete acquistare il libro  IL PESO DELLE COSE di Er Pinto al link di seguito
https://erpinto.it/i-miei-libri/

365 giorni, Libroarbitrio

TORNEREMO – poesia di DuediRipicca – Lié Larousse – Gianluca Pavia

Georges_Seurat_-_Un_dimanche_après-midi_à_l'île_de_la_Grande_Jatte
 
Torneranno gli abbracci
le capriole su un prato
fare insieme le quattro
due chiacchiere e
un bicchiere via l’altro.
Ci sarà musica dalle case
per le strade, accordi
s’incontreranno di nuovo
come i bambini gli amici sul lungomare
le madri tirate da cani il doppio di loro
i nonni, seduti pigri, che ripetono:
– belli miei, tutto questo è oro.
Sono sempre qua
non li abbiamo persi
solo messi da parte,
tipo il servizio di zia, quello buono
e quando sarà andato tutto bene
quando sarà il momento
tireremo fuori felici
i nostri sorrisi leggeri
i segreti sussurrati all’orecchio
lo stringerci la mano
stringerci più forte, più forti
parlarsi guardandosi negli occhi
diamanti fragili come bicchieri
grezzi
come ginocchia sbucciate
inseguendo un pallone.
Torneremo noi
pronti a fare festa,
ad annoiarci alle feste,
a schivare la gente
per libero arbitrio
e non per un decreto,
e con noi tornerà la voglia,
il bisogno di toccarsi
annusarsi
baciarci
le labbra, l’anima
senza paura di farci male
senza chiedere: – si può fare?
Torneremo
perché non ce ne siamo mai andati
perché non ci siamo mai arresi.
 
DuediRipicca – Lié Larousse – Gianluca Pavia
George Seurat – Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte
365 giorni, Libroarbitrio

SIAMO SIMILI – DuediRipicca

Campo di grano con cipressi 1889 VAN GOGH

Siamo simili, simili
nei nostri lividi
e limiti,
abili
a creare nuovi alibi
albe di un dì
tutto fragore e furore…
…esprimendo in rime
il disagio distratto
di un ingranaggio distrutto.
Basta tornare umani
per avere ancora un domani,
un futuro in attesa
senza colpo patire,
restare o partire
non fa differenza
ciò che conta è l’essenza
della nostra presenza.

DuediRipicca – SIMILI
Vincent Van Gogh – CAMPO DI GRANO CON CIPRESSI

Un #DuediRipicca al giorno alleggerisce la quarantena attorno

Andiamo avanti nonostante tutto, facendo e dando il meglio di noi, e come sempre e da sempre facciamo arte, letteratura, musica e chiacchiere assieme, da qui e sul nostro www.libroarbitrio.com

Lié Larousse Gianluca Pavia Libroarbitrio
#presenza #poesia #365giorni #libroarbitrio