365 giorni, Libroarbitrio

.essere solo un uomo non è essere solo uomo. – Lié Larousse

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.lasciati carezzare
da lei
che ami tanto
lasciati stringere il cuore
nei suoi occhi che ti ridono
cerca ristoro
dal suo corpo quando balla per te
lasciati abbracciare baciare
e vedrai
che lasciarsi amare
non fa poi così male.

L.L.

DuediRipicca Miraggi Edizioni
#lielarousse per #miraggiovunque
#CHRISTIANSCHLOEART

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365 giorni, Libroarbitrio

.ogni notte così addormentarsi. – Lié Larousse

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.scusatemi
se io
non ci capisco niente dell’amore vostro
perché l’amore mio
perché l’amore che conosco io
è solo quello che ho imparato
quello di cui non so contarne il tempo oggi
ma so che ho vissuto
il profumo di mia nonna che m’ha cresciuto
l’odore di sugo
quello dei panni stesi
della terra dura sotto i piedi
di ferro sulla lingua
della città con me, all’alba, sola
e quello del pacchetto di sigarette
incastrato nel risvolto
della camicia di mio nonno,
il suono della sua armonica a bocca
il sapore di un bacio lento
accompagnato dal parlare calmo,
della forza nel domani quando resta
pure se a denti stretti
ci si dice basta,
perché l’uomo
va rispettato, la donna
va protetta,
e magari ero
e resterò
sempre bambina
pure se questo non è più tempo
e le sue regole sono cambiate
gli esseri umani anche
ma l’amore mio
l’amore quello che conosco io
è il loro dirsi
ti voglio bene
ogni notte
e addormentarsi.

365 giorni, Libroarbitrio

L’uscita per chiarire

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Amico mio, che devo dirti, vacci.
Di solito
vogliono uscire
pulite da una storia,
sì, alla reputazione
ci tengono.
Nel portagioie
le donne
non hanno solo oggettini
stupidi, custodiscono pure
la loro morale. Vacci
amico mio, l’uscita
per chiarire
è anche per sentirlo
meglio nel culo.

365 giorni, Libroarbitrio

Come foglie di coca – Gianluca Pavia

Vladimir Kush - Rainy Night dream

Talmente stanco
da non riuscire più a dormire
o pensare
con l’anima in trincea
pronta ad un’altra guerra
senza tregua
disarmato, o forse solo
disilluso
l’emotività s’è coagulata
su una lama
gettata via tra i rifiuti
in una discarica di tradimenti
sommersa
da ricordi tossici di storie radioattive
lasciandoti solo
sete di sangue
che sommessa sale
sfamandoti con rabbia
e rancore
radici amare
da masticare piano
per stringere i denti
ed andare avanti,
come foglie di coca
per guerriglieri andini.

Gianluca Pavia

 

365 giorni, Libroarbitrio

Non sei – 2dR

Copertina Libroarbitrio pagina fb

Non sei
Di un genitore
Di un uomo la donna
Di una donna l’uomo

Non sei
Dello Stato servo
Del lavoro schiavo
Della religione fedele

Ma sei
La scelta sbagliata
La direzione inversa
Il tentativo fallito

Sei
La follia che impazza libera
Le ali per la fuga
L’assassino a piede libero di te stesso

Sei libero
Di essere
Chi sei

365 giorni, Libroarbitrio

Il giorno domani – da un fanatico sostenitore dell’onnipotenza curativa dell’alienazione scritturale

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Data luogo indirizzo e firma seguiranno
se richiesti

…salvare milioni di persone dal terribile cancro, dal suicidio, dall’infelicità umana della quotidianità istupidita dalla stupidità, dalla croce delle cure di tutti questi mali e dalle spese infinite e inutili e dal totale degrado del tutto, e dai raffreddori, soprattutto quelli estivi, dai mal di gola, pure questi soprattutto quelli estivi, dai denti guasti, dalla perdita di memoria, dai difetti di udito, vista, mente, tatto e odorato, e dalle carriere rovinose e maledette e disgraziate, e da esistenze troncate nel fiore degli anni da morti spaventose dovute a mali prevedibili, tutto questo può essere evitato e milioni di generazioni viventi  e future possono essere salvate per i prossimi millemila millenni da simili degradi fisici, mentali e materiali causati dall’ignoranza di un solo principio elementare che qualsiasi normale bambino è in grado di afferrare con carta e colori in un disegno, se solo ci fermassimo a guardare.
E’ una questione fondamentale, molto più importante della politica, della religione, qui si completa e si realizza a tal proposito, con comprovata mia esperienza e conoscenza personali accumulate fino ad oggi (per non parlare della memoria che va e viene), che a far finta di nulla prima o poi ci si incattivisce, l’aria pure si fa cattiva, irrespirabile, e il cervello soffoca e nascono le cause di ogni malattia, demenza, allucinazioni, daltonismi, manie di persecuzione, e poi dite che la colpa è della droga, no no, che la colpa è dell’alcol, no no, la colpa è della cecità che ci imponiamo, e dell’uso e della dose che di lei ci facciamo, inebriandoci ciechi del nulla i germi prolificano prolificano e ce li abbiamo tutto l’anno nel cervello, come le stagioni: è sempre estate e sempre inverno,  è sempre tutto e non abbiamo niente.
Sono seriamente preoccupatissimo, penso che avrò tempo abbastanza per vedere e scoprire lentamente il domani, ma non è così, tuttavia, essendo io molto fiducioso ma infantilmente impaziente per natura, mi anticipo il giorno domani con carta, penna e colori…

Cordiali saluti

365 giorni, Libroarbitrio

Fai come l’acqua – Gianluca Pavia

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Fai come l’acqua
amica mia,
scorri e non ti fermare
c’è un tizio sulla riva
in attesa di un cadavere.

Vai come il fiume
tra gole e cascate,
sfreccia tra le rapide
e riposa se puoi
quando la superficie è piatta.

Fai come l’acqua
non ti fermare,
permea la terra
e trova una via,
il tuo canto sarà
un gran bel fiore.

Vai come il fiume
che all’occhio pigro
si adatta al corso
e ne segue la corrente,
ma in profondità erode
e sgomita con le sponde,
sconvolge interi paesaggi
e si fa strada,
così,
da sé.

Tratto dalla raccolta poetica
Spietate Speranze
di Gianluca Pavia

365 giorni, Libroarbitrio

La Penna – Raymond Carver

La penna

La penna che diceva la verità
è finita in lavatrice, per tutta
ricompensa. Ne è uscita
un’ora dopo ed è stata buttata
nell’asciugatrice insieme ai jeans
e a una camicia da cowboy. Sono passati
giorni e se ne è stata buona buona
sulla scrivania sotto la finestra. Posata lì,
credendo d’essere finita.
Senza neanche un’opinione
che potesse dire sua. Non aveva più voglia
di andare avanti, anche se le sarebbe piaciuto.
Ma una mattina, un’ora o poco più
prima dell’alba, è risorta
e ha scritto:
“I campi umidi dormono sotto la luna”.
Poi s’è fermata di nuovo.
La sua utilità in questa vita
chiaramente giunta al termine.

Lui l’ha scrollata e l’ha anche sbattuta
sulla scrivania. Poi ci ha fatto una croce
sopra, o quasi.
Eppure, ancora una volta, con gran
fatica, la penna ha chiamato a raccolta
le sue ultime risorse. Ed ecco cosa ha scritto:
“Una brezza leggera e, oltre la finestra,
alberi a nuoto nell’aria dorata dell’alba”.

Lui ha tentato di scrivere qualche altra cosa
ma non c’era più verso. La penna
ha smesso per sempre di funzionare.
Ben presto è finita
nella stufa insieme a tanti altri
rifiuti. E tempo dopo
è stata un’altra penna,
una penna senza particolari distinzioni
e che non era stata ancora messa
alla prova, a scrivere senza difficoltà:
“L’oscurità s’addensa tra i rami.
Resta in casa. Stattene tranquillo.”

365 giorni, Libroarbitrio

E ti senti uno sconosciuto – Wislawa Szymborska

Ibrahim Canakci

E voleva comprare un biglietto,
andarsene via per un po’,
scrivere una lettera,
spalancare la finestra dopo la pioggia,
aprire un sentiero nel bosco,
stupirsi,
guardare il lago
increspato dal vento.

Conosciamo noi stessi solo fin dove
siamo stati messi alla prova.
Poi?
Ti senti uno sconosciuto.

 

 

365 giorni, Libroarbitrio

Qualcosa di bello – Rilke

Questo è qualcosa di bello
ch’io possa fartene dono
l’attimo dopo nasconder la mano
nascondendomi.

E poi torna di nuovo lei,
necessaria come unica cosa sola,
la solitudine, grande solitudine interiore.

Volgere lo sguardo dentro di sé
per ore non incontrare nessuno:
questo bisogna saper ottenere.

E forse potremmo dire così
– che l’amore consiste in questo,
– che due solitudini miracolosamente incontrate si proteggono a vicenda.

Si toccano.

Si salutano.