365 giorni, Libroarbitrio

PORTA UN LIBRO AL MUSEO! Ingresso gratuito a chi porta con sé e presenta alla cassa un libro di un autore italiano domenica 14 aprile alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna

DOMENICA 14 APRILE 2019 ORE 11:00

LIBRO: CHE SPETTACOLO!

L’iniziativa dell’Agis che promuove la lettura e lo spettacolo dal vivo

Dodicesima edizione dedicata alla memoria
di Carlo Giuffré

Larousse - Pavia - Lettere e Caffè- Ph Teodori

Domenica 14 Aprile alle ore 10:30 dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma parte il nuovo tour degli autori Lié Larousse e Gianluca Pavia / #2dR e dei loro libri di poesia #SPIETATESPERANZE#LIE

Seguite RDS 100% Grandi Successi, e le locandine sparse per Roma per essere aggiornati su tutti gli eventi in calendario.

Si ringraziano: FedercultureAgis NazionaleRDS 100% Grandi SuccessiLa Frontera#libreriafahrenheit451 La Galleria Nazionale#ASSOCIAZIONEDANTEALIGHIERIFERMO
Libreria Mondadori Bookstore di Porto San Giorgio

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Poker d’incubi di DuediRipicca – Gianluca Pavia/Lié Larousse – è in libreria!

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Cielo grigio, rosso cupo, marasma, cupezza, vento gelido. Il paesaggio sembra, di racconto in racconto, di poesia in poesia, ugualmente ostile. Cambia ma resta lo stesso, ruvido, inquietante. Tempo da lupi, si direbbe, e da mostri – tutti troppo umani. Fremiti, brividi, respiri che si spezzano. I personaggi di questa raccolta – un inconsueto prosimetro contemporaneo – hanno paura o fanno paura. C’è un autoritratto in versi che vale per tutti: “Ci temono / per la nostra brillante / sporcizia, / per le idee / i sogni / e quella strana somiglianza / ai loro incubi peggiori”. Qualcuno potrebbe tirare fuori la parola noir, ma forse a sproposito – perché se c’è qualcosa di nero in questi (guarda caso) 17 poesie più 17 testi perturbanti, è il nero che è già nelle cose. Gli autori lo fanno risaltare giocando con l’idea di incubo, ma si tratta in molti casi di incubi fatti da svegli. La prosa corre nervosa, insiste su un grottesco che chiama il ghigno; le poesie – anziché farti tirare il fiato – ti tengono in apnea. E forse stare, per tutto il tempo della lettura, quasi senza ossigeno è l’unico modo per sentire quanto bruciante, brutale, ansiogena e oscura sia la cosiddetta realtà.
Fino a tentare inutilmente di svegliarsi.
Prefazione di Paolo Di Paolo
E’ con la prefazione scritta per noi da Paolo Di Paolo che vi invitiamo alla lettura del nostro libro POKER D’INCUBI, scritto da Gianluca Pavia e Lié Larousse, firmato DuediRipicca, edito da Alter Ego edizioni, e distribuito in tutte le librerie.
Ma se siete indaffarati, o pigri o semplicemente amanti del web potete anche ordinarlo ed acquistarlo on line
******
DuediRipicca sono Gianluca Pavia e Lié Larousse, autori visionari e sperimentatori di filosofie scomode, liberi dalla scrittura di genere scrivono racconti, romanzi e poesie, a due, e a quattro mani, vincitori del Premio Racconti nella Rete 2016, e di altri importanti titoli singolarmente, creano la prima mostra itinerante di poesia su tela; collaborano con riviste letterarie, pittori, musicisti, e registi. A livello nazionale promuovono ed organizzano eventi artistici culturali. Potete seguire i loro lavori sul sito www.libroarbitrio.com, e alla pagina facebook DuediRipicca.
Al momento sono impegnati in tutta Italia come ospiti a festival di cultura e narrativa e in tour con la presentazione di Poker d’incubi.
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Brindiamo alle 1000 copie vendute della raccolta di racconti – Anima SEMISERIA di Alessandro Da Soller

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“Un compagno di classe modificò l’elenco degli alunni, ribattendolo a macchina di sana pianta. Il giorno dopo, appena entrati, avremmo avuto due ore della famigerata Ragioneria con il professor Grisù, dal nome del pericoloso gas. Fiatella sturba somari e ascella pezzata come un bracciante di Carpi il giorno di ferragosto, il nostro insegnante era famoso per l’olezzo dei
suoi molari anche a Ulan Bataar. Mister Grisù entrò in classe e, dopo aver scardinato l’elastico delle mutande ascellari con un movimento che ricordava uno smash tennistico, aprì con noncuranza il registro. Tranquillo come un poppante di fronte una mammella, iniziò a scandire a voce alta il nome degli alunni, fin quando un sorriso gli riempì il bel faccione napoletano che
lo contraddistingueva.
– Ma che bella cosa, teniamo uno studente spagnuolo quest’anno –, proferì in puro dialetto di Mergellina.
– Diego Della Vega, alzati in piedi che ti vogliamo conoscere.Diego
Della Vega? – chiese incuriosito il docente. – Della Vega, che fine hai fatto?
E qui entrai in scena io. Nascosto, attendevo la fatidica domanda per fare la mia comparsata. Spalancai la porta e con due saltelli fui di fronte alla cattedra. Vestito come Zorro con cappello nero e mascherina sul viso, brandivo una spada al grido di: – Eccomi, chi mi ha chiamato?
Inutile spiegarvi cosa successe. I compagni di classe si sbudellarono dalle risate, mentre mister Grisù, livido in viso, cercò con uno smash di spostare nuovamente l’elastico, nello stesso momento in cui azzardava una mossa per appropriarsi della sciabola del mitico Zorro. Con mossa felina feci un passo indietro e…”
E vi aspettiamo domani domenica 20 novembre
alla libreria Mondadori di Via Cola di Rienzo, a Roma,
per festeggiare le 1000 copie vendute di “Anima SEMISERIA” di Alessandro da Soller. L’autore sarà presente,
penna e bottiglia di Prosecco alla mano,
per firmare copie e brindare!
Per maggiori informazioni sull’autore e l’evento di domani scrivete a: duediripicca@yahoo.com
DuediRipicca
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Una volta l’estate – Ilaria Palomba e Luigi Annibaldi

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In questa che oggi sento sulla mia pelle essere l’epoca della rabbia e dei vinti, e osservo, e percepisco, e vivo la difficoltà che ha l’uomo di afferrare se stesso nel vortice del caos della quotidianità contro una società che lo vuole plasmato e plasmabile, e lo vedo tentare d’imporsi con principi e virtù senza però riuscire a farli davvero propri, e allora troppo stanco quando ormai tutto gli appare ormai inutile, lontano, dimenticato e opposto agli obiettivi prefissati, lo vedo abbandonarsi e inerme seguire ed inseguire le nuove mode, e presunte tali, nel flusso dell’arrendevolezza di massa, tuttavia, nel romanzo Una volta l’estate, scritto a quattro mani dagli autori Ilaria Palomba e Luigi Annibaldi, scorgo un barlume di speranza in Edoardo, che, nonostante la miriade di complicazioni imposte, coraggiosamente lotta marciando controcorrente, mettendo a rischio la sua vita, ogni ideale, tutto il suo mondo, senza rimpianti né rimorsi, per riprendersi ciò che più desidera, il suo sogno, la sua complicata e pur sempre sconosciuta vita che è e sarà con l’amata Maya.”
Lié Larousse

 

Tratto da Una volta l’estate:

EDOARDO

Arrivo in camerata strusciando gli anfibi. Un muro di grugniti e rantoli notturni mi investe. Salicetti è quello che russa più di tutti in camerata. Sembra un maiale intrappolato in un gabinetto. Che strano paragone, penso buttandomi con tutti gli anfibi e la mimetica sul materasso vivo e poggiando la testa sul cubo. Il cigolio rugginoso si propaga per tutta la camerata, ma il sonno pesante dei militari in missione si può paragonare a quello dei neonati in braccio alla mamma. Che starno paragone, penso. E le lacrime fanno avanti marsc’.
Più i miei compagni di camerata russano ignari e più penso sia ingiusto. Ingiusto partire in missione con il solo obiettivo di farsi il televisore nuovo, la macchina nuova, la casa più grande.

Ilaria Palomba e Luigi Annibaldi
saranno presenti con il loro romanzo
“Una volta l’estate”
 edito da Meridiano Zero
questo pomeriggio alle 18
alla libreria Mondadori
in via Piave
Roma  
presenteranno l’opera
Paolo Restuccia e Loredana Germani

Venite a conoscerci, non mancate!

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“Il fiore della poesia” Basho

earthfairy54

In mezzo al campo 
il canto libero 
dell’allodola

nella frescura
faccio la mia casa,
e qui riposo

languore d’inverno:
nel mondo di un solo colore
il suono del vento

***

Haranaka ya
mono ni mo tsukazu
naku hibari

suzushisa wo
waga yado ni shite
nemuru nari

fuyugare ya
yo wa hito iro ni
kaze no oto

 

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“Soffocare” Chuck Palahniuk

Soffocare - cervelli

Nell’estate del 1642, a Plymouth, nel Massachusetts, un adolescente fu accusato di aver sodomizzato una cavalla, una mucca, due capre, cinque pecore, due vitelli e un tacchino. E’ una storia vera, sta scritta sui libri. In osservanza alla legge biblica contenuta nel Levitico, dopo aver confessato, il ragazzo fu costretto ad assistere alla macellazione di ognuno di quegli animali. Dopodiché venne ucciso, e il suo corpo fu buttato insieme alle altre carcasse in una fossa comune priva di lapide.
Ma all’epoca non avevano ancora inventato la terapia di gruppo per sessodipendenti.
La fase quattro di quel ragazzo deve aver scoperto gli altarini di un’intera fattoria.
Chiedo: “ci sono domande?”
Gli alunni di quarta elementare mi guardano e tacciono. Una bambina in seconda fila dice: “Cosa vuol dire sodomizzare?”.
Le dico: chiedilo alla maestra.
Ogni mezz’ora devo spiegare all’ennesima mandria di bambini di quarta elementare una serie di stronzate di cui non frega niente a nessuno, tipo come si fa ad accendere un fuoco. A intagliare una mela a forma di testa di bambola. A ricavare l’inchiostro dalle noci nere. Come se fosse roba che gli serve per accedere a un buon college.
Oltre a deformare le povere galline, i bambini di quarta elementare portano sempre qualche microbo. Non c’è da sorprendersi se Denny ha costantemente il naso che cola e la tosse. Pidocchi, verme solitario, clamidia, tigna…Sul serio, queste scolaresche in gita sono una versione in miniatura dei cavalieri dell’Apocalisse.

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“La traversata dell’oasi” di Maria Luisa Spaziani

Roma 1 febbraio 2014

Maria Luisa Spaziani

Il desiderio s’irradia dai piedi
Dalle radici dell’albero umano.
E’ dalle sue radici che la quercia
Riceve impulsi elettrici a febbraio.

Piedi congiunti al sesso. A camminare
Furono destinati, non soltanto.
Centraline sensibili si accendono
Se pensi a un solo nome.

Mondadori, 2002

A domani
Lié Larousse

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Tiziano Rossi “Valoroso”

Roma 29 gennaio 2014

Mandrake

Tutto il tempo di un solo fiammifero.

In una casalinga profondità di campo
avanti per quel corridoio che annotava
lui sprovvisto prendeva i suoi strapazzi,
o come un Mandrake mingherlino rispuntava
da non volute peripezie:
anche le medicine, le segregazioni.

Poi gli assonnati caffelatte, l’uscire pulito,
nella scuola l’applicarsi ai riassunti
e la fatica della muta delle età, e ancora
qualche no doloroso per diventare di diamante.

E’ stato il suo modo di diventare valoroso.

Da Pare che il paradiso, Mondadori, 1998

 Come sempre la realtà scavalca la teoria! Non esistono poetiche forti o poetiche deboli…l’importante credo sia che quando si è presa una certa direzione di ricerca la si segua con tenacia. Non amo mai la retorica e quindi far apparire dentro una poesia più teorica ed astratta uno scorcio di realtà, sposta lo sguardo, scuote il lettore e ribadisce che la realtà  è varia, imprevedibile e sorprendente.”

Da Intervista a Tiziano Rossi
di Luigi Cannillo e Gabriella Fantato

A domani
Lié Larousse

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“Il respiro dell’impoetico” Giovanni Raboni

Roma 25 gennaio 2014

giovanniraboni

Non so, non capisco  se avrei più gioia
scomparendo in voi, diventando voi
e tornandovi uguale a allora accanto
con il cuore d’adesso. E se  una cosa
non escludesse l’altra? E in ogni caso
non è questo, uscire da sé restandoci,
che più di qualsiasi altra cosa, più
della dolcezza d’essere riamato
vorrebbe chi ama? Così, mi illudo,
quello che non è dato a chi è mortale
lo è forse a chi non lo è, essendo morto.

Da Barlumi di storia, Mondadori, 2002

A domani
Lié Larousse

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“Lo sguardo del poeta” di Roberto Mussapi

Roma 21 gennaio 2014

Roberto Mussapi poeta

Dove la terra fu inutilmente arata
e i campi fumano ancora, e le ombre
lontane chiamano inascoltate dai passanti
o dove qualcuno si fermò per un istante e poi scomparve,
linea rovente, rasoterra del tempo,
traccia, impronta di vita che comunque fu,
in qualunque ora e in qualunque  modo,
lì guardano, e lo chiamano orizzonte,
da cui nasce il tempo, il viaggio, l’avventura
oltre la siepe, il meridiano, il magico
confine dell’atlante.
Lì, ascoltami, cadde lo sguardo,
ma non fu a caso, nulla accade per nulla,
fu la tua voce, la voce che sale dalle sponde abitate,
questo è il nostro unico margine,
confine e fuoco,
questa è la direzione dello sguardo.

 Da La polvere e il fuoco, Mondadori, 1997

A domani
Lié Larousse