365 giorni, Libroarbitrio

“Se una notte d’inverno un viaggiatore” Italo Calvino

Philippe Charles Jacquet

Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c’è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: «No, non voglio vedere la televisione!» Alza la voce, se no non ti sentono: «Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!» Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo più forte, grida: «Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!» O se non vuoi non dirlo; speriamo che ti lascino in pace.

…Questo intendo quando dico che vorrei risalire il corso del tempo: vorrei cancellare le conseguenze di certi avvenimenti e restaurare una condizione iniziale. Ma ogni momento della mia vita porta con sé un’accumulazione di fatti nuovi e ognuno di questi fatti nuovi porta con sé le sue conseguenze, cosicché più cerco di tornare al momento zero da cui sono partito più me ne allontano: pur essendo tutti i miei atti intesi a cancellare conseguenze d’atti precedenti e riuscendo anche a ottenere risultati apprezzabili in questa cancellazione, devo però tener conto che ogni mia mossa per cancellare avvenimenti precedenti provoca una pioggia di nuovi avvenimenti che complicano la situazione peggio di prima e che dovrò cercare di cancellare a loro volta.

 

 

 

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365 giorni, Libroarbitrio

10.000 e più grazie per voi con “Scrivo” Gianluca Pavia

mare ghiaccio

Inseguo parole che svaniscono

tra le labbra,

– non è il momento giusto -,

dico.

È lo stress

i cazzi, i smazzi

e il talento allora?

Il genio?

Non dovrebbero essere più forti?

È che le persone mi stanno sul cazzo

scrivo il mio mondo per perdermici dentro

un labirinto

senza filo da seguire.

Ma anche gli artisti, gli intellettuali

non li tollero proprio,

vomitano paroloni in pose da divi

aforismi stantii e tartine marce

flash e autoscatti

torture medievali chiamate reading.

Tutti fulgidi geni,

tutti a districare l’inestricabile,

tutti senza nulla da dire.

Allora me ne sto a casa

stappo un rosso

e guardo fuori dalla finestra

il mondo fuori di testa

e scrivo

scrivo il mio mondo per perdermici dentro.

G.P.

 

Vi ringrazio tutti 10.156 lettori cari,
per chi è stato solo di passaggio,
per chi si è soffermato su qualche verso
e per chi invece mi segue imperterrito
con tutta la benedizione della Dea della pazienza!

Buon divertimento
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Tiziano Rossi “Valoroso”

Roma 29 gennaio 2014

Mandrake

Tutto il tempo di un solo fiammifero.

In una casalinga profondità di campo
avanti per quel corridoio che annotava
lui sprovvisto prendeva i suoi strapazzi,
o come un Mandrake mingherlino rispuntava
da non volute peripezie:
anche le medicine, le segregazioni.

Poi gli assonnati caffelatte, l’uscire pulito,
nella scuola l’applicarsi ai riassunti
e la fatica della muta delle età, e ancora
qualche no doloroso per diventare di diamante.

E’ stato il suo modo di diventare valoroso.

Da Pare che il paradiso, Mondadori, 1998

 Come sempre la realtà scavalca la teoria! Non esistono poetiche forti o poetiche deboli…l’importante credo sia che quando si è presa una certa direzione di ricerca la si segua con tenacia. Non amo mai la retorica e quindi far apparire dentro una poesia più teorica ed astratta uno scorcio di realtà, sposta lo sguardo, scuote il lettore e ribadisce che la realtà  è varia, imprevedibile e sorprendente.”

Da Intervista a Tiziano Rossi
di Luigi Cannillo e Gabriella Fantato

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Il Novellino

5 febbraio 2013

Lo stile

Lo stile veloce, segmentato, ossia composto di una successione di proposizioni brevi e di misura pressoché uguale, generalmente paratattico, e cioè legato da nessi coordinativi, sia nelle frequenti sentenze, sia nei passi più decisamente narrativi, risale naturalmente alla struttura originale latino; ma la ricchezza del lessico, assieme alla elegante semplicità del dettato, rivela un ripensamento artistico che rimanda alla coeva raccolta del Novellino .

Nell’epoca in cui la Francia era percorsa da una matura narrativa romanzesca fiorita sulla storia antica e sulla leggenda nordica, diffusa ampiamente anche  in Italia ove l’esperienza narrativa originale è rappresentata in primo luogo da una silloge anonima di brevi racconti conosciuta col titolo di Novellino. L’area nella quale si costituisce la raccolta è la Toscana dove prima che altrove il volgare scritto diventa strumento di comunicazione.

Il titolo che porta la redazione più antica  Libro di novelle e di bel parlar gentile riflette la sostanza dell’opera, in cui la “novella” corrisponde al suo significato originario, ossia al racconto di una testimonianza, ricavata dalla tradizione o dall’esperienza viva, fissata in forma letteraria a edificazione dei lettori. Non quindi la novella come narrazione complicata dal piacevole intreccio, che avvince e intrattiene l’uditore o il lettore, costituisce il genere del Novellino, ma il frammento di vita.

A domani

LL