365 giorni, Libroarbitrio

Noi fragili – Franco Matacotta

Outlander sassenach

Diremo
il fumo di quei giorni, l’alba
più oscura spaventata dalla notte
Avremo
orrore della cecità,
“Non c’era il sole?”
Noi diremo c’era,
tutto lo stesso,
il sole il vento i fiori
di primavera, anche l’amore.
Solo
mancava chi se ne accorgeva, l’uomo.

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365 giorni, Libroarbitrio

Non brucerò il suo ritratto – Leonardo Sinisgalli

nella mia testa

Restano sempre le cose più insignificanti a sopravvivere,
fourrures, souvenirs,
l’amante che ti morde l’orecchio,
il più sciocco,
il più vecchio,
ti gira intorno,
ti guarda morire.
L’amore arrivò davanti a me
come un dannato.

 

 

 

365 giorni, Libroarbitrio

Scopiamo fino a innamorarci – Ana Elena Pena

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Facciamolo lentamente
senza urgenza né pause,
senza rabbia e senza paura.
Facciamolo di fretta, con furia e con forza,
scricchiolando le ossa.
Spensierati e increduli, a colpi e a baci, senza scuse né pretesti,
sul cofano di un’auto, nel letto, sul pavimento,
tra grida laceranti, ma anche in silenzio. Come bambini che giocano, come
pazzi, come malati, con vizio e con lascivia, come animali in calore,
con piacere e godimento.
In un modo selvaggio,
delicato, sporco, lento, e fino all’agonia.
Vieni, andiamo a farlo…
Andiamo a scopare fino a innamorarci.

365 giorni, Libroarbitrio

Corazza di Samurai – Igort

pavone a riposo

Ho osservato una corazza di Samurai,
maestosa, non priva di bellezza.

Le ho preferito la fragilità
di carta dei disegni di Hiroshige.

Poi mi sono perso per i monti di Gokayama
a contemplare la neve sui tetti di paglia vecchi di secoli.

Demone della guerra,
tu che balli su corpi senza vita,
ti sconfiggerà una foglia che cade,
l’acqua che scorre,
il frullio di un passero.
Lo sguardo verso il cielo di un cedro rosso.

Dimenticherò la paura,
accarezzando ancora e ancora
paesaggi inauditi
per risvegliare la mia fragilità,

e sarò un foglio di carta di riso,
vertigine di bellezza.

 

 

365 giorni, Libroarbitrio

Il peso del cielo – Paolo Febbraro

 

Roberto-Ferri
Nell’acqua azzurra dell’ombra
esce nel sole la colomba bianca
spicca da terra e candida divampa
apre  il volo in uno spazio immenso,
entra nell’attimo un infinito di tempo.
Poi più nulla.
Distrutto il mondo, tra ombra e sole.

Si narra che solo le montagne conoscono il peso del cielo…

365 giorni, Libroarbitrio

Ri(e)voluzione – Gianluca Pavia

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La rivoluzione non necessita

di spade e semiautomatiche

di freddi inverni nucleari

o il fuoco dei cannoni,

ma di silenzio

e parole sussurrate

lette, taciute.

La rivoluzione non si farà

riversandosi in strada

tra fiumi di sangue,

non ci saranno folle d’arringare

o rinchiudere,

solo individui in solitudine

a sbocciare

come rose dall’asfalto.

La rivoluzione è stata

e sarà

solo rimpasto

recuperare carne stantia

e macinarla ancora

e ancora.

Il mondo non cambierà

non può

ma noi sì.

365 giorni, Libroarbitrio

Non posso dormire – Lindze

Malcom T. Liepke donna rossa

Un corpo  stanco

riverso sul letto

che si gira e rigira

martoriando le lenzuola.

La mente che corre,

i pensieri

onde in mareggiata

rimbalzano

dentro il cranio

si accavallano

si estinguono,

ritornano.

Non permettono

il riposo.

Occhi spalancati

nel buio che

muovono inseguendo

ombre sfocate

nella stanza.

Un ticchettio

insistente

monotono

proviene da fuori

non permette

l’identificazione e pone

altri interrogativi.

Un ultimo pensiero

risolutivo, una luce

fioca

smorta

e poi un breve

travagliato oblio,

prima di un altro

maledetto giorno.

365 giorni, Libroarbitrio

Il coraggio d’avere paura – Alessandro Parronchi

Libellula e grano

noi mossi di luce dietro il chiaro vetro.
paesaggi dipinti
sono così belli, che rimasi intento
a seguire i loro contorni
variati e, – mi piacerebbe
percorrerli, perdermi
con te per quelle strade!

il pensiero nemico,
ho conosciuto
solo brevi dirupi,
coste solitarie, piccole finestre su
aperte campagne.

si muore, anche da vivi, a tante cose.
ed ora quando s’apre in mezzo al verde
sentiero ignoto,
una come te, paese
che respira nel silenzio,
vivo intorno alle case,
e un brivido mi prende
se mai il piede tenta l’erba fluttuante.