365 giorni, Pubblicazioni

buona vita sempre gente

Vettriano

.quanto fa freddo oggi
calpestati di silenzio,
arrugginiti dall’ossigeno,
storta la luna sembra stanca,
e noi
abbiamo imbastito
scorciatoie ad ostacoli
e alla fine ci siamo dati
tante di quelle parole
dette per non dire
che dietro lenti scure
gli occhi lividi
baciati dal sole
pizzicano
ma non piangono
anche se hanno visto
che si può davvero perdere tutto
pur non avendo mai avuto
nulla.

.scorciatoie ad ostacoli. Lié Larousse

Auguro a tutte le persone che non hanno nulla o più nulla da festeggiare giorni sereni sempre, e che questi natalizi passino in fretta, e soprattutto indolore, così da poter tornare con un bel respiro alla vita di sempre.

Con amore Lié 

Annunci
2dR ART GALLERY @ THE PUBLIC HOUSE ROME, 365 giorni, Libroarbitrio

RomAmoR – 2dR/ Gianluca Pavia / Lié Larousse

Natale-di-Roma-660x350.jpg

E’ questa la mia città
d’amore scritto
inciso
dipinto sui muri
e supereroi per ogni quartiere.
La Roma dei tre scrocchi
e trenta denari,
di luci e ombre,
la Roma di lucciole
trans e gigolò,
benvenuti nel dope show
ma niente Marilyn Manson
qui solo Richard Benson.
Il poeta Nicolino Pompa
gli artisti di strada
e strade d’artisti,
– Guarda mago guarda – a Trilussa
e Campo de’ Fiori,
un prato fiorito
di fori di proiettile
giù, alle case popolari.
La Roma per bene,
la Roma da bere:
maestri brillanti
e mastri birrai,
le feste in centro
i rave
gli after,
polveri sottili e rum e coca;
cola il sangue sul sampietrino
cala la notte su San Pietro
Monti, Magliana, Testaccio
come Silvestri: granitico, testardo
perché ancora to vojo di’
Roma mia, quanto te amo.

 DuediRipicca

Ci vediamo tutti questa sera per festeggiare il #natalediroma con l’ Evento RomAmoR – Maledinulla – #blackout & Co. alla 2dR ART GALLERY al The Public House, in via delle Tre Cannelle 8/9 Roma ( zona Monti-p.za Venezia) dalle ore 21:00.
Festeggeremo tra un dipinto, un disco nuovo e poesia live la nostra amata MAMMA ROMA !

 

365 giorni, Libroarbitrio

Brindiamo alle 1000 copie vendute della raccolta di racconti – Anima SEMISERIA di Alessandro Da Soller

alessandro-da-soller-anima-semiseria
“Un compagno di classe modificò l’elenco degli alunni, ribattendolo a macchina di sana pianta. Il giorno dopo, appena entrati, avremmo avuto due ore della famigerata Ragioneria con il professor Grisù, dal nome del pericoloso gas. Fiatella sturba somari e ascella pezzata come un bracciante di Carpi il giorno di ferragosto, il nostro insegnante era famoso per l’olezzo dei
suoi molari anche a Ulan Bataar. Mister Grisù entrò in classe e, dopo aver scardinato l’elastico delle mutande ascellari con un movimento che ricordava uno smash tennistico, aprì con noncuranza il registro. Tranquillo come un poppante di fronte una mammella, iniziò a scandire a voce alta il nome degli alunni, fin quando un sorriso gli riempì il bel faccione napoletano che
lo contraddistingueva.
– Ma che bella cosa, teniamo uno studente spagnuolo quest’anno –, proferì in puro dialetto di Mergellina.
– Diego Della Vega, alzati in piedi che ti vogliamo conoscere.Diego
Della Vega? – chiese incuriosito il docente. – Della Vega, che fine hai fatto?
E qui entrai in scena io. Nascosto, attendevo la fatidica domanda per fare la mia comparsata. Spalancai la porta e con due saltelli fui di fronte alla cattedra. Vestito come Zorro con cappello nero e mascherina sul viso, brandivo una spada al grido di: – Eccomi, chi mi ha chiamato?
Inutile spiegarvi cosa successe. I compagni di classe si sbudellarono dalle risate, mentre mister Grisù, livido in viso, cercò con uno smash di spostare nuovamente l’elastico, nello stesso momento in cui azzardava una mossa per appropriarsi della sciabola del mitico Zorro. Con mossa felina feci un passo indietro e…”
E vi aspettiamo domani domenica 20 novembre
alla libreria Mondadori di Via Cola di Rienzo, a Roma,
per festeggiare le 1000 copie vendute di “Anima SEMISERIA” di Alessandro da Soller. L’autore sarà presente,
penna e bottiglia di Prosecco alla mano,
per firmare copie e brindare!
Per maggiori informazioni sull’autore e l’evento di domani scrivete a: duediripicca@yahoo.com
DuediRipicca
365 giorni, Libroarbitrio

Shhh! – L.L.

Lié - 1- 1- '16

UE’ VICINA! AUGURIIII! LA VUOI UN PO’ DI LENTICCHIA?

Erano passati cinque minuti alla mezzanotte. L’aria striata da polveri pirotecniche a dipingere un fantasmagorico inizio anno. E tu Lié in balcone, sola,  tra la foschia e le ultime scintille di una stella filante davanti gli occhi. Quasi mi viene da dire te lo avevo detto. Cinque ore prima davanti agli occhi avevi un guazzabuglio di messaggi sul display del cellulare che ti domandavano dove fossi finita, che il duemilasedici sarà un anno indimenticabile e speciale come tutti gli anni precedenti, che in effetti sono stati sempre tutti estremamente indimenticabili, insomma un mucchio di parole inviate da un oggetto piccolo ad una così piccina mente dove l’unico pensiero che aleggiava, figlio unico a spasso nella materia grigia, (anche se tendenzialmente credo che la tua di materia sia più una mille colori), era non avere paura non resterai sola, non avere paura non resterai sola, non avere paura, non resterai sola. E allora sbrigati e non stare lì a sospirare. Jeans, reggiseno, rimmel e, lo specchio. No. No no no non ti guardare, non c’è bisogno, fallo fare a me, dai, io vado a memoria, su spazzolati i capelli e via , esci da qui, esci forza, esci ti ho detto. E invece. Ti sei immobilizzata. Davanti lo specchio. Una statua di sale. Ed io eccola lì. E dai, ti ho detto non guardarti nel riflesso, fai così, senti a me, rispondi ai messaggi, scrivi: arrivo, sono quasi pronta, vi raggiungo, ci vediamo lì, eccomi. Dai è facile, datti una mossa, con quelle dita piccole, forza, no no no no no , non ti guardare allo specchio. E noi eccoci qui. Vuoi rovinare tutto? E’ che. Ohi, te lo dico subito – Non mi va di starti a sentire ora. Sai non so se è più forte la tristezza che ci facciamo per come riusciamo a mascherarla, la tristezza. Parla per te. O se è più forte la paura che è tanto forte quanto il temer d’essere abbandonata, dimenticata. Mica ti capisco io a te, mi sono persa, sei complicata, hai capito! Zitta. Finisci di vestirti e filiamo. Mi dispiace. Ma da qui non ci muoviamo. Così, per una buona volta, impariamo a non avere più paura di stare sole. Senti, ti ho detto parla per te. Infatti parlo per me, e siccome parlo sul serio da adesso farai quello che dico io. Scriviamo così: ragazzi grazie, siete sempre gentilissimi con me, vi amo tutti, amo tutto il mondo e l’universo con le stelline vere che brillano in cielo, ma io ho deciso che me ne starò a casa, tranquilla tranquilla, non vi offendete vi prego, auguri a tutti! Ti odieranno e resterai sola. Naaa. Piuttosto mettiamoci un maglione, prendiamo la bottiglia dal frigo, il pacchetto di stelle filanti e andiamo a sederci in balcone. Come in balcone? da sola? Io non ho più paura di stare sola. Ma fa freddo e poi già da adesso? Mancano tre ore alla mezzanotte, accendi la radio, che ne so, prendi il cellulare per controllare l’ora. Prendiamo l’accendino per le stelline filanti, e il libro di Gogh lì sul tavolo, e la penna e il quadernino, non abbiamo bisogno d’altro, e poi non c’è da preoccuparsi, credo che ce ne accorgeremo quando scoccherà la mezza.

ALLORA? QUI STIAMO FESTEGGIANDO, VUOI SALIRE?
Di’ sì! Accetta cavolo! Shhh! 
NO, STO BENE QUI MA GRAZIE. E FELICE ANNO NUOVO!

365 giorni, Libroarbitrio

Camillo Sbarbaro “Versi a Dina”

Roma 15 settembre 2013

Ora che sei venuta,
che con passo di danza sei entrata
nella mia vita
quasi folata in una stanza chiusa –
a festeggiarti, bene tanto atteso,
le parole mi mancano e la voce
e tacerti vicino già mi basta.

Il pigolio così che assorda il bosco
al nascere dell’alba, ammutolisce
quando sull’orizzonte balza il sole.

Ma te la mia inquietudine cercava
quando ragazzo
alla notte d’estate mi facevo
alla finestra come soffocato:
che non sapevo, m’affannava il cuore.
E tutte tue sono le parole
che, come l’acqua all’orlo che trabocca,
alla bocca venivano da sole,
l’ore deserte, quando s’avanzavan
puerilmente le mie labbra d’uomo
da sé, per desiderio di baciare…

da Versi a Dina, Camillo Sbarbaro

A domani

LL