365 giorni, Libroarbitrio

.favela romana. – Lié Larousse

promo-lie libro per discografia e editoria IULM MILANO

 

.conosco il sapore dell’asfalto
a lacerare la pelle, a rompere ossa
e quello del sangue nella bocca,
l’immondizia a macerare in strada
a marcire sotto casa
a parte la puzza di merda, e i vermi e i topi
questo non è niente
preoccupati invece
di quella che trovi nel cervello della gente
di chi si spaventa facile e strilla forte
perché sa pure stare zitto
che per quelli come me
la paura s’è fatta pietà e ha indossato
i panni infami della morte giovane,
e tu potrai sentirti forte quanto ti pare
ma se vedessi da dove vengo io
camminando le mie strade
prendendoti questi occhi e questa testa
messo piede qui
ti tremerebbero le gambe
ma tu non m’ascolti
e visto che tanto insisti
che vuoi farti un giro turistico a tutti i costi
per selfare la nostra miseria, lo schifo e la povertà
non devi arrivare fino in Brasile
né andare tanto lontano
né Napoli, né i sotto borghi di Milano
metti via il portafogli
e prendimi per mano
che dove vuoi andare tu
ti ci porto io
e te lo giuro
il biglietto è gratis
e solo andata.

_______*______

Il mio nuovo romanzo sta arrivando, di cosa parla?
È la storia di un guerriero, un giovane uomo che combatte a mani nude,  corre l’anno 1885 e HA FAME. #boxingnews
_______*______

@lielarousse #poetry #ritratto #like4like#photography #free #roma#photooftheday #words #instagood#poesia #leggere #followme #picoftheday#blackandwhite #sunday #scrittore#editorial #hot #frasi #money#contemporaryart #art #writer #reading#night #girl #photo di @gabriele_ferramola_photo progetto letterario di @duediripicca @gianluca_pavia #booklover #romanzo

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365 giorni, Libroarbitrio

DIARIO INTERIORE di SARA TEODORI

Giorno 24/4/2018


In questo momento sto lavorando sulle parti di me.
Quello che sono arrivata a capire fino ad oggi è che l’essere umano ha un SE’ superiore ed infiniti piccoli IO, che cercano di prendere il dominio, non appena ne hanno l’occasione.
Prima cosa decido di lavorare sull’osservazione di queste parti, e sulla messa a fuoco delle loro caratteristiche.
Ho quindi iniziato un lavoro fotografico-terapeutico utilizzando come soggetto le bambole.

 

Attacco su ogni bambola delle targhette che rappresentano parti di me, facendo un grande lavoro di introspezione.

 

Una volta fatto questo, mi lascio guidare dall’istinto, cerco il posto e la posa giusti, e le parti che rappresenta della bambola. Dopo di che la fotografo.

 

La guardo ancora un po’, le stacco le targhette e la fotografo ancora. Quando sento che è il momento, prendo la bambola, la stringo forte a me e poi la metto via.

 

Ieri ho fotografato la bambola ballerina con attaccato su le parole: BAMBINA, PERFETTA, INSICURA.
E ne ho tratto una grande consapevolezza.
Quando ero bambina praticavo la danza classica e ricordo che durante un saggio accadde qualcosa di apparentemente banale ma molto importante per la formazione di una o più parti di me: un paio di bambine sbagliarono un passaggio della coreografia, rischiando di mandare all’aria tutto lo spettacolo. Io recuperai il loro errore e feci in modo che lo spettacolo andasse avanti senza intoppi (avevamo 6 anni circa!). In camerino ricevetti tantissimi complimenti, al contrario delle bambine che avevano sbagliato e che se ne stavano in un angolo, bistrattate e con le loro mamme che mi guardavano neanche fossi il diavolo. Cosa appresi da quella situazione? Che devi sempre essere perfetta, che non puoi sbagliare, perché se sbagli sei relegata in un angolo e tua madre sarà invidiosa della figlia di qualcun altro.
Contemporaneamente imparai che se sei perfetta sei invidiata e non è una bella sensazione essere invidiati. Così nacque una parte di me con manie di perfezionismo e una parte di me con un’insicurezza profonda e ben radicata. Forse il mio primo incontro con l’ansia nacque proprio lì. Come si può essere insicure e perfette allo stesso tempo? Non si può, si diventa duali.

 

Per tutta la vita ho sempre voluto essere due cose.

 

Ho sempre voluto stare a casa e uscire. Ho sempre voluto stare in compagnia degli amici e stare da sola. Ho sempre voluto la coperta di cashmere e la grande avventura. Forse è per questo che non riesco a trovare la mia vera strada, perché ne voglio sempre una di troppo, in completo contrasto. Forse devo solo scegliere. Ma come scegliere qualcosa di giusto per te se non sai cosa è te? Se sei scisso in migliaia di piccoli te che chiedono di salire al timone, uno dopo l’altro? Bisogna soddisfarli tutti? Prima o poi finiranno? Oppure se ne creeranno sempre di nuovi? Probabile. E allora che fare? Torniamo al punto di capire chi siamo, oltre le dualità, oltre le parti di noi, oltre i meccanismi, oltre i traumi, oltre le mancanze. Cominciamo a togliere qualche strato allora. Cominciamo ad osservarle queste parti, a dare loro un nome, a conoscere i loro gusti, cosa preferiscono e quando hanno bisogno di andare in scena. Credo che dopo un attento e coscienzioso lavoro, saremmo in grado pian piano non solo di riconoscerle immediatamente queste parti ma anche di decidere se possono salire sul palco oppure no. Mi mette infinita tristezza pensare che quando ci facciamo dominare dalle parti di noi diventiamo automi che rispondono a meccanismi e ordini continui. E per questo mi chiedo, non sono anche le relazioni tra esseri umani in realtà stupide relazioni tra automi? Se ciò che mi lega ad un’altra persona è probabilmente un’infinità di combinazioni di parti, specchi e meccanismi che combaciano o si respingono, come può esistere una relazione basata sull’incontro dei veri sé? Soprattutto se nemmeno noi abbiamo una vera relazione con il nostro vero sé. Forse i più fortunati hanno ottenuto una colazione o un brunch con il loro SE’ superiore, ma per il resto della ciurma sono solo attimi, e anche sporadici.
Spesso mi accorgo solo dopo ore e ore che il mio collo è completamente contratto, che la mia pancia è tirata indentro come se fossi un obeso al mare, che ho mangiato un pezzo di pizza buonissimo e che me lo sono perso.

 

La cosa più importante per l’essere umano è cercare di riconnettersi sempre di più al proprio vero SE’, esserci, esserci davvero e non farsi dominare e guidare da qualcos’altro!

 

Siamo addormentati, ipnotizzati, narcotizzati per quasi tutto il tempo. Riceviamo punture di sedativo da ogni parte di noi, costantemente.
Come schizofrenici inconsapevoli ci lasciamo dominare senza nemmeno rendercene conto.
È il momento di riprendere il timone, spiegare le vele e partire per un grande viaggio, l’unico viaggio che ha davvero importanza. Il viaggio verso la scoperta di noi.

Testo e fotografie,
dal DIARIO INTERIORE
di Sara Teodori

 

365 giorni, Libroarbitrio

KARMA HOSTEL – FRANCESCO DE LUCA – VERSIONE AUDIO – PARTE PRIMA – CAPITOLO 2

KARMA HOSTEL , romanzo free di Francesco De Luca,  è anche nella versione audio  e non solo, procede inarrestabile il suo cavalcare le onde.

Continuiamo perciò da dove eravamo rimasti, di seguito il secondo capitolo.

Buon ascolto e buona lettura

 

 

Karma Hostel è una storia vera. Un romanzo selvaggio, stravolto e stravolgente. Senza regole. La Cina on the road, tra poesia surf e psichedelia. Un libro veramente libero, per tutti e per se stesso.

Segui ogni settimana una nuova uscita sul sito http://www.karmahostel.it

Per contatti delufa@karmahostel.it

Informazioni sull’autore http://www.karmahostel.it/autore/

Registrazione a cura di Enrico Pezza.

Letto e scritto da Francesco De Luca.

Ascolta il Primo Capitolo https://youtu.be/Urm1SIXRC1k

365 giorni, Libroarbitrio

FRIGORIFERO MON AMOUR – ANDREA SERRA – MIRAGGI EDIZIONI

365 giorni, Libroarbitrio

ASTINENZA – GIANLUCA PAVIA

 

La distanza è astinenza
se la carne brucia
a caccia d’altra carne,
pelle per pelle
gemito su gemito,
una tremolante dipendenza
e conati di vomito.
Metro al secondo
per grammo di risa al quadrato,
il costo della clinica
che dovrebbe ripulirci,
una riabilitazione palliativa
per 28 giorni
di allucinazioni dilanianti,
o forse solo fantasmi
in sospensione
nel pulviscolo dei ricordi.
La nube ocra dei tuoi occhi
come il primo tiro
come il primo bacio
come il primo ago
e poi
il flash dello sballo.

poesia di Gianluca Pavia
DuediRipicca
#SPIETATESPERANZE Miraggi Edizioni

365 giorni, Libroarbitrio

.Lié. di Lié Larousse – Miraggi Edizioni – Poesia e Fotografia –

Copertina libro .Lié. di Lié Larousse - Miraggi Edizioni

In questa raccolta lo stile originale dell’autrice è un bisturi che scivola lungo il tessuto del quotidiano, pronto a sezionare via vividi istanti raccontati dal brusio di un mercato affollato come dagli angoli più bui, della strada o dell’animo umano fa poca differenza. Una carrellata a velocità e intensità alternate, che non disdegna alcuna sfaccettatura, mettendo a fuoco uomini e donne, sogni, ansie, fondi rotti e bicchieri vuoti; sempre a caccia di una bellezza invisibile quanto l’essenziale. Sono pagine semplici, perché Lié scrive come vive, come cogliere fiori in un campo minato. Allora le emozioni possono esplodere da un momento all’altro, nascoste nel cuore di una bambina astronauta o negli avanzi che mutano in frigo, disseminate tra le righe a braccetto con gli scheletri e le speranze che ognuno seppellisce in sé stringendo i denti per fingere che la vita sia quel che sia, illudendosi di poterci sopravvivere ancora. O forse è proprio questo romantico illudersi a darci la forza per dare un senso a questa vita ingarbugliata, che scivola via troppo velocemente senza curarsi delle cicatrici che lascia dietro di sé. Perché, come scrive l’Autrice, la realtà è forse un inferno, ma l’inferno è un buon posto dove vivere e morire.

Prefazione di Gianluca Pavia

per .Lié. di Lié Larousse edito da Miraggi Edizioni in vendita in tutte le librerie del globo ma anche su Amazon:
https://www.amazon.it/Li%C3%A9-Larousse/dp/8899815429

DuediRipicca
www.libroarbitrio.com

Copertina e Fotografie interno libro di Gabriele Ferramola
www.gabrieleferramola.it

365 giorni, Libroarbitrio

SPIETATE SPERANZE di GIANLUCA PAVIA – MIRAGGI EDIZIONI – 85 POESIE

Spietate Speranze

Dalle acque salate in tempesta venne catturato Caspar David. Turner nel frattempo combatteva coi venti del cielo che oscuravano tramonti nascondendo le albe. Claude Monet visse di vista che puntava all’osservazione dell’instabilità del tempo, facendo della neve, del mare e della sua donna la sua più piccola sorgente d’acqua; e Van Gogh con le sue infinite distese di grano e girasoli, petali d’olio rivolti al sole, faceva risiedere la follia nel colore, desiderandolo, perché si riconosceva nella nascita di quell’inchiostro per cui viveva; e poi Salvador Dalì, per cui le ombre apparivano solo di notte accanto alla sua musa amata, e le immaginifiche forme del buio. Uomini immersi nella suggestione che dona viaggiare con la mente, unico attimo quando la ragione consiglia la verità assoluta. Oggi, in questa nostra epoca degli anni dieci del nuovo secolo, Gianluca Pavia scandaglia poesia con parole dense come mosto, che sgorgano dalla follia d’animo, e mani e cuore irrequieti. Osservatore di ogni espressione della terra, esploratore dell’invisibile, mente che focalizza le sfaccettature del mondo nel quotidiano cammino alla vetta più alta, senza temere lo scontro con l’Io e il Sé, impasta pensieri, ispirazioni, idee ed intenzioni in versi e prosa, come una pennellata ad olio, e una sferzata veloce d’acquerello, dipinge scrittura ma col tratto ostinato dell’inchiostro con cui annusa e graffia la carta. La sua bottega d’artista è la strada, il pontile nascosto tra sabbia e mare, il peggior bar della sua periferia, il letto continuamente disfatto, locali stracolmi di fantomatiche figure del caos, la pineta e l’erba fresca, il cielo notturno e quello accecante di mezzogiorno, lo scorcio d’etere che squarcia un meraviglioso paesaggio, vede oltre delineando pianeti ancora sconosciuti, dando loro voce, e la possibilità di smaterializzarsi per rinascere nuovi astri.

Prefazione di Lié Larousse

quarta

per Spietate speranze di Gianluca Pavia edito da Miraggi Edizioni in vendita nelle librerie di ovunque e anche su Amazon:
https://www.amazon.it/Spietate-speranze-Gianlu…/…/8899815445

DuediRipicca
www.libroarbitrio.com

#spietatesperanze #miraggiovunque

365 giorni, Libroarbitrio

.ciao. – Lié Larousse

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.ciao
ti presento questo cuore
l’ho appena massacrato e ucciso
tieni
il suo cadavere
ma non piangerlo
ballaci sopra,
ti presento questi occhi
lividi e rotti, come queste
due ali smozzicate
e senza più piume
volaci dentro, e guarda
quanto troppo vedo
quanto troppo sento
quanto troppo voglio,
dopo siediti, e riposa
ti presento questo presagio
sempre lo stesso
m’osserva sull’uscio
non mi volto ma so
la morte è una porta
per me sempre aperta
perciò approfittane adesso
baciami
ciao.

Lié Larousse
DuediRipicca
poem by .Lié. edito da Miraggi Edizioni
#manaralafemme #ciao

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https://www.amazon.it/Lié-Larousse/dp/8899815429

365 giorni, Libroarbitrio

.continuiamo a prenderci così lasciandoci perdere. – Lié Larousse

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.forse
basterebbe non starci troppo a pensare
che tanto domani prima o poi,
e intanto mi tieni a te
non mi lasci andar via
dovrei starti alla larga, ma tu
non provi nemmeno a mettermi in guardia
che uno come te
con una come me
come m’hanno sempre detto tutti
ma tu no, anzi
assottigli gli occhi
inspiri dal naso
la canna appena girata
in bilico sulle labbra
sputi fumo
ubriaco gridi
– Mbé, domani prima o poi che?
finiremo male, e allora?
se crollerà la chiesa in piazza
o quel vecchio palazzo all’angolo
o il ponte di Brooklyn, allora non c’è domani
ma pe’ cristi, cristiani e poveri pendolari!
per noi invece no, dici
basta che continuiamo a prenderci così
lasciandoci perdere così
e non è nemmeno domani
perché se lo fosse mi diresti
– Guardame, ‘o vedi, è già domani, e io
sto ancora qui, co’ te.

 

https://www.instagram.com/lielarousse/

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https://www.amazon.it/Li%C3%A9-Larousse/dp/8899815429

 

 

365 giorni, Lié Larousse, Libroarbitrio

.a voler esserti non sono. – Lié Larousse

Claudia Giraudo Il dono di Icaro

.adesso per te
vorrei essere come te per me
capace
d’afferrare con forza tra le mani
il tuo viso sfatto e indolenzito
dal cuore abbattuto a caccia,
e sparare via il buio
imbrattandoti tutto di luce e pace
ma non sono capace
se non di starmene qui
da nessuna parte e dappertutto, per conto mio
e scrivere
di desiderare d’essere
chi non so essere.