365 giorni, BLACKOUT, Libroarbitrio

Questa sera BLACK OUT per l’estate romana a LETTURE D’ESTATE – CASTEL SANT’ ANGELO

Cari amici lettori che vi trovate a Roma, vi aspetto questa sera alle ore 21:30 per l’evento Letture d’Estate ai giardini di Castel Sant’Angelo, presenteremo il romanzo BLACK OUT dell’autore Gianluca Pavia, per la casa editrice romana Ned Edizioni.
Un grazie speciale a Margheritaschirmacher curatrice dell’evento.

LINK DELL’EVENTO E INFO Gianluca Pavia a Letture d’Estate

#roma #blackout #letturedestate

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365 giorni, Libroarbitrio

CHE LO SFORZO SIA CON TE – Gianluca Pavia

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Non puoi startene
ogni giorno a sbatterti
per qualche splendida
stupida
poesia.
E’ inutile sforzarsi
la faccia rossa
gli occhi di fuori
e sforzarti, sforzarti
sforzarti
come dovessi cagare,
a meno che la tua roba
non sia tutta merda.
E’ qualcosa di naturale
o ce l’hai
o fai l’influencer.
Scriverai un sacco di poesie
quasi tutte pessime
noiose
spente
e nel bel mezzo dello scontro
un giorno, per caso
o distrazione divina
ne uscirà una buona
da dedicare al mondo,
a donne
bambini
e disturbati mentali.
Le altre,
quelle dello sforzo,
buttale nel cesso.

Gianluca Pavia
Lié Larousse DuediRipicca
Miraggi Edizioni #spietatesperanze

365 giorni, Libroarbitrio

TARTARE LOVE – Gianluca Pavia

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Niente colazione, stamattina
solo la tua carne
cruda
servita su un letto di lenzuola
intrise di noi.
Sotto la doccia canti,
ti sento,
e rimasto solo, digiuno
penso
buffa questa storia qui
mia e tua
di come ci prendiamo e molliamo
di come ci prendiamo a schiaffi
e quanti me ne molli!
Con quel particolare
poi
che da quando abbiamo smesso
di chiamarci amore
lo facciamo alla grande:
4 giorni di prognosi
come look da letto.
Sai
dicono sia colpa
del senso di colpa
se amiamo così tanto
farci male,
ma come il principe di Bel Air
per me, poi tanto male
non è.
Quindi
orgasmiamoci
senza pietà
fino alle ossa
fino a lasciarci le penne
a lasciarci senza fiato
esausti, esanimi
disidratati
affannati, affamati.
Ma il frigo è vuoto
non ho soldi per la spesa
e la Caritas è chiusa,
lo stomaco brontola
e non ci resta che
la nostra carne cruda
servita su un letto di lenzuola.
Allora
passami il limone
che è già tartare love!

poesia di Gianluca Pavia
FB PAGE: DuediRipicca
#JACKVETTRIANO #REMAINSOFLOVEIII

365 giorni, Libroarbitrio

PASSEGGIAVA LE NUVOLE – GIANLUCA PAVIA

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Per lei il sesso era un gioco,
tana libera tutti
e poi ognuno per sé.
Passeggiava le nuvole
tacco dodici via l’altro
senza accorgersi mai
d’essere felice.
Il giorno che precipitò
da lassù,
beh,
quello non si scorda.
Sfracellate anca
caviglie e scatola cranica
ai piedi di uno stronzo
che la calpestava con cura
guardando le cosce
di chi passeggiava le nuvole.
Non si è più ripresa,
ormai vive in clinica
su una sedia a rotelle
e continua a ripetere
che il sesso è riflesso dell’amore
ma l’amore non è riflesso del sesso.
Nessuno sa cosa voglia dire,
nessuno la capisce
– è la testa rotta, forse –
dicono,
o magari la solitudine.
L’unica cosa certa
è che non passeggia più le nuvole.

G.P.
DuediRipicca
Miraggi Edizioni Alter Ego Edizioni
#JOELREA

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Muto – Andrew Faber

Fabian Perez

Non ti ho dimenticato,
e vedi,
non ti sto cercando,
perché so che non ti troverei,
e mal sopporto di girarmi, 
per andare via,
e mal sopporto la lontananza delle stelle,
rimanere ad osservare per ore,
e poi,
raccogliere soltanto una scia.
Non ti ho dimenticato,
e vedi,
non ti sto cercando,
perché so che non ti troverei,
sai nasconderti bene,
come i gatti che osservano non osservati,
e non sai mai se salteranno da terra,
per una nuova altezza,
o per mostrare,
indifferenti,
tutta la loro bellezza.
E allora vorrei di nuovo incontrarti,
e chiedo al ‘caso’ di cercarti per me,
come la prima volta è stato,
quando il tempo si distrae, può succedere di tutto,
perfino ritrovare un ricordo,
o una lontananza,
che l’unità di misura è il desiderio
e non la distanza.
Cosa vuoi sapere di più,
d’un qualcosa che non è neppure un saluto.
Cosa vuoi sapere di più,
d’una parola sacrificata,
di questo tacere.. muto.

#nonhoancorauccisonessuno
Miraggi Edizioni

365 giorni, Libroarbitrio

TRABALLA L’ORIZZONTE – Gianluca Pavia

vladimir kush vita memoriae

Ansia e paranoia
tessono i loro fili,
ragnatele di paura
ad impiastrare occhi
ed arti,
con l’insicurezza
che zampetta tra i neuroni.
Un vuoto d’aria si spalanca
ma è solo la vertigine
del panico,
e le pareti giocano a ping pong,
la tua testa come pallina.
In corridoio ti blocchi
piegato sulle ginocchia,
devi vomitare
devi respirare,
devi fare qualsiasi cosa
una qualsiasi
ma non sai cosa.
Gracchiano le cornacchie
sull’orizzonte che traballa
nonostante le certezze
con cui puntellare la vita.
Il tuo nome
il suo sudore
la password non valida
e i dati per recuperare
l’irrecuperabile.
Traballa l’orizzonte
e non vedi più oltre,
e rimani così
un fiammifero nel vento.

G.P.
DuediRipicca
#VLADIMIRKUSHVITAMEMORIAE

365 giorni, Libroarbitrio

IL CANNIBALIBRO – POKER D’INCUBI – DUEDIRIPICCA

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

 

Ho fame, fame, fame.
Non una fame come tutte le altre, no.
Una fame viscerale, insaziabile, inappagabile visti i tempi che sfrecciano. Mangio, tracanno, divoro libri, più di un topo di biblioteca. Un cannibalibro, ecco cosa sono. Mastico, sminuzzo e inghiotto pagine. Azzanno copertine, risucchio poesie, bevo inchiostro. Non ci posso fare nulla, è più forte di me. E’ un istinto di sopravvivenza.
– Prepararsi all’azione in sessanta secondi.- Urla il capo brigata terminato il briefing sul nostro ultimo raid.
Quando ero piccolo, poco più di un tascabile, non giocavo con gli altri bambini ai videogames, no, io preferivo di gran lunga restare rintanato nella mia cameretta a leggere per ore e ore.
Mia madre preoccupata mi diceva sempre: – A furia di divorare tutti quei libri finirai per diventare carta.
Non poteva immaginare quanto fosse vicina alla realtà.
Iniziai con i fumetti e poi pian piano passai ai libri. La prima volta fu proprio con un libro. La prima volta non si scorda mai, almeno che tu non abbia l’Alzheimer. Era piccolo, sottile e sembrava così gustoso e succulento mentre mi fissava malizioso e senza pudore con le pagine spalancate. Non c’erano bistecche o parmigiane che tenessero il confronto. Lo stomaco baccagliò in sottofondo, un sottile rumore bianco che offuscò la mente. Strappai la prima pagina con la mano tremolante di chi sfila il primo paio di mutandine, e me la cacciai in bocca. All’inizio fu strano: la carta ruvida sul palato, il sapore della polvere, i denti che stracciavano quella pagina come fosse carne. E all’improvviso qualcosa travolse i miei sensi.
La rotondità delle parole, la musicalità dei versi, la peculiarità delle descrizioni; ogni cosa si accese di gusto e prelibatezza. Non cinquanta ma centinaia, migliaia di sfumature, sapori e retrogusti esplosero nella mia bocca inondandola di saliva. Qualcosa di molto più succulento di semplici parole era racchiuso in quelle pagine che azzannavo come carne.
Carne bianca, come pollo. Ecco a cosa associano al pollo le mie papille, al “Piccolo principe” di un autore dal nome impronunciabile.
– Dieci secondi.- Urla ancora il capo brigata soverchiato dalle sirene del nostro bunker, il bunker della resistenza, per gli amici Hill.
Bei tempi quelli. Quando volevi potevi fare indigestione di libri, romanzi, poesie. Come se i libri crescessero sugli alberi.
Ancora ricordo i primi Palahniuk: crudi, al sangue proprio come piacciono a me. I sapori speziati e orientaleggianti di Gregory Roberts. Gli sfiziosi spuntini a base di Bukowski e Pennac e Benni. E adesso è tutto finito. Niente libri. Niente romanzi. Niente poesie. Niente di niente. E io rischio di morire di fame…

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Ginaluca Pavia
DuediRipicca
#PawelKuczynskiReadisanadventure

365 giorni, Libroarbitrio

L’uscita per chiarire

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Amico mio, che devo dirti, vacci.
Di solito
vogliono uscire
pulite da una storia,
sì, alla reputazione
ci tengono.
Nel portagioie
le donne
non hanno solo oggettini
stupidi, custodiscono pure
la loro morale. Vacci
amico mio, l’uscita
per chiarire
è anche per sentirlo
meglio nel culo.

365 giorni, Libroarbitrio

PERDIAMOCI – Gianluca Pavia

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Portami via con te
attraverso lo specchio,
oltre la superficie di ogni cosa,
ma prima fermiamoci ad un bar
sudicio ed infame
e perdiamoci in un bicchiere
che non sia d’acqua,
o magari in un labirinto
purché il mostro
sia grande, brutto
e cattivo.
Shiva ci insegna
a creare dal nulla
ma prima, è ovvio,
tocca distruggere tutto
partendo da noi stessi.
La luna illumina serpenti d’asfalto
ed il fulmine elettrico
è così noioso da cavalcare,
allora sì
dammi tempesta senza pace
né prima né dopo,
apocalisse
è il mio mantra rilassante,
disagio
la meditazione funzionale.
Chiudi gli occhi
e guida alla cieca,
segui il bagliore di stelle
morte da tempo,
lascia stare il gps
ti prego, perdiamoci
per ritrovarci ancora
nella notte più buia
sotto un cielo senza luna.

Gianluca Pavia
DuediRipicca

365 giorni, Libroarbitrio

VERTIGINE – Gianluca Pavia

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Nelle frazioni
di tramonti
cerchi profumi nuovi,
indaghi la materia
con più sensi di quanti
tu non abbia;
più per gioco
che per amore,
perché quello
è un gioco proibito
a cui non vuoi
partecipare,
lo sport estremo
e la vertigine
di precipitare
anche da un gradino.

Gianluca Pavia
DuediRipicca