365 giorni, Libroarbitrio

“Origami” Tan Taigi

The quiet forest - El bosque silencioso by Cruz Vicente

Le stelle
a una a una
nel cielo freddo della sera
si affacciano.

Al di là del valico
una città fortificata
e stormi di aquiloni.

Senso di debolezza,
un lampo luminoso:
dalle barche giungono voci
di fantasmi che chiamano.

365 giorni, Libroarbitrio

Sakura

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Leggenda canta

d’un sospirar di vento

su polpa di petalo 

 carne rosa

Ciliegio

dono del silenzio

L.L.

365 giorni, Libroarbitrio

“Il fiore della poesia” Basho

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In mezzo al campo 
il canto libero 
dell’allodola

nella frescura
faccio la mia casa,
e qui riposo

languore d’inverno:
nel mondo di un solo colore
il suono del vento

***

Haranaka ya
mono ni mo tsukazu
naku hibari

suzushisa wo
waga yado ni shite
nemuru nari

fuyugare ya
yo wa hito iro ni
kaze no oto

 

365 giorni, Libroarbitrio

“La Quercia” Basho

Convolvolo

Sul sentiero di montagna
qualcosa di grazioso,
un ciuffo di violette.

Nobile è colui 
che non dai lampi capisce
la vanità delle cose!

Eccomi, sono un uomo
che mangia il suo riso

seduto tra i convolvoli.

Di tanto in tanto le nubi 
concedono riposo
a noi che guardiamo la luna.

Se a un peperone
mettete le ali

ecco una libellula rossa.

365 giorni, Libroarbitrio

“Manoscritto nello zaino” di Basho

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(Alba nel bosco L.L.)

Stagno antico!
Una rana salta dentro,
il suono dell’acqua.

La primavera fugge via
gli uccelli piangono, sono lacrime
gli occhi dei pesci.

Le cicale cantano,
certo non sanno
che presto moriranno.

Che lampi!
Il grido degli aironi
trafigge il buio.

Finita la pioggia
pallidi alzarono la corolla
i crisantemi.

Inverno desolato,
sulla terra di un solo colore
il suono del vento.

Sopra un ramo secco
si posa un corvo,
crepuscolo d’autunno.

365 giorni, Libroarbitrio

Tan Taigi

Roma 1 aprile 2014

Van Gogh

Le stelle
a una a una
nel cielo freddo si affacciano.

Al di là del valico
una città fortificata
e stormi di aquiloni.

Notte d’autunno:
mi pongo domande e risposte.
Senso di debolezza.

Un lampo luminoso:
dalle barche giungono voci
di fantasmi che chiamano.

Che profumo dolce!
Ma quale fiore lo emana?
Bosco d’estate.

Inizio autunno:
lo scroscio della pioggia estiva
continua nella notte.

Tutto è buio intorno:
i ciliegi in fiore nella notte,
la porta del tempio.

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Haiku di Yosa Buson

Roma 23 febbraio 2014

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Sono in fiore le azalee
nel villaggio lontano tra i monti.
Riso bianco bollito.

E’ notte, l’orchidea
nasconde nel profumo
lo splendore del suo fiore.

La giornata di ieri è passata,
quella di oggi se ne va.
Così la primavera si allontana.

Rugiada bianca.
Una goccia per ogni spina
di rosa canina.

Sopra le foglie cadute
rumore di passi lontani
di colui che aspetto.

Più sola ancora
dell’anno scorso.
Crepuscolo autunnale.

Cade una pioggia lieve,
senza rumore, sul muschio.
Quanti ricordi del passato!

Yosa Buson nacque da una famiglia contadina a Kema, nella provincia di Settsu, nel 1715.
Ancora molto giovane si stabilì a Edo, dove frequentò una scuola di poesia e imparò a comporre Haiku da prestigiosi maestri. Nello stesso periodo studiò anche presso una scuola di pittura dove approfondì le sue conoscenze sulla storia dell’arte orientale e acquisì una propria tecnica grafica. Per alcuni anni praticò la pittura come attività primaria, poi la sua produzione artistica si intensificò anche nella poesia, che divenne specchio della sua sensibilità visiva e coloristica.
Assieme a Basho, Issa e Shiki, Yosa Buson è concordemente ritenuto uno dei più grandi maestri dell’Haiku, per la sua funzione innovativa e riformatrice.
I temi tipici di questo genere poetico, la natura e gli oggetti, furono da lui ripresi con l’inedita introduzione di elementi autobiografici e sentimentali, e trasformati in simboli.

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Takahama Kyoshi “Haiku”

Roma 1 gennaio 2014

Bosco

Nel cielo d’autunno,
un crisantemo selvatico
perde i petali.

Lui, una parola
io, una parola,
buio l’autunno.

Nel crisantemo sfiorito,
non resta forse
qualche cosa?

Nel grande vuoto
volteggiano
fiori di magnolia!

Una farfalla infreddolita
vola in cerca
della sua anima.

Guardo i tesori
del tempio montano:
piovono fiori.

***

Al sorgere del giorno
la Luna carezza il suo Sole,
poi si accomoda nascosta nell’etere per osservarlo risplendere,
e pur se appaiono le nubi
e pur se la pioggia tenta di scalfirlo
lei sempre è lì
dal cielo ascosa
ad’ammirarlo.

LL

Buon primo giorno dell’anno a tutti voi

con il suo giorno

e la sua notte

la sua  Luna

il suo Sole.

A domani

 Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Kobayashi Issa “La mia primavera”

Roma 3 agosto 2013

Kobayashi Issa

Con occhi invidiosi
insegui la farfalla
uccellino in gabbia!

“La nostra casa”:
freschezza
di queste parole.

E’ in fiore il susino,
l’usignolo canta
ma io sono sola!

Paese di montagna:
la luna piena autunnale
entra nella mia zuppa.

Gocce di pioggia cadono
qua e là
zanzare variegate!

Quando morirò
fai la guardia alla mia tomba
piccolo grillo.

Tra i fiori del tè
i passerotti
giocano a nascondino.

L’uccellino prepara il nido.
Non sa che taglieranno
l’albero.

Kobayashi Issa 

Originario di Kashiwabara, Issa considerato uno dei maggiori poeti giapponesi.

Rimasto orfano a quindici anni andò a vivere a Edo, l’attuale Tokyo,per apprendere l’arte dell’haiku.

Dopo alcuni anni prese a girovagare per il paese facendo visita a illustri poeti e traendo dai nuovi ambienti conosciuti motivi di ispirazione per le sue composizioni.

Si sposò, ma nel giro di pochi anni, uno alla volta, gli morirono i quattro figli e la moglie.

Si risposò, ma il matrimonio fu un fallimento.

Fu colpito da una grave malattia e un incendio gli bruciò la casa.

L’opera più nota di Issa, La mia primavera, è un “haibun”, cioè una sequenza di haikai  alternati a brani in prosa, che rispecchiano fatti ed emozioni della sua vita.

A domani

LL