365 giorni, Libroarbitrio

La luna d’autunno

Ted Chin

La vedi di giorno
la grande luna d’autunno
è ancora così tonda
non vuole assopirsi

lo ascolti alla silente notte
l’aggressivo vento d’inverno
è ancora così impetuoso
non vuole placarsi

così il Vecchio commerciante di petrolio
perché è rimasto solo
ed io vivo lottando
sulla riva della terra
e – Ve lo giuro scivolerò via!
anche se il suo volto grigio
mi grida contro
giochi di potere
risucchiandomi

L.L.

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365 giorni, Libroarbitrio

“Il fiore della poesia” Basho

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In mezzo al campo 
il canto libero 
dell’allodola

nella frescura
faccio la mia casa,
e qui riposo

languore d’inverno:
nel mondo di un solo colore
il suono del vento

***

Haranaka ya
mono ni mo tsukazu
naku hibari

suzushisa wo
waga yado ni shite
nemuru nari

fuyugare ya
yo wa hito iro ni
kaze no oto

 

365 giorni, Libroarbitrio

“La paura dell’inverno” Vicenc Llorca

Treccia Lié per E.G.

No, non dire alla foglia che si fermi:
deve venire l’inverno.
Ammucchia la legna, mangia e aspetta,
aspetta l’ora della neve.
Patire il freddo ti condurrà alla casa dell’anima,
ti farà ricordare
il calore di un corpo in un altro corpo,
e il valore della resurrezione.
Forse non credi che dietro l’onda
che muore contro lo scoglio
sta nascendo la forma di una spiaggia,
una baia, un porto?
Quel che rende così duro il morire
è ignorare per sempre la vita,
come un pianeta
traccia l’ellisse di una luce più grande.
Che temi? Forse il non avere occhi,
che ti sfugga l’intenzione
di possedere le cose,
smettere di creare nella creazione?
Allora, come un aedo,
recita il tempo
nel tempo delle sillabe e dei fatti.

tratto da Canto d’autunno
tradotto da Emilio Cocco

365 giorni, Libroarbitrio

“Di vetro son fatti” Giovanni Boccaccio

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William Turner  – Sunset over a lake

Vetro son fatti i fiumi, e i ruscelli
gli serra di fuor ora la freddura;
vestiti son i monti e la pianura
di bianca neve e nudi gli arbuscelli,
l’erbette morte, e non cantan gli uccelli
per la stagion contraria a lor natura;
Borea soffia, ed ogni creatura
sta chiusa per lo freddo ne’ sua ostelli.
Ed io, dolente, solo ardo ed incendo
in tanto foco, che quel di Vulcano
a rispetto non è una favilla;
e giorno e notte chiero, a giunta mano,
alquanto d’acqua al mio Signor, piangendo,
né ne posso impetrar sol una stilla.

365 giorni, Libroarbitrio

” Oh selvaggio Vento d’Occidente” Percy Bysshe Shelley

Fossi una foglia morta potresti sollevarmi,
fossi una rapida nube volerei con te,
fossi un’onda fremerei alla tua forza;
se condividessi l’impulso della tua potenza,
solo un po’ meno libero di te, vento incontrollabile!
Se come nell’infanzia ti fossi compagno
nel tuo alto vagare per i cieli,
quando era un sogno superare
il tuo rapido passo celeste,
non ti pregherei in questo mio dolente bisogno.
Sollevami come onda, come foglia, come nube.
Cado sulle spine della vita e sanguino!
Un greve peso di ore ha incatenato, incurvato
una creatura a te troppo simile:
indomita, rapida, fiera.
Fa’ di me la tua cetra, come fossi foresta;
che importa se le mie foglie cadono come le sue!
Il tumulto delle tue potenti armonie
a entrambi porgerà un canto
profondo, autunnale e dolcemente triste.
Sii dunque il mio spirito, o Spirito fiero!
Spirito impetuoso, sii me stesso!
Guida i miei morti pensieri per l’universo
come foglie appassite in cerca di nuova vita!
E con la magia di questi versi
disperdi le mie parole fra gli uomini,
come da un focolare appena spento
le faville e le ceneri!
per la terra addormentata, il mio labbro
sia tromba di profezia! Oh, Vento,
se viene l’Inverno, quanto è lontana la Primavera?

Georg Baselitz , Blauer Baum- P.M

Georg Baselitz “Albero blu”
“La verità è il quadro, ma certamente non sta nel quadro”

…Come vivere a testa in giù…

365 giorni, Libroarbitrio

“Fiorirà l’aspidistra” romanzo di George Orwell

vento pioppi

Un vento rigido nemico.
Si avvertiva una nota minacciosa ad ogni sua raffica; il primo ringhio dell’ira invernale.
Due versi d’una poesia agitavano nello sforzo di nascere la mente di Gordon.
…Acerbamente il vento qualche cosa, per esempio il vento torvo, bieco, minaccioso? No, meglio vento bieco. Il vento bieco batte, no, sferza, diciamo…
…I pioppi qualche cosa, i pioppi miti? No, meglio remissivi. Non ci sono troppi aggettivi? Non importa. I pioppi remissivi, pur mo’ nudi. Uhm, non c’è male, anche se un po’ scolastico.

Acerbamente il vento bieco sferza
I remissivi pioppi, pur mo’ nudi.

Bah. “Sferza” è una fregatura per la rima; tuttavia c’è sempre “scherza”, a cui tutti i poeti fin dai tempi di Chaucer hanno sudato sette camicie a trovare una rima decente. Ma l’impulso s’era già spento nella mente di Gordon.
Si fece tintinnare  i quattrini in tasca. Due pence e mezzo penny, più un pezzo da tre penny; due pence e mezzo penny. Il suo spirito era profondamente  invischiato nel tedio;

365 giorni, Libroarbitrio

Edward Young: “il giorno segue la notte”

Roma 20 maggio 2013

Il giorno segue la notte

Il giorno segue la notte

e la notte il giorno che muore, sorgono le stelle

e tramontano e risorgono,

dando esempio alla terra.

Guarda come la gaia estate

con la sua ghirlanda verde e i fiori d’ambrosia

appassisce nel pallido autunno,

come il grigio inverno

gelido di brina e burrascoso

spazza via i frutti dorati dell’autunno

per poi sciogliersi nella molle primavera,

che dalle tiepide stanze e meridione chiama

con tiepidi aliti la calda stagione. Ogni cosa

per rifiorire ingiallisce, come in una ruota

ove tutto affondi per poi risalire.

Metafora dell’uomo che passa e non perisce,

con una lieve distinzione tra il simbolo e l’oggetto,

la Natura s’avvicenda, e intanto l’uomo avanza:

eterni entrambi, ma cerchio l’una e linea l’altro;

gravitante per la prima, dove l’uomo si leva involo.

L’animo tremante e ardente come fiamma

rivolge al cielo un anelito

a cui zelo e umiltà porgono ali.

Nel multiforme mondo materiale

tutto muore a nuova vita. E tale vita nata dalla morte,

spiega la vastità della materia senza posa.

Neanche un solo atomo

l’Altissimo disperde una volta creato.

da Il lamento, VI

A domani

LL