365 giorni, Libroarbitrio

.pure se non è amore chi se ne frega. – Lié Larousse

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.e guardala lei
lei quant’è bella
mentre lui le fa una carezza,
e guardalo lui
lui quant’è bello
con quella carezza nella mano,
e stanno zitti
che non serve parlarsi
e ridono tanto
che si chiudono gli occhi
e non serve nemmeno guardarsi,
tanto, dove va uno
sta andando anche l’altra,
o forse no
è solo una fantasia
un capriccio mio
ma che volete farci
io
voglio vederli così.

Lié Larousse
DuediRipicca
#LMAKABRESKU

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365 giorni, Libroarbitrio

Justine – De Sade

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L’esito più trionfale della filosofia sarebbe il riuscire a far luce sugli oscuri cammini di cui si serve la provvidenza per raggiungere i suoi fini relativi all’uomo e il riuscire altresì a tracciare su tali basi dei piani di condotta atti a far conoscere a quest’infelice bipede  la maniera in cui deve interpretare i decreti di codesta provvidenza e il cammino che gli è opportuno seguire per scampare ai capricci bizzarri di quella fatalità cui si danno venti nomi diversi senza peraltro riuscire a definirla…
…giacché se muovendoci nel rispetto delle convenzioni sociali e non discostandoci mai dal sentimento che per esse ci hanno inculcato con l’istruzione, ci accada disgraziatamente, a causa dell’altrui perversità di urtarci a mille spine mentre i malvagi han colto solo rose, le persone prive di un fondo di virtù abbastanza saldo per porsi al di sopra delle riflessioni suscitate da queste tristi circostanze non formeranno allora il calcolo  che meglio è abbandonarsi al torrente che resistervi, non diranno che la virtù, per quanto bella sia, quando malauguratamente si fa troppo debole per lottare contro il vizio, diventa il peggior partito che si possa prendere e che in un secolo radicalmente corrotto la cosa più sicura è fare come gli altri?
Tali sono i sentimenti che ci inducono a pigliar la penna in mano ed è in considerazione della loro buonafede che invochiamo dal lettore un po’ d’attenzione mescolata d’interesse verso le sfortune della triste e miserevole Justine.

 

365 giorni, Libroarbitrio

“Marcio” Loris Giorgi

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Fotografia di Loris Giorgi – Perth – Australia

Dovrei nutrirmi ogni giorno del tuo sapere
e bere ogni secondo il tuo immenso Amore.
Io la conosco

la quantità d’amore che è dentro di te.
Mi travolge ogni singolo giorno.

Marci
i pensieri stesi al sole
si asciugano

lasciando una scia di polvere
in una tempesta
che non è di nessuno.

Artefatta la realtà
a volte
nei miei ricordi
devia la mia lucidità
rendendomi carta al vento.

Muto
l’essere umano

assorbe le urla della terra.

Sordo
l’essere umano

continua ad andare avanti.

L’amicizia
sentirla
è come vento sulla pelle.
Costante.
Inebriante.
Necessaria,
per scavarsi dentro.

 

365 giorni, Libroarbitrio

“La corda”

 

Le virgole possono cambiare il senso di una frase,
fino a trasformarla in una completamente diversa.

Amore

 

365 giorni, Libroarbitrio

“Il Manyoshu” Shotoku Taishi

Il poeta come un viandante, olio su tela di Gustave Moreau 1826-1898

Se fosse a casa
fra le braccia di chi ama
riposerebbe, povero viandante.
Qui, lungo la strada, giace sfinito
sopra un letto d’erba.

Al periodo Nara della storia giapponese, 710 – 794 d.C. , appartiene la più bella raccolta di poesie giapponesi antiche,  il Manyoshu. Si tratta di 4.496 poesie e canti popolari, il loro tema fondamentale è il “makoto”, cioè la semplicità, la schiettezza e sincerità di espressione. In Giappone, in quell’epoca, la poesia divenne il mezzo usato quotidianamente per comunicare i pensieri, i sentimenti e i desideri, anche più semplici e comuni!.

365 giorni, Libroarbitrio

“Il respiro dell’impoetico” Giovanni Raboni

Roma 25 gennaio 2014

giovanniraboni

Non so, non capisco  se avrei più gioia
scomparendo in voi, diventando voi
e tornandovi uguale a allora accanto
con il cuore d’adesso. E se  una cosa
non escludesse l’altra? E in ogni caso
non è questo, uscire da sé restandoci,
che più di qualsiasi altra cosa, più
della dolcezza d’essere riamato
vorrebbe chi ama? Così, mi illudo,
quello che non è dato a chi è mortale
lo è forse a chi non lo è, essendo morto.

Da Barlumi di storia, Mondadori, 2002

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Costantino Kavafis “poeta del futuro”

Roma 28 ottobre 2013

Costantino Kavafis

Più che puoi

Se non puoi farla come vuoi, la vita,
sforzati almeno più che puoi
di non prostituirla
nei contatti eccessivi con la gente,
con i gesti eccessivi e le parole.

Non la prostituire col portarla
troppo sovente in giro, con l’esporla
ai commerci e alle pratiche
della dissennatezza quotidiana
finché diventi estranea ed importuna.

Pochi autori incarnano come il greco Costantino Kavafis la figura paradigmatica del poeta.

Appartato ai limiti dell’emarginazione, egli fu aristocraticamente alieno alle mode culturali del suo tempo ed estraneo  alla contemporaneità, consapevole di scrivere  sibi et paucisper sé e per i pochi amanti della poesia, ma anche convinto  di essere “un poeta del futuro”, in anticipo sui tempi.

La poesia di Kavafis, legata com’è alla sua esperienza di vita,  benché la sua biografia sia priva di eventi eclatanti e o drammatici, ha un fascino occulto che tocca direttamente la fantasia  e il cuore del lettore.

 Un fascino cui non sono estranei la semplicità  e la perfezione dello stile, l’universalità dei sentimenti espressi nei suoi versi e la religione di cui egli è stato fedele osservante e sacerdote: quella dell’amore, del bello e della poesia.

A domani

Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Il Crepuscolarismo

Roma 25 agosto 2013

Si indica con questo termine una corrente poetica del primo Novecento, che reagendo polemicamente  ai toni aulici di D’Annunzio e alla retorica patriottica di Carducci, scelse di cantare la quotidianità dei sentimenti, dei gesti, degli ambienti, in un linguaggio volutamente dimesso,  familiare  e vicino al parlato.

Con il rifiuto di ogni accademismo e ogni maniera, i poeti crepuscolari espressero la consapevolezza di una crisi morale della società contemporanea, con la loro compiaciuta e insistente vena malinconica e piangente rappresentarono metaforicamente il crollo di un mondo, delle sue sicurezze scientifiche e del suo ottimismo eroico.

A domani

LL