365 giorni, Libroarbitrio

Manuel Bandeira “La Bestia”

Roma 26 dicembre 2013

Ieri ho visto una bestia:
tra le immondizie
del mio cortile,
cercava cibo.

Quando trovava qualcosa
senza guardare né odorare,
la inghiottiva con voracità.

Non era né un cane, né un gatto,
né un topo.

La bestia, Dio mio, era un uomo!

Lucido conoscitore della dura realtà quotidiana del suo popolo brasiliano, Bandeira nelle sue liriche rievocò con tenera sensualità la sua regione natale, usando un  linguaggio semplice ed immediato, volutamente depurato da artefici letterari.

***

  Ho visto una bestia:
nell’imbrattate
mie cervella,
agognava nutrimento.

Quando trovata la sua vivanda
esaminandola e spingendola,
l’ingurgitava affamato.

Non era né un incubo di un sogno cupo,
né una creatura orribile delle favole mai lette,
né uno spettro eclissato nell’armadio.

E ho visto quella bestia
da cui petto si mostravano altri a lui simili,
li nutriva con quell’unica pietanza,
Dio mio,
lui,
loro,
 tutti,
erano uomini!

LL

A domani
Lié Larousse

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365 giorni, Libroarbitrio

Leonardo Sinisgalli cultura e poesia

Roma 24 ottobre 2013

Leonardo Sinisgalli poeta

A mio Padre 

L’uomo che torna solo

a tarda sera dalla vigna,

scuote le rape nella vasca,

sbuca dal viottolo con la paglia

macchiata di verderame.

L’uomo che porta così fresco

terriccio sulle scarpe, odore

di fresca sera nei vestiti,

si ferma ad una fonte, parla

con l’ortolano che sradica i finocchi.

E’ un uomo, un piccolo uomo

ch’io guardo di lontano.

E’ un punto vivo all’orizzonte.

Forse la sua pupilla

si accende questa sera

accanto alla peschiera

dove si bagna la fronte.

Leonardo Sinisgalli è originario di Montemurro, in provincia di Potenza, dove nasce nel 1908.

Studia a Caseria, Benevento,  e Napoli, si laurea a Roma in ingegneria elettrotecnica.

Cura la redazione della  rivista “Edilizia moderna” e dirige poi per qualche tempo l’ufficio pubblicità della Olivetti a Milano.

Nel dopoguerra è direttore dell’ufficio pubblico della Pirelli e della rivista “Pirelli”.

Nel 1952 fonda per la Finmeccanica la rivista “Civiltà delle macchine”.

Lavora poi come ingegnere all’ENI  e all’Alitalia.

I suoi vasti interessi in campo tecnico e scientifico sono evidenti anche in libri di prosa come  Furor mathematicus L’indovino.

La poesia di Sinisgalli nasce dai miti ancestrali  della sua terra, dalla memoria dell’infanzia e dei paesi del sud, descritti con estrema purezza di linguaggio in immagini solari, ricche di dati sensoriali.

Le prime raccolte: 18 poesia, I Campi Elisi, Vidi le Muse, I nuovi Campi Elisi.

Dal dopoguerra agli anni Settanta le nuove composizioni di La vigna vecchia, Tu sarai poeta, , L’età della luna Il passero e il lebbroso evidenziano un nuovo gusto per l’epigramma e per un linguaggio secco e sentenzioso.

Sinisgalli muore a Roma nel 1981.

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

La scrittura privata: Virginia Woolf attendendo il Diario di una scrittrice (seconda parte)

Roma 23 ottobre 2013

Diario di una scrittrice

Virginia Woolf (2)

“un buon esercizio”

Moltissimi scrittori, artisti, letterati, hanno scritto diari durante la loro vita: alcuni già con lo scopo di pubblicarli, altri come forma di comunicazione con se stessi, come mezzo di riflessione e introspezione .

Tra questi ultimi Virginia Woolf.

La grande scrittrice inglese ha lasciato 26 quaderni manoscritti, centinaia e centinaia di pagine di diario, riguardanti la sua vita personale dal 1915 al 1941, fino a quattro giorni prima del suo tragico suicidio.

Lei stessa ebbe modo di scrivere: “Se morissi che ne farebbe Leo? Bruciarli gli spiacerebbe, e non potrebbe pubblicarli. Be’ ne ricavi un libro e bruci il resto”.

E a dodici anni dalla morte di Virginia, il marito, Leonard Woolf, nel 1953 pubblicò appunto il Diario di una scrittrice, scegliendo le pagine che gli erano sembrate più interessanti.

Il diario è un documento umano ricchissimo ed efficace sia nelle pagine di introspezione, sia in quelle della rappresentazione dei luoghi e delle persone amati dalla scrittrice.

E’ anche interessante per l’uso che la scrittrice ne fece come “ laboratorio di scrittura” e come mezzo per mettere alla prova continuamente le proprie capacità tecniche.

La rilettura periodica dei quaderni fu poi giudicata dalla Woolf un necessario strumento di autocritica, con il quale le diveniva possibile giudicare il suo modo di scrivere.

Di seguito alcune righe del suo diario inerenti proprio a questo aspetto ovvero il suo essere uno strumento di dialogo critico dell’artista con se stessa:

 

“Lunedì, 2o gennaio 1919

 Mi propongo di ricopiare tutto questo quando potrò comperare un quaderno ; ometto quindi gli ornati che convengono all’anno nuovo. Non è il denaro che mi manca questa volta, ma la forza, dopo quindici giorni a letto, di fare il tragitto sino a Fleet Street. Sento persino i muscoli della mano destra come devono sentirli le domestiche. Abbastanza curiosamente, provo lo stesso impaccio nel manipolare periodi, benché a rigor di logica, dovrei essere meglio attrezzata, mentalmente, di quanto non lo fossi un mese fa.”

Buona lettura

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

La scrittura privata: Virginia Woolf attendendo il Diario di una scrittrice (prima parte)

Roma 22 ottobre 2013

Virginia Woolf

Nata a Londra nel 1882, figlia di Leslie Stephen,un importante critico letterario, Virginia Woolf  visse e fu educata in un’ambiente molto colto.

Studiò privatamente e a diciassette anni, tramite il fratello Thoby, entrò in contatto con importanti intellettuali del suo tempo, i cosiddetti “apostoli” dell’università di Cambridge, discepoli del filosofo Moore.

Pochi anni dopo, trasferitasi con la famiglia nel quartiere londinese di Bloomsbury, diede vita col fratello, la sorella Vanessa e alcuni degli ” apostoli”, al gruppo chiamato “Bloomsbury set”,  un circolo letterario che fu protagonista della vita culturale londinese degli anni venti e trenta, grazie all’attenzione dedicata alla letteratura d’avanguardia, alla filosofia e alla psicoanalisi.

Dopo aver sposato Leonard Woolf, uno degli intellettuali del gruppo, nel 1913 pubblicò il primo romanzo, La crociera, e iniziò un’intensa attività di critica letteraria  e di saggista.

Le frequenti crisi depressive, che spesso alteravano il suo equilibro nervoso, non ostacolarono il lavoro di scrittura.

La Woolf, a partire dal 1919, con la seconda opera Giorno e notte, produsse una serie di romanzi, tutti pubblicati dalla casa editrice fondata con il marito, che la fecero emergere tra i grandi della letteratura europea  del Novecento, soprattutto per la novità della scrittura, capace di cogliere e descrivere il divario tra il tempo interiore della coscienza dell’individuo e il tempo reale degli avvenimenti.

Tra i romanzi di questo periodo vanno  ricordati La stanza di Jacob, La signora Dalloway e soprattutto il capolavoro Gita al faro, edito nel 1927.

Sempre in questi tempi fu pubblicato il saggio sociologico Una stanza tutta per sé, importante studio sulla condizione femminile.

Negli anni trenta, nonostante  il risorgere delle crisi depressive, lavorò intensamente, pubblicando nuovi romanzi Le onde, gli anni, e il saggio Le tre ghinee.

Dopo aver terminato l’ultimo romanzo, Tra un atto e un’altro, i segnali di una nuova crisi depressiva la prostrarono e l’avvilirono a tal punto da spingerla al suicidio: nel marzo 1941 la scrittrice si uccise gettandosi nel fiume Ouse.

Dodici anni dopo la sua morte il marito Leonard diede alle stampe il Diario di una scrittrice, le pagine autobiografiche  che la Woolf scrisse tra il 1915 e il 1941.

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

Vittoria Aganoor (prima parte)

Roma 20 ottobre 2013

Finalmente

Dunque domani! Il bosco esulta al mite

sole. Ho da dirvi tante cose, tante

cose! Vi condurrò sotto le piante

alte, con me; solo con me! Venite!

Forse… – chi sa? – non vi potrò parlare

subito. Forse, finalmente sola

con voi, cercherò invano una parola.

Ebbene! Noi staremo ad ascoltare.

Staremo ad ascoltare i mormoranti

rami, nello spavento dell’ebbrezza;

senza uno sguardo, senza una carezza,

pallidi in volto come agonizzanti.

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

Pier Paolo Pasolini “Me ne vado, ti lascio nella sera”

Roma 19 ottobre 2013

Me ne vado, ti lascio nella sera

che, benché triste, così dolce scende

per noi viventi, con la luce cerea

che al quartiere in penombra si rapprende.

E lo sommuove. Lo fa più grande, vuoto,

intorno, e, più lontano, lo riaccende

di una vita smaniosa che del roco

rotolio dei tram, dei gridi umani,

dialettali, fa un concerto fioco

e assoluto. E senti come in quei lontani

esseri che, in vita, gridano, ridono,

in quei loro veicoli, in quei grami

caseggiati dove si consuma l’infido

ed espansivo dono dell’esistenza –

quella vita non è che un brivido;

corporea, collettiva presenza;

senti il mancare di ogni religione

vera; non vita, ma sopravvivenza

– forse più lieta della vita – come

d’un popolo di animali, nel cui arcano

orgasmo non ci sia altra passione

che per l’operare quotidiano:

umile fervore cui dà un senso di festa

l’umile corruzione…

da Le ceneri di Gramsci

Buona lettura

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

Pier Paolo Pasolini poeta, saggista, polemista e regista

Roma 18 ottobre 2013

Pier Paolo Pasolini

Pasolini nasce nel 1992 a Bologna, dove compie gli studi di lettere.

Dal 1943 al 1949 vive in Friuli, a Casarsa, paese della madre, e come poeta e operatore culturale contribuisce in modo significativo alla valorizzazione della letteratura dialettale.

La lingua friuliana caratterizza buona parte della sua produzione poetica giovanile, riunita nel 1954 nel volume La meglio gioventù.

Nel 1947 inizia il suo impegno politico con l’iscrizione al Partito comunista, dal quale viene espulso nel 1949, a causa della sua omosessualità.

Il fortissimo shock privato e politico lo porta a trasferirsi a Roma.

Agli anni Cinquanta e Sessanta risale la stesura dei romanzi sul sottoproletariato urbano della capitale Ragazzi di vita, Una vita violenta , che si tramuteranno poi nelle prime prove da regista Accattone, La ricotta, Mamma Roma.

La produzione poetica di Pasolini in lingua italiana trova la sua massima espressione nel poemetto Le ceneri di Gramsci e nelle raccolte L’usignolo della chiesa cattolica, La religione del mio tempo, Poesia in forma di rosa.

Impegnato come saggista, polemista, regista, diventa una delle figure culturali più interessanti e critiche nel panorama letterario e cinematografico italiano.

Muore a Roma nel 1975, ucciso in circostanze mai del tutto chiarite.

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

Trilussa e le brevi favolette

Roma 17 ottobre 2013

Trilussa poeta

Felicità

C’è un Ape che se posa

su un bottone de rosa:

lo succhia e se ne va…

Tutto sommato, la felicità

è una piccola cosa.

La tartaruga

Mentre, una notte, se n’annava a spasso,

la vecchia Tartaruga fece er passo

più lungo de la gamba e cascò giù

co’ la casa vortata sottinsù.

Un Rospo je strillò: “Scema che sei!

Queste so’ scappatelle

che costeno la pelle…”.

“Lo so:” rispose lei

“ma, prima de morì vedo le stelle.”

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

Elsa Morante e la sua “La storia” uno scandalo che dura da diecimila anni (seconda parte)

Roma 16 ottobre 2013

Elsa Morante

“La storia”

La vicenda si svolge a Roma, durante la seconda guerra mondiale e nei primi due anni del dopoguerra.

Ida, maestra elementare di origine ebrea, rimasta vedova vive con due figli, Nino e il piccolo Giuseppe (Useppe, nato da un occasionale rapporto con un soldato tedesco).

La donna sopporta faticosamente tutte le sofferenze della guerra: i bombardamenti, il timore per la persecuzione contro gli ebrei, la fame e la distruzione della propria casa.

Ida affronta con grande coraggio queste disgrazie, pur essendo rimasta sola con il piccolo Useppe, perché Nino, esaltato dalla propaganda fascista, si è arruolato con le camicie nere.

Dopo uno dei tanti devastanti bombardamenti Ida deve lasciare la città col bambino per recarsi in un grande rifugio a Pietralata, dove incontra molti popolani romani nelle stesse condizioni.

Nino, ritorna a casa, non solo ha abbandonato le idee fasciste, ma si è arruolato con i partigiani in lotta contro l’esercito tedesco.

Finita la guerra, il giovane non sa rassegnarsi al ritorno alla normalità e, ritenendosi tradito nelle sue speranze, continua con un piccolo gruppo una disperata lotta armata.

Resterà ucciso in un conflitto a fuoco con la polizia.

Ma una nuova disgrazia attende Ida: Useppe, malato di epilessia, muore durante una crisi particolarmente acuta.

La donna, provata da tante tragedie e distrutta dal dolore, impazzisce.

A domani

LL

 

365 giorni, Libroarbitrio

Elsa Morante e la sua “La storia” uno scandalo che dura da diecimila anni (prima parte)

Roma 15 ottobre 2013

Elsa Morante

Nata a Roma nel 1912, ha iniziato l’attività di scrittrice collaborando con articoli di costume su alcune riviste.

Dopo un primo volume di racconti, pubblicato nel 1941, il suo primo romanzo, Menzogna e sortilegio, del 1948, le ha procurato i favori della critica, tanto da farle vincere il premio Viareggio.

Del 1957 è L’isola di Arturo,  con il quale ha vinto il premio Strega e a cui ha fatto seguito la pubblicazione di opere in versi e racconti.

Nel 1968, con Il mondo salvato dai ragazzini la Morante ha tentato un tipo di scrittura sperimentale, d’avanguardia, raccontando in un  poema, suddiviso in quadri come scene teatrali, la storia di alcuni ragazzi che con la loro sincerità e genuinità rigenerano l’umanità infelice e corrotta.

La sua opera più famosa è il romanzo La storia, pubblicato nel 1974:  il libro ha avuto un grandissimo successo e ha incontrato i favori del pubblico soprattutto per la capacità di mettere al centro delle grandi vicende storiche la storia degli uomini e delle donne comuni.

Del 1982 è Aracoeli, scritto in un periodo in cui la scrittrice viveva particolarmente appartata  dal mondo letterario.

Elsa Morante muore a Roma nel 1985.

A domani

LL