365 giorni, Libroarbitrio

.alla nostra. – Lié Larousse

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.la mia rovina
tu, qui
il mio naso al tuo collo
e questo odore che hai
la bocca a mangiarci
e lascia perdere di guidare
e questo sentirti afferrarmi
le tue mani ai miei seni
che baci e lecchi
la mia lingua a giocarti
e scoprire il sapore
che a pelle contro pelle ha la carne
mordendoti forte
piegata la mia schiena a te
e le mie labbra poi
che esplodono in un grido dolce
per chiudersi morbide
avvolgerti
e bere
alla nostra.

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365 giorni, Libroarbitrio

DIARIO INTERIORE di SARA TEODORI

Giorno 18/05/2018


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SULLA PERSONALITA’- GIOCANDO A THE SIMS

In questo momento sto riflettendo sulla personalita’, quell’insieme di cose acquisite, modificate, affinate che chiamiamo “me”, ma che in realtà nulla ha a che fare con la nostra vera essenza. Quando dico sono Sara, sono una fotografa, sono sensibile, sono spirituale, sono un’artista e via dicendo, non sto davvero parlando di me. Sto semplicemente elencando una serie di caratteristiche che rappresentano me in rapporto all’esterno. Sto semplicemente elencando una serie di caratteristiche acquisite negli anni, con grande impegno e con molta cura. E già perché non è mica un lavoro da niente costruirsi una personalità, e soprattutto una personalità che possa risultare vincente e perfetta sotto l’occhio vigile della società.

Il guaio è che dopo tanto impegno e tanta cura nel crearci questo avatar, nemmeno noi siamo più in grado di discernerlo dalla vera essenza. 

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La personalità è un fedele compagno, uno scudo, una grande difesa. E’ come andare in giro con un Sim che gioca al posto nostro ma necessita ogni giorno di upgrade. E noi siamo bravissimi a procurargliene. Lauree, corsi, seminari, cure estetiche, tecnologie all’ultima moda, per quanto riguarda il livello materiale. Ma tutti oggi necessitiamo anche di upgrade per personalità dell’ultimo millennio, e quindi via libera a workshop per diventare curatori andini in 3 giorni, residenziali per diventare sacerdotesse del vento e coaching di PNL per imparare a manipolare il prossimo. Si perché non ci basta manipolare noi stessi H24, abbiamo anche bisogno di manipolare il Sim di qualcun altro!
Come se non bastasse tutto questo c’è anche il problema della multiproprietà.

Perché la personalità non è mica UNO. C’è un intero villaggio dentro di noi!


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Tanti piccoli io con le loro caratteristiche, i loro gusti e le loro necessità. Ah! E chiaramente vogliono tutti degli upgrade, a parte gli io depressi e gli apatici.

Il lavoro che sto cercando di fare su me stessa in questo momento è: osservare e prendere appunti.


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Come osservatore esterno mi sembra tutto così assurdo. Sentire la mia voce cambiare, le mie mani muoversi in modi diversi, il mio corpo contrarsi o rilassarsi…tutto a seconda della situazione in cui mi trovo e della persona che ho davanti. E mi accorgo che ogni Sim ha una certa ritualistica nell’affrontare le cose. Tutto così automatico, tutto così veloce che solo un occhio vigile può accorgersi del cambiamento. Ma il cambiamento c’è ed è reale, palpabile e con il tempo e l’allenamento diventa sempre più facile accorgersi dei cambi di testimone. E diventa semplice anche osservarli negli altri.

Una cosa che mi sta aiutando molto è scrivere le descrizioni di questi “me”, dare loro un nome, scrivere come amano vestirsi, cosa gli piace mangiare, cosa amano fare e quali sono le loro caratteristiche principali. Ma soprattutto quando vanno in scena, in quali situazioni, con quali persone, eccetera.
E’ un esercizio molto utile che permette di mettere a fuoco e rendere ancora più veloce il riconoscimento del giocatore in campo.
Bene…ora che la città è costruita posso rilassarmi e ignorare le grida degli affamati e rabbiosi Sims.
Ora voglio solo vedere che succede se non gli do più da mangiare, se non gli compro la macchina nuova e se non li iscrivo in palestra.

Osservo e aspetto la rivolta. O tutt’al più CTRL-ALT-CANC!

 

Testo e fotografie,
dal DIARIO INTERIORE
di Sara Teodori

365 giorni, Libroarbitrio

E io dormo sola – Saffo

Angelo Dall'Oca Bianca Nudo di donna (Il diavolo rosso)

Con una fronda di mirto giocava
ed una fresca rosa; e la sua chioma
le ombrava lieve e gli òmeri e le spalle
intanto
tramontata è la luna
è la notte; il tempo dilegua,
e io dormo sola,
finalmente.

365 giorni, Libroarbitrio

“Juliette Binoche” Emanuele Mastrangeli

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Mi sono tuffato in un caffè parigino per incontrare
Juliette Binoche. Abbiamo ordinato due caffè.
Senza zucchero grazie. Lei giocava con un cucchiaino
come nel film Bleu di Kieslowski. Aveva lo stesso taglio di capelli.
Mi ha chiesto di scoparla lì su quel tavolino borghese
che s’affacciava su Montparnasse.
La presa della Bastiglia la rivoluzione e le teste dei sovrani.
I tramonti e Juliette Binoche stesa sul tavolo.
Mi sono venuto nelle mutande.

La vita in fondo è tutta qui.

365 giorni, Libroarbitrio

“UN COLPO DI DADI MAI ABOLIRA’ IL CASO” Stéphane Mallarmé

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MAI

QUAND’ANCHE LANCIATO
IN CIRCOSTANZE ETERNE
DAL FONDO DI UN NAUFRAGIO
SIA
che
l’Abisso
sbiancato
fermo
furioso
sotto un’inclinazione
plani disperatamente
d’ala
la sua
in
anticipo ricaduta da un male a spiccare il volo
e coprendo i getti
tagliando a filo i balzi
molto all’interno riassuma
l’ombra sepolta in profondo da questa vela alternativa
fino ad adattare
all’inferitura
la sua spalancata profondità come lo scafo
di una nave
che inclina sull’uno o l’altro lato

si prepara
s’agita e mescola
nel pugno che lo stringerebbe
un destino ed i venti
essere un altro
Spirito
per gettarlo nella tempesta
ripiegarne la divisione e passar fiero
divaricato dal segreto che detiene
invade il capo
cola nel cavo sommesso
diretto dell’uomo
senza nave
ovunque
vana
ancestralmente da non aprir la mano
contratta
oltre l’inutile testa
lascito nella scomparsa
a qualcuno
ambiguo
l’ulteriore demone immemoriale
avendo
da inesistenti contrade
indotto
il vegliardo a questa congiunzione suprema con la probabilità
questi
l’ombra puerile
carezzata e polita e arresa e lavata
ammorbidita dall’onda e sottratta
a dure ossa perdute tra le assi
nato
da un gioco
il mare con l’avo contro il mare
una sorte oziosa
di cui
il velo d’illusione ricaduto loro assillo
come il fantasma di un gesto
vacillerà
si calerà
follia

ABOLIRA’

COME SE

Un’insinuazione
al silenzio
in qualche vicino
volteggia
semplice
avvolta con ironia
o
il mistero
precipitato
urlato
vortice d’ilarità e d’orrore
dov’è l’abisso
senza cospargerlo
né fuggire
e ne culla l’intatto indizio
COME SE
sperduta piuma solitaria
salvo
che l’incontri o la sfiori a mezzanotte
e immobilizzi
nel velluto sgualcito da una cupa risata
questo biancore rigido
derisorio
in opposizione al cielo
troppo
per non segnare
esiguamente
chiunque
principe amaro dello scoglio
il capo se ne adorni come dell’eroico
irresistibile ma contenuto
dalla sua piccola ragione virile
come folgore
in pena
espiatorio e pubere
muto

La limpida e signorile aigrette
sulla fronte invisibile
scintilla poi fa ombra
una graziosa statura tenebrosa
in torsione di sirena
con impazienti estreme squame
riso
che
SE
di vertigine
eretta
il tempo
di schiaffeggiare
diramate
una roccia
falso maniero
subito
evaporato in nebbie
che impose
un limite all’infinito
ERA
nato stellare
SAREBBE
peggio
non
di più né di meno
indifferentemente ma altrettanto
IL NUMERO
SE ESISTESSE
altro che allucinazione sparsa agonia
SE COMINCIASSE E CESSASSE
non sgorgando che negato e chiuso quando apparso
infine
da qualche profusione diffusa in rarità
SI CIFRASSE
evidenza della somma per poco che una
SE ILLUMINASSE

IL CASO 

Cade
la piuma
ritmica sospensione del sinistro
seppellirsi
nelle schiume originarie
da cui sussultò poco fa il suo delirio fino a una cima
appassita
dalla neutralità autentica del baratro
NULLA
della memorabile crisi
o si fosse
l’evento
compiuto in visita di ogni esito nullo
umano
AVRA’ AVUTO LUOGO
un’elevazione ordinaria verso l’assenza
SE NON IL LUOGO
inferiore sciabordio come per disperdere l’atto vuoto
bruscamente che se no
con la sua menzogna
avesse fondato
la rovina
in quei paraggi
dal vuoto
in cui dissolve ogni realtà
FUORCHE’
all’altitudine
FORSE
così lontano che un luogo
fonde con al di là
fuori dell’interesse
quanto a lui segnalato
in generale
secondo tale obliquità tale pendenza
di fuochi
verso
dev’essere
il Settentrione anche Nord
UNA COSTELLAZIONE
fredda d’oblio e desuetudine
non tanto
che non enumeri
su qualche superficie vacante e superiore
il successivo urto
sideralmente
d’un conto totale in formazione
vegliando
dubitando
rotolando
brillando e meditando
prima di fermarsi
a qualche punto ultimo che lo consacri

Ogni pensiero emette un Colpo di Dadi

365 giorni, Libroarbitrio

“La corda”

 

Le virgole possono cambiare il senso di una frase,
fino a trasformarla in una completamente diversa.

Amore

 

365 giorni, Libroarbitrio

Che te ne fai d’un titolo? Charles Bukowski

Bukowski poesia

Non ce la fanno i belli muoiono tra le fiamme:
sonniferi, veleno per i topi, corda, qualunque cosa.
Si strappano le braccia,
si buttano dalla finestra,
si cavano gli occhi dalle orbite,
respingono l’amore
respingono l’odio
respingono, respingono.
Non ce la fanno i belli non resistono,
sono le farfalle,
sono le colombe,
sono i passeri, non ce la fanno.
Una lunga fiammata mentre i vecchi giocano a dama nel parco.
Una fiammata,
una bella fiammata mentre i vecchi giocano a dama nel parco, al sole.
I belli si trovano all’angolo di una stanza
accartocciati tra ragni e siringhe,
nel silenzio,
e non sapremo mai perché se ne sono andati,
erano tanto belli.
Non ce la fanno i belli muoiono giovani e lasciano i brutti alla loro brutta vita.
Amabili e vivaci: vita e suicidio e morte mentre i vecchi giocano a dama sotto il sole nel parco.