365 giorni, Libroarbitrio

L’ULTIMA VOLTA – DuediRipicca

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Pioveva fino a poco fa,
ora anche il vento s’è calmato
soffia appena sulla sabbia
respira sulle case
e questa domenica
a starla a guardare da qui
ricorda
quando da bambino t’affacciavi
dal balcone guardavi giù
la strada
senza un’anima in giro
solo tu e solo
musica di campane poco vicine
che non ispirano nessuna pace né religione,
il solito ubriaco impreca e smanaccia
a voce grossa e con gli occhi annacquati
attende
altra pioggia
perché c’è sempre
un momento di altra pioggia di domenica
come ci sono sempre ragazzini coi palloni
cani, gatti e donne randagie,
sudore a colare dalle tempie di qualche disgraziato,
di macchine quasi nessuna,
un cuore da qualche parte a battere duro
e intanto cerchi di ricordare
dove hai perso il tuo, l’ultima volta
mentre giri l’ennesima sigaretta
sputando avanzi di tabacco
tra scoli di birra e carta straccia.

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365 giorni, Libroarbitrio

Concetti -Gianluca Pavia

Vladimir Kush - Metaphorical journey

opera pittorica di Vladimir Kush- Metaphorical Journey

Ci sono concetti che
non puoi esprimere a parole,
per quanto tu possa giocarci, con le parole,
e si dilatano in pancia
sgasando e gorgogliando
fino ad esplodere
in calore
calore calore.

E tutt’attorno
sfreccia supersonico,
e lento
allo stesso momento,
che puoi quasi saltarci,
nel tempo,
e nello spazio di un soffio
essere vento
risacca
fotoni,
essere uomo
e forse un po’ Dio.

365 giorni, Libroarbitrio

La verità nascosta dalla luce – F.S.

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Ma te, cosa sai te,
te che così sicuro
sciogli la vita all’orlo
e del cuore logoro
non te ne curi, come il fiato grosso
che fa il vento al fogliame,
cosa ne sai di questo cargo
d’assoluto che insabbia
la rena d’un fondale,
di questa povera rabbia
d’angelo e d’animale?

365 giorni, Libroarbitrio

Mi sono dimenticata nella notte – L.L.

rackham_arthur - fata dei boschi

e

quando poi sono rientrata in casa questa mattina

l’alba se n’era già andata,

la immagino arrabbiatissima con me,

il mattino invece

m’aspettava celeste e un poco offuscato

mi venne da sorridergli

ma sbagliai

quello prese ad abbattersi sui tetti

caricandomi il vento contro,

allora sono corsa a chiudermi in camera mia

ed infilarmi a letto,

sai lì fuori che putiferio.

 

 

 

365 giorni, Libroarbitrio

La città sulla riva delle nuvole – Giancarlo Ascari

novembre Pisa-Lucca 2015

Nella grande e antica città di Smeralda viveva un astrologo di nome Alcabizio.
Tale era la sua fama della sua bravura che re, mercanti e mendicanti
facevano la coda fuori dalla sua casa per consultarlo. Ma
non tutti i re e i mercanti ricevevano la stessa attenzione
che l’astrologo destinava ai mendicanti.
Nel silenzio della notte Alcabizio
scrutava il cielo e le stelle
per scoprirne i segreti.
Intanto di là del mare una ragazza lavorava in un supermarket.
Un taxista aspettava i clienti pensando alla prossima rata del mutuo da pagare.
Ragazzi guardavano un film di paura mangiando popcorn.
Due innamorati si baciavano al parco, masticando lo stesso chewing gum rosa.
Poliziotti vigilavano sul mondo, dopo aver bevuto un caffè lungo.
Quando la notte si faceva fonda e buia,
una fredda coperta di smog si posava sulla città silenziosa,
attraversata solo da gatti neri come la pece.
Poco prima dell’alba Alcabizio consultava gli astri delle torri di Smeralda.
E intanto cercava di capire da dove arrivasse quell’odore aspro e forte.
Di supermarket,
di taxi,
di mutuo da pagare,
di popcorn,
di chewing gum rosa,
di caffè,
di smog,
di gatti,
di pece,
che il mare portava di notte.

365 giorni, Libroarbitrio

“Odio i miei limiti” Loris Giorgi

il pensiero del mare
Osservo annegare i miei pensieri nell’oceano
come demoni nell’acqua santa
e ad ogni urlo
il mio corpo e la mia mente
sono più leggeri.
Odio i miei limiti
a tal punto d’avere notti insonni,
ne respiro il veleno
e assorbo tutti i suoi risvolti.
Acre desolazioni fanno da cuscino 
ai pesanti pensieri
in uno squarcio di noia.
Ormai stanco regalo il peso della mia anima al vento.
Ritornando a volare.
Ma nuovi pensieri mi ancorano al suolo 
in un batter di ciglia
rendendomi nuovamente fragile.
365 giorni, Libroarbitrio

“Marcio” Loris Giorgi

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Fotografia di Loris Giorgi – Perth – Australia

Dovrei nutrirmi ogni giorno del tuo sapere
e bere ogni secondo il tuo immenso Amore.
Io la conosco

la quantità d’amore che è dentro di te.
Mi travolge ogni singolo giorno.

Marci
i pensieri stesi al sole
si asciugano

lasciando una scia di polvere
in una tempesta
che non è di nessuno.

Artefatta la realtà
a volte
nei miei ricordi
devia la mia lucidità
rendendomi carta al vento.

Muto
l’essere umano

assorbe le urla della terra.

Sordo
l’essere umano

continua ad andare avanti.

L’amicizia
sentirla
è come vento sulla pelle.
Costante.
Inebriante.
Necessaria,
per scavarsi dentro.