365 giorni, Libroarbitrio

“Solo” Edgar Allan Poe

Tramonto sul mare di Ostia G.P.

Fotografia di Gianluca Pavia

Da bambino non ero come gli altri,
non vedevo come gli altri vedevano,
né le mie passioni scaturivano
da una fonte comune, e le mie pene
non avevano la stessa sorgente.
Il mio cuore, poi, non si destava
alla gioia in armonia con gli altri.
Io, tutto ciò che amai, l’amai da solo.
Allora, nell’infanzia, nell’aurora
d’una vita tempestosa, trassi
il mistero che ancora m’imprigiona
da ogni abisso del bene e del male,
e dal torrente o dalla sorgente,
dalla roccia rossa della montagna,
dal sole che tutto m’avvolgeva
nel suo autunno colorato d’oro,
dal fulmine del cielo che improvviso
mi sfiorava, scoppiava accanto a me,
dal tuono, dalla furia della pioggia,
e dalla nube che prendeva forma
di un dèmone ai miei occhi,
mentre il resto del cielo era sereno.

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365 giorni, Libroarbitrio

“Un mattino” Mark Strand

Stellium Luna d'ambra

L’ho portato con me ogni giorno, il mattino che presi
la barca di mio zio dalla cala d’acqua bruna
e puntai su Mosher Island.
Increspature si frangevano sulla carena
e il cigolare sordo di scalmo e remo
s’alzava nei boschi di pino nero incrostati di licheni.
Mi muovevo come una stella oscura, alla deriva sulla metà
affogata del mondo fino a che, per un suggerimento arcano,
guardai fuoribordo e vidi sotto la superficie
una stanza luminosa, una tomba colma di luce, vidi per la prima volta
l’unico luogo limpido che ci è dato quando siamo soli.