365 giorni, Libroarbitrio

DISTORSIONI IPNOTICHE – DuediRipicca

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Distorsioni ipnotiche
si accalcano calme,
s’accoccolano ad un soffio
dal filo teso
di una vecchia Claymore.
Plastica percezione
dello scontro sullo sfondo
mentre i grandi ideali
stendono la loro lunga,
lugubre, ombra
in un bagno d’ipocrisia
e i sogni si fanno ossessioni
le ossessioni macigni
per le nostre gambe molli.
Labile il confine
tra vero e falso
abile a ribaltarsi
ad ogni cambio di prospettiva.
Non è vita
correre frenetici
immobili tra le lamiere,
né urlare isterici
per saturare il vuoto
che sanguina ansia.
Non è vita
la replica in prima serata
di un passato stantio,
né aspettare un domani
che sarà sempre domani
o magari troppo tardi,
troppi tarli
a disconnetterti da te stesso,
il tuo tempo è adesso
e non potrebbe essere
diverso.

DuediRipicca

H. Bosch

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365 giorni, Libroarbitrio

Parole silenziose – Lindze

un pensiero in più

Fisso questo
foglio bianco.
E attendo
come un questuante
alla stazione
di una città perduta
versi che
mitighino il mio dolore.
Che mi facciano
per poco scordare
questa solitudine
e che mi diano senso,
una scintilla
di comprensione.
E provo
ansia fottuta
e panico
quando nulla arriva
e quel vuoto alle mie spalle
si espande e
preme e
mi fagocita
come un essere
famelico.
Aspetto queste
parole sciagurate,
che isolino
la consapevolezza
di essere come
un casale diroccato
in balia degli elementi,
di sentirmi
sgretolare e sfumare
come polvere
succhiata via dal vento.
In questo mondo in cui
fatico a muovermi
aspetto
le mie amiche.
Solo parole
silenziose,
non voglio altro.
Non chiedo altro.

365 giorni, Libroarbitrio

“Testo a fronte” Pascal Riou

foglia

Spesso rientrando la notte, l’Orsa
sopra il cammino,
la sua grande casseruola che scivola lungo le ore
sul piano celeste
– poi, perduto, nascosto nel folto degli alberi
l’ammasso delle Pleiadi
come un fuoco dentro una bruma distante.
Sì può sempre, la testa imbottita di sistemi,
non sollevarla troppo
e irridere i secoli che camminarono
guidati dalle stelle – ma è miseria
quando la meraviglia ritorna ogni notte,
miseria simile a non vedere più l’autunno
che avanza con i suoi stracci reali
nel mormorio di ali intorpidite,
che avanza, disfacendoci, un pezzo alla volta,
dei giochi di scena e dei fasti del sapere
e lasciandoci, l’anima quasi nuda,
per certo a brandelli e straripante di vuoto.

365 giorni, Libroarbitrio

“Paesaggio” di Umberto Fiori

Roma 3 febbraio 2014

Umberto Fiori

Non questa luce
sull’inceneritore,
non queste case grandi
e tutte a spigoli:
il tuo castigo sono le ore
che senti il sangue scorrere
come a rovescio,
e sei fermo sull’angolo
e vedi il paesaggio che ti sfugge,
viene, brilla e si svuota
come in uno specchietto retrovisore.

Da Esempi 
Marcos y Marcos, 1992

A domani
Lié Larousse