365 giorni, Libroarbitrio

“Il campo di battaglia è il cuore dell’uomo” – L.L.

Annabel Sarow

ecco sì, anche oggi capita che è domenica e magari ci siamo svegliati presto perché, magari, a dormire non ci siamo proprio andati, e magari, la testa pesa e abbiamo fame, ma di niente e siamo nauseati dal tutto, e allora siccome casa nostra è un divano letto che però non apriamo perché quello che apriamo poi tocca richiuderlo, ecco sì, anche oggi capita che è domenica e magari abbiamo buoni propositi di fare tutte quelle cosine carine che mettiamo da parte nei giorni che non si chiamano domenica ma, siccome non siamo andati a dormire, tutto gira e lo stomaco è pieno di nulla, e allora siccome casa nostra è un televisore che però è meglio che teniamo spento perché poi accendendolo toccherebbe cercarci qualcosa dentro da vederci e dentro da vederci non ci troviamo mai nulla, ecco sì, anche oggi capita che è domenica e magari abbiamo propositi spropositati il pc acceso e un libro che attende d’esser letto ma, il sonno, la testa, la fame, la gola arsa, gli occhi socchiusi dalla riverbero della nuvola argento fuori dalla finestra, e allora che fare se non ascoltare l’odore del sughetto della vicina ed immaginarsi tra le mani una fetta biscottata una cucchiaiata di sugo che ci scivola sopra e gnam, e allora che fare, se non ascoltare le campane della chiesa alla fine della strada chiamare messa ed immaginarsi di vestirsi d’abiti croccanti di pulito e candido lino il cappello leggero le scarpe morbide le chiavi in tasca chiudere la porta alle spalle ed andare, e allora che fare se non ascoltare Popolizio leggere e recitare per noi Dostoesvkij ed immaginarsi che il campo di battaglia non è altro che il cuore dell’uomo e che anche oggi è capitato che è domenica…

L.L.

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365 giorni, Libroarbitrio

“Il buongiorno” John Donne

CloudAtlasRecensioneInAnteprima

Con stupore mi domando, tu e io
che facevamo prima di amarci?
Non eravamo ancora svezzati?
A qualche rozzo, infantile piacere abbiamo succhiato?
O nell’antro dei sette dormienti abbiam russato?
Era così. Ma tolto questo piacere,
tutto il resto è fantasia.
E se mai qualche bellezza ho vista
e desiderata e avuta, non era che un sogno di te.

365 giorni, Libroarbitrio

“Straniero alito di mare”

Roma 2 marzo 2014

Mare di ghiaccio F.C.D.

Da sospiri di corallo voi scintillio d’argento dal fiato della marea voi straniero alito di mare venite spinto a sovrastarci tutti tra onde impietose a scontrarvi col cielo per farlo vostro vostro soltanto ed essere dell’etere dominatore creato da turbine di sale e sabbia concepito dalla mente di Costei che con irrequieta vertigine narra le vostre gesta mio Signore con liquido indelebile inchiostro per farvi al mondo conoscere alla sua digiuna gente e ora che di voi scrivo ogni tutto temo più dell’attimo prima dell’originario terrore mio nel contemplare la vostra oscura luce più del primo udire voi voce musicata da blu abissi voi magnificenza della perfezione quale ritraete e sì è vero siete il mio Dio e sì è vero siete il mio Demone e io sono la Terra già vostra grafite tra gli astri destinatavi da epocali ere percossa dalla opalescente salsedine saliva vostra che irrora questo terreno corpo costellato da spiragli di universi infiniti segreti celati introvabili pure per Costei che lo possiede e voi masticate vento nelle mascelle digrignando fogli madreperla scolpiti nell’apice dell’essere dell’umanità tutta corroso dell’intemperia che tenta di scalfirvi ma nulla può contro la volontà vostra di combattente e nulla può contro la volontà mia di devota dell’incontrovertibilità d’agognarvi qui nel culmine scalfito dall’immondo desiderio quando di solennità altera sopraggiungete donandomi la pace che solo la perdizione adula.  

Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Wordsworth “il poeta è un uomo che parla agli uomini”

Roma 19 luglio 2013

Wordsworth, attraverso la definizione del poeta, definisce anche la poesia: ” Il poeta è un uomo che parla agli  uomini, sia pure dotato di sensibilità più viva, di maggiore entusiasmo e tenerezza, di una più profonda conoscenza della natura umana e di un animo più vasto di quanto si ritenga comune  all’umanità; un uomo che vagheggia le proprie passioni  e la propria volontà e che più di ogni altro gioisce dello spirito vitale che è in lui; un uomo che ama completare la volontà e le passioni che si manifestano nelle vicende universali a somiglianza delle proprie, e che si sente spinto a crearle dove non riesca a trovarle”.
Tratto da Storia della letteratura inglese, David Daiches, Garzanti Editore 1983

Wordswort nasce a Cockermouth, nel Lake District nel 1770.

Venticinque anni dopo risale l’inizio del suo fruttuoso rapporto con S.T.Coleridge, che determinò la creazione delle Ballate liriche.

La grande novità di questi versi fu il profondo rinnovamento del linguaggio e delle tematiche: la funzione della poesia diventò con Wordsworth l’espressione delle emozioni del poeta con il linguaggio reale, colloquiale degli uomini, la scoperta dell’intima spiritualità  e dei significati soprannaturali degli avvenimenti più semplici della quotidianità.

Nel 1805 uscì il poemetto Preludio, ricco di riferimenti autobiografici e in particolare sul suo sodalizio con Coleridge, e nel 1807 Poesie.

Poeta laureato dalla Corona inglese, Wordsworth morì Rydal Mount nel 1850.