365 giorni, Libroarbitrio

“Rime spirituali” di Vittoria Colonna

Roma 4 marzo 2014

images

Poi che ‘l mio casto amor gran tempo tenne
l’alma di fama accesa, ed ella un angue
in sen nudrio, per cui dolente or langue
volta al Signor, onde il rimedio venne,
i santi chiodi omai sieno mie penne,
e puro inchiostro il prezioso sangue,
vergata carta il sacro corpo exangue,
sì ch’io scriva per me quel ch’Ei sostenne.
Chiamar qui non convien Parnaso o Delo,
ch’ad altra acqua s’aspira, ad altro monte
si poggia, u’piede uman per sé non sale;
quel Sol ch’alluma gli elementi e ‘l Cielo
prego, ch’aprendo il Suo lucido fonte
mi porga umor a la gran sete equale.

Quando vedrò  di questa mortal luce
l’occaso, e di quell’altra eterna l’orto,
sarà pur giunta al desiato porto
l’alma, cui speme ora fra via conduce,
e scorgerò quel raggio, che traluce
sin dal ciel nel mio cor, del cui conforto
vivo, con occhio più di questo accorto
com’arde, come pasce e come luce.
Soave fia il morir per vivere sempre,
e chiuder gli occhi per aprirgli ognora
in quel si chiaro e lucido soggiorno!
Dolce il cangiar di queste varie tempre
col fermo stato! Oh quando fia l’aurora
di così chiaro aventuroso giorno?

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

La poesia di Vittoria Colonna

Roma 2 marzo 2013

Michelangelo suo devoto

Immagine

Grazie alla risolutezza del suo temperamento Vittoria Colonna si affermò con successo agli albori del Cinquecento. L’inizio è scandito da versi in memoria del marito defunto, poesia e preghiera si fondono indissolubilmente creando a rigor di rime una luce avvolgente attorno all’amato Ferrante d’Avalos divenendo egli stesso il suo sole. Sempre più incline a meditare sul sacro, Vittoria si dedica alla poesia religiosa celebrativa dell’amore divino nutrendosi di classiche letture. I riflessi del platonismo, le inquietudini dell’età riformistica, sul piano letterario, il magistero di Petrarca , influenzeranno la sua scelta di una produzione letteraria  di rigorosità morale, limpida e nitida, ove le ombre imperfette del suo “Io” non  possano oscurare alcuno dei veri sentimenti “perché ogni sentimento umano si dissolve nell’incandescenza della carità. L’unico Sole è Cristo”. Pertanto anche se in un primo momento la sua opera può apparire fondata su di  un eccessivo autocontrollo talle dubbio viene svelato al suo esordio, quando sceglie il marito come destinatario di liriche ispirate al Canzoniere petrarchesco ” in cui l’amore è adulterino (secondo antica tradizione), e pertanto illegittimo da un punto di vista cristiano” . Ella si muove nel segno di una letteraria trasgressione , infrangendo un topos costruisce tutta la sua opera di poesia.

Il più celebre fra i suoi devoti fu Michelangelo che le dedica pensieri scritti e opere pittoriche definendola “donna alta e sincera donata dal Cielo alla terra sott’un candido velo”  .

Dalle arti tutte allo stile di vita, Vittoria Colonna, rappresenta la perfetta espressione del Rinascimento.

A domani

LL