365 giorni, Libroarbitrio

“Ragnatela” Nerinchiostro

Malinowsky
Ci morirei dentro quel violino,
senza eleganza, privo di garbo,
ci morirei, ma
non da solo, poiché occorre un vivo testimone
nel raccontare la mia funerea ascesa

versi estrapolati dalla poesia Ragnatela
potete leggerla completa nel link dello scrittore:
http://www.nerinchiostro.weebly.com

365 giorni, Libroarbitrio

mentre Nyman e il suo piano e il suo violino

 

 

Svestita

 

 

ma tu che ne sai

mentre Nyman e il suo piano e il suo violino

non sai

che d’improvviso mi ritrovo a pensarti

uomosalsedine

e suona

to the edge of the earth

e saperti distrutto dalle genti

indurisce il mio sguardo

che corre a proteggerti dalle loro insulse ragioni

voglio leggerti inchiostro sulle tue pagine

tutte

e non voglio che il vizio ti corroda l’animo sbattendoti contro mura di scogli

ma scuoterti accrescendo ogni tuo difetto come unica medicina

curarti con l’aria inalata dai cormorani

ma tu che ne sai

quanto è contorto

il mio volere

che radere al suolo è bene

se ancora non mi conosci

cosa credi sia solo desiderio?

cosa credi sia solo capriccio di bambina che crea disastri di parole?

sì?

infatti tu che ne sai

mentre Nyman e il suo piano e il suo violino

la mia lingua vortica

nell’immaginaria tua bocca

liquido oppiaceo

crine d’arco

le mie mani nei tuoi capelli

ti spingo a me

e i nostri denti si mordono le labbra

e tu così vicino

sei granitico

così vicino

pungi

così vicino

sembri vero

così vicino

fai male

tu confusione

vortice di oceani

vento gelido d’estate

cocente d’inverno

mi scompigli la mente

sempre

tu

Luminescenza di questo dolce tormento

ma tu che ne sai

mentre Nyman e il suo piano e il suo violino

 

L.L.

 

 

 

 

365 giorni, Lié Larousse

Il Concerto

Roma 15 aprile 2013

Il Concerto. Questa è una parola che si conosce da sempre alla quale non ho mai dedicato un’approfondita ricerca, fino ad ora. Questa mattina mentre ascoltavo il narrar delle memorie di una dolce vecchina, quale mia nonna, mi è sorto il quesito: ma quale è la storia del Concerto?

Il termine “concerto” nel corso dei secoli ha assunto numerosi significati  e diverse concezioni sia in campo musicale sia nell’ambito della vita sociale.

Oggi per concerto si intende un’esecuzione musicale aperta al pubblico a scopo di cultura o di intrattenimento.

Meno di tre secoli fa, però, il concerto così come lo intendiamo non esisteva. Le esecuzioni musicali avvenivano in forma privata, e allietavano le più svariate occasioni mondane o culturali che il principe o il nobile offrivano alla sua cerchia ristretta di amici e parenti. Così, quando alla fine del Cinquecento si comincia ad utilizzare questa parola, il riferimento consono era alla forma musicale, al pari di una sinfonia, una sonata o una canzone, caratterizzata principalmente dalla varietà e dalla combinazione di suoni distinti, come suggerito dall’etimologia stessa della parola latina conserere : intrecciare, mettere insieme.

Dalla folla degli strumenti lentamente se ne distaccano alcuni, in particolare il violino, già protagonista nelle sonate da camera e impaziente di esibire cantabilità ed effetti speciali.

La viola e il violoncello lo accompagnano andando a costituire un gruppo strumentale isolato che prende il nome di “concertino” o più semplicemente “Solo”.

Ai restanti strumenti, che sono pur sempre la parte più consistente dell’orchestra, e per questo chiamati “concerto grosso” o” Tutti”, non resta che adeguarsi ed accettare una sorta di dialogo  con il concertino.

Il contrasto tra questi due gruppi sonori diseguali è la logica che ispira il concerto barocco, concepito nella seconda metà del Seicento secondo una variabile successione di tempi veloci  e lenti, che presto si assottigliano stabilmente a tre. Ora che sembra aver trovato il suo assetto definitivo, il concerto è atteso da importanti novità.

il violino prende per sé tutta la scena, ricacciando nel gruppo il resto del concertino, così il concerto barocco sarà il più importante per molto tempo e la nuova forma del concerto per strumento solista e orchestra si prepara a raccoglierne la fortuna.

Ma ecco che a cavallo dei secoli XVIII e XIX per il concerto inizia una nuova storia , costellata da vertici di rara bellezza con l’arrivo di uno strumento innovativo, una presenza  tutta nuova, il pianoforte.

A domani

LL