Muto – Andrew Faber

Non ti ho dimenticato, e vedi, non ti sto cercando, perché so che non ti troverei, e mal sopporto di girarmi,  per andare via, e mal sopporto la lontananza delle stelle, rimanere ad osservare per ore, e poi, raccogliere soltanto una scia. Non ti ho dimenticato, e vedi, non ti sto cercando, perché so che […]

KILL AND RUN – DuediRipicca

ho finito ora, sei ancora sveglio? casa tua è il cuore dismesso della notte amante di nessun amore di cui bevo dolce succo d’arsenico nel bus abbandonato abbracciati vestiti di carne cruda non hai niente da darmi se non il tuo delirio e la sua sofferenza non ho niente da darti se non questi occhi […]

“Aspro e dolce” Mauro Corona

Ho iniziato molto presto a bere vino. Ero ancora fanciullo quando, su consiglio dei parenti, ho dato mano ai primi bicchieri che, secondo loro, dovevano farmi sangue. In famiglia si onorava Bacco sin dall’età del bronzo, e si brinda tutt’ora. Siamo una dinastia di bevitori e non ci vergogniamo. A partire  dal bisnonno Matteo e […]

“Mi lasciai andare” Costantino Kavafis

Non mi contenni. Quando labbra e pelle rammentano, e alle mani pare di nuovo di toccare. Mi lasciai andare fino in fondo. Ai godimenti, per metà reali e per metà erranti dentro il mio cervello, mi lasciai andare nella notte chiara. E per metà reali e per metà erranti dentro il mio cervello. E bevvi […]

“Senza er titolo” di Lollo

Er locale era fatiscente, fumoso, loschi tizi  magnavano pajate l’oste li cioccava minaccioso in quell’antro de vite disperate litri ‘ngurgitati, de vino velenoso Entrava silenzioso, senza rumore, mettennose seduto sur bancone e beveva serio, con abnegazzione bicchieri su bicchieri de liquore Anni e anni de pura alienazione, nun mancava manco de natale co’ na particolare […]

“Antidoto” di Alceo

Sangue fluido opera di Alessandro Crapanzano Affoga i polmoni di vino. La costellazione orbita. Questo tempo pesa. Mondo assetato da calura. Riverbera tra fronde ebbrezza di cicale… Sboccia il cardo. Ora sfiancano, le donne. Liquefatti, gli uomini: testa ginocchia fulmina canicola non cedere a desolazione: è doveroso. Non facciamo passi avanti lacrimando, Bicchis. Eroica medicina […]

Gaio Valerio Catullo

Ragazzo del vecchio vino Falerno, portami calici di più forte vino, come comanda adesso la regina del convito, gonfia ubriaca più d’un acino d’uva. Via di qui l’acqua, disgrazia del vino, la puoi portare alla gente perbene: qui chi comanda è Bacco schietto.

  Folle. Non peccatore né deviante straordinario uomo percosso dal paradossale avvento della vita con le sue gioie ed infelicità enigmatiche da interpretare quando t’investono folli rottura di due mondi il vostro irreale incostante credervi vivi il suo quando ne descrive l’irrealtà vera del viverlo il suo quando essere lui è essere me e divenire […]