365 giorni, Libroarbitrio

“Il bambino ricorda” da il Dhammapada

Albero

Per quanto penetrante,
il profumo del sandalo
non si propaga contro vento.
Ma il profumo della virtù
raggiunge ogni angolo del mondo
e si innalza fino agli dèi.

Il loto profumato che al cuore dà allegrezza
cresce nel fango sul ciglio della strada.

Il saggio si muove nel mondo come un’ape,
che dai fiori il nettare raccoglie
e intatti ne lascia la bellezza e il profumo.

Così le parole sincere
di chi vive la propria verità
sono fiori variopinti e profumati.

Meglio di mille vuote parole
è una sola parola di pace.

Meglio vincere se stessi
che mille battaglie
contro mille uomini.

Il dominio di sé
è la vittoria più grande

Come il bambino ricorda
le sue precedenti dimore,
conosce il cielo e l’inferno.

La sua saggezza è perfetta. E’ giunto alla fine del viaggio. Ha fatto tutto ciò che doveva fare.

365 giorni, Libroarbitrio

Où germe l’ouragan…

https://vimeo.com/28623696

 

Contemple-les, mon ame; ils sont vraiment affreux!
Pareils aux mannequins; vaguement ridicules;
Terribles, singuliers comme les somnambules;
Dardant on ne sait où leurs globes ténébreux.

Moi, je buvais, crispé comme un extravagant,
dans son oeil, ciel livide où germe l’ouragan,
la douceur qui fascine et le plasir qui tue.

Un éclair…puis la nuit!

Car j’ignore où tu fuis.
Tu ne sais où je vais…
C.B.

***

Je croyais.
Vraiment.
Je ne pouvais pas en être autrement aimé et aimable?

Lie Lié à dans la reve
Marie!
ma mère
me tranché les doigts avec un couteau à pain,
Christ!
mon père
me gronda de ne pas pleurer avec imprécations
en me tendant la verre rempli avec son dense vin.
L.L.

365 giorni, Libroarbitrio

Lao – Tzu “Un buon viaggiatore non lascia tracce”

Hokusai, Ragazzo sul monte Fuji

Un buon viaggiatore non lascia tracce,
un buon oratore non fa errori,
un buon calcolatore non si serve di contrassegni.
Una buona chiusura non ha bisogno di catenacci
eppure nessuno può aprirla.
Una buona legatura non ha bisogno di corda e di nodi,
eppure nessuno può scioglierla.

Il saggio è sempre pronto a salvare le persone
e non rifiuta nessuno,
è sempre pronto a salvare le cose
e non sprecare nulla.
Questo si chiama “seguire la luce interiore”.

Perciò il buono è maestro del cattivo
e il cattivo è la materia con cui il buono lavora.
Se non c’è devozione verso il maestro
e amore verso la materia,
per quanta pazienza ci sia, c’è confusione.
Questo si chiama “il segreto essenziale”.

da Tao- te ching

365 giorni, Libroarbitrio

“Voyage Voyage” Soap & Skin

Au dessus des vieux volcans, 
Glisse des ailes sous les tapis du vent, 
Voyage, voyage, 
Eternellement. 
De nuages en marécages, 
De vent d’Espagne en pluie d’équateur, 
Voyage, voyage, 
Vole dans les hauteurs 
Au dessus des capitales, 
Des idées fatales, 
Regarde l’océan… 

Voyage, voyage 
Plus loin que la nuit et le jour, 
Voyage
Dans l’espace inouï de l’amour. 
Voyage, voyage 
Sur l’eau sacrée d’un fleuve indien,
Voyage
Et jamais ne revient. 

Sur le Gange ou l’Amazone, 
Chez les blacks, chez les sikhs, chez les jaunes, 
Voyage, voyage 
Dans tout le royaume. 
Sur les dunes du Sahara, 
Des iles Fidji au Fujiyama, 
Voyage, voyage, 
Ne t’arrêtes pas. 
Au dessus des barbelés, 
Des coeurs bombardés, 
Regarde l’océan. 

Voyage, voyage 
Plus loin que la nuit et le jour, 
Voyage 
Dans l’espace inouï de l’amour. 
Voyage, voyage 
Sur l’eau sacrée d’un fleuve indien, 
Voyage 
Et jamais ne revient. 

Au dessus des capitales, 
Des idées fatales, 
Regarde l’océan. 

Voyage, 
Plus loin que la nuit et le jour, 
Voyage 
Dans l’espace inouï de l’amour. 
Voyage, voyage 
Sur l’eau sacrée d’un fleuve indien, 
Voyage 
Et jamais ne revient 


Attendez Afrique
L.L.

365 giorni, Libroarbitrio

John Keats “Versi magici”

Roma 22 marzo 2014

E se questa poesia fosse letta ai miei orecchi dalla voce vostra mio Sole,
allora io morirei cullata da un tormento così tenero da volerla,
la morte,
perpetuare all’infinito.

L.L.

Bright Star John keats

Sparire lontano, dissolvermi, e dimenticare
ciò che tu tra le foglie non hai mai conosciuto:
la stanchezza, la malattia, l’ansia qui,
dove l’uomo siede e ascolta lamenti
dove il tremito scuote i pochi , ultimi capelli grigi,
dove la giovinezza impallidisce
e come uno spettro si consuma e muore,
dove anche il pensare è riempirsi di pena
e regna la disperazione dalle ciglia di piombo,
dove la bellezza non può far brillare i suoi occhi
e l’amore nuovo non li piange oltre il domani.

Via! Via! Volerò da te,
non portato da Bacco e dai suoi leopardi,
ma sulle ali invisibile della poesia,
anche se lenta e dubbiosa la mente indugia:
con te, di certo, tenera è la notte
e forse la luna quale regina sta sul trono
con intorno la schiera delle fate stellate.
Ma qui non c’è alcuna luce,
se non quella che dal cielo le brezze hanno soffiato
attraverso verdeggianti oscurità
e tortuosi sentieri di muschio.

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Paul Klee “Che cosa sono – Non chiedete”

Roma 17 novembre 2013

Paul Klee poeta e pittore

Che cosa sono – non chiedete.

Nulla sono

e nulla so.

Conosco solo la mia felicità.

Ma non chiedete, se me la merito.

Lasciate solo che vi dica

che è ricca e profonda.

Volevo arrivare prima del tramonto.

Da lei.

Ero partito bene.

Ma avevo fatto male i miei calcoli.

L’ineffabile nostalgia dell’arrivo

pesava su quelle lunghe ore.

Superato il valico selvaggio

desiderio di una dolce valle.

Svizzero di lingua tedesca, il pittore e poeta Paul Klee nasce a Berna nel 1879.

Compie un viaggio di apprendistato artistico in Italia, di cui in seguito esprimerà il valore nelle seguenti parole:
Quando l’uomo ha il senso e l’esperienza della storia è più ricco e ha maggiori capacità”.

Come nella pittura così nella poesia, Klee presenta i propri paesaggi interiori, attraverso una ricerca formale, che tende all’individuazione dei meccanismi originari di organizzazione dell’universo.

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

La celebrazione dell’ingegnosità e dell’intraprendenza: Robinson Crusoe

Roma 19 maggio 2013

Il romanzo s’ispira a un’avventura realmente vissuta da un marinaio inglese abbandonato su un’isola del Pacifico.

Il protagonista Robinson Crusoe, diciottenne smanioso di nuove esperienze, fugge da casa e s’imbarca su di una nave mercantile girando il mondo a caccia di avventure.

Dopo un primo naufragio, viene catturato da un pirata, ma grazie alle sue abilità riesce ad evadere e scappa in Brasile, dove fa il piantatore.

Attratto nuovamente dal mare, s’imbarca per la Guinea e fa nuovamente naufragio.

Approda fortunosamente su un’isoletta deserta alla foce del fiume Orinoco e qui l’ingegnoso Robinson riesce a procurarsi e a costruirsi tutto ciò che gli necessita per la propria sopravvivenza e per migliorare le proprie condizioni di vita.

Rimane in solitudine per venticinque anni, fino a quando non gli capita di salvare la vita ad un indigeno, sottraendolo alla ferocia di un gruppo di cannibali.

Robinson impone al selvaggio il nome di Venerdì e nel corso dei tre anni di convivenza lo educa alla mentalità e alle abitudini occidentali, facendone un abile servitore e fedele compagno.

Finalmente dopo ventotto anni  di vita selvaggia, Robinson viene riportato in patria da una nave di passaggio.

Fortuna?

Buona lettura a tutti!

A domani

LL