365 giorni, Libroarbitrio

“Sono viva – Lo suppongo” Emily Dickinson

Casa Deco

Sono viva – lo suppongo – 
sulla mia mano i rami
sono pieni di convolvoli – 
e sulla punta delle dita
punge caldo il carminio –
e se accosto un bicchiere
alla bocca – si appanna –
il medico attesta che respiro –
Sono viva – perché
ancora non mi ritrovo in quella stanza –
il salotto – comunemente – dove
viene gente a farmi visita –
e si china – e mi guarda di lato –
e dice “Che fredda” – e poi…

365 giorni, Libroarbitrio

Acqua e terra

Roma 7 aprile 2013

Presentandosi agli occhi prima innanzi dal suo pittore scelta, Jacopo Tintoretto, poi a quelli del mondo, Veronica Franco rappresenta la bellezza voluttuosa e disarmante che caratterizza l’epoca Barocca del seicento confermandosi con il suo essere celebre tra artisti e corti .

Nasce a Venezia nel 1546, dopo un matrimonio contratto in età giovanile e finito con la stessa particolare precocità, Veronica Franco affronta la società medio borghese che cerca di sovrastarla riverendole angustie che l’accompagneranno per gran parte della sua vita. Sceglie di intraprendere un percorso da cortigiana ove ella però sa’ come muoversi, tale destrezza, limpida sincerità e schiettezza nel colloquiare in pubblico le aprono le porte dei circoli più esclusivi della cultura.

E’ durante questo periodo che Veronica si fa ammirare anche come scrittrice. La sua indole comunicativa è confermata dai generi letterari prediletti, una fra tutti la prosa in epistole: le  Lettere  scritte appunto in prosa, in poesie le Terze rime, pubblicate per la prima volta nel 1576 circa. Predilige il metro dantesco in un’epoca ancora troppo satura dal Petrarchismo, ma essa trova nella terzina, aperta al dialogo e al confronto, la misura ideale per esprimere il suo mondo interiore.

Grata per la sua nascita, per il privilegio che con essa il destino le ha concesso, Veronica produrrà scritti poetici dedicandoli alla sua amata Venezia acqua e terra ove ella scorge rispecchiandosi.

A domani

LL