365 giorni, Libroarbitrio

“Odio i miei limiti” Loris Giorgi

il pensiero del mare
Osservo annegare i miei pensieri nell’oceano
come demoni nell’acqua santa
e ad ogni urlo
il mio corpo e la mia mente
sono più leggeri.
Odio i miei limiti
a tal punto d’avere notti insonni,
ne respiro il veleno
e assorbo tutti i suoi risvolti.
Acre desolazioni fanno da cuscino 
ai pesanti pensieri
in uno squarcio di noia.
Ormai stanco regalo il peso della mia anima al vento.
Ritornando a volare.
Ma nuovi pensieri mi ancorano al suolo 
in un batter di ciglia
rendendomi nuovamente fragile.
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365 giorni, Libroarbitrio

“Le relazioni pericolose” Laclos

Screen-Shot-12-05- Veleno

“Nel mio cammino,
tra la prudenza e la timidezza;
che, soprattutto, io,

possa temere un uomo al punto di non vedere altra salvezza che nella fuga?
No! Mai.
Bisogna vincere o perire.
Io voglio lui; lui vuole farlo sapere, ma non lo farà:
ecco in due parole il nostro romanzo.” 

365 giorni, Libroarbitrio

“Dell’invisibilità” L.L.

Linda de Luca

Opera fotografica di Linda De Luca

Plasmarsi dell’invisibilità.
Sparire senza assentarsi.
Dissolversi e non morire.
Non morire!
Radioattiva autoimmune al misticismo scientifico.
Si propaga invisibile l’enigma.
Dirama dilania divora.
Ingurgita dispersa parola.
Attenzione richiede.
Giacinto iniezione sottocutanea di rinascita.
Il suo suono rimbomba.
Del suo petalo riecheggia.
Teoria nella praticità dell’esperimento.
Fragranza proibita.
Veleno.
Melodia nelle dita del pianista.
Canto d’aria.
Etereo.
Verso del poeta.
Adrenergica vibrazione.
Diafano.
Questioni irrisposte.
Tuttavia.
Colui che brama non s’arresta.
Escogita strumenti.
Vede al buio.
Esamina la luce.
Si innalza a Dio.
Creatore del gioco.
Del battesimo d’inizio.
Del fine tumultuoso.
Balocco smossa da fili di spago, io.
Cuore di fil di ferro, lui.
Grida rotte nella gola di legno.
Nascondo guizzar d’occhio impaurito.
Esiste dunque non solo ciò che vediamo?
Quale inganno credere d’essersi vestiti dell’invisibilità.

L.L.

365 giorni, Libroarbitrio

“Pensieri che tramontano…” Loris Giorgi

image1Fotografia di Loris Giorgi – Perth – Australia

Bruciano i pensieri
sull’asfalto infuocato
vaporizzandosi in gioie e dolori
rendendo tutto più complicato.

Il salice deride
l’albero di un viola opaco
mentre il cielo cobalto
rende il tutto più vivo.

Come una vipera la vita
attende solo il momento giusto per avvelenarti
e l’attesa che le cose migliorino
logora l’animo.

La felicità ha i secondi contati.
– Io conto su di lei per aprire gli occhi,
ed assaporarne il forte impatto.

Il vento oggi
smuove la natura
come fosse un quadro astratto
tra il buio e la luce dei riflessi
sembra chiaro il senso
tutto ad un tratto.

Le luci spente del parco
danno sfogo alla fantasia che rimbalza
tra i suoni della natura
perdendosi in un piacevole caos.

C’è traffico nei miei pensieri
e questo mi permette di fermarmi a riflettere
di quanto la vita sia bella.

Gli affetti come pugnali affilati
segnano la mia vita.

Adoro ascoltare la natura pulita da tutti i disturbi dell’uomo.

365 giorni, Libroarbitrio

Foulard’aria

Nessun suono migliore per farsi incantare

“Nessun suono migliore per farsi incantare” 
opera di Pietro Mancini

Bambino credi di esserti perso?
Una foulard’aria  nebulosa stoffa cristallizzata di sabbia ed acqua marina ti parla.
Vieni a spasso con me.
La voce si sparpaglia, t’avvolge piroettando e in una spirale come di galassia di latte e piccoli astri accoglie a sé foglie cadute estirpando delicata radici fresche della terra tra lo svolazzare imbizzarrito di farfalle, poi l’ombra di un volto di bambina appare.
Vieni questo è mondo nuovo. Qui non ci sono veleni.
Ti prende la mano. Le dita di radici mutano morbide e il palmo caldo e rosa pallido. La stretta è forte, lei così più piccina di te eppure ti senti al sicuro.
Bambino hai le mani di uomo grande tu. Rosse e gonfie come già stanche, ma non temere, non c’è stanchezza nel tuo cuore né nella tua mente.
E lei ride e a te viene da ridere con lei.
Bambino perché hai gli occhi chiusi? Aprili!
Non hai gli occhi chiusi, eppure, fai per aprirli come appena sveglio. Ed è bellissimo. Il mare tranquillo dorme e luccica abbracciato al cielo cosparso di stelle blu scintillante pietra primitiva, cammini coi piedi nudi su di una coltre iridescente di cespugli di bacche circondato da castagni e soffice grano cullato dal vento che tacito soffia profumo di petali d’alba ninfea. Sei in cima ad un bosco su una scogliera. C’è casa tua. Ha le fondamenta che traspaiono e le vedi correre ed aggrapparsi al nucleo della terra. E la Terra è tua madre e il Cielo che t’abbraccia è tuo padre.
Ora finalmente vedi. Qui nulla può farti del male!
Le credi. Le credi davvero, e avverti la testa alleggerirsi il collo le spalle il petto le cosce perdere ogni costrizione. Sorpassi l’uscio. Il mare e il bosco t’accompagnano, in dono creano di giunco una seduta e gambe al tuo tavolo da lavoro di pura salsedine. Ti accomodi. L’albatro canta il tuo arrivo lasciando cadere una sua piuma nel tuo palmo, nell’altro un petalo di magnolia si trasforma in pagina e tu.
Sei bambino uomo poeta tu. Non avere mai paura di perderti. A te non accadrà.

L.L.