365 giorni, Libroarbitrio

Freud e “il complesso di Edipo”

Roma 28 settembre 2013

Che cosa determina la psicologia degli esseri umani?

Il complesso di Edipo

Nel complesso di Edipo, di certo la più popolare fra le dottrine psicoanalitiche, Freud sintetizza la sua rivoluzionaria visione dell’infanzia.

Il bambino non è quell’essere puro e asessuato descritto dalla tradizione; se pur del tutto inconsciamente anche il fanciullo, come l’adulto, è dominato dall’istinto sessuale. 

Anzi, più precisamente, il bambino vive una sessualità “perversa”, ossia egocentrica, fissata negli oggetti d’amore e totalmente “desiderante”, ossia indifferente al principio di realtà.

L’oggetto dell’amore infantile  è in particolare la madre, l’oggetto della sua gelosia il padre, il cui posto egli vorrebbe occupare.

Freud scorse nell’antica tragedia di Edipo un mito fortemente rivelatore dei meccanismi dell’inconscio: nella storia di Edipo, che sposa senza saperlo la madre dopo aver ucciso il padre, anche in questo caso senza piena consapevolezza del proprio atto, è contenuta una fantasia inconscia attraverso cui ogni bambino è destinato a passare.

Dice Freud:

“Come Edipo, viviamo inconsapevoli dei desideri, offensivi per la morale, che ci sono stati imposti dalla natura, e dopo la loro rivelazione noi tutti vorremmo distogliere lo sguardo dalle scene della nostra infanzia”.

A domani

LL

365 giorni, Lié Larousse

Isabella di Morra

Roma 3 marzo 2012

Da Rime

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Torbido Siri, del mio mal superbo,

or ch’io sento da presso il fin amaro,

fa’ tu noto il mio duolo al padre caro,

se mai qui ‘l torna il destino acerbo.

Dilli come, morendo, disacerbo

l’aspra Fortuna e lo mio fato avaro

e, con esempio miserando e raro,

nome infelice a le tue onde serbo.

Tosto ch’ei giunga a la sassosa riva

(a che pensar m’adduci, o fiera stella?

come d’ogni mio ben son cassa e priva!),

inquieta l’onde con crudel procella

e di’: “Me accreber sì, mentre fu viva,

non gli occhi no, ma i fiumi d’Isabella”.

Nata intorno al 1520, le sue primissime rime narrano la mancanza del calor paterno, Giovanni Michele di Morra, partito nel 1528 al seguito del re di Francia.

Confinata in un borgo isolato muore venticinquenne per mano di tre dei cinque fratelli, venuti a conoscenza della sua amicizia epistolare con un feudatario vicino, lo spagnolo Diego Sandoval de Castro, assassinato anch’esso in un agguato da quest’ultimi commissionato. Il vero motivo del massacro non è mai stato chiarito, e, col passar del tempo, la curiosità che adombra la probabile storia d’amore tra Diego ed Isabella  è divenuta spunto di studi e ricerche sulle sole tredici poesie tramandate a noi dalla talentuosa poetessa.

A domani

LL

Rif. di lettura
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