365 giorni, Libroarbitrio

Qualcosa di bello – Rilke

Questo è qualcosa di bello
ch’io possa fartene dono
l’attimo dopo nasconder la mano
nascondendomi.

E poi torna di nuovo lei,
necessaria come unica cosa sola,
la solitudine, grande solitudine interiore.

Volgere lo sguardo dentro di sé
per ore non incontrare nessuno:
questo bisogna saper ottenere.

E forse potremmo dire così
– che l’amore consiste in questo,
– che due solitudini miracolosamente incontrate si proteggono a vicenda.

Si toccano.

Si salutano.

 

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365 giorni, Libroarbitrio

“Mi lasciai andare” Costantino Kavafis

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Non mi contenni.
Quando labbra e pelle rammentano,
e alle mani pare di nuovo di toccare.
Mi lasciai andare fino in fondo.
Ai godimenti, per metà reali
e per metà erranti dentro il mio cervello,
mi lasciai andare nella notte chiara.
E per metà reali e per metà erranti dentro il mio cervello.
E bevvi vini forti,
di quelli che bevono i campioni del piacere.
E bevvi vini forti,
e mi lasciai andare,
per metà reale e per metà errante.

tratto da “75 Poesie inedite”,
1891, Alessandria d’Egitto