365 giorni, Libroarbitrio

SORRIDI – GIANLUCA PAVIA

VALM NEIRA

Sorridi.
Ti sputeranno in volto
spezzeranno il cuore
e magari un paio d’ossa,
tu sorridi sempre.
Ti chiameranno pazzo
se ritieni schiavitù
lavorare 8 ore
per pagare l’affitto,
e quando spiegherai
le tue ragioni, una calibro nove
dritto in mezzo agli occhi.
Tu, sorridi
è la tua arma più letale,
disarmante
su questa terra calpestata
da esseri tristi,
senza gioia né stile né ritmo.
Festeggia tutta la notte,
balla a piedi nudi
e quando sorge il sole
sorridi
come fosse rivoluzione.

DuediRipicca Miraggi Edizioni
#spietatesperanze per #miraggiovunque
#VALMNEIRATHEREVOLUTION

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365 giorni, Libroarbitrio

FORSE SI – DuediRipicca

L'immagine può contenere: una o più persone, nuvola, cielo, oceano, scarpe, spazio all'aperto e natura

Non devi, per la tua esistenza
essere grato a nessuno,
nemmeno specchiarti
per piacere ad alcuno,
forse sì, parlare a te stesso
e vedere se lì dentro
c’è ancora qualcuno.
Non devi piccarti le labbra
saggiando la lama,
né sfiorare l’ipossia
per raggiungere la cima,
concediti il lusso
di un salto nel vuoto.
Abbandonato alla corrente
giù, in picchiata
volando volendo cadere
e frantumarti al suolo
e forse sì,
startene un po’ così
fermo.
Le ferite aprono lente la carne
lento ne rivola fuori il sangue,
scorticato nasce un livido
la gestazione del tuo dolore
cauterizzato dallo scandire
dell’istante che va.
Sorriderai,
non in cima, ma sulla strada
per andare dove vai
per essere chi sei,
anche se forse
ancora non lo sai,
o forse sì?

365 giorni, Libroarbitrio

STREGHE POST MODERNE è in libreria!

copertina Streghe post moderne

“Streghe Post Moderne
Alter Ego Edizioni
è in libreria!

“L’ESPIO DEL VENTO”,
titolo del mio scritto epistolare,
incontra l’arte pittorica di Madame Decadent,
che leggendo attraverso gli occhi delle mie parole
lo sguardo di un oltre di mondo,
ha saputo dar vita ai miei personaggi e alla loro storia
accompagnandoli con illustrazioni  dall’inconfondibile stile melanconico e disarmante.

Tutta l’antologia narra di tempi altri, mondi alterni e paralleli di vite,
concepiti dalle menti di cinque scrittrici, resi visibili dalle illustrazioni di cinque disegnatrici.

Le altre scrittrici:
Ilaria Palomba, Olivia Balzar, Flavia Ganzenua,Giorgia Mastropasqua

Le altre disegnatrici:
Raven Trieb, SurreAlix Voyage En Caravane, Eleonora Helbones, Natascia Raffio

Un mio Grazie speciale va all’Editore Danilo Bultrini
e alla scrittrice Ilaria Palomba per aver creduto e credere nelle mie doti scritturali!

Colgo l’occasione
miei cari Followers da tutto il mondo
per invitarvi alla prima delle numerose presentazioni che avrà luogo questa sera a Roma
sabato 12 marzo
ore 19:30
 al Baràbook
via dei Piceni, 23
zona San Lorenzo

Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

“Memorie di un corpo d’argilla” Lindze

Sir Roland Penrose

E forse un giorno ci incontreremo per caso
sulla riva di un freddo mare autunnale
o per le strade di qualche città senza nome
e ci guarderemo negli occhi afferrandoci le mani
e forse ci abbracceremo commossi.

E con un sorriso triste sui nostri volti,
ci ricorderemo del nostro tempo insieme,
della nostra giovinezza
della nostra felicità
della nostra forza
e di tutte le cose belle che abbiamo vissuto
e di tutto il dolore che poi ci siamo inflitti.

Di come l’amore svanisca come un lento tramonto
e invece il disincanto incida
tatuaggi profondi sulla nostra pelle
e di come la felicità stessa sia effimera,
come un tenue profumo perso nel vento.

E ci guarderemo ancora una volta,
e ci riconosceremo diversi,
ognuno con le cicatrici che la vita gli ha inflitto
e i nostri ricordi insieme saranno come echi lontani
smussati dal tempo indolente,
come le ultime gocce di brina su un petalo di fiore
che resistono oltre il primo sole del mattino.

E poi andremo per la nostra strada,
rimpiangendo quei passati
dove era ancora possibile amare
dove era ancora possibile odiare
e ci chiederemo cosa ci sia successo,
cosa ci abbia reso come statue d’argilla
plasmate da una mano insensibile.

E nel silenzio delle nostre case
apriremo una bottiglia di vino per stordire il dolore
e resteremo con il bicchiere vuoto
fermi in un silenzioso grido,
circondati da muri di solitudine
come scure rocce in un deserto di sabbia.

365 giorni, Libroarbitrio

“Come se il mare separandosi” Emily Dickinson

Gabriel Pacheco

Come se il mare separandosi
svelasse un altro mare,
questo un altro, ed i tre
solo il presagio fossero

d’un infinito di mari
non visitati da rive –
il mare stesso al mare fosse riva –
questo è l’eternità.

365 giorni, Libroarbitrio

“Guerra nella pace” Jorge Guillén

Dalì

La piazza con le sue colombe
e qualche vecchio sulle panchine.
E le pietre gotiche, grigie ormai
o nerastre: tempio attuale.
Vicino passa il traffico rotante.
La grande città stride, si affretta,
e risuonando non cessa di donarsi,
di promettere la creazione di un nuovo mondo.
Perfino l’ozioso gattino collabora,
vagando nella sua zona soleggiata,
ad arricchire le luci e la promessa
della splendida città
che aspira a essere perenne.

“Nel marzo del 1938 Dalì si trasferisce per due mesi con Gala nella città eterna: nello studio di Lord Berners che si affaccia sui Fori. L’artista è attratto dalla sovversione delle leggi dell’ordine e della simmetria, che gli offrono spunti significativi per successive declinazioni del suo linguaggio surrealista e visionario.”

365 giorni, Libroarbitrio

Manuel Bandeira “La Bestia”

Roma 26 dicembre 2013

Ieri ho visto una bestia:
tra le immondizie
del mio cortile,
cercava cibo.

Quando trovava qualcosa
senza guardare né odorare,
la inghiottiva con voracità.

Non era né un cane, né un gatto,
né un topo.

La bestia, Dio mio, era un uomo!

Lucido conoscitore della dura realtà quotidiana del suo popolo brasiliano, Bandeira nelle sue liriche rievocò con tenera sensualità la sua regione natale, usando un  linguaggio semplice ed immediato, volutamente depurato da artefici letterari.

***

  Ho visto una bestia:
nell’imbrattate
mie cervella,
agognava nutrimento.

Quando trovata la sua vivanda
esaminandola e spingendola,
l’ingurgitava affamato.

Non era né un incubo di un sogno cupo,
né una creatura orribile delle favole mai lette,
né uno spettro eclissato nell’armadio.

E ho visto quella bestia
da cui petto si mostravano altri a lui simili,
li nutriva con quell’unica pietanza,
Dio mio,
lui,
loro,
 tutti,
erano uomini!

LL

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Louis Aragon “Credo”

Roma 24 novembre 2013

Louis Aragon

Credo in te come al profumo
come al canto di un uccello nelle tenebre
credo in te come al mare
credo in te come alla rosa aperta a mezzanotte

Credo in te sola al frontone del mondo
là dove il sole si fa neve
e l’aria fuoco
credo in te sola all’orizzonte dell’uomo

Credo a non posso
alla vertigine allo stordimento alla caduta
all’annientarsi del sé
credo in te come alla vita
si crede nell’istante della morte
credo in te senza aggrapparmi ad alcuna ringhiera
credo in te nell’assenza  e nel sonno
oh mia magnolia d’insonnia
credo in te ne l frastuono e nel silenzio
credo in te nel dolore
credo in te come alla prova d’esistere
come alla lacerazione dell’addio
credo in te più che alla mia stessa ombra
credo in te come l’acqua nera ai riflessi d’oro
come la polvere al piede nudo

Credo in te come il deserto alla pioggia
come la solitudine all’abbraccio

come l’orecchio crede il grido

Louis Aragon nasce a Parigi nel 1897.

Saggista, poeta e romanziere fra i più dotati del panorama letterario francese del Novecento, esponente del Dadaismo e del Surrealismo, inizia la sua carriera con alcune opere sperimentali, che comprendono le raccolte di poesie Fuoco di gioia e Il paesano di Parigi.

L’adesione al Partito comunista  nel 1927, la conoscenza della scrittrice russa Elsa Triolet, che diventerà sua fedele compagna e feconda ispiratrice, i numerosi viaggi nell’Unione Sovietica, segnano le tappe decisive nell’esperienza umana e letteraria del poeta.

Aragon decide infatti di staccarsi dal Surrealismo e impegnarsi nella visione del mondo e dell’uomo dettata dalla nuova ideologia.

Diventa uno dei maggiori attivisti del comunismo transalpino e, durante l’occupazione nazista e la guerra, partecipa alla Resistenza francese svolgendo un’intensa attività politica e giornalistica.

Pubblica in questo periodo alcuni romanzi sotto il titolo generale Il mondo reale, che si caratterizzano per il loro forte realismo sociale.

Continua la produzione poetica e nel dopoguerra quella di romanzi sociali.

Dopo la morte di Elsa, nel 1970, non scrive più e si dedica alla compilazione dell’opera completa sua e della moglie.

Muore nel 1982.

” L’amore di Elsa mi ha sempre portato alla luce: conoscenza di me stesso e delle condizioni della parola; (…) Elsa, mi hai insegnato a chiedere la via, a dire il mio desiderio, a proclamare il bene;  e ogni ora della nostra vita, ogni sguardo su di te mi è sempre un insegnamento che mi fa padrone ad un tempo del mio cuore e di tutti i miei pensieri (…). (Les poissons noir, in Le Museé Grevin)
Louis Aragon , Il duro desiderio di durare
 tratto da  Poesia, Crocetti Editore 1992 

A domani

Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

La poesia europea del ‘900 : Surrealisti ed Ermetici (seconda parte)

Roma 1 settembre 2013

La poesia europea del primo Novecento si lascia alle spalle l’epoca romantica per dare il via al Surrealismo, movimento letterario che esalta la dimensione onirica della vita e cerca le relazioni  più nascoste fra gli oggetti e i più imprevedibili accostamenti concettuali e immaginifici in un gioco che trascina anche il lettore  nello stesso vortice visionario che le ha generate.

In seguito l’Ermetismo celebra il trionfo  delle metafore  più ardite, del loro concatenarsi e riprodursi.

Nel secondo Novecento, accanto a queste avanguardie, sono presenti anche una poesia concretamente  realista e un altra di puro lirismo, che cantano, con una ricchissima tavolozza di toni, da un lato gli eterni sentimenti dell’uomo e la natura, dall’altro la città  e la nuova civiltà dei consumi con i problemi dell’emarginazione sociale, dell’individualismo e dell’alienazione, del rumore assordante e dell’esasperato silenzio.

La poesia del ‘900 diviene voce universale e la sua larga diffusione, attraverso la scuola e i mass mass media, raggiunge tutti gli strati culturali della società.

A domani

LL