365 giorni, Libroarbitrio

L’Antidoto V.K & J.T

Carrareccia

Vincent hai appena infranto tutte le regole. Non interagire con nessuno, non..

 Conosco le regole le ho stabilite io ok. Sono passati anni comincio a sentirmi in prigione qui.

In quale prigione c’è uno schermo piatto e una Xbox e, se davvero vuoi tornare libero, per quale ragione hai smesso di prendere l’antidoto?

Vuoi sapere perché? Qual’è la definizione di follia J.T.?
Fare continuamente la stessa cosa e ogni volta aspettarsi un risultato differente, ecco perché!
E questo è tutto J.T.
Questa è la mia vita.

Ok. ok. Dico solo che. Se quelli iniziano a farsi delle domande, e peggio, se lui ti crede vivo, siamo entrambi morti, e non intendo morti su un pezzo di carta, ma morti nel senso, morti davvero.

365 giorni, Libroarbitrio

Perdersi nella Bibbia

Angelo caduto

“Il Signore visitò Sara,
come aveva detto,
e fece a Sara come aveva promesso.”

Encore une fois,
je perds,
je perds  plume.
Restant, 
nu. 
Aidez-moi o Seigneur!
Amen
L.L

365 giorni, Libroarbitrio

Hulda “Desiderio”

Roma 14 dicembre 2013

Unnur Benediktsdottir Bjarklind

Oh, se avessi le sue ali, vento,
e se potessi sfrecciare senza indugio sulla via
saprei bene dove dirigere il mio volo.

E se sedessi su, su queste nubi quiete
che corrono per l’universo azzurro
saprei bene dove far correre il mio sguardo.

Se potessi comporre, sorgente, un canto
con la tua voce
tenero e dolce da far scorrere lacrime
saprei a chi far udire il mio canto.

Se potessi sorridere dolcemente come stella,
sorridere luminosa da commuovere chiunque;
saprei a chi mandare un sorriso d’amore.

E se avessi una mano tanto calda  e forte e tenera
da carezzare via dolore e rimpianto
saprei chi guarire e sostenere.

Vedo e sento dove l’anima mia vorrebbe dirigersi
se il desiderio profondo del cuore potesse decidere;
so che volerebbe senza indugio in seno a te.

Hulda “la nascosta”, pseudonimo e nome parlante di Unnur Benediktsdottir Bjarklind, è in Islanda la prima donna che riesce a farsi spazio in un universo letterario esclusivamente maschile.

Nei lavori di Hulda è riconoscibile un doloroso percorso di crescita: nel primo libro Poesie, la voce è quella di una donna che non dubita delle proprie possibilità, ma che, se pure piena di aspirazione e di ideali, percepisce una limitazione, ancora non ben messa a fuoco; incompresa, inascoltata, spesso si paragona a un uccello dalle ali tappate, e il suo sogno di libertà è simile a un volo.

Questo post lo dedico alla mia Josephine, augurandole di volare sempre più lontano. Sempre più lontano.

A domani

Lié Larousse