365 giorni, Libroarbitrio

CON FUOCO GRIDO – Giuseppe Ungaretti

odore di mani

Con fuoco d’occhi un nostalgico lupo
Scorre la quiete nuda.
Non trova che ombre di cielo sul ghiaccio,
Fondono serpi fatue e brevi viole.

Giunta la sera
Riposavo sopra l’erba monotona,
E presi gusto
A quella brama senza fine,
Grido torbido e alato
Che la luce quando muore trattiene.

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365 giorni, Libroarbitrio

“Origami” Tan Taigi

The quiet forest - El bosque silencioso by Cruz Vicente

Le stelle
a una a una
nel cielo freddo della sera
si affacciano.

Al di là del valico
una città fortificata
e stormi di aquiloni.

Senso di debolezza,
un lampo luminoso:
dalle barche giungono voci
di fantasmi che chiamano.

365 giorni, Libroarbitrio

“Solo” Edgar Allan Poe

Tramonto sul mare di Ostia G.P.

Fotografia di Gianluca Pavia

Da bambino non ero come gli altri,
non vedevo come gli altri vedevano,
né le mie passioni scaturivano
da una fonte comune, e le mie pene
non avevano la stessa sorgente.
Il mio cuore, poi, non si destava
alla gioia in armonia con gli altri.
Io, tutto ciò che amai, l’amai da solo.
Allora, nell’infanzia, nell’aurora
d’una vita tempestosa, trassi
il mistero che ancora m’imprigiona
da ogni abisso del bene e del male,
e dal torrente o dalla sorgente,
dalla roccia rossa della montagna,
dal sole che tutto m’avvolgeva
nel suo autunno colorato d’oro,
dal fulmine del cielo che improvviso
mi sfiorava, scoppiava accanto a me,
dal tuono, dalla furia della pioggia,
e dalla nube che prendeva forma
di un dèmone ai miei occhi,
mentre il resto del cielo era sereno.

365 giorni, Libroarbitrio

” Tu la notte io il giorno” Antonia Pozzi

1991

 

(ritrovare un giorno luminoso a nove anni )

Tu la notte io il giorno
così distanti e immutevoli
nel tempo
così vicini come due alberi
posti uno di fronte all`altro
a creare lo stesso giardino
ma senza possibilità di
toccarsi
se non con i pensieri
Tu la notte io il giorno
tu con le tue stelle e la luna
silenziosa
io con le mie nuvole ed il
sole abbagliante
tu che conosci la brezza
della sera
ed io che rincorro il vento
caldo
fino a quando giunge il
tramonto
nella completezza della luce
fioca
ondeggiante come la marea
in eterna corsa

365 giorni, Libroarbitrio

“Impermeabile ed indelebile ’15” L.L.

Natalia Drepina superthumb

Pur oggi
per quanto io voglia regalarti rabbia
ho impiastricciato le mie mani
per donarti la più buona delle torte
così che il tuo altezzoso cuore possa
per il tempo di un morso addolcirsi
e far apparire un incredulo sorriso
sul tuo volto costantemente oscuro.
So che il mio amarti
t’è impermeabile
come questo lunedì
che presto scivolerà nella sera
e sarà buio
e subito notte
e già domani.
So che il tuo amarmi
m’è indelebile
ricercarlo nel ricordo
che è lo scorso di lunedì
martedì l’altro
il mercoledì prima
giovedì venerdì sabato di musiche psichedeliche sparate acide nel cervello e tu a guardarmi da sotto
e la domenica senza Signore e poi di nuovo lunedì come questo da rivivere
in un passato che mi catapulta in questo presente che non so vivere
perché non lo conosco
perché non so neanche come i miei piedi mi ci abbiano portata fin qui
in questa casa
in questa vita
con questi capelli e occhi
tuttavia il ricordo
torta
candeline
un nebuloso sorriso
che resterà in questo mio mondo
chiunque io sia pur provando a non essere
chiunque io faccia finta di essere
chiunque io voglia essere
e alla fine di questa maledetta corsa incappare in una me identica a te
con la stessa rabbia nel cuore
la stessa ferocia nelle mani applaudenti
e tu resterai sempre tu
ne sono certa
pur oggi
che desidero plasmarmi diversa da te
e invece sono tua copia imperfetta
con la più illusoria dell’idea di cosa sia l’amore
e allora dirò incessantemente sì
sì ancora
alle mia speranza
pur oggi
più vana di ieri.

Auguri Padre.

L.L.

365 giorni, Libroarbitrio

“Dove la Luce” da Sentimento del tempo 1930 Ungaretti

Antonio Discovolo Bambini osservano il Mare di Liguria

Come allodola ondosa
Nel vento lieto sui giovani prati,
Le braccia ti sanno leggera, vieni.

Ci scorderemo di quaggiù,
E del male e del cielo,
E del mio sangue rapido alla guerra,
Di passi d’ombre memori
Entro rossori di mattine nuove.

Dove non muove foglia più la luce,
Sogni e crucci passati ad altre rive,
Dov’è posata sera,
Vieni ti porterò
Alle colline d’oro.

L’ora costante, liberi d’eta,
Nel suo perduto nimbo
Sarà nostro lenzuolo.

 

365 giorni, Libroarbitrio

“Suona per la via” Olindo Guerrini

Guillaume-Seignac-La-Libellule

Opera pittorica “La Libellule” Guillaume Seignac

Un organetto suona per la via,
la mia finestra è aperta e vien la sera,
sale dai campi alla stanzuccia mia
un alito gentil di primavera.
Non so perché mi tremino i ginocchi,
non so perché mi salga il pianto agli occhi.
Ecco,
io chino la testa sulla mano,
e penso a te che sei così lontano.

365 giorni, Libroarbitrio

Boum! – L.L.

 

All’antico mondo osservo sacralità d’amen aprendo schiudendosi come gemma la mia voce in un sospiro profonda melancolia tremito di corde tese di steli di cespugli smeraldi che musicano come per violini note di gocce di latte e cenere allontanando la memoria sogni di bambini concupire l’esistenza giunta esasperata vestita di nebbia serale appena il sole cede alla viziosa notte puramara notte io veglio come si consuma chi non si vuole fervore funereo sola e sola farsi d’amore in eterno eterno antico mondo e poi boum et

la pendule fait tic tac tic tic
les oiseaux du lac pic pac pic pic
glou glou glou font tous les dindons
et la jolie cloche ding din don
mais …
boum
quand notre cœur fait boum
tout avec lui dit boum
et c’est l’amour qui s’éveille
boum
il chante “love in bloom”
au rythme de ce boum
qui redit boum à l’oreille
tout a changé depuis hier
et la rue a des yeux qui regardent aux fenêtres
y a du lilas et y a des mains tendues
sur la mer le soleil va paraître

L.L. avec Charles Trenet

 

365 giorni, Libroarbitrio

Vibrazione nella mia mente

 

Sole e Luna

Ad un tratto mi volto e ti vedo.
Appari dove prima una nuvola di trasparenza relegava l’aria in particelle di polvere. Vedo le tue lunghe ciglia color seme di mandorlo disegnarti l’occhio. Etere tingersi della tua pelle. Ti stringi a me.
Siamo equilibrio su strade senza limiti di velocità ad accudire lo spazio quando trascina a sé il suo tempo e assaporiamo che sensazione ci dona mentre gli occhi nostri s’incontrano nello scrutarsi. Le mia labbra respirano dalla tua bocca. Tu carezzi il mio ventre. Immobili in un abbraccio di gambe e il boato del tutto che ci circonda come Dio quando abbraccia i suoi figli.
Siamo figli di Dio in quest’epoca spaziotempo?
La pacatezza del suo ticchettio.
Quasi sembra non picchiare.
Potevo trovare una parola più dolce?
Picchiare malmenare percuotere l’era che s’aggroviglia all’indietro per camminare avanti.
Quasi sembra non colpire le affascinanti ore che si susseguono della sera che inerme diviene notte e s’accascia a mutarsi in giorno. Magari è così. Estremamente dolce. La notte il giorno la sera. La sera la notte il giorno. Il giorno la sera la notte. Sono fatti della stessa essenza. Sono loro, gli esseri mortali a volerli scorporare per appiccicarseli addosso. E così fanno. Vogliono occhi nuovi per vedere oltre le nuvole, mani più grandi per accaparrarsi un lembo di cielo, piedi palmati per camminare su acque limpide e insozzarle con bocche più larghe parlando d’argomenti che nemmeno conoscono.
Ma il silenzio? Non lo vogliono il silenzio?
Quello buono delle prime ore del mattino dedicato agli animali alati del cielo e della terra. Il silenzio quello buono del crepuscolo che avvolge le anime innamorate. Il silenzio quello buono dell’illuminato Sole a guidare gli impavidi combattenti. Il silenzio quello buono del buio della Luna a prendersi cura dei sogni del sonno. Il silenzio quello buono che mi permette di crearmi questa irrealtà dove tu sei qui con me ora. Il silenzio quello buono dove lo hanno messo?
Che ore sono?
Osservo il Sole lasciare triste l’abbraccio della sua Luna che lo ammira sospirando lieve.
E ad un tratto mi volto e ti vedo.
Mi sorridi e l’animo mio si placa di tutti i tumulti mentre albeggi. Un bacio ancora. Una lacrima ancora. E ti dissolvi tornando vibrazione nella mia mente.

L.L.