365 giorni, Libroarbitrio

ABBRACCIO APERTO – Performance di SARA TEODORI – Roma – Piazza del Popolo

#Abbraccioaperto
Il 20 Aprile l’artista, scrittrice e fotografa, Sara Teodori
a Piazza del Popolo a Roma, benda sugli occhi è rimasta ferma per un po’,
con accanto un cartello con scritto Abbraccio Aperto.

Perché lo ha fatto?

L’artista dice: “L’ho fatto per condividere, per cercare di scavalcare quei pesanti confini che si sono creati tra le persone. L’ho fatto per sentire il calore, l’odore, l’emozione di qualsiasi persona mi fosse venuta ad abbracciare. L’ho fatto per entrare in “connessione” con le persone, in maniera vera, reale e profonda, anche se solo per qualche secondo. L’ho fatto perché di muri c’è ne sono già tanti, di aperture, un po’ meno. Ho scelto di indossare una benda per eliminare il fattore “giudizio” dal mio gesto. Volevo che nessuna persona si sentisse in alcun modo giudicata, volevo che chiunque si sentisse libero e invitato ad abbracciarmi, a prescindere da chi fosse.”

Appena arrivata l’artista non poteva sapere come sarebbe andata, come sarebbe stao accolto il suo corpo fermo in attesa, non sapeva cosa avrebbe provato, e se le persone avrebbero capito e partecipato.

Come è andata? Guardate il video! 

#abbraccioaperto #performance #arte #abbraccio #people #rientriamoinconnessione #piazza del popolo #artistidistrada

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365 giorni, Libroarbitrio

.dalla parte dell’amore. – Lié Larousse

Larousse

.giù in strada
sbirciavo la vita degli altri
spiandoli dalle finestre 
nel loro dentro illuminato guardavo
carezze
guardavo ragazze e ragazzi ballare
e sorridere ad ubriache feste notturne di compleanno
bere caffè a colazione, e dopo pranzo
infilare cappotti e uscire trafelati al mattino
rientrare stanchi alla sera,
guardavo bambini giocare
piegati su cellulari e tablet
e poi svogliati fare compiti sulle sedie composti
davanti a televisori accesi ma con nessuno a starli a guardare,
guardavo anziane annaffiare basilico
che osservavano furtive le piante dei balconi vicino
per poi velocissime richiudersi dentro per bene
a volte ho guardato solo il culo delle tende
e lo sporco delle serrande
vecchi farsi il segno della croce e bestemmiare
allontanandosi dalle grida delle loro donne
nervose e imbruttite dalle troppe voglie
altre guardavo tavole con cibi dall’odore buono
che scappava qui in strada, a confortare me
e guardavo mani e cuori gentili sparecchiare
e abbracciarsi sul divano
e pensavo a tutto quel loro vivere e amare
e a quanto, seppur di pochi passi, fosse da me tanto lontano
poi un giorno
l’amico mio buono
m’ha portata a casa vostra
la porta finestra si è aperta
e qui dentro
un uomo, con la barba, ai fornelli rideva
alle sue spalle
una donna, bellissima, sorridendo al suo riso apparecchiava
e gatti miagolavano
e fotografie raccontavano di viaggi
e libri, e pietre e incensi
e da questa sala profumata ho visto
i piedi del letto di una camera dalle pareti colorate
e già solo di primo occhio mi pareva una magia
la casa seppur piccina
con queste due anime belle
era enorme e m’abbracciava,
mi sono voltata alla finestra, e ho guardato ma fuori
un patio, un limone a penzoloni dal suo albero, la strada
e ho pensato, che per la prima volta,
per la prima volta sono io ad essere dentro la finestra,
dalla parte della vita
dalla parte dell’amore.

 

Lié Larousse
estratto dal nuovo libro .la vita comunque.
#lavitacomunque

365 giorni, Libroarbitrio

.poco prima di svegliarti tienimi a te. – Lié Larousse

Paintings Tenderness and Love by Joseph Lorusso-FreeYork
 
.c’era una volta, a fine giornata,
in un’angusta tabernacola di fogli sparsi e ubriachi
una Storia Piccina che voleva essere raccontata
una pagina pressoché pallida
cosparsa da qualche punto qui e là
giusto una virgola
solo consonanti
nemmeno una vocale
e purtroppo
nessuna in maiuscolo
e si sa
come le narrava la nonna
senza maiuscolo nella vita non s’arriva da nessuna parte
e pure peggio
le storie senza maiuscolo non possono iniziare,
tanto meno crescere e diventare grandi
le storie, per diventarlo,
devono parlare parole alle orecchie degli scrittori
prima ancora di aprirsi a pagina
e ad ascoltare la nonna,
una Storia Piccina entusiasta scalpitava
sentiva le poche consonanti incorsivarsi
affascinata voleva crescere e diventare grande
voleva riempirsi di parole, completare frasi
coniugare verbi, andare a capo
insomma
voleva essere scritta per essere raccontata
e se ce ne fosse stato il bisogno
anche cancellata,
pure se la nonna l’aveva messa in guardia:
sarà bello, magari all’inizio farà un po’ male,
le parole ti entreranno dentro,
non tutte ti piaceranno
staranno per molto tempo con te
te ne innamorerai
ma arriverà il momento, che lo Scrittore,
deciderà di mettere la parola Fine
e all’improvviso, la tua storia sarà finita davvero,
ma ci si abitua, non temere,
una Storia Piccina
di temere della parola “Fine” non le importava proprio nulla
e senza starci troppo a pensare
si mise in viaggio per andare da questo Scrittore
non da uno qualsiasi
ma da colui che una Storia Piccina
l’aveva ascoltata, compresa, vissuta,
ora però, il giorno volgeva al termine
e la notte s’era fatta nera, tetra, buia
e una Storia Piccina non ne voleva sapere di viaggiare col buio
che si sa’
quanto fa paura già solo al pensiero,
del vuoto che inghiotte e in lui tutto svanisce
e ci si perde, e si viene dimenticati,
allora, determinata com’era partì lo stesso,
ma sfogliando la sua unica pagina all’indietro
cercando di recuperare le ore di luce
di questo giorno ormai volto al termine
così, quando arrivò dal suo Scrittore,
trovandolo zuppo di un sonno
in un’angusta tabernacola
dove i primi raggi di sole
indoravano scoli di birra e lacrime di biro
le si sedette accanto abbracciandogli l’orecchio
ed iniziò a parlargli
di questa sua storia che sapeva di essere
ma che lui
doveva ancora ascoltare, vivere e comprendere
per raccontarla.
 
 
Miraggi Edizioni –  DuediRipicca Libroarbitrio 
 
Paintings  #TendernessandLove  by Joseph Lorusso-FreeYork
365 giorni, Libroarbitrio

.in frigorifero, ad aspettare. – Lié Larousse

 

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pubblicato anche nella pagina facebook DuediRipicca
.ah! se fossi io
l’innamorata tua,
non starei a pensare
al letto da rifare
i piatti la spesa
la casa da rassettare,
il cellulare le applicazioni
e il selfie con le amiche da scattare,
né giacca cravatta
o abiti da operaio ti farei indossare,
e le ore poi perderle a contare
come meglio sarebbe
questo e quello impiegare,
ma me ne starei nel letto
tutto il giorno disfatto
a farci fare dall’amore
io di te tu
tu di me io
mentre gli avanzi degli avanzi
geneticamente mutano
in frigo
ad aspettare.
365 giorni, Libroarbitrio

DIARIO INTERIORE di SARA TEODORI

Giorno 24/4/2018


In questo momento sto lavorando sulle parti di me.
Quello che sono arrivata a capire fino ad oggi è che l’essere umano ha un SE’ superiore ed infiniti piccoli IO, che cercano di prendere il dominio, non appena ne hanno l’occasione.
Prima cosa decido di lavorare sull’osservazione di queste parti, e sulla messa a fuoco delle loro caratteristiche.
Ho quindi iniziato un lavoro fotografico-terapeutico utilizzando come soggetto le bambole.

 

Attacco su ogni bambola delle targhette che rappresentano parti di me, facendo un grande lavoro di introspezione.

 

Una volta fatto questo, mi lascio guidare dall’istinto, cerco il posto e la posa giusti, e le parti che rappresenta della bambola. Dopo di che la fotografo.

 

La guardo ancora un po’, le stacco le targhette e la fotografo ancora. Quando sento che è il momento, prendo la bambola, la stringo forte a me e poi la metto via.

 

Ieri ho fotografato la bambola ballerina con attaccato su le parole: BAMBINA, PERFETTA, INSICURA.
E ne ho tratto una grande consapevolezza.
Quando ero bambina praticavo la danza classica e ricordo che durante un saggio accadde qualcosa di apparentemente banale ma molto importante per la formazione di una o più parti di me: un paio di bambine sbagliarono un passaggio della coreografia, rischiando di mandare all’aria tutto lo spettacolo. Io recuperai il loro errore e feci in modo che lo spettacolo andasse avanti senza intoppi (avevamo 6 anni circa!). In camerino ricevetti tantissimi complimenti, al contrario delle bambine che avevano sbagliato e che se ne stavano in un angolo, bistrattate e con le loro mamme che mi guardavano neanche fossi il diavolo. Cosa appresi da quella situazione? Che devi sempre essere perfetta, che non puoi sbagliare, perché se sbagli sei relegata in un angolo e tua madre sarà invidiosa della figlia di qualcun altro.
Contemporaneamente imparai che se sei perfetta sei invidiata e non è una bella sensazione essere invidiati. Così nacque una parte di me con manie di perfezionismo e una parte di me con un’insicurezza profonda e ben radicata. Forse il mio primo incontro con l’ansia nacque proprio lì. Come si può essere insicure e perfette allo stesso tempo? Non si può, si diventa duali.

 

Per tutta la vita ho sempre voluto essere due cose.

 

Ho sempre voluto stare a casa e uscire. Ho sempre voluto stare in compagnia degli amici e stare da sola. Ho sempre voluto la coperta di cashmere e la grande avventura. Forse è per questo che non riesco a trovare la mia vera strada, perché ne voglio sempre una di troppo, in completo contrasto. Forse devo solo scegliere. Ma come scegliere qualcosa di giusto per te se non sai cosa è te? Se sei scisso in migliaia di piccoli te che chiedono di salire al timone, uno dopo l’altro? Bisogna soddisfarli tutti? Prima o poi finiranno? Oppure se ne creeranno sempre di nuovi? Probabile. E allora che fare? Torniamo al punto di capire chi siamo, oltre le dualità, oltre le parti di noi, oltre i meccanismi, oltre i traumi, oltre le mancanze. Cominciamo a togliere qualche strato allora. Cominciamo ad osservarle queste parti, a dare loro un nome, a conoscere i loro gusti, cosa preferiscono e quando hanno bisogno di andare in scena. Credo che dopo un attento e coscienzioso lavoro, saremmo in grado pian piano non solo di riconoscerle immediatamente queste parti ma anche di decidere se possono salire sul palco oppure no. Mi mette infinita tristezza pensare che quando ci facciamo dominare dalle parti di noi diventiamo automi che rispondono a meccanismi e ordini continui. E per questo mi chiedo, non sono anche le relazioni tra esseri umani in realtà stupide relazioni tra automi? Se ciò che mi lega ad un’altra persona è probabilmente un’infinità di combinazioni di parti, specchi e meccanismi che combaciano o si respingono, come può esistere una relazione basata sull’incontro dei veri sé? Soprattutto se nemmeno noi abbiamo una vera relazione con il nostro vero sé. Forse i più fortunati hanno ottenuto una colazione o un brunch con il loro SE’ superiore, ma per il resto della ciurma sono solo attimi, e anche sporadici.
Spesso mi accorgo solo dopo ore e ore che il mio collo è completamente contratto, che la mia pancia è tirata indentro come se fossi un obeso al mare, che ho mangiato un pezzo di pizza buonissimo e che me lo sono perso.

 

La cosa più importante per l’essere umano è cercare di riconnettersi sempre di più al proprio vero SE’, esserci, esserci davvero e non farsi dominare e guidare da qualcos’altro!

 

Siamo addormentati, ipnotizzati, narcotizzati per quasi tutto il tempo. Riceviamo punture di sedativo da ogni parte di noi, costantemente.
Come schizofrenici inconsapevoli ci lasciamo dominare senza nemmeno rendercene conto.
È il momento di riprendere il timone, spiegare le vele e partire per un grande viaggio, l’unico viaggio che ha davvero importanza. Il viaggio verso la scoperta di noi.

Testo e fotografie,
dal DIARIO INTERIORE
di Sara Teodori

 

365 giorni, Lié Larousse, Libroarbitrio

.american bar. – Lié Larousse

Otto Smidth Skach

.oddio l’ho perso
il nesso il cuore il sonno
dove l’ho messo?
vuoi dirmelo tu?
oppure tu?
dai, che siete tutti così bravi
dai, dai che tutti sanno sempre tutto
sulla vita, sull’amore
tutti, tutti tranne io
e tu invece?
non ti conosco, chi sei?
anzi no, non me lo dire,
non lo voglio sapere,
volere prendere trattenere,
tanto poi lo perderei comunque
perciò, dai, vieni qui?
stai con me, ti va?
camminiamoci addosso, ti va?
stringimi i fianchi leccami
fammelo respirare l’odore della tua saliva
prendimi per la nuca
pesami dentro
così, sì
no, zitto, non mi parlare d’amore
non me lo dire il tuo nome
t’ho detto che non lo voglio sapere
così, sì
forte, più forte
e poi ti prego dopo non mi parlare di te
che poi
quando saremo venuti
forte, più forte, sì così
voglio sapere di nient’altro.

Lié Larousse
DuediRipicca

.Lié. raccolta poetica e fotografica di Lié Larousse, edita da Miraggi Edizioni,  è in tutte le librerie e online su Amazon al link di seguito:

https://www.amazon.it/Li%C3%A9-Larousse/dp/8899815429

 

365 giorni, Libroarbitrio

LA STREET ART VISTA ATTRAVERSO GLI SCATTI DI 7 FOTOGRAFI – ARTE E CITTA’ A COLORI – dal 10 marzo al 30 BIBLIOTECA ALDO FABRIZI –

galvano locandina

Da oggi 10 marzo al 30 marzo, presso la Biblioteca “Aldo Fabrizi” di via Treia 14 Roma, è in mostra la fotografia, e non una fotografia qualsiasi ma un’esposizione fotografica dedicata alla Street Art romana.
Fortemente voluta, organizzata e diretta da Francesco Galvano, ideatore e creatore del progetto ARTE E CITTA’ A COLORI, che da quasi tre anni ad oggi sta riportando alla luce interi quartieri abbandonati al degrado con l’aiuto di street artists più o meno noti nell’ambiente artistico-performativo, potremmo osservare particolari di murales che hanno riqualificato con la loro bellezza piazze, scuole, e palazzine popolari.

La zona d’obiettivo dei fotografi è Roma Est, e proprio nel cuore del quartiere, San Basilio, si terranno venti giorni di esposizione ed eventi a tema.

 

7 tra i fotografi del settore in mostra:

Andrea Mercanti
Gabriele Ferramola
Leonida Pignatelli
Marco Lo Rocco
Mimmo Frassineti
Rita Restifo
Silvia Brutti

Diverso per ogni opera in mostra lo scatto dei 7 fotografi. Una loro personale interpretazione della street art attraverso l’occhio del loro obiettivo e quello dell’artista.

INGRESSO LIBERO

Programma

 

10 marzo ore 9,30

Live painting di Lus 57

10 marzo ore 10,00

Inaugurazione mostra fotografica
Interverranno Lucia Vitaletti (Responsabile Biblioteca Aldo Fabrizi),
Francesco Galvano (Presidente “Arte e Città a Colori”),
Saranno presenti i fotografi che espongono:
Andrea Mercanti,
Gabriele Ferramola,
Leonida Pignatelli,
Marco Lo Rocco,
Mimmo Frassineti,
Rita Restifo,
Silvia Brutti.

14 marzo ore 18,00

Presentazione del Libro “Quello che i muri dicono” guida ragionata alla street art della capitale di Carla Cucchiarelli, interverranno :
Carla Cucchiarelli (Giornalista, scrittrice, vice-capo redattore tgr lazio),
Lucia Cuffaro (Presidente Decrescita Felice),
Tina Loiodice (artista),
BOL Pietro Maiozzi (artista),
Francesco Galvano (Presidente “Arte e Città a Colori”).

21 marzo ore 18,00

Presentazione del libro “ Street art oggi a Roma nelle immagini di Mimmo Frassineti”, interverranno:
Mimmo Frassineti (fotografo),
Alberta Campitelli (storica dell’Arte), Stefano Petrella (giornalista della Repubblica).

 

SEGUI L’EVENTO CREATO SU FACEBOOK LINKANDOTI DI SEGUITO

https://www.facebook.com/events/1547650065312017/

INGRESSO LIBERO – FREE ENTRY

Credits:
Gianluca Pavia e Lié Larousse/2dR
web supporter http://www.libroarbitrio.com

info:
duediripicca@yahoo.com
DuediRipicca

 

365 giorni, Libroarbitrio

.storia di una storia che non finirà mai di essere scritta. – Lié Larousse

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.storia di un mago
che sapeva fare solo magie d’apparizione
ma che nella vita voleva fare anche altro,
tipo le magie di sparizione
ma lui sapeva fare solo il mago delle magie d’apparizione
allora una sera troppo arrabbiato decise di farla finita!
ed apparì al contrario,
restando immobile di spalle al suo pubblico
tanto per dare l’idea
che sarebbe sparito
o che almeno se ne sarebbe andato,
prima o poi.

L.L.

DuediRipicca Miraggi edizioni
#SERGIOMARTINEZPINTOR #lecirque

365 giorni, Libroarbitrio

.birra, polvere e bestemmie, da qui. – Lié Larousse – Miraggi Edizioni

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.bevi birra
polvere e bestemmie
e a starti a guardare 
da qui
seduta a terra
di fianco al frigorifero e al mocio
mentre metti due sottilette
e una fetta di fesa di tacchino
in un piatto scheggiato
la mia vita sgangherata
e tutta disorientata
m’accorgo
che se non me ne accorgo
riesco a viverla
da qui,
e se sto male
ma se non mi prende a male
quanto mi piaci che se resto in bilico,
se poi precipito, se mi faccio cenere
non mi respingi, né mi spargi,
ma mi fumi e mi mastichi lento
qui,
e se semplicemente se
non lacrimo sangue
non sferro ansie
non dico ma vivo
d’improvviso
questa vita
qui.

Lié Larousse

DuediRipicca Miraggi Edizioni
#MUCHAJOBANDCIGARETTES
#liélarousse per #miraggiovunque

365 giorni, Libroarbitrio

.essere solo un uomo non è essere solo uomo. – Lié Larousse

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.lasciati carezzare
da lei
che ami tanto
lasciati stringere il cuore
nei suoi occhi che ti ridono
cerca ristoro
dal suo corpo quando balla per te
lasciati abbracciare baciare
e vedrai
che lasciarsi amare
non fa poi così male.

L.L.

DuediRipicca Miraggi Edizioni
#lielarousse per #miraggiovunque
#CHRISTIANSCHLOEART