365 giorni, Libroarbitrio, UN RACCONTO A SETTIMANA

SENZ’ANIMA di Luigi Annibaldi per #unraccontoasettimana – Rubrica Letteraria di 2dR

Luigi Annibaldi

 

Senz’anima

     Un uomo fa uno starnuto così forte che dal naso gli esce l’anima. L’uomo si sente una marionetta senza burattino, giacché si sa che un uomo senz’anima è sempre sfinito, mai dritto tutto d’un pezzo e ogni occasione è buona per afflosciarsi e schiacciare un pisolino.
  L’uomo prova ad aggrapparsi alla sottana dell’anima che è ancora lì a portata di mano, ma quella è tutta sfuggente e gli svanisce dalla presa come il fumo di un camino che va fuori di casa  a mischiarsi coi profumi. L’uomo inizia a sbadigliare poi crolla in un sonno profondo. Sogna di correre dietro alla sua anima.

 

Se entri nel mondo di Luigi Annibaldi potresti non uscirne più. Gli scenari che crea per estraniarsi e per avvolgere il lettore sono millimetrici e vischiosi al tempo stesso.
Il racconto Senz’anima, fa parte della sua prima raccolta Fantareale di racconti intitolata SUSHI PIN-UP, edita da  Omero Editore.
Dal suo racconto Sushi pin-up è stato tratto un omonimo cortometraggio vincitore del Festival L’Altro Corto e del Festival Campo Lungo.

365 giorni, Libroarbitrio

“Un uomo qualunque”

Elliott Erwitt - Orléans, Francia 1955

Una volta era tutto più facile.
Un uomo sapeva cosa volesse dire essere un uomo.
Reagiva davanti alle cose sbagliate,
aveva il diritto di farlo,
anzi era scontato che lo facesse.

Lo stile di vita
e i continui confronti
in qualche modo preparavano agli inevitabili conflitti
quelli che possono portare al disgregamento o alla morte.

Poi è successo qualcosa
abbiamo oltrepassato la decenza
gli avvocati sono diventati i nostri pastori
e ciò che un tempo era comprensibile e lineare
si è intorbidito nella burocrazia di ciò che definiamo
civilizzazione.

Ora non si reagisce più davanti le cose sbagliate
si bivacca nei tribunali  macinando chilometri di cavilli burocratici.
La donna ha chiesto la parità
e alla fine l’ha ottenuta,
non conquistando tutti i privilegi dell’uomo,
ma castrandolo
in una sagoma femminile.

Non m’importa cosa dite,
questo non è progresso ,
non è neanche evoluzione,
è una malattia
e c’è  bisogno di qualcuno che capisca qual’è la posta in gioco,
qualcuno che possa esporsi come vero uomo
e prendere posizione contro le ingiustizie di questo mondo.

Oggi

Adesso

Prima di pranzo

Frank Cappello