365 giorni, Libroarbitrio

La poesia nel XIX secolo: Goethe,Keats, Coleridge, Baratynskij (seconda parte)

Roma 10 giugno 2013

Come abbiamo letto ieri la poesia romantica si sviluppò, durante l’Ottocento, in tutta l’Europa:

In Germania: il secolo si aprì con l’opera di Goethe, grande metafora dell’esistenza, grande sintesi delle sollecitazioni spirituali e degli impulsi più vitali del tempo. Classicista, razionalista, illuminista e romantico insieme, Goethe insegnò come nella poesia fosse fondamentale l’intima connessione tra vita e arte, tra realtà e trasfigurazione metaforica della scrittura. Dopo Goethe i temi prediletti dei romantici tedeschi furono il mito del Medioevo, la fiaba popolare, il mondo del mistero e della magia, il regno dell’ombra come fuga dalla realtà e rifiuto della razionalità.

In Inghilterra: i poeti romantici riscoprirono l’immaginazione, gli istinti, l’emotività e il subconscio. Formularono una nuova concezione della poesia come spontaneo fluire dei sentimenti, espressi con un linguaggio aderente alla realtà quotidiana. La poesia non doveva essere imitazione della natura, ma mediazione tra l’uomo e la natura, secondo proprie leggi e una propria verità. L’idealismo platonico di Shelley, il gusto per il soprannaturale di Coleridge, il senso della natura di Wordsworth, il medievalismo di Keats, l’ironia di Byron,ispirano tutta la poesia del secolo.

In Russia: dominata dal desiderio di un ritorno al patrimonio tradizionale e ai generi alti del poema epico e della tragedia, nell’interno civile di far compiere al proprio paese un passo avanti sulla strada della libertà e del progresso sociale, la poesia russa dell’Ottocento, benché frustata e spesso ridotta al silenzio dalle repressioni dello zar Nicola I, espresse alcuni tra i più importanti poeti di tutta la sua storia: Aleksandr Puskin, il massimo cantore dell’animo umano con i toni di un disincantato gioco intellettuale, Evgenij Baratynskij,  definito il Leopardi russo per le sue elegie meditative, Michail Lermontov con i suoi accenti sinceri e sofferti.

A domani

LL