365 giorni, Libroarbitrio

.noi a noi. – Lié Larousse

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.il tuo viso nei miei capelli
dalla finestra nuvole rasoterra
ancora sveglia la notte stretta al cuscino
e noi a noi
labbra alla nuca
nudo questo cielo d’inverno
ferocemente calmo
mentre fuori è niente
e di nessuno.

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365 giorni, Libroarbitrio

.ad averti per le mani. – Lié Larousse

Memento - roberto ferri

.trovarsi, innamorarsi
e stare proprio bene assieme
par’essere una magia
ma tenersi, trattenersi
e mantenersi innamorati
è un lavoro, una disciplina d’ore di baci
messaggini, parole giuste e sbagliate
presenze sfuggenti e assenze mancate
fare l’amore in cucina
tra piatti in tavola e coltelli per l’aria
perché caspita sì
tenere su una relazione
e le occhiatacce e i sorrisi tra noi
è un lavoro, l’amore è lavoro
la libertà è lavoro
la solitudine è lavoro
l’amicizia è lavoro
traslocare è lavoro
dipingere è lavoro
portare fuori il cane è lavoro
scrivere è lavoro
svelare un segreto è lavoro
stare svegli di notte è lavoro
riuscire a starci pure di giorno è lavoro
cercare l’ispirazione è lavoro
non perderla se l’hai trovata è lavoro
insomma
vivere è proprio un lavoro
e io ci tengo un sacco a questa storia della vita
e allora mi lavoro, e mi lavorerei pure te
se solo t’avessi per le mani.

365 giorni, Libroarbitrio

.il male minore. – Lié Larousse

El rapto - Roberto Ferri

.l’alternanza attivo emotiva
è mattanza psico ossessiva
e mesciti polveri dai grani umidi
tra ragioni che sragionano
praticando identità dismesse
essere in essere
l’uccidersi lento
del suicida intento
a rubarsi la vita combattendo
sul precipizio
di non so dove sono
tutti parlano
lingua d’oltreoceano
in questo altrove
il pianeta che ruota
vagabondo scalza
con l’angoscia
di dover abbandonare tutto
mentre tutto non m’abbandona
e sì,
sono viva sì,
allora rido sì,
nottetempo sì,
quando vivermi
è solo il male minore.

 

poesia di Lié Larousse , presente nel libro .Lié. edito Miraggi Edizioni. In tutte le librerie
e su Amazon https://www.amazon.it/Li%C3%A9-Larousse/dp/8899815429
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#RobertoFerri

365 giorni, Libroarbitrio

.va bene davvero. – Lié Larousse

roberto-ferri

.non chiedermi come sto io,
chiediti come stai tu,
mentre ti giri l’ennesima sigaretta
che tanto la gente ma di te che ne sa? e di me?
io vivo come voglio vivere
a braccia aperte, acciaio nell’iride, e rido
perché ad essere chi siamo noi: va bene,
va bene pure se ho solo due amici
che conosco da qualche mese
ma li amo come se li conoscessi da una vita,
va bene pure se mia madre dandomi a questa di vita
m’ha abbandonata lasciandomi in eredità
una culla d’esplosivo al plastico
come unica vita d’uscita,
va bene pure se casa mia è un angolo pisciato di strada
e mi piace di più quando mi fa incazzare
strappandomi collant e baci mi fa gridare,
va bene se mi sveglio che non ho dormito
va bene se ogni mio fottuto buon proposito di proposito l’ho appena fallito
e va davvero bene se il cielo è nero e vede e sente i mostri,
ma in cuor suo sa che può star sereno
perché ha me e io non l’abbandono,
io sono il suo sole
l’accarezzo
brilliamo
e va bene sì,
va bene, davvero, sì.

365 giorni, Libroarbitrio

Lei – Charles Bukowski

roberto-ferri

Dietro quel seno, quelle labbra da baciare
al sapore di pesca, si chiudeva a chiave
e si portava dentro una
piccola dispettosa bambina di cinque anni
lei che non voleva crescere,
che non aspettava altro che
le rimboccassero le coperte calde.
Lei era
magia incompresa, ma io l’avevo capito.
Lei.
C’erano i sogni.
C’era la realtà.
C’era lei che li faceva incontrare.
Occhi.
Quei maledetti occhi mi fottevano sempre.
Ci facevo l’amore solo a guardarli.

 

365 giorni, Libroarbitrio

Loop infame – Lindze

 

lucifero-roberto-ferri

Ieri notte ho visto una
solitaria stella cadente
finire la sua
discesa nella gloria
di un cielo notturno
ho espresso
il mio desiderio
con un ghigno sghembo
e infame sul volto

di non voler vedere
soddisfatti i sogni
delle altre persone che
come me
in quella notte
di vento e di veglia
l’avessero scorta
nella sua meravigliosa
parabola

poi mi sono seduto
a fumare,
aspettando
la fine del mondo.

365 giorni, Libroarbitrio

Poesia dura e guerriera – Roberto Ferri/L.L.

LIBERACI-DAL-MALE-olio-su-tela-150-x-150-cm-anno-2013 Roberto Ferri

Creatura
angelo dai capelli rossi
prigioniera di lacrime non piante
che non sai distinguere
il bene dal male.

Perché non posso.
Perché non voglio.

365 giorni, Libroarbitrio

“Lei ” Carlo Galli

Roberto-Ferri-Naiade-Mi son sempre chiesto cosa significhi ANIMA.
Anche io ne ho una? Come posso fare per vederla o percepirla?
Pinocchio aveva il grillo parlante, una estensione visibile e palpabile della sua coscienza,
una presenza tangibile e non eterea.
Ma allora, anima o coscienza?
Nelle notti insonni, regnate dal completo SILENZIO, cerco spesso di ascoltare chissà che cosa,
una voce, una sensazione, qualcosa… vedere in tutta quella oscurità una LUCE che mi mostri chi sono,
da dove vengo ma, soprattutto dove sto andando.
Non ho mai scorto nulla.
Nulla fino a che ho incontrato lei.
Dentro i nostri corpi, avvinghiati da un’INTESA ancestrale, c’è sempre stato qualcosa “in più”,
che superava la semplice carne, il semplice respiro.
Tutto è diventato superfluo dopo aver incontrato il suo SGUARDO.
Chi sono? Dove vado? Cosa faccio? Anima o coscienza?
Domande sempre più lontane e delle quali non mi importa più così tanto avere una risposta,
perché io, ora ho già tutto:
Lei.
La mia anima?
Lei.
La mia coscienza?
Lei.
La mia direzione?
Lei.
La più bella e semplice distrazione da me stesso e dalle mie domande senza risposta.
Lei.

tratto dal web, sito di: https://marcellomeo.wordpress.com

365 giorni, Libroarbitrio

un giorno come un altro – L.L.

passione

Opera pittorica di Roberto Ferri 

26 aprile

Sguardi che compaiono
da vicoli come cunicoli.
Mentre stanze segrete consumano
rimembranze di battaglie sconosciute.
E’ notte. E vorrei fosse presto giorno.
E’ giorno. E prego perché la notte accorra a proteggermi
oscurando. 

Dio. Non puoi salvare.
Nessuno. Da se stesso. Di se stesso.

Dio non risanerai mai i tuoi feriti.

I tuoi figli.
Io tua figlia.
Non puoi riparare un danno già compiuto da genitori egoisti, ex corrotti, persecutori, povertà, depressione o semplicemente squilibrio chimico.
Io.Non riesco ad annullare ferite psichiche, fasciare vecchie cicatrici, mandar via antichi lividi con un bacio. Non riesco a mandar via il dolore. Zittire le voci nella sua testa, nella mia, in quella della gente.
Non sarò mai in grado di salvare gli oppressori dall’opporsi a un mondo che hanno preso ad odiare. Troveranno sempre il modo di ricominciare da dove i prepotenti hanno lasciato perdere. Diventeranno loro i più prepotenti. Faranno diventare me il nemico. Io sono il nemico ora. E tu dove ti sei perso Dio? Non lo vedi che non ci riesco, che sola non ce la faccio? Non importa quanto sono convinta di aver fatto davvero ogni cosa in mio potere per dimostrare la mia indifferenza, e mentre agogno il tuo sconfinato sostegno per non morire, imparo che non potrò mai salvare un miserabile bastardo da se stesso.
E’ un muro di fuoco in continua espansione e nella sua scia si abbevera della mia acqua, si sta nutrendo di me, la mia energia, i colori stanno sbiadendo ad ogni sua sorsata, e alla fine ucciderà la mia anima.
Sarò nulla.
Non sarà soddisfatto finché non sarò miserabile quanto lui.
E a questo punto il disprezzo sarà un perpetuarsi dietro cancelli altrui, mosaici di celle senza serrature per la via d’uscita.
Una volta sconfinata lì sarà di fatto impossibile per me pattuire una tregua.
Non importa più l’età del tempo, né il male del tempo.
Non gli importa più nulla di nulla, se non.
Mangiarmi.
Spolparmi viva.
Tormentata.
Immobilizzata come un fermo immagine incrinato e intrappolato dentro un proiettore rotto.
Frustata dal suo vuoto spazio interiore d’occhi acidi al di là la tragedia, il mio stesso senso d’impotenza. Vicolo cieco. Aggrappare le mani attorno filo spinato, e percuoterlo percossa.
Infuriata per la colpa, per le stronzate idealizzate nelle mente.
Insistere resistendo alla lotta.
Inspira lentamente.
Voglia di tirare calci, schiacciargli la faccia, fracassargli la testa.
Espira.
Labbra gonfie. Le mie. Anche i denti mi fanno male.
Mi resta di succhiare caffeina e codeina da una cannuccia.
Si vaporizzeranno i lividi.
– Le ossessioni vanno uccise per farle sparire definitivamente – , m’ha sussurrato all’orecchio umettato dalla sua saliva.
Ora fisso fronde d’alberi. Platani. Appaiono molli. Riversi. Come salici ma senza pianto.
Intanto bisogna pregare per la resurrezione in un’anonima chiesetta.
Per la redenzione.
Un angelo tenebroso cadrà giù dal cielo per me.
Brillanti sogni compro messi in intossicazioni pericolose per la mia salute mentale boccioli selvatici bagnati d’acqua santa.
Amen.

L.L.