365 giorni, Libroarbitrio

.ogni notte così addormentarsi. – Lié Larousse

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.scusatemi
se io
non ci capisco niente dell’amore vostro
perché l’amore mio
perché l’amore che conosco io
è solo quello che ho imparato
quello di cui non so contarne il tempo oggi
ma so che ho vissuto
il profumo di mia nonna che m’ha cresciuto
l’odore di sugo
quello dei panni stesi
della terra dura sotto i piedi
di ferro sulla lingua
della città con me, all’alba, sola
e quello del pacchetto di sigarette
incastrato nel risvolto
della camicia di mio nonno,
il suono della sua armonica a bocca
il sapore di un bacio lento
accompagnato dal parlare calmo,
della forza nel domani quando resta
pure se a denti stretti
ci si dice basta,
perché l’uomo
va rispettato, la donna
va protetta,
e magari ero
e resterò
sempre bambina
pure se questo non è più tempo
e le sue regole sono cambiate
gli esseri umani anche
ma l’amore mio
l’amore quello che conosco io
è il loro dirsi
ti voglio bene
ogni notte
e addormentarsi.

365 giorni, Libroarbitrio

Bhagavadgita e tanti auguri per i nostri due anni Libroarbitrio!

Manara Hommage

Sono seme eterno di tutti gli esseri,
ragione dell’uomo razionale,
gloria in chi è illustre.

Nei forti sono la forza
libera da smania e da passione.

Nelle creature sono un desiderio
che mai è in conflitto con la giustizia.

Amen

L.L.

( mia rispettabilissima traslucidazione traduttoriale dallo psico sanscrito )

365 giorni, Libroarbitrio

Fra cronaca e favola: la costruzione del Decameron III

Roma 23 febbraio 2013

Temi delle novelle 

Gli argomenti delle giornate si dispongono infatti secondo un piano organico che dovrebbe illustrare gli aspetti della vita umana e le virtù dell’uomo. Quindi, tranne la prima e la nona giornata a tema libero, le altre sono disposte in considerazione dei temi rispettivi a coppie o in posizione isolata e di rilievo. La seconda e la terza giornata trattano rispettivamente della “fortuna”, che risolve talora in lieto fine, insperatamente, una situazione avversa, e dell’ “industria”, la virtù attiva cioè, che fa ottenere ciò che si è desiderato o perduto. La quarta e la quinta giornata trattano l’una degli amori miseramente finiti, l’altra degli amori felicemente riusciti dopo la sofferenza. La sesta giornata, in posizione quasi centrale, esalta   i  motti di spirito con i quali taluni si sono salvati dal pericolo o hanno respinto l’offesa. La settima e l’ottava narrano inganni e beffe, quelle tese dalle donne ai mariti, o quelle tese dagli uomini alle donne o ad altri uomini. La decima, che conclude il ciclo dopo la pausa della nona, è dedicata alla più nobile delle virtù, quella della magnanimità. Il senso morale dello schema è abbastanza evidente, se si pensa  che dal tema della fortuna, attraverso le virtù pratiche, la passione amorosa, l’ingegno visto nelle forme dell’intelligenza e dell’inganno, si giunge alla magnificazione di una nobile virtù, segno anch’essa di ingegno e di superiorità  umana. Ma lo schema ha una serie di altre corrispondenze, tra le quali non deve sfuggire che dalla prima novella, dedicata alla storia  di un divertente gaglioffo, Ser Ciappelletto, si giunge alla novella finale di Griselda, un’umile donna che seppe, con l’impiego della più saggia  virtù, rendersi degna della magnanimità del Marchese di Saluzzo e superare i limiti della sua condizione sociale.

A domani.

LL