365 giorni, Libroarbitrio

Louis Aragon “Credo”

Roma 24 novembre 2013

Louis Aragon

Credo in te come al profumo
come al canto di un uccello nelle tenebre
credo in te come al mare
credo in te come alla rosa aperta a mezzanotte

Credo in te sola al frontone del mondo
là dove il sole si fa neve
e l’aria fuoco
credo in te sola all’orizzonte dell’uomo

Credo a non posso
alla vertigine allo stordimento alla caduta
all’annientarsi del sé
credo in te come alla vita
si crede nell’istante della morte
credo in te senza aggrapparmi ad alcuna ringhiera
credo in te nell’assenza  e nel sonno
oh mia magnolia d’insonnia
credo in te ne l frastuono e nel silenzio
credo in te nel dolore
credo in te come alla prova d’esistere
come alla lacerazione dell’addio
credo in te più che alla mia stessa ombra
credo in te come l’acqua nera ai riflessi d’oro
come la polvere al piede nudo

Credo in te come il deserto alla pioggia
come la solitudine all’abbraccio

come l’orecchio crede il grido

Louis Aragon nasce a Parigi nel 1897.

Saggista, poeta e romanziere fra i più dotati del panorama letterario francese del Novecento, esponente del Dadaismo e del Surrealismo, inizia la sua carriera con alcune opere sperimentali, che comprendono le raccolte di poesie Fuoco di gioia e Il paesano di Parigi.

L’adesione al Partito comunista  nel 1927, la conoscenza della scrittrice russa Elsa Triolet, che diventerà sua fedele compagna e feconda ispiratrice, i numerosi viaggi nell’Unione Sovietica, segnano le tappe decisive nell’esperienza umana e letteraria del poeta.

Aragon decide infatti di staccarsi dal Surrealismo e impegnarsi nella visione del mondo e dell’uomo dettata dalla nuova ideologia.

Diventa uno dei maggiori attivisti del comunismo transalpino e, durante l’occupazione nazista e la guerra, partecipa alla Resistenza francese svolgendo un’intensa attività politica e giornalistica.

Pubblica in questo periodo alcuni romanzi sotto il titolo generale Il mondo reale, che si caratterizzano per il loro forte realismo sociale.

Continua la produzione poetica e nel dopoguerra quella di romanzi sociali.

Dopo la morte di Elsa, nel 1970, non scrive più e si dedica alla compilazione dell’opera completa sua e della moglie.

Muore nel 1982.

” L’amore di Elsa mi ha sempre portato alla luce: conoscenza di me stesso e delle condizioni della parola; (…) Elsa, mi hai insegnato a chiedere la via, a dire il mio desiderio, a proclamare il bene;  e ogni ora della nostra vita, ogni sguardo su di te mi è sempre un insegnamento che mi fa padrone ad un tempo del mio cuore e di tutti i miei pensieri (…). (Les poissons noir, in Le Museé Grevin)
Louis Aragon , Il duro desiderio di durare
 tratto da  Poesia, Crocetti Editore 1992 

A domani

Lié Larousse

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La Poesia europea del ‘900 : “le parole si gonfiano come il mare” (prima parte)

Roma 31 agosto 2013

Novecento

La poesia europea del Novecento, nei suoi contenuti  e nel ruolo che via via viene ad assumere, appare profondamente segnata dalle drammatiche vicende storiche relative alle due grandi guerre mondiali e ai successivi periodi di ricostruzione, dalle dittature con le loro violente repressioni, dai vari movimenti della Resistenza, dalla Rivoluzione russa e dalla guerra civile spagnola.

In coerenza con i grandi dibattiti sulla funzione della poesia  e sul compito del poeta rispetto alla storia e alla politica, alle tendenze culturali della società, alla specificità della dimensione umana e alle altre forme dell’espressione artistica, l’esperienza poetica di questo secolo è caratterizzata  da continue ricerche e sperimentalismi.

Forme metriche e strutture linguistiche, temi e stili subiscono profonde analisi e scomposizioni, nuove ricostruzioni e singolari accostamenti per fare del componimento poetico ora uno strumento di lotta e denuncia, ora un anelito di pace e giustizia, ora l’intima voce della verità e la testimonianza di una volontà di rottura con tutto ciò che risulta codificato.

I poeti dialogano tra loro, si scambiano idee ed esperienze, si aggregano intorno a importanti riviste e circoli letterari, discutono, polemizzano, progettano.

Per elaborare messaggi sempre più dirompenti e coinvolgenti demoliscono le barriere tra i diversi ambienti artistici della pittura, della letteratura, della musica e del teatro, e realizzano l’integrazione, la contaminazione, la fusione dei rispettivi moduli espressivi.

La poesia delle avanguardie futuriste e dadaiste disintegra i legami sintattici e scopre le più segrete e articolate valenze sonore e ritmiche della parola.

A domani

LL