365 giorni, Libroarbitrio

“Il tamburo di latta” Gunter Grass

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Si può iniziare una storia nel bel mezzo e procedendo arditamente avanti e indietro impiantare un grandissimo casino.
Si può ostentare modernità, depennare  tempi e distanze e a cose fatte proclamare che finalmente e all’ultima ora il problema spazio-tempo è stato risolto. Si può anche affermare, proprio in incipit, che oggi giorno è impossibile scrivere un romanzo, ma dopo, per così dire alle proprie spalle, scaricare un bestseller  bello grosso e ritrovarsi eletto ad ultimo romanziere possibile. Inoltre ho sentito dire che brilla per modestia chi all’inizio pretende: che non esistono più gli eroi da romanzo, perché gli individualisti non esistono più, perché l’individualità ci è scappata di mano, perché l’uomo è solo, ogni uomo solo allo stesso modo, senza alcun diritto alla solitudine individuale, e costituisce una massa solitaria senza nomi e senza eroi. Sarà così e sarà giusto così. Tuttavia per me, Oskar, e per il mio infermiere Bruno vorrei constatare che: noi due siamo eroi, eroi radicalmente diversi, lui dietro lo spioncino, io davanti allo spioncino; e quando lui apre la porta noi due, con tutta l’amicizia e la solitudine, siamo ancora  ben altro che un’anonima massa senza eroi.

365 giorni, Libroarbitrio

“Lettere a Sibilla Aleramo” Clemente Rebora

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O dei grilli in cadenza solitaria
ai poggi senza stelle
dentro il bagnato alitare dell’aria
tenui serenatelle!

Cos’è la vita con sue le rabbie a voi
persi nei solchi fuori
all’ombra inerte, o di silenzi a noi
dolcissimi cantori?

Anima, intona la tua voce e nulla
non domandare più:
cantati la canzone della culla
mentre declini giù.

 

365 giorni, Libroarbitrio

Johann Christian Gunther “Padre Padrone”

Roma 27 marzo 2014

Cielo piombo

 

A Dio per aiuto

Non ho alcun luogo dove posare il capo
in nessun posto accolto, sempre di troppo,
e dove cado non trovo pietà.
Chi crede alla crudeltà delle paterne mani?
Egli si arrabbia sempre e non basta mai
il disprezzo per me, che sono la sua carne.
L’odio di estranei contro mi scatena,
e le provocazioni. Sobilla i miei nemici:
è stoltezza o pazzia?

****

Voi bugiardi, che la gente prendete per il naso!
Parlate della provvidenza e la grazia divina esaltate,
promettete al misero  aiuto e quando un peccatore invoca
gli date salute e la forza solo con la bocca.
Dite dov’è finito il Dio che vuole e può aiutare?
Nelle vostre parole accoglie i peccatori più grandi:
io voglio essere il più grande, e attendo, grido, soffro.
Ma dov’è suo figlio? Dove lo spirito di pace?
L’innocenza del figlio e la forza dello spirito
non bastano col loro amore a salvarmi  dall’ira divina?

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

William Shakespeare “Versi sciolti”

Roma 19 marzo 2014

John William Waterhouse

Come imperfetto attore sulla scena
che per paura scorda la sua parte
o bestia piena di eccessiva rabbia
che non traduce in atto la sua forza,
io per insicurezza non ricordo
perfettamente il rito dell’amore
e forte del mio amore vengo meno
sotto il peso del mio potente amore.
Sia questo verso allora l’eloquenza
e il muto messo del parlante petto
che chieda amore e cerchi il contraccambio
più che lingua che più ha più volte detto.
Leggi quello che zitto ha scritto amore:
Amore ha sguardo per poter sentire.

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

“Senza di te che cosa sarei stato” Novalis

Roma 22 febbraio 2014

Novalis

Senza di te che cosa sarei stato,
senza di te che cosa non sarei?
A timore e angosce destinato,
nel vasto mondo solo starei.
Non saprei con certezza che cosa amare,
uno scuro abisso sarebbe il futuro;
e se a fondo il mio cuore si turbasse,
a chi io potrei dire la mia cura?
Solitario, roso da amore e struggimento,
una notte mi parrebbe il giorno;
seguirei soltanto con lacrime ardenti
la vita nel suo selvaggio corso.
Nel  tumulto troverei tormento,
e a casa il cruccio che fa disperare.
Chi resterebbe senza un amico in cielo,
chi resterebbe qui sulla terra?
Ora che Cristo a me si è rivelato
e sono certo della sua presenza,
con quale rapidità la vita con il suo raggio
distrugge le tenebre sconfinate!

da Canti spirituali, I

A domani
Lié Larousse